Rodolfo Walsh

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Rodolfo Jorge Walsh Gill (Lamarque, 9 gennaio 1927Buenos Aires, 25 marzo 1977) è stato un giornalista e scrittore argentino, considerato il fondatore del giornalismo investigativo in Argentina per il libro Operación Masacre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Rodolfo Jorge Walsh Gill si chiamava Miguel Esteban Walsh, e la madre Dora Gill, entrambi lavoratori di origine irlandese.

Walsh, dapprima correttore di bozze e traduttore presso la casa editrice Hachette, iniziò la sua carriera letteraria come autore di racconti polizieschi, arrivando a vincere il prestigioso Premio Municipal de Literatura de Buenos Aires con l'opera Diez cuentos policiales argentinos (1953)[1].

Scrisse il libro Operación Masacre (1957) per testimoniare un barbaro e singolare episodio da parte delle forze armate che avevano rovesciato il peronismo e che repressero con esecuzioni sommarie i tentativi di sollevazione della resistenza peronista[2]. Un gruppo di civili che stavano seguendo la radiocronaca di un incontro di boxe fu trascinato via e fucilato in un immondezzaio; la singolarità dell'evento sta nel fatto che sette dei dodici sopravvissero persino ai colpi di grazia. L'episodio colpì profondamente la sensibilità del giornalista, che scrisse il suo libro capolavoro e col quale inaugurò il genere della cosiddetta non-fiction ("romanzo-verità" in italiano) non solo in Argentina ma nel mondo intero, giacché fu pubblicato nove anni prima di A sangue freddo di Truman Capote (1966), considerato il capostipite del genere.

Altro titolo degno di nota, fra le sue opere, il racconto "Esa Mujer" (Quella donna, pubblicato in italiano nella raccolta Fotografie La Nuova Frontiera, 2014), che tratta del trafugamento del cadavere di Evita Perón da parte dei militari antiperonisti, e che nel 1999 fu eletto miglior racconto argentino del XX secolo da una giuria di scrittori e critici letterari consultati dalla casa editrice Alfaguara.[3]

Nel 1959, a Cuba, intercettò e decodificò un telex della CIA sull'invasione della Baia dei Porci.[4] Grazie alle sue informazioni, Fidel Castro si preparò per contrastare l'invasione.[5] Proprio a La Habana Walsh aveva fondato, insieme a Gabriel García Márquez, l'agenzia giornalistica cubana Prensa Latina, diretta dall'argentino Jorge José Ricardo Masetti Blanco (su ordine del medico argentino che a Cuba era diventato il mitico Comandante Ernesto Che Guevara de La Serna).

Si unì al movimento armato dei Montoneros come esperto di intelligence, quando il peronismo fu bandito. Lo scrittore combatté in prima linea la feroce dittatura dei generali, durante la quale perse la vita in uno scontro a fuoco la figlia ventiseienne Vicki (María Victoria)[6]. Divenne un super ricercato, cambiò identità, andò a vivere con la moglie Lilia Ferreyra, e con la figlia minore, in un piccolo villaggio fuori Buenos Aires.

Nel marzo del 1977 scrisse una lettera aperta al generale Videla e alla sua giunta (la Carta Abierta de un Escritor a la Junta Militar), lettera in cui denunciava e chiedeva conto dei crimini perpetrati: compilò liste di morti e desaparecidos, risalenti alle fosse comuni e ai centri di tortura; non tacque della depravazione in cui il paese era caduto, descrivendo l'uso estremo della tortura e il coinvolgimento della CIA nell'addestramento della polizia argentina; non ultimo, denunciò la fallimentare politica economica, che avrebbe portato povertà e condizioni di lavoro prossime allo schiavismo.

Venne catturato in un'imboscata a Buenos Aires mentre diffondeva la sua lettera, spedendone alcune copie per posta alle redazioni dei giornali argentini e a corrispondenti stranieri. Il suo nome risulta nell'elenco dei desaparecidos, ma secondo la testimonianza di alcuni detenuti sopravvissuti alla ESMA sarebbe arrivato al campo di concentramento già morto ed il suo cadavere esposto dai militari come un trofeo[7]. Nessuno, all'epoca, pubblicò il suo scritto che oggi è diventato un classico della letteratura in Argentina. Tradotto per la prima volta in italiano nel 2004[8], fu ripubblicato nell'edizione del 2011 di Operazione Massacro che contiene a chiusura il testamento politico e letterario di Rodolfo Walsh.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] "La literatura policial según Rodolfo Walsh"]
  2. ^ [2] Blas García: "Operación Masacre: Sublevación peronista y fusilamientos ilegales en basurales y cárceles"]
  3. ^ "Los mejores 1001 cuentos literarios de la Historia: Esa mujer, de Rodolfo Walsh"
  4. ^ Gabriel García Márquez Rodolfo Walsh, lo scrittore che arrivò prima della CIA in: A ruota libera 1974-1995, Mondadori, 2003
  5. ^ "En Cuba, Walsh se definió por la revolución Latinoamericana"
  6. ^ Rodolfo Walsh "Carta a mis amigos" (Lettera ai miei amici) 29/12/1976
  7. ^ Paolo Maccioni "Buenos Aires troppo tardi" Arkadia, 2010, pag. 213)
  8. ^ "Lettera aperta alla Giunta militare" trad. di Gaspare de Caro in "Hortus Musicus" n. 20, anno V - ottobre-dicembre 2004, pp. 50-53

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Rodolfo Walsh, Operazione massacro, trad. di Elena Rolla, Sellerio Editore 2002
  • Rodolfo Walsh, Operazione massacro, trad. di Elena Rolla, La Nuova Frontiera, 2011, ISBN 9-788883731945
  • Rodolfo Walsh, Fotografie, trad. di Anna Boccuti e Elena Rolla, La Nuova Frontiera 2014, ISBN 9788883732621

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael McCaughan, True Crime: Rodolfo Walsh and the Role of the Intellectual in Latin American Politics, Latin America Bureau 2000, ISBN 1-899365-43-5
  • Gabriel García Márquez Rodolfo Walsh, lo scrittore che arrivò prima della CIA in: A ruota libera 1974-1995, Mondadori, 2003, ISBN 9788804506843
  • Gaspare De Caro e Roberto De Caro Figure della sovversione. Due lettere di Rodolfo Walsh (Dossier Argentina) in "Hortus Musicus" n. 20, anno V - ottobre-dicembre 2004, pp. 49-53
  • Eduardo Jozami Rodolfo Walsh. La palabra y la acción, Grupo Editorial Norma, Buenos Aires 2006, ISBN 9875454087
  • Paolo Maccioni Buenos Aires troppo tardi, Arkadia, 2010, ISBN 978-88-96412-23-7
  • Il Venerdì di Repubblica, n. 1256, 13 aprile 2012

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