Prisca theologia

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La Prisca theologia è una dottrina nata a Firenze nel tardo XV secolo che ritiene che esista un'unica vera teologia che attraversi tutte le religioni e che essa fu donata da Dio all'uomo nei tempi antichi.[1][2]

Storia del concetto[modifica | modifica sorgente]

Il termine prisca theologia appare per la prima volta negli scritti di Marsilio Ficino nel XV secolo. Ficino e Pico della Mirandola concentrarono i loro sforzi di riforma della Chiesa cattolica attraverso la ricerca della prisca theologia, che ritenevano si trovasse riflessa in diverse discipline esoteriche e non attraverso i secoli: il neoplatonismo, l'ermetismo, il pitagorismo, la qabbalah ebraica, gli Oracoli caldaici e altre.[3]

Durante l'Illuminismo, nonostante la tendenza a considerare tutte le religioni come variazioni di una medesimo tema antropologico e la tendenza a disistimare la validità di tutte le religioni rivelate, l'idea di una prisca theologia non venne ripresa né considerata degna di particolare riflessione[4].

Nei tempi moderni essa venne ripresa da alcune discipline esoteriche tra cui il rosacrocianesimo[5].

Il concetto di prisca theologia è da distinguere da quello di filosofia perenne, per quanto in alcune ricorrenze essi vengano usati in maniera quasi intercambiabile. Una delle differenze più marcate è che la prisca theologia viene intesa come esistente in forma pura solo in epoca molto antica e essa avrebbe sofferto un processo di declino e diluizione attraverso i tempi moderni e attraverso le varie discipline nelle quali si è trovata a passare. In altre parole si può dire che Ficino e Pico ritenessero che le forme e i fenomeni religiosi più antichi fossero, in un certo senso, i più puri - in quanto più vicini alla forma religiosa originaria donata da Dio agli uomini - e che, invece, le forme e i fenomeni religiosi più moderni fossero meno puri poiché vittime degli accidenti della storia. La teoria della filosofia perenne, invece, non conosce questa distinzione e asserisce, più semplicemente, che la "vera religione" si manifesta periodicamente in differenti luoghi, tempi e forme. Entrambi i concetti, comunque, suppongono l'esistenza di qualcosa che si può appunto definire come "vera religione" e sono d'accordo nel conferire ad essa le medesime caratteristiche di base.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Yates, F., Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, Routledge, London, 1964, pp 14–18 and pp 433–434
  2. ^ Hanegraaff, W. J., New Age Religion and Western Culture, SUNY, 1998, p 360.
  3. ^ Heiser, James D., Prisci Theologi and the Hermetic Reformation in the Fifteenth Century, Repristination Press, 2011. ISBN 978-1-4610-9382-4
  4. ^ Natural Religion and the History of Priestcraft 1660-1722 Chapter 5 from, The Pillars of Priestcraft Shaken: The Church of England and its Enemies, 1660-1730 (1992), by Justin Champion, ISBN 0-521-40536-X
  5. ^ Hegel and the Hermetic Tradition by Glenn Alexander Magee

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Moshe Idel, Cammini verso l'alto nella mistica ebraica, Milano, Jaca Book, 2013.
  • Wouter J. Hanegraaff, Dictionary of Gnosis and Western Esotericism, Brill, 2006.
  • James Hankins, Plato in the Italian Renaissance, Brill, 1990.
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