Pisterzo

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Pisterzo
frazione
Pisterzo
Pisterzo – Stemma Pisterzo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Comune Prossedi-Stemma.png Prossedi
Territorio
Coordinate 41°29.45′00″N 13°16.2′00″E / 41.490833°N 13.27°E41.490833; 13.27 (Pisterzo)Coordinate: 41°29.45′00″N 13°16.2′00″E / 41.490833°N 13.27°E41.490833; 13.27 (Pisterzo)
Altitudine 466 m s.l.m.
Abitanti 80[3]
Altre informazioni
Cod. postale 04010
Prefisso 0773
Fuso orario UTC+1
Cod. catastale H076
Nome abitanti Pisterzani
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo Penultima domenica di Agosto[1],29 settembre[2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pisterzo
Posizione della frazione di Pisterzo nella provincia di Latina
Posizione della frazione di Pisterzo nella provincia di Latina

Pisterzo è una frazione del comune di Prossedi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Classico esempio di città medioevale, Pisterzo è un piccolo paese in provincia di Latina situato nella zona montuosa degli Ausoni e sovrastante la vallata dell'Amaseno da cui si ergono i Monti Lepini, a 466 m s.l.m. Conta circa un'ottantina di abitanti ma l'estate si riempie di vacanzieri[4] che amano stare in tranquillità e in luoghi freschi. Visto dall’alto il centro abitato ha una perfetta forma a ferro di cavallo.

Etimologia del nome[modifica | modifica sorgente]

Il significato del nome Pisterzo è piuttosto controverso, dal fascino antico, scritto in alcuni documenti "Bisterzo", in altri "Pistercio" o "Pistezzo", ma nel documento più antico è riportato come "Prius Tertium", che tradotto significa il "Primo dei Tre". Esso dovrebbe intendersi come il primo dei tre castelli fondato nella Vallata dell’Amaseno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

I primi cenni storici di Pisterzo risalgono al 1125, come testimonia il "Chronicon Fossae Novae", dove con il nome di Terno o Terzo ne viene ricordata la distruzione ad opera delle truppe papali di Onorio II; in quell’anno ricorre anche per la prima volta il nome di Tertium. Tra il 1028 al 1125 venne a formarsi gradualmente il piccolo agglomerato urbano collocandosi a fianco di Prossedi, definita Castrum nel 1027 e di S. Croce, divenuta successivamente Rocca Secca.

Scheda Storica
  • ANNO 1125 : Prius Tertium, Pisterzo è occupato e bruciato da Papa Onorio II.
  • ANNO 1224 : Figura nel Testamento di Giovanni dei Conti di Ceccano.
  • ANNO 1377 : Pisterzo è riconosciuto per metà da Gregorio XI quale feudo di Nofrio dei Conti di Ceccano.
  • ANNO 1390 : Il feudo è Riunito sotto il dominio di Cecco di Ceccano, per riconoscimento di Bonifazio IX.
  • ANNO 1425 : Il feudo passa sotto il dominio della famiglia Conti ed è loro riconosciuto dal Papa Martino V.
  • ANNO 1534 : Girolamo Conti, abate di 5. Gregorio, ne vende 3/4 alla famiglia Chigi di Siena.
  • ANNO 1544 : I Chigi vendono il feudo a Luca Massimo.
  • ANNO 1761 : Camillo e Francesco Massimo sono autorizzati dal Papa Clemente XIII a vendere il feudo di Pisterzo al marchese Angelo Gabrielli.
  • ANNO 1762 : Clemente XIII erige a principato il feudo di Pisterzo che ha come ultimi feudatari i Gabrielli.

L’ubicazione dell’allora Terzo era presso la Valle dell’Amaseno, in posizione del tutto diversa dell’attuale e, a testimonianza di ciò, è tuttora presente la “Torre de Pineis”, presso cui si ritiene esistesse Terzo (o Terno). Negli anni a seguire la Valle dell’Amaseno continuò a registrare il passaggio di eserciti imperiali, papali e normanni, rispetto ai quali emerse la presenza dei vassalli dei signori di Ceccano, i quali strinsero alleanze con i vari contendenti del momento. Furono loro a sottomettere diversi centri della zona, tra cui Terzo. Sotto la dinastia dei Ceccano e precisamente di Landolfo figlio di Giovanni, il nome Terzo venne cambiato in Pisterzo e la sua nuova collocazione urbana divenne quella attuale. Ma con il decadimento dei conti di Ceccano, iniziò anche per Pisterzo un periodo buio. Nel 1425, con l’elezione di Papa Martino V, Ildebrandino dei Conti di Valmontone ne divenne nuovo feudatario. Nel 1478 Pisterzo perviene a Federico, abate di San Gregorio dell’Urbe, che nel 1534 lo trasferisce alla famiglia Chigi di Siena, la quale 10 anni dopo, esattamente il 9 aprile del 1544, cede il feudo a Luca Massimo, sotto cui il paese conobbe un periodo di rinascita. Nel 1600, Camillo Massimo, fece costruire in Pisterzo la nuova chiesa di S. Michele Arcangelo. (restaurata nel periodo 1720-1724 e riedificata nel 1924 in seguito ad un incendio avvenuto nel 1921). Il 28 aprile del 1762, Francesco Camillo Massimo vendette il feudo di Pisterzo al marchese Angelo Gabrielli, il quale ottenne nello stesso anno dal Papa Clemente XIII l’erezione del feudo a principato di cui fece parte anche Prossedi e Rocca Secca. Terminata l’epopea feudale, Pisterzo diverrà appodiato da prima a San Lorenzo (Amaseno) e successivamente a Prossedi, sino all’applicazione del regio decreto 5928/1870 e della legge del 18 agosto 1870, in cui cesserà di esistere la figura degli appodiati. A Pisterzo non resta altro che essere assorbito dal comune di Prossedi, di cui diventa frazione. Nel 1925, viene installata l'energia elettrica. Nel 1934, con la creazione della provincia di Littoria (dal 1946 Latina), Pisterzo insieme con Prossedi, entreranno a far parte della 93esima provincia italiana. Nel 1954 venne collegato il piccolo centro con la vallata attraverso la costruzione della strada. Altra importante opera pubblica fu realizzata nel 1964 con l'acquedotto. La posizione collinare, che in precedenza tanto giovò a Pisterzo isolandolo da tutte le guerre della vallata sottostante, in seguito ne bloccò la crescita e lo sviluppo, rivelandosi un handicap pesantissimo. La difficoltà di ricavare aree edificabili, l’impossibilità pressoché assoluta di erodere territorio alla collina da destinare all’agricoltura, la mancanza di collegamenti stradali sufficientemente agibili, contribuì a quell’emigrazione oceanica che raggiunse il culmine negli anni 50-60. In seguito, sempre negli anni '60, l'emigrazione è proseguita verso città italiane come Latina e Roma, conducendo così il paese ad un inevitabile spopolamento

Seconda guerra mondiale: il bombardamento di Pisterzo (Maggio 1944)[modifica | modifica sorgente]

« Era il mese di maggio del 1944. Il tempo era bello e l’aria limpida. Alle otto di mattina mi trovavo in piazza con alcuni amici in quanto non potevamo andare a lavorare nei campi, quando sentimmo il caratteristico rumore uniforme dei motori delle fortezze volanti. I bombardieri erano divisi in due formazioni, ciascuna di dodici aerei con alcuni caccia che li controllavano volando più in alto. Li guardavamo con curiosità come sempre dirigersi verso Roma, e quando due bombardieri si staccarono dal gruppo abbassandosi verso l’abitato, non ci impensierimmo, pensando che sarebbero andati ancora una volta a colpire il ponte sul fiume Amaseno dove il giorno prima avevano solo distrutto con altro bombardamento la chiesa. Le bombe che sganciarono erano invece dirette sull’abitato di Pisterzo. Pensammo che tutto fosse andato distrutto. Per un miracolo, solo per un miracolo le bombe caddero tutte intorno al paese. La tragedia si era comunque compiuta. Vi furono ugualmente dei morti che io stesso aiutai a trasportare »
(Così ricordava il fatto Ricci Michele Farelli che lo aveva vissuto)

A seguito del bombardamento, la popolazione che ancora non si era rifugiata in montagna, fu presa dal panico. Fu convinta però a rimanere in loco da un giovane di circa venticinque anni, il quale si affannava a ripetere che era meglio rimanere in paese e che l’episodio non si sarebbe più ripetuto. All’arrivo degli alleati in paese, lo stesso giovane vestito da ufficiale americano, salutò gli amici di Pisterzo e se andò con le truppe alleate rivelando la sua identità. Fino a quel momento era stato ospitato come sfollato in una casa all’ingresso del paese, ed invece era membro dei servizi di informazioni dell’esercito alleato inviato alle spalle della linea tedesca di Cassino per controllare e riferire i movimenti dei nemici. Evidentemente, tramite una trasmittente, era in contatto con l’esercito alleato ed è per questo motivo che si era affrettato a dire alla popolazione di Pisterzo che l’errore del bombardamento non si sarebbe ripetuto.

Emigrazione oceanica[modifica | modifica sorgente]

Uno dei momenti più tormentati e dolorosi della comunità di Pisterzo è costituito dal fenomeno dell’emigrazione. La mancanza di lavoro e le cattive condizioni economiche spinsero molte famiglie a lasciare il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore e più stabile. La prima emigrazione avvenne tra il 1908 e il 1914. Molti pisterzani, immigrati in Canada e stanziatisi nel nord dell’Ontario, nelle varie località come Sudbury, North Bay, Capreol, Timmins e Thunder Bay, iniziarono a svolgere lavori pesanti, come nelle miniere e nelle ferrovie, ma che permisero loro di vivere e guadagnare abbastanza da poter mantenere le proprie famiglie rimaste in Italia. Una seconda ondata migratoria dei capi famiglia avvenne nel 1948/49 e nel 1956/57 e, a differenza del fenomeno precedente, anche i nuclei familiari furono richiamati in Canada determinando la diminuzione demografica, lo spopolamento del centro abitato e l’abbandono dei terreni. In quegli anni, una delle principali destinazioni degli emigrati, fu la città di Toronto (tuttora vi è la più grande comunità italiana presente in Canada). I pisterzani si stabilirono maggiormente nelle zone di Dufferin, St. Clair, Jane-Sheppard e Woodbridge. Trovarono nuove occupazioni e progredirono sempre di più, lavorando nell’edilizia, nel commercio, altri operarono nell’industria, raggiungendo così una buona condizione di vita e ritagliandosi un piccolo spazio all’interno del panorama Canadese, contribuendo al miglioramento economico dello stesso. Oggi i giovani pisterzani sono brillantemente inseriti nella società canadese, frequentano università e tra loro annoverano anche degli ottimi professionisti. Al fine di preservare le tradizioni e la cultura pisterzana, nel 1980, a Toronto, fu fondato il “The Pisterzo Social and Cultural Club”. In italia, nel frattempo, lo spazio vuoto lasciato dai Pisterzani immigrati in Canada, fu colmato da nuove famiglie limitrofe al paese, le quali acquistanoro case e terreni degli emigrati. Molte di queste abitazioni, divennero, in seguito, una seconda casa di gente proveniente da Latina, da Priverno e da Roma. Le famiglie che per prime emigrarono in Canada furono quelle dei Cardoni, dei Carcasole, dei Ceccanese, dei Diamanti, dei Falconi, dei Protomanni, dei Pincivero, dei Pagliaroli e dei Ricci (quest’ultima una delle più numerose).[5]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa San Michele Arcangelo: è stata interamente ricostruita nel 1924, vicino alla vecchia struttura distrutta durante un incendio nell'anno 1921. Essa presenta un pròtiro e un piccolo campanile con copertura a capanna composita; il suo interno è a tre navate divise da 12 colonne. Il soffitto, a capriate, presenta modeste decorazioni.
  • Palazzo Gabrielli: edificio di epoca medievale, si trova vicino alla chiesa e per la sua forma quadrata e per i contrafforti che irrobustiscono la struttura viene chiamato il castello.
  • Palazzo del Capitano: di origine medievale, ospitava la civica amministrazione. Piuttosto modesto nella struttura, è stato completamente ristrutturato.[6]
  • Monumento ai Caduti: nella piazza antistante alla Chiesa San Michele Arcangelo si trova un monumento ai Caduti della I e II Guerra Mondiale. Tale monumento è sormontato da un'aquila dalle ali aperte.
  • Statua di Padre Pio: sempre in prossimità della Chiesa San Michele Arcangelo è presente una statua di Padre Pio donata dalla Società Amica Pisterzana Toronto-Canada nell'anno 2001.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Pro Loco di Pisterzo[modifica | modifica sorgente]

Il 29 novembre 1981 fu costituita la Pro Loco di Pisterzo con lo scopo di dare maggior impulso al turismo, stimolando così emigrati e residenti a vivere con più entusiasmo e partecipazione la realtà del paese. L'11 dicembre 2011 è stato festeggiato il 30º anniversario della sua fondazione.

Complesso Bandistico "San Michele Arcangelo" Pisterzo[modifica | modifica sorgente]

La banda musicale è tra le più antiche tradizioni del paese. Ha significato molto per Pisterzo e per anni è stato motivo d'orgoglio per tutti gli abitanti del luogo.

Storia della Banda Musicale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1912 nacque in Pisterzo la Scuola Musicale ad opera del Maestro Paterniano Licati. Il 6 giugno del 1913 venne inaugurata ufficialmente la "Società Bandistica San Michele Arcangelo". Redattore del 1° Statuto fu Don Pietro Cappadocia ed il 1º Presidente fu Vincenzo Cappadocia. Sotto la sua presidenza nel 1920 si ebbe la prima bandiera, con la divisa[7] e relativa strumentazione.

Presidenti del Complesso Bandistico

Successivamente alla presidenza di Vincenzo Cappadocia, seguirono: Antonio Cappadocia (1940/45), Giuseppe Ricci (1946/48), Settimio Ricci (1947/48), Lucio Troini (1948/67), Giuseppe Pincivero (1967/90)

La banda musicale suonò ininterrottamente dal 1920 al 1940, per poi riprendere l'attività nella stagione '46/'47.

Direzione della Banda

Antonio Cappadocia (1915/24), Ferdinando Ricci (1925/45), Antonio Campagna (1946/47), Antonio Falconi (1948/56), Michele Carcasole (1957/80), Vitale Ricci (1980/81), Stanislao Ceccanese (1981/83), Maurizio Ricci (1983/90), Mario Pagliaroli (1989/[8])

Nel 1946 la banda raggiunse il capoluogo di provincia, Latina, richiamando a sé l'attenzione del Prefetto su alcuni problemi del paese, inscenando una singolare protesta musicale, suonando l'Aida e la Traviata


Il 6 giugno 2013 il Complesso Bandistico ha celebrato i 100 anni di attività.

Banda Musicale di Pisterzo (LT): prima uscita ufficiale ad inaugurare il Centenario della sua fondazione (06-07-2013)

Feste e tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Interno della chiesa "San Michele Arcangelo", Pisterzo.

Eventi annuali[modifica | modifica sorgente]

Gennaio: Sant'Antonio e San Sebastiano

Marzo: San Giuseppe

Maggio: Sant'Angelo

Giugno: Corpus Domini

Luglio: Sagra dei fichi

Agosto: Serata delle 7 minestre

Agosto: (penultima domenica) Festa estiva patronale S.Michele Arcangelo

Settembre: San Michele Arcangelo (festa ufficiale)

Ottobre: Sacro Cuore

Via Borgo - Pisterzo
Sagra dei fichi[modifica | modifica sorgente]

Dal 1982, la seconda settimana di Luglio vede come evento la "Sagra dei Fichi" dove vengono distribuiti quintali di questo dolcissimo frutto nella qualità "San Pietro". A Pisterzo se ne producono altre varietà, ma questa è sicuramente la migliore ed è una delle ricchezze del luogo. Prima della loro distribuzione, i fichi vengono benedetti dal parroco.

Serata delle Sette Minestre[modifica | modifica sorgente]

La prima domenica di agosto viene celebrata la "Serata delle Sette Minestre". Grazie alla collaborazione delle massaie locali, vengono preparate zuppe fatte con pane raffermo condite con fagioli, cotiche, cipolle, ceci, lenticchie, fave e broccoletti, tutti prodotti appartenenti alla più antica tradizione lepina. Le minestre vengono quindi benedette e distribuite a tutti i presenti in lunghe tavolate allestite all’aperto. Esibizioni musicali, lotterie, canti e balli allietano locali e “forestieri” per tutto il pomeriggio. Dal 2001 alla sagra viene abbinata una gara podistica in salita denominata “Trofeo Le 7 Minestre” (il percorso è di 7,3 km).

Festa San Michele Arcangelo (Agosto)[modifica | modifica sorgente]

È la festa patronale celebrata la terza settimana di Agosto, caratterizzata dalla solenne processione, dalla benedizione e distribuzione di nozze[9] e ceci. Caratteristica l'esibizione del Complesso Bandistico "San Michele Arcangelo" di Pisterzo. La serata suole chiudersi con lo spettacolo pirotecnico.

Toronto Party[modifica | modifica sorgente]

Evento celebrato in Agosto dedicato al ritorno nella terra natale dei cittadini pisterzani emigrati in Canada[10].

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura e pastorizia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura e pastorizia hanno rappresentato le attività economiche principali del paese fino all'ultimo dopoguerra. Esse infatti sfruttavano in modo integrale ed armonico il territorio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Nel 1954 viene realizzata la strada che collega il centro abitato di Pisterzo con le cittadine limitrofe e in direzione di Latina e Frosinone, sostituendo la vecchia strada mulattiera. La tarda realizzazione della rete di trasporto fu una delle cause che spinse i pisterzani ad emigrare per la mancanza di collegamento e che non diede loro la possibilità di sfruttare i nuovi posti di lavoro che vennero a crearsi nell'immediato dopoguerra a seguito del boom economico.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Dal 2001 si svolge una gara podistica su strada denominata "Trofeo le 7 Minestre", organizzata dall'Associazione Pro Loco Prossedi-Pisterzo e dall’ASD Atletica Latina, con il Patrocinio del Comune di Prossedi e con la collaborazione della UISP[11]. La competizione prevede un percorso arduo, tutto in salita, di circa 7,3 chilometri, completamente chiuso al traffico, che conduce dai 50 metri sul livello del mare della località Madonna del Ponte, nella valle dell’Amaseno, fino ai 466 metri del borgo appodiato a Prossedi.

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

È presente l' U.S. Pro Pisterzo Calcio, squadra di calcio a 5, amatoriale, che rappresenta il paese partecipando a vari tornei organizzati nel territorio pontino.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Comunità alloggio per anziani[modifica | modifica sorgente]

All'ingresso di Pisterzo è presente una casa di soggiorno e riposo per anziani.

Ristorazione[modifica | modifica sorgente]

Nel borgo medioevale di Pisterzo è presente un ristorante.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il 18 dicembre 2010, alle ore 2 della notte, durante un violento temporale un fulmine si è abbattuto sul campanile della chiesa di San Michele Arcangelo provocando ingenti danni alla struttura e non solo: il fulmine ha coinvolto anche la condotta idrica e l'impianto di illuminazione pubblica, gli impianti elettrici e gli elettrodomestici delle attività commerciali e dei singoli cittadini privati, sconvolgendo l'assetto del paese.
  • Il 7 luglio 2012, in occasione della Trentesima Sagra dei Fichi, si è tenuto il 1° motoraduno "FICHI IN MOTO", evento organizzato dalla Pro Loco di Pisterzo.
  • Il 15 dicembre 2012 è stato presentato il libro scritto da Antonio Campagna e Settimio Ricci "Cronistoria senza pretese d'una vita realmente e duramente vissuta dalla comunità locale nell'arco del nostro secolo (1900-1984) raccontata da due pisterzani veri".
  • La 12ª edizione della gara podistica "Trofeo le 7 minestre", in programma il 3 agosto 2013, è stata annullata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Festa patronale estiva San Michele Arcangelo
  2. ^ Nel calendario liturgico cattolico si festeggia come San Michele Arcangelo il 29 settembre
  3. ^ Circa
  4. ^ Anche stranieri, in particolare canadesi
  5. ^ Le notizie relative alla Storia di Pisterzo sono tratte dal "Canadian-Italian Pisterzo web site" e dal libro "Pisterzo (Prius Tertium)" -anno 1986- del Dr. Franco De Angelis
  6. ^ Le notizie relative alla Chiesa San Michele Arcangelo, al Palazzo Gabrielli, Palazzo del Capitano, sono tratte dalla "Guida turistica Lepini"
  7. ^ Giacca tipo militare, berretto a tuba alla francese ecc.
  8. ^ Attualmente in carica
  9. ^ Ciambelle caratteristiche
  10. ^ Toronto in particolare ospita circa 1500 persone originarie di Pisterzo
  11. ^ Unione Italiana Sport Per tutti

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]