Sauropodomorpha

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I sauropodomorfi (Sauropodomorpha) sono un grande gruppo di dinosauri, appartenenti all'ordine dei saurischi. All'interno dei sauropodomorfi sono classificati quei dinosauri che la gente normalmente associa al termine "dinosauro", ovvero i giganti con il collo lungo e il corpo voluminoso, come il famoso Brontosaurus (ora Apatosaurus) e Diplodocus. Nei sauropodomorfi sono compresi anche i più grandi animali di terraferma mai esistiti, come Argentinosaurus o Futalognkosaurus, ma anche dinosauri di taglia piccola come Thecodontosaurus.

Indice

[modifica] Evoluzione

Un prosauropode del Triassico, Massospondylus carinatus

[modifica] Le prime forme del Triassico

All'inizio della loro storia, i sauropodomorfi erano rappresentati da animali di taglia piccola, e relativamente insignificanti all'interno del loro ecosistema: il già citato Thecodontosaurus e Saturnalia sono ottimi esempi. Sviluppatisi all'inizio del Triassico superiore (circa 225 milioni di anni fa), questi animali erano già specializzati per una dieta erbivora, anche se alcuni di essi forse si cibavano anche di piccoli invertebrati. Nel corso di milioni di anni queste forme aumentarono le dimensioni e modificarono la struttura corporea, dando origine ai cosiddetti prosauropodi, che nel Triassico superiore divennero i più grandi erbivori di terraferma. Tra i prosauropodi più famosi, da ricordare Plateosaurus, ormai adattato a una piena dieta erbivora, e il quadrupede Riojasaurus. Altri animali simili, come Melanorosaurus, svilupparono arti colonnari e diedero origine ai primi veri sauropodi: questi animali, oltre agli arti, modificarono il collo, che divenne allungatissimo, e la coda, in alcuni casi sottile come una frusta; il corpo divenne eccezionalmente voluminoso. Antetonitrus e Isanosaurus, della fine del Triassico, sono ottimi esempi.

Un sauropode diplodocoide del Giurassico, Dicraeosaurus hansemanni

[modifica] I giganti del Giurassico

Nel Giurassico inferiore (circa 200 milioni di anni fa) gli ultimi prosauropodi come Massospondylus erano in declino e pochi milioni di anni dopo erano estinti, mentre i sauropodi si espansero notevolmente. Le forme primitive, come Vulcanodon, Patagosaurus e Cetiosaurus, in pochi milioni di anni si diversificarono, dando origine a due gruppi principali (Macronaria e Diplodocoidea), mentre in Cina vi fu una radiazione endemica di forme primitive (Omeisaurus, Shunosaurus). I diplodocoidi, dal cranio lungo e basso, furono numerosissimi nel Giurassico superiore (circa 150 milioni di anni fa), in particolare in Nordamerica: Apatosaurus, Diplodocus, Dicraeosaurus e Barosaurus erano i generi più noti. Questi dinosauri si svilupparono fino a produrre forme enormi (Supersaurus, lungo 30 metri). I macronari, dal cranio corto e alto, si evolsero in animali come Euhelopus, Camarasaurus e soprattutto Giraffatitan e Brachiosaurus, veri giganti alti più di 15 metri.

Un sauropode corazzato del Cretaceo, Ampelosaurus atacis

[modifica] Il declino del Cretaceo

Nel Cretaceo inferiore (circa 120 milioni di anni fa) i sauropodi conobbero una brusca crisi, in particolare nei continenti settentrionali, che portò alla quasi totale estinzione dei diplodocoidi. Le ultime forme, come Rebbachisaurus, erano piccole e molto specializzate. Forse il declino fu dovuto a un cambiamento climatico, alla comparsa delle piante con fiori (e quindi alla necessità di diversificare il modo di nutrirsi) o alla competizione con altri gruppi di dinosauri erbivori più evoluti, gli ornitopodi. Un particolare gruppo di macronari, i titanosauri, conobbe invece una vera e propria fioritura: nel corso del Cretaceo sviluppò tutta una serie di adattamenti e produsse forme corazzate (Saltasaurus), nane (Magyarosaurus) e giganti (Argentinosaurus), riconquistando anche i continenti settentrionali (Alamosaurus e Opisthocoelicaudia). Tutti i sauropodi, però, si estinsero alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa, insieme a tutti gli altri dinosauri.

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