Giulio Paolo

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Giulio Paolo (latino: Iulius Paulus; floruit fine II secolo-inizio III secolo; Patavium, ... – ...) è stato un giureconsulto romano e prefetto del pretorio.

Paolo Giulio esercitò le cariche di giureconsulto romano e prefetto del pretorio al tempo dell'imperatore Alessandro Severo: è ricordato per i suoi commenti ad opere di diritto compilate durante la Roma repubblicana.

Dopo Eneo Domizio Ulpiano, di cui fu contemporaneo, risulta essere l’autore più utilizzato nella compilazione del "Corpus iuris civilis" voluto dall'imperatore Giustiniano con l'utilizzo di passi tratti dalle sue 86 opere in 319 libri.

In epoca postclassica un adattamento delle sue opere dal titolo Pauli sententiae ebbe grande fortuna e influenzò notevolmente la scienza giuridica del tempo.

I padovani lo ricordano come uno dei loro grandi concittadini, assieme a Tito Livio, Pietro D'Abano e Alberto da Padova dell'ordine agostiniano degli Eremitani (questi ultimi due vissuti tra il XIII e il XIV secolo), nelle lunette poste sopra le quattro porte pretorie sotto le logge del Palazzo della Ragione di Padova. L'iscrizione latina posta sotto il bassorilievo che ritrae Giulio Paolo recita:

PAULUS PATAVINUS IURISCONSULTOR<UM> CLAR<ISSIMUS> HUIUS URBIS DECUS AETERN<UM, ALEX<ANDRI> MAMMEAE TEMPORIB<US> FLORUIT, AD PRAETURAM PRAEFECTURAM CONSULATUMQ<UE> EVECTUS, CUIUSQ<UE> SAPIENTIAM TANTI FECIT JUSTINIAN<US> IMPERAT<OR>, UT NULLA CIVIL<IS> IURIS PARTICULA HUIUS LEGIB<US> NON DECORETUR, QUI SPLENDORE FAMAE IMMORTALIS OCULIS POSTERITATIS ADMIRAND<US>, INSIG<N>I IMAGINE HIC MERITO DECORATUR.


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