Tizio, Caio, Sempronio, Mevio, Filano e Calpurnio

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Tizio, Caio, Sempronio, Mevio, Filano e Calpurnio sono i nomi di sei ipotetiche persone, utilizzati in italiano per indicare una qualsiasi persona presa ad esempio.

Di essi, solo i primi tre sono comuni nel linguaggio parlato, e si trovano spesso scritti con l'iniziale minuscola. In particolare, il primo - Tizio - è di uso comune come sinonimo di «un tale», «una persona qualsiasi»; si è talmente inserito tra i nomi comuni da avere assunto anche una propria flessione (m. tizio, f. tizia, m. pl. tizi,f. pl. tizie).

Provengono dall'esemplificazione giuridica e solo poi sono entrate a far parte del linguaggio comune. I primi tre (i più diffusi) compaiono per la prima volta riuniti nelle opere di Irnerio (Titius Gaius et Sempronius), giureconsulto dello Studio di Bologna.

Sempronius era già usato nell'epoca classica, specialmente nel Digesto di Giustiniano. Gaius era, oltre ad essere uno dei più diffusi praenomina romani, il nome di un famoso giureconsulto, per cui doveva facilmente venire alla memoria dei giuristi, che per primi utilizzarono questi personaggi ipotetici.

Questi nomi sono entrati nell'uso comune attraverso le glosse, i manuali e i trattati di diritto, in cui sono nati probabilmente anche gli altri tre nomi (Mevio, Filano e Calpurnio). In particolare, Filano è parallelo allo spagnolo e al portoghese fulano (che probabilmente hanno la stessa origine semitica di Pinco Pallino).

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