Retroattività

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La retroattività è la capacità di un atto in genere normativo di estendere la sua efficacia anche al tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in vigore. La commisurazione del rilievo giuridico di un'azione, un atto o di un fatto è perciò, con la retroattività, non limitata a un dato periodo, in genere posteriore all'entrata in vigore dello strumento giuridico che la rileverà, ma vale per azioni, atti e fatti di qualunque tempo.

La non-retroattività (o irretroattività) della legge penale, comune alla maggioranza degli ordinamenti giuridici occidentali, prevede che un cittadino non possa essere processato e condannato per azioni che non erano considerate reato al momento in cui sono state compiute. Se una legge penale introduce una nuova figura di reato, questa non può perciò essere applicata alle azioni precedenti la sua emanazione, poiché al momento in cui si sono svolti i fatti il reato non era previsto come tale. La non-retroattività della legge penale sottende il principio "nulla poena sine lege" (nessuna pena senza una legge che la preveda), in altra formulazione noto come "nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali" (nessun reato, nessuna pena senza previa legge penale).

Parziali deroghe al principio di irretroattività della legge penale, solitamente assoluto, si riscontrano qualora, per il principio del favor rei, le nuove norme depenalizzino, mitighino o comunque correggano in senso favorevole al reo precedenti disposizioni; ciò rileva soprattutto quando le nuove norme non abroghino o sconfessino espressamente le precedenti e dunque nel silenzio delle nuove norme potrebbe leggersi un'eventuale ultrattività della norma precedente. Il principio "tempus regit actum", anch'esso talvolta invocato per connotare la dipendenza delle procedure dalla legge del tempo di riferimento, contiene il limite di non chiarire il punto dell'eventuale rischio di ultrattività.

La retroattività nel diritto italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Irretroattività della legge penale (diritto italiano).

La non-retroattività delle norme è un principio generale dell'ordinamento italiano, cui il legislatore dovrebbe attenersi.

Dalla Costituzione (art. 25) è vietata la retroattività della norma penale, come sarebbe vietata quella civile (nell'art.25 si menziona una punizione, e non una condanna), ma nella giurisprudenza della Consulta una norma retroattiva e non penale può essere dichiarata legittima se questa non viola il principio generale di ragionevolezza, disparità di trattamento ovvero l'affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica quale elemento fondante lo Stato di diritto (art. 3), la coerenza e la certezza dell’ordinamento giuridico, il rispetto delle funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario (sent. n.6 del 1994).

L'ordinamento italiano ammette la possibilità di retroattività delle leggi amministrative, tributarie e previdenziali, sebbene la norma incida su diritti di natura economica, e situazioni cristallizzate nel tempo.

La norma tributaria retroattiva è illegittima se viola la capacità contributiva del cittadino (art. 53 costituzione) [1]. La norma previdenziale retroattiva può ridurre l'importo del trattamento previsto [2], mentre è illegittima se elimina del tutto prestazioni previdenziali già conseguite in ragione del quadro normativo esistente prima della norma [3]. Le sentenze si riferiscono a titolari di pensione già iniziate a liquidare prima della norma retroattiva, ma fanno riferimento anche a persone in possesso dei requisiti minimi contributivi per la relativa liquidazione in base alle leggi vigenti prima della normna retroattiva (e, a decorrere da una certa data successiva a questa): tuttavia, affermano l'esigenza di tutelare il diritto del cittadino a operare le proprie scelte secondo il quadro legislativo esistente.

Una norma retroattiva è lecita qualora un decreto legge non venga trasformato in legge dal parlamento, per modificare o annullare tutti gli effetti prodotti dal decreto legge in questione: in termini giuridici, il decreto legge decade retroattivamente.

Inoltre, le sentenze emesse dalla Corte Costituzionale possono avere efficacia retroattiva nella misura in cui i giudizi pendenti non siano già estinti per decorrenza di termini previsti come essenziali, oppure passati in giudicato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Consulta, sent. n.315/1994, n.385/1994, nn.16/2002 e 291/2003
  2. ^ sentenza n. 417/1996
  3. ^ sentt. n.211 del 1997 e n.416 del 1999

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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