Sante Caserio
Santo Ironimo Caserio (Motta Visconti, 8 settembre 1873 – Lione, 16 agosto 1894) è stato un anarchico italiano che uccise con un pugnale, nel 1894, il presidente della Repubblica francese Marie François Sadi Carnot.
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Biografia [modifica]
Nacque a Motta Visconti, in provincia di Milano, l'8 settembre 1873 da una famiglia contadina. Ebbe cinque fratelli ed una sorella e il padre morì di pellagra (una malattia provocata dall'alimentazione contadina di allora, costituita quasi esclusivamente di polenta) in un manicomio. Non volendo pesare sulla madre, a cui era molto affezionato, all'età di tredici anni si trasferì a Milano. Qui trovò lavoro come garzone di un fornaio. Venne in contatto con gli ambienti anarchici locali e diventò anarchico egli stesso nel 1891, a seguito degli scontri di Piazza Santa Croce in Gerusalemme avvenuti il primo maggio a Roma. Successivamente fondò un piccolo circolo anarchico nella zona di Porta Genova denominato A pèe (in milanese "a piedi", cioè "senza soldi"). Pietro Gori lo ricordava come un compagno molto generoso; raccontava di averlo visto, davanti alla Camera del Lavoro, dispensare ai disoccupati pane e opuscoli anarchici stampati con il suo misero stipendio. Nel 1892 venne identificato e schedato durante una manifestazione di piazza; arrestato per aver distribuito un opuscolo antimilitarista a dei soldati, fu costretto a fuggire prima in Svizzera, a Lugano e Ginevra e poi in Francia a Lione, Vienne e Sète.
L'omicidio di Sadi Carnot [modifica]
Il 24 giugno 1894, deciso a vendicare Auguste Vaillant a cui il presidente Carnot aveva negato la grazia si recò a Lione dove Carnot era atteso per l'inaugurazione dell'Esposizione Universale. Caserio attese che il corteo presidenziale transitasse in piazza della Repubblica, quando approfittando della confusione si avvicinò alla vettura agitando un foglio di carta. I poliziotti pensando che dovesse sottoporre una supplica al presidente lo lasciarono avvicinare fino a montare sul predellino della vettura. Raggiunto il Presidente, lo colpì al fegato con un coltello dal manico rosso e nero (i colori che simboleggiano l'anarchismo).
Dopo l'atto tentò la fuga, ma fu trattenuto dai passanti e quindi immobilizzato dalle forze dell'ordine.[1].
Il processo e la condanna a morte [modifica]
Fu processato il 2 e 3 agosto. Di fronte al tribunale che lo condannò alla ghigliottina tra le altre cose disse:
| « La patria non esiste per noi poveri operai. La patria per noi è il mondo intero... voi siete i rappresentanti della società borghese, Signori giurati; se voi volete la mia testa, prendetevela; ma non crediate con questo di arrestare la propaganda anarchica.[2] » |
Al processo, infatti, non tentò mai di negare il proprio gesto, né di chiedere la pietà del giudice. Gli fu offerta la possibilità di ottenere l'infermità mentale e in cambio avrebbe dovuto fare i nomi di alcuni compagni, ma Caserio rifiutò ("Caserio fa il fornaio, non la spia"). In cella, mentre attendeva la condanna a morte, gli fu anche mandato, con il permesso del Ministro degli Esteri, il coadiutore di Motta Visconti don Alessandro Grassi per l'estrema unzione e per confessarsi, ma rifiutò. Fu giustiziato il 16 dello stesso mese tramite ghigliottina. Sul patibolo, infine, un attimo prima di morire, gridò rivolto alla folla: "Forza, compagni! Viva l'anarchia!".
Le reazioni in Francia [modifica]
Il gesto di Caserio provocò diversi atti di violenza e intolleranza da parte dei francesi contro i numerosi immigrati italiani, compatrioti dell'assassino. Subito dopo l'attentato il consolato italiano di Lione fu assaltato e difeso a stento e diversi negozi di italiani vennero saccheggiati. I disordini furono tali da condurre all'arresto di 1200 persone in poche ore. Nel resto della Francia si assistette a numerosi licenziamenti di lavoratori italiani e nei giorni successivi si registrarono almeno 3000 rimpatri. Contemporaneamente però, e nei mesi a seguire, si verificarono numerosi arresti per apologia di reato nei confronti di sostenitori dell'azione di Caserio; tra questi Alexandre Dumas (figlio). A livello legislativo si ebbe inoltre una stretta repressiva con l'approvazione delle cosiddette "leggi scellerate" che vennero duramente contestate in Francia.
Caserio è il protagonista del settimo capitolo del libro Gli anarchici di Cesare Lombroso.
Canti su Santo Caserio [modifica]
Sulla figura di Caserio si è in seguito sviluppata una tradizione popolare di canti e di una perdurante memoria collettiva. Numerose sono le canzoni a lui dedicate, in parte tramandate oralmente. Alcuni esempi sono:
- Le ultime ore e la decapitazione di Caserio di Pietro Cini (nota anche come Aria di Caserio)
- Partito da Milano senza un soldo di autore anonimo
- La ballata di Sante Caserio di Pietro Gori
- Sante Caserio su testo di Pietro Gori, elaborazione musicale di Daniele Sepe
- Il processo di Sante Caserio.
- Sante Caserio del gruppo Oi! anarchico torinese Youngang
- Mesanoc an sl'aqua, della Banda Brisca
- Sante Caserio, interpretata dal gruppo folk rock italiano Les Anarchistes e contenuta nell'album del 2002 Figli di origine oscura.
Bibliografia [modifica]
- Maurizio Antonioli. Voce "Sante Caserio", in Autori Vari "Dizionario biografico degli anarchici italiani, vol. I", ed. BFS, Pisa 2003 ISBN 88-86389-86-8
- Rino Gualtieri "Per quel sogno di un mondo nuovo", Euzelia editrice, Milano 2005 ISBN 88-88372-15-6
- Errico Malatesta "Dialoghi sull'anarchia", Gwynplaine edizioni, Camerano (AN) 2009 ISBN 978-88-95574-06-6
- Giovanni Ansaldo "Gli anarchici della Belle Époque", Le Lettere, Milano 2010 ISBN 88-6087-240-5
Note [modifica]
- ^ Walter Minardi, "Un sinistro risvolto della Belle Epoque: il terrorismo anarchico", su Historia n° 165, Settembre 1971 pag 34:"L'attentatore getta il pugnale insanguinato e fende la folla tentando di fuggire, ma qualcuno lo trattiene e i poliziotti accorsi s'impadroniscono di lui e lo conducono al commissariato di rue Moliere, proteggendolo dalla folla che lo vuole linciare."
- ^ Roberto Gremmo, Sante Caserio, ELF, 1994, p.52
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Wikisource contiene opere originali di o su Sante Caserio
Commons contiene immagini o altri file su Sante Caserio
Collegamenti esterni [modifica]
- (FR) Articolo su Caserio
- (FR) Le Bal des Innocents: film su Caserio
- Le canzoni su Sante Caserio
- (EN) articolo apparso su The New York Times del 16 agosto 1894.
Controllo di autorità VIAF: 18026952 LCCN: no94040051