Palazzo della Ragione (Padova)

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Coordinate: 45°24′26″N 11°52′31″E / 45.407222°N 11.875278°E45.407222; 11.875278

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Il palazzo della Ragione da piazza delle Erbe

Il palazzo della Ragione (detto anche Salone, per sineddoche) era l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova. Fu eretto a partire dal 1218 e sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani che gli diede la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata. Il piano superiore è occupato dalla più grande sala pensile del mondo, detto "Salone" (misura 81 metri per 27 ed ha un'altezza di 27 metri) con soffitto ligneo a carena di nave. Fa parte del Palazzo Comunale di Padova.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli affreschi originali, attribuiti a Giotto andarono distrutti nell'incendio del 1420. Il Salone è affrescato da un grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico (completati tra il 1425 e il 1440) basati sugli studi di Pietro d'Abano.

Nella sala è conservato un gigantesco cavallo ligneo, copia rinascimentale di quello del monumento al Gattamelata di Donatello, e due sfingi egiziane portate nell'800 da Giovan Battista Belzoni. Recentemente un angolo del Salone è stato adibito ad ospitare un pendolo di Foucault, a sottolineare l'inscindibile connessione tra Padova e la scienza.

Il Salone divide le due grandi piazze delle Erbe e delle Frutta, sedi dei mercati padovani. Sotto il Salone, lungo due gallerie parallele, trovano posto numerose e caratteristiche botteghe di generi alimentari.

Come ideale congiunzione alla sua primitiva funzione è fisicamente collegato ad oriente all'attuale sede municipale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quanto alla storia dell'edificio è presumibile pensare che il luogo dove sorge l'attuale Palazzo sia stato edificato ed abitato in età precedenti. Sotto il Palazzo rimane infatti memoria dell'età romana e le testine romaniche scolpite poste sugli stipiti degli archi di accesso al mercato sotto il Salone, ne sono una riprova. Non si conosce la data esatta della costruzione primitiva ma già nel 1166 esisteva la parte inferiore dell'edificio che aveva funzioni pubbliche.

La prima realizzazione risale al 1219, ed aveva lo scopo di ospitare i tribunali e gli uffici finanziari, ruolo che ebbe non solo in età comunale, ma, sia pure con uso ridotto, anche durante la signoria Carrarese e tutta la dominazione Veneziana, fino al 1797. Fu però anche sede commerciale, unica funzione questa che mantenne nel tempo. Vi è quindi uno stretto rapporto tra il Salone e la giustizia.

L'intensificarsi della mercatura nell'area delle piazze invitava il Comune a un intervento regolarizzatore che affermasse anche materialmente la protezione pubblica sulle attività mercantili. I primi statuti che regolano la vita delle città comunali risalgono all'inizio del XII secolo e riguardano soprattutto il commercio e le istituzioni politiche. La forma attuale la si deve a frate Giovanni degli Eremitani che tra il 1306 e il 1309 fece alzare la grande volta in legno a due calotte ed aggiungere il porticato e le logge coprendo le scale. Il tetto fu rifatto a capriate in legno di larice, senza colonne centrali e ricoperto da piastre di piombo.

Al grande salone si accedeva attraverso quattro scalinate che prendevano il nome dal mercato che si svolgeva ai loro piedi: la Scala degli uccelli (Scala degli osei) al Volto della Corda, dei ferri lavorati, in Piazza delle Erbe, la Scala del vino, sempre in Piazza delle Erbe, e delle frutta nell'omonima piazza. In epoca comunale esisteva un passaggio sospeso che dalla piccola loggia portava al dirimpettaio Palazzo delle Debite, sede delle carceri pretorili destinate ad accogliere i debitori insolventi. L'antico edificio venne demolito nel 1873 e sostituito dall'attuale palazzo, che porta lo stesso nome, progettato da Camillo Boito. È invece tuttora esistente il collegamento ad est col palazzo comunale, denominato Volto della Corda.

Il 17 agosto 1756 un furioso turbine sconvolse il grande edificio distruggendone il tetto e scoperchiandolo. Bartolomeo Ferracina, orologiaio e ingegnere della Serenissima, più noto per la costruzione dell'orologio di Piazza San Marco a Venezia e anche autore della ricostruzione del ponte palladiano di Bassano del Grappa, provvide alla riedificazione dell'imponente struttura. Trasferiti i tribunali nel 1797, il Salone fu aperto per grandi riunioni popolari, ricorrenze e feste.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo della Ragione Padua Saal.jpg
  • Il passaggio coperto tra Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti è detto Volto della Corda. Il nome deriva dai tratti di corda che lì venivano somministrati nel Medioevo ai commercianti che imbrogliavano sulle misure. La pena consisteva nel sollevare il reo per i polsi legati dietro la schiena fino a 3–4 m e poi lasciarlo ricadere.
  • Nel Salone è conservata la pietra del Vituperio, su cui i debitori insolventi erano obbligati a battere per tre volte le natiche dopo essersi spogliati (la pratica è all'origine dell'espressione restar in braghe de tea).
  • Di fronte alla facciata ovest del Salone sorge il Palazzo delle Debite che era collegato al Salone stesso da un passaggio sopraelevato tramite il quale venivano tradotti dal Salone al palazzo stesso i debitori condannati, poiché il Palazzo delle Debite era appunto la prigione dei debitori insolventi.
  • In corrispondenza di uno dei quattro angoli del palazzo, nel muro esterno sono scolpite alcune unità di misura che venivano usate dai mercanti per evitare discussioni sulle quantità di merci scambiate.
  • Un turbine (oggi detto tornado o tromba d'aria) distrusse il tetto e danneggiò seriamente l'edificio il 17 agosto 1756[1].
  • Il Palazzo della Ragione può apparire rettangolare a prima vista. In realtà la pianta è decisamente irregolare e i 4 angoli sono diversi fra loro. Lo si nota molto bene dalle immagini satellitari ma è comunque una caratteristica visibile anche a occhio nudo.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ clima - eventi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]