Eneo Domizio Ulpiano
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(Eneo Domizio Ulpiano)
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Eneo Domizio Ulpiano (latino: Eneus Domitius Ulpianus; Tiro, II secolo circa – Roma, 228) è stato un politico e giurista romano, considerato uno dei maggiori esponenti della dottrina giuridica romana.
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[modifica] Biografia
[modifica] Primi anni
Di Eneo Domizio Ulpiano non si hanno riferimenti anagrafici certi, ma è giusto pensare di fissare la sua nascita intorno al II secolo. Fu fra i basilari esponenti della giurisprudenza romana del suo tempo; basilarità dovuta alla formulazione e alla sistemazione di molte norme del diritto amministrativo, diritto civile romano dell’epoca, che rimangono tutt’oggi a fondamento del diritto moderno e materia di studio nelle facoltà di giurisprudenza.
[modifica] Carriera politica
Tra il 203 ed il 211 fu assessore assieme a Giulio Paolo durante la prefettura di Emilio Papiniano. Fu mentore dell’imperatore Alessandro Severo, con il quale intrattenne una relazione stretta. Capo del consiglio di reggenza dell’imperatore Severo, Ulpiano rimediò alle nefandezze giuridiche e finanziarie imposte dal precedente imperatore Eliogabalo, dando di nuovo autorità al Senato. Il Senato, grato, ricambiò la sua difesa conferendogli dapprima la prefettura dell'annona e poi la prefettura del pretorio. Ulpiano instaurò fra i pretoriani un clima di rigidità e di austerità, cosa che causò malcontento, sfociato infine nella congiura di palazzo guidato da Marco Aurelio Epagato – ex liberto di Caracalla –, e quindi nella sua uccisione.
[modifica] Importanza giuridica post-mortem
Ulpiano è uno dei cinque giuristi che hanno avuto più considerazione nel periodo imperiale. Inoltre, le sue opere furono ampiamente impiegate nella redazione del Digesto di Giustiniano.
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