Onere della prova

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L'onere della prova, secondo la legge italiana, è un principio giuridico generale secondo il quale chi vuole dimostrare l'esistenza di un fatto ha l'obbligo di fornire le prove per l'esistenza del fatto stesso.

Ha le sue radici nel brocardo latino onus probandi incumbit ei qui dicit.

Ambito civilistico[modifica | modifica sorgente]

Tale regola è prevista dall'articolo 2697 del Codice Civile, secondo cui chi chiede il giudizio su un diritto di cui "dice" o "afferma" i fatti costitutivi, deve assumere l'impegno implicito di provare ciò che afferma, con la conseguente responsabilità dell'eventuale difetto o insuccesso di quella prova. Costituiscono eccezioni al principio onus probandi incumbit actori le presunzioni: la praesumptio iuris et de iure è invincibile, la praesumptio iuris tantum inverte solo l'onere della prova.

Ambito penalistico[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito penale, tale regola è rinforzata e equivalente al principio della Presunzione d'innocenza fino a prova contraria. Tale principio non è valido in ambito civilistico, per cui non sempre e nemmeno in generale l'onere della prova è a carico del ricorrente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Torrente e Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, Milano, Giuffrè editore, 1995. ISBN 8814044880.
  • Siracusano et al., Diritto processuale penale, Torino, Giuffrè editore, 1996. ISBN 88-14-05694-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]