Psycho II

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Psycho II
Psycho II.jpg
Norman Bates e Mary Loomis
Titolo originale Psycho II
Paese di produzione USA
Anno 1983
Durata 113 min
Colore Colore
Audio sonoro
Genere thriller, orrore, slasher
Regia Richard Franklin
Sceneggiatura Tom Holland
Produttore Hilton A. Green
Fotografia Dean Cundey
Montaggio Andrew London
Effetti speciali Albert Whitlock
Musiche Jerry Goldsmith
Tema musicale Bernard Herrmann
Scenografia John W. Corso
Costumi Peter V. Saldutti e Marla Denise Schlom
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Psycho II è un film del 1983 per la regia di Richard Franklin. È il seguito del capolavoro (1960) di Alfred Hitchcock con protagonista Janet Leigh.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo ventidue anni passati in istituto psichiatrico, Norman Bates è giudicato sano di mente e quindi liberato. Lila Loomis, sorella di Marion Crane (che Norman ha ucciso sotto la doccia nel primo film) e vedova di Sam Loomis, organizza una petizione perché non convinta della sua guarigione.

Bates è accompagnato a casa dallo psichiatra del manicomio, il dottor Bill Raymond. Al motel Norman fa anche la conoscenza del nuovo gestore, Warren Toomey.

Il giorno dopo, Norman inizia a lavorare in una tavola calda. La sua collega Mary Samuels, appena lasciata dal ragazzo, gli chiede se può trovargli un posto dove passare la notte. Norman le procura una stanza d'albergo nel motel, ma, dopo aver scoperto che Toomey l'ha trasformato in una casa d'appuntamenti, decide di ospitarla a casa sua.

A un certo punto Norman inizia a sentire dei rumori strani in casa sua che sembrerebbero il segno del fatto che non sia completamente guarito. La presenza di sua madre c'è ancora nella casa. Qualcuno gli telefona dicendo di essere lei. Poco dopo una figura in vestito nero uccide Toomey mentre sta lasciando il motel.

Sospettando di non essere ancora guarito del tutto, Norman sente delle voci che lo portano alla stanza della madre. È rimasta uguale a ventidue anni prima. Uno strano rumore lo conduce in solaio, dove qualcuno lo rinchiude. Mentre Bates cerca di uscire, avviene un altro omicidio: una figura ignota uccide il ragazzo che era venuto con la fidanzata per cercare un posto appartato nella cantina della casa, ma quest'ultima riesce a scappare e a chiamare lo sceriffo.

Nel frattempo Mary trova Norman addormentato in soffitta, con la porta aperta. Lo sceriffo suona al campanello di casa Bates e interroga Norman e Mary a proposito dell'omicidio. Lo sceriffo allora va ad ispezionare la cantina, ma non vi trova il cadavere del ragazzo. Confuso, Norman non vuole affermare che c'è qualcosa o qualcuno di sospetto in casa sua, ma Mary interloquisce affermando di essere stata lei a pulire la cantina. Dopo che lo sceriffo se n'è andato, Norman, terrorizzato, chiede a Mary: "Perché avete mentito allo sceriffo?" e lei risponde "Ho dovuto dire qualcosa, stava per arrestarvi!".

Sembra che Norman sia tornato lo psicopatico di un tempo, ma Mary lo smentisce: "Non avreste potuto essere voi a uccidere quel ragazzo, non siete più quello di prima". Più tardi Mary, mentre fa la doccia, s'accorge che qualcuno la osserva da un buco nel muro. Chiama allora Norman ma si rende conto che non può essere lui perché in quel momento era in cantina. Mary prende una pistola e inizia a controllare la casa, ma l'arma preoccupa Norman, che le dice: "Quella è a causa mia?". I due rimangono disgustati quando trovano uno straccio insanguinato che qualcuno ha buttato nel gabinetto.

Mary, dopo aver detto a Norman che sarebbe andata a controllare il motel, s'incontra con Lila Loomis, che in realtà è sua madre. È stata Lila a chiamare Norman al telefono dicendo di essere sua madre, ed anche a travestirsi come lei per fargli credere che la madre fosse tornata, in modo che lui potesse ritornare allo stato precedente d'insanità mentale. Mary l'ha aiutata nel suo diabolico piano, riportando la stanza della madre di Bates com'era anni prima e chiudendo Norman nella cantina mentre si consumava l'omicidio del ragazzo. Lila spiega anche come Norman non avrebbe potuto mai uccidere quest'ultimo nel basamento della casa.

Intanto il medico di Norman scopre l'identità di Mary e informa Bates del fatto. Ordina anche di far riesumare il corpo di Norma Bates in modo che Norman si convinca della morte di sua madre e non possa pensare che sia lei a perseguitarlo. Mary ammette a Norman di essere stata complice di Lila e che sua madre non la smetterà di angosciarlo. Allora il telefono squilla e Norman risponde adirato dicendo: "Salve, la signora Loomis?" per poi cambiare subito tono "Ah perdonami... madre". Mary decide di parlare alla madre per poi scoprire che non c'è nessuno in linea con Norman.

Mary torna a casa e chiede a Norman di fuggire con lei, dicendogli: "Mia madre ti farà ricoverare di nuovo in manicomio". Norman allora cerca di far confessare a Mary quello che gli ha fatto. Il telefono riprende a squillare e Norman continua a parlare con sua "madre". Ancora una volta, Mary si rende conto che non c'è nessuno in linea con lui. Norman inizia a parlare al telefono di Mary e dice "No madre, non potete fare questo... non dovete ucciderla". Spaventata, Mary si traveste da Norma Bates armata di un coltello da macellaio e va verso Norman. Quest'ultimo non capisce che sua "madre" è in realtà Mary, che cerca di bloccare Bates ma qualcuno l'afferra da dietro. È il dottor Raymond che, introdottosi in casa per smascherare i cospiratori contro Norman, finisce pugnalato da Mary e cade dal balcone. Bates crede ancora di parlare con sua "madre", ma la ragazza gli dice: "Norman non sono vostra madre, sono Mary!". Norman appoggia Mary nella cantina di frutto e cade su una pila di carbone, rivelando il corpo di Lila. Mary, convinta che sia stato Norman a commettere gli omicidi, lo assale ma i poliziotti le sparano. Al commissariato lo sceriffo illustra in modo impreciso la vicenda. Entrambe le donne cercavano di far tornare Norman pazzo cosicché sarebbe stato rimesso in manicomio. Il barista dichiara che Mary ha detto a Lila di stare lontana. Questa dichiarazione permette alla polizia di vedere la morte di Lila Loomis come un assassinio commesso da Mary e che anche gli altri delitti sarebbero stati compiuti da lei. Lo sceriffo commenta: "Se aveste visto Mary Loomis alla fine, capireste. Lei era diventata pazza al punto da vestirsi come Norma Bates. E poi diceva a Norman che era lui quello fuori di sé!"

Il film quindi prosegue verso il finale. È notte e una donna si avvicina alla casa dei Bates. Norman sta bollendo l'acqua e ha preparato un posto a tavola quando qualcuno bussa alla porta: è la signora Emma Spool, che lavorava con Norman e Mary alla tavola calda.
Emma si siede al tavolo, Norman le dà una tazza di tè avvelenato. Lei gli dice di essere la sua vera madre e che Norma era sua sorella e quindi la zia di Norman. "Ero troppo giovane per avere un figlio, inoltre ebbi dei problemi personali" racconta Emma, che rivela anche di essere stata lei ad uccidere chiunque avrebbe messo in difficoltà suo figlio. Sorseggiando il tè avvelenato, Emma inizia a ridere.

Norman la uccide improvvisamente colpendola alla testa con una pala.
Come lei giace morente, Norman chiude le tende alla cucina e quindi raccoglie il suo corpo e lo porta al piano superiore, nella sua stanza. Il pubblico sente la voce di Norma Bates, che avverte il figlio di non far intromettere altre ragazze di nuovo. Alla fine Norman riapre il motel su consiglio della cara mamma: "Di cosa credi che vivremo? Di aria fresca?".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film non ha nulla a che vedere con il secondo volume Psycho II di Robert Bloch, ma è basato su una sceneggiatura originale di Tom Holland.

Il set originale della casa e del motel Bates è stato ricostruito per le riprese.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Richard Franklin fa un cameo: è l'uomo seduto al gioco da bar nella tavola calda dove lavora Norman.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

« Sono passati ventidue anni e Norman Bates torna a casa »
(Slogan promozionale)

Il film fu un successo a sorpresa al botteghino.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo pseudonimo che Meg Tilly usa nel film, Mary Samuels, è ispirato a quello con cui Janet Leigh si registra in Psyco nel motel Bates.
  • In una scena Norman vuole dare a Mary la stanza numero 1. È la stessa in cui è avvenuto l'omicidio nella doccia del primo film.
  • Nella scena in cui Norman mostra a Mary la stanza di sua madre, prima che accenda la luce, si può notare sulla destra dello schermo un'ombra che ricorda molto il volto di Alfred Hitchcock: sicuramente un tributo al grande regista britannico morto tre anni prima dell'uscita del film, sequel del suo film più conosciuto Psycho.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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