Subscriber Identity Module
Il Subscriber Identity Module (modulo d'identità dell'abbonato), in sigla SIM, è un'applicazione eseguita su una particolare Smart card denominata UICC, ma nota informalmente come SIM card.
La SIM ha il compito di conservare in modo sicuro l'identificativo unico dell'abbonato (IMSI) che permette all'operatore telefonico di associare il dispositivo mobile in cui è inserita la SIM al profilo di un determinato cliente dei propri servizi di telefonia mobile e, di conseguenza, associarlo a uno o più numeri MSISDN, ovverosia numeri di telefono, dati e fax.
La SIM (al femminile secondo l'uso che se ne è diffuso in lingua italiana) conserva anche una copia della chiave segreta necessaria per l'autenticazione dell'abbonato (l'altra è conservata nel sistema informativo dell'operatore) e può contenere una rubrica telefonica e messaggi di testo, in un numero dipendente dalla sua capienza.
L'identificazione basata su SIM è usata nelle reti GSM, UMTS (nel qual caso si parla di USIM) e IMS (nel qual caso si parla di ISIM).
Indice |
[modifica] Caratteristiche
| SIM card | Standard di riferimento | Lunghezza (mm) | Larghezza (mm) | Spessore (mm) |
|---|---|---|---|---|
| Full-size | ISO/IEC 7810:2003, ID-1 | 85,60 | 53,98 | 0,76 |
| Mini-SIM | ISO/IEC 7810:2003, ID-000 | 25,00 | 15,00 | 0,76 |
| Micro-SIM | ETSI TS 102 221 V9.0.0, Mini-UICC | 15,00 | 12,00 | 0,76 |
Le SIM recenti sono del tipo Mini-SIM, misurano 15×25 mm (ISO/IEC 7810) e hanno un angolo smussato al fine di evitarne l'inserimento scorretto nell'apparecchio che le ospita, di solito un telefonino, ma ultimamente anche altri dispositivi quali i palmari, e alcuni modelli di computer portatili, Tablet PC e UMPC ne prevedono l'uso. A differenza di queste, le prime schede erano incapsulate in una tessera di plastica piatta della grandezza di una carta di credito e venivano completamente inserite negli apparecchi e avevano una tensione di lavoro di 5 V. Attualmente le SIM funzionano a 3,3 V.
Tramite dei contatti elettrici avviene uno scambio di informazioni con l'apparecchio che la ospita. Generalmente il suo alloggiamento è tra il corpo del telefono e la batteria, un gancio scorrevole ne consente il bloccaggio; questo consente l'accesso alla SIM solo dopo aver rimosso la batteria. Nei primi telefonini essa era estraibile dal basso e quindi poteva essere facilmente sottratta al proprietario.
[modifica] Servizi
La SIM non contiene il proprio numero telefonico, che in realtà è associato al seriale IMSI in rete. Alcuni operatori (Vodafone in Italia sia per privati sia per aziende) offrono la possibilità di avere una SIM aggiuntiva con lo stesso numero telefonico: non si tratta di una SIM-clone, bensì di una SIM con IMSI (numero seriale) diverso; una delle due è configurata come slave e un'altra come master al fine di stabilire quale debba ricevere per prima le telefonate. Tale servizio è utile per esempio se ci si collega ad Internet attraverso una connect card all'interno di un computer portatile e, volendo possedere una sola utenza, non si vuole ogni volta spostare la SIM dal proprio telefono cellulare alla connect card e viceversa. Oltre al numero di contatti (nome, numeri di telefono) memorizzabili, sulla SIM sono consentiti parecchi servizi accessori, spesso a pagamento, forniti dall'operatore di telefonia mobile.
[modifica] Sicurezza
L'accesso alle informazioni contenute nella SIM è protetto da un codice PIN (Personal Identification Number) composto da cifre (almeno 4) e deciso dal proprietario della scheda, che può modificare quello predefinito con cui la scheda gli è stata venduta. La SIM può essere configurata in modo da chiedere l'immissione del PIN ogni volta che si accende l'apparecchio. Dopo 3 tentativi errati di inserire il codice, la tessera si blocca. Per essere sbloccata va inserito un ulteriore codice, il PIN Unblocking Key o PUK, rilasciato dal venditore al momento della stipula del contratto.
Nel caso anche quest'operazione fallisca si deve portare la SIM in un centro convenzionato con l'operatore che l'ha rilasciata per farsela sbloccare o in alcuni casi cambiare la scheda stessa[1] Questo meccanismo è stato introdotto per scoraggiarne il furto ma con un PC e dei programmi appositi reperibili su internet è possibile aggirare abbastanza facilmente questo ostacolo. Recentemente si sta diffondendo la funzione SIM Lock, dove i cellulari possiedono una funzionalità che inibisce l'uso dello stesso in caso di SIM diversa da quella registrata, e a ogni accensione riconosce se la scheda è quella del proprietario, senza chiedere il codice (tuttavia con degli opportuni accorgimenti hardware e/o software è possibile aggirare queste limitazioni).
[modifica] Capacità
Le SIM inizialmente in circolazione contenevano 0,5, 1 e 2 kilobyte di memoria, ma le più vecchie tuttora diffuse (risalenti al 1998/1999) sono da 8 kB (dotate di 120 posizioni in rubrica e 10 sms memorizzabili); le altre sono: 16 kB, 32 kB, 64 kB, 128 kB fino alle più recenti 256 kB, nate per i telefoni cellulari con tecnologia DVB-H. Lo spazio a disposizione per la rubrica e gli SMS è cresciuto col passare del tempo, ma il massimo che si può trovare sono 250 posizioni di rubrica per le SIM 2G e 500 posizioni per le sim 3G. I numeri di sms memorizzabili dipende dall'operatore e dalla capacità della sim (circa 176 Byte per ogni SMS).
[modifica] Aspetti legali
In base a quanto stabilito dalle condizioni di contratto della maggior parte dei gestori telefonici, la SIM è di proprietà del gestore stesso, cui deve essere restituita su richiesta. La SIM non costituisce infatti il servizio venduto al cliente, bensì lo strumento attraverso il quale il cliente viene identificato e, quindi, usufruisce del servizio.
Sebbene i contratti (a parte quello di CoopVoce) non ne parlino espressamente, il suo possesso si potrebbe configurare come cessione in rapporto di comodato, anche se non ne ha tutte le caratteristiche. Il comodato è infatti un contratto reale, mentre i contratti di telefonia mobile sono contratti consensuali per la cui esecuzione la cessione di una carta SIM risulta indispensabile.
Alcuni operatori telefonici vendevano carte SIM prepagate già attive e dunque funzionanti al momento dell'acquisto; le recenti disposizioni antiterrorismo (cosiddetto pacchetto Pisanu), però, hanno messo fine a questa pratica e quindi anche le carte preattive non sono completamente funzionanti sino ad avvenuto caricamento dei dati anagrafici dell'acquirente, in genere entro 24 ore dall'acquisto presso il rivenditore.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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