Oggetti de La Ruota del Tempo

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Nella serie di quattordici romanzi fantasy La Ruota del Tempo dello scrittore statunitense Robert Jordan, si incontrano molti oggetti, strumenti e simili, dall’uso particolare; quelli legati all’uso dell’Unico Potere sono gli angreal, i sa'angreal ed i ter'angreal; altri invece non sono legati all’Unico Potere, ma hanno degli usi o delle storie particolari, tra questi si possono ricordare:

Ashandarei[modifica | modifica wikitesto]

È una lancia, la cui punta è una lunga lama nera e ricurva a sciabola, è infrangibile e non arrugginisce, venne creata con l’Unico Potere. Sul manico vi si trovano incisi due corvi ed un’iscrizione nella lingua antica:

Così il nostro trattato è stato scritto; così l’accordo stipulato. Il pensiero è la freccia del tempo; la memoria mai si affievolisce. Ciò che è stato chiesto è stato dato. Il prezzo è pagato.

Dopo che Matrim Cauthon entrò nella soglia rossa ritorta presente nel Rhuidean, facendo una serie di richieste agli Eelfinn, questi lo esaudirono, ma alla fine lo impiccarono a questa lancia, riportandolo nel Rhuidean. Mat venne però salvato da Rand e si tenne Ashandarei quale sua arma di combattimento. Vista la scritta che si trova su di essa, questa lancia viene quasi a costituire il contratto scritto che Mat ha stabilito con gli Eelfinn.

Nel Libro XIII, quando Mat è penetrato un'altra volta nel mondo degli Eelfinn e degli Aelfinn per liberare Moiraine, si scopre che Ashandarei è il mezzo con il quale si può ritornare nel proprio mondo aprendo una passaggio interdimensionale.

Gli alberi Chora, Avendesora e Avendoraldera[modifica | modifica wikitesto]

Gli alberi Chora furono dei costrutti viventi, creati con l'Unico Potere durante l'Epoca Leggendaria: chiunque riposava sotto le loro fronde, dalle caratteristiche foglie a tre punte, provava una sensazione di pace, serenità e rilassamento. Nel corso della Frattura del Mondo, alcuni arbusti degli alberi Chora furono portati in salvo nel Rhuidean dagli ultimi Aiel Da'shain.

Avendesora, che significa albero della vita nella Lingua Antica, è il nome dell'ultimo esistente albero Chora; è cresciuto nella perduta città del Rhuidean nella Desolazione Aiel. Durante la loro battaglia nella città Asmodean ed il Drago Rinato, hanno bruciato le fronde dell'albero, però Moiraine esaminandolo, ha garantito che è ancora in vita.

Avendoraldera è un arbusto tratto dal mitico albero Avendesora, che gli Aiel hanno donato a Cairhien come suggello del privilegio di commercio, infatti gli Aiel hanno garantito agli abitanti di Cairhien di commerciare attraverso il loro territorio, dopo aver scoperto che gli avi dei Cairhienesi diedero il permesso di abbeverarsi agli avi degli Aiel. Re Laman Damodred di Cairhien, abbattendo per futili motivi l'albero che si è sviluppato (la costruzione di un trono unico al mondo), provoca la reazione di ben quattro clan degli Aiel, che mettono a ferro e fuoco le Terre Bagnate per punirlo (la cosiddetta Guerra Aiel); questo evento è necessario al compimento della profezia che porta alla nascita del Drago Rinato.

Una foglia scolpita di albero Chora costituisce la chiave per poter aprire una porta delle Vie Ogier.

Nello stemma del regno di Tarabon compare un Albero della Vita. I fondatori di quel regno affermarono di essere dei discendenti del regno di Almoth, dove per molto tempo sopravvisse un albero Chora.

Corno di Valere[modifica | modifica wikitesto]

Il Corno di Valere è un mitico artefatto che ha il potere di richiamare dalla tomba, a combattere in forma fantasmatica, gli eroi legati alla Ruota del Tempo, vale a dire quei personaggi che, ciclicamente, vengono reincarnati, di epoca, in epoca, per compiere grandi imprese a favore della Luce e che quando non sono in vita, riposano e trascorrono il tempo in Tel’aran’rhiod. Il corno sembra un banale corno da caccia o da guerra anche se d'oro, sul quale sono incise in argento le parole Tia mi aven Moridin isainde vadin ("la tomba non è ostacolo al mio richiamo"). Periodicamente ad Illian, nella grande piazza di Tammuz, viene proclamata la Grande Caccia al Corno, in cui numerose persone (i Cercatori del Corno) giurano di andare alla ricerca del mitico oggetto. Molte delle mitiche vicende legate alla Caccia al Corno sono diventate delle celebri ed epiche ballate o canzoni, narrate dai menestrelli da un capo all'altro del continente.

Al termine del primo libro, il Corno di Valere venne recuperato all'Occhio del Mondo dai protagonisti della saga. Trafugato all'inizio del libro successivo da Padan Fain, venne nuovamente recuperato dai protagonisti e suonato da Mat durante la battaglia di Falme, per scacciare i Seanchan invasori (in questa maniera lui diventa il Suonatore del Corno e finché resterà in vita, nessun altro avrà il potere di usarlo per risvegliare gli eroi). Successivamente il Corno è stato portato alla Torre Bianca da Verin Sedai ed è stato nascosto laggiù da Siuan Sanche, che dovrebbe essere l'unica a conoscere la sua attuale collocazione.

Nel Libro XIV l'Amyrlin Egwene incarica Faile di portare il Corno a Mat in gran segreto. Faile ed il suo convoglio vengono però sorpresi da una Bolla di Male e dirottati nella Macchia. Grazie ad alcuni stratagemmi riescono a tornare sul campo di battaglia, ma il tradimento di Aravine rischia di compromettere la consegna. Faile si fa inseguire dai nemici ed affida al piccolo Olver il compito di riportare il Corno a Mat. Olver alla fine viene catturato da un Trolloc e perciò, per la disperazione, suona il Corno, mettendo in azione il suo potere, perché in realtà Mat è morto e risorto nel Libro V e quindi ha perso la sua influenza sull'oggetto. Olver, il nuovo Suonatore del Corno, lo utilizza quindi per l'Ultima Battaglia, sia a Merrilor che a Sahyol Ghul, dove richiama dalla morte anche gli spettri di tutti i lupi morti, affinché abbattano i segugi neri. Dopo la battaglia Birgitte convince Olver a gettare il Corno nell'Oceano.

Cuendillar[modifica | modifica wikitesto]

Il cuendillar, conosciuto anche come Pietra dell'Anima, è un materiale praticamente indistruttibile ed inscalfibile, creato con l'Unico Potere nell'Epoca Leggendaria e di cui si era perso il metodo di fabbricazione; qualsiasi tipo di forza o di energia venga esercitata o scagliata su di esso, viene assorbita, rendendolo ancor più forte e resistente. Recentemente Egwene al'Vere ha scoperto come ricrearlo con Saidar: è necessaria una complessa tessitura per trasformare oggetti di ferro in cuendillar (per la precisione un reticolo di Terra Fuoco ed Aria viene intessuto per avviluppare un oggetto di ferro, poi una seconda tessitura di Terra e Fuoco penetra il reticolo, e tocca l'oggetto che diventa bianco).

Questo talento è poco comune tra le incanalatrici poiché richiede forza in Terra (già di per sé poco comune tra le donne), infatti, sebbene la tessitura richieda un quantitativo relativamente modesto di potere, se non si è forti in Terra, agisce in maniera troppo lenta e snervante.

Oltre ad Egwene solo altre nove Aes Sedai, due Ammesse e circa due dozzine di Novizie (in un campo di oltre mille e trecento incanalatrici) sono in grado di produrlo (quindi meno del 3% in una vasta comunità di incanalatori). Una delle novizie è Bode Cauthon (la sorella di Mat), tra le sorelle Leane Sharif, Kairen Stang e Ashmanaille.

Nel corso del Libro XII Rand al'Thor dimostra che il cuendillar, fino ad allora ritenuto un materiale indistruttibile, può invece essere infranto dal Vero Potere.

Kesiera[modifica | modifica wikitesto]

La kesiera è un gioiello indossato dalle donne d’alto rango del Regno di Cairhien; è costituita da una catenella di metallo prezioso con appesa una gemma, essa viene legata sul capo in maniera che la gemma penda proprio nel mezzo della fronte. Moiraine Sedai indossa una kesiera con uno zaffiro azzurro. Daigian Sedai invece una kesiera con una pietra di luna bianca.

Hadori[modifica | modifica wikitesto]

L'Hadori è una stretta fascetta di cuoio intrecciato, che gli uomini Malkieri tengono attorno al capo, anche per tener ferma la lunga e folta capigliatura che cade alle loro spalle. Esso viene donato al momento del passaggio tra l'adolescenza e l'età adulta, è simbolo di mascolinità e del valore guerriero di un uomo. Pochi tra i Malkieri in esilio portano ancora l'Hadori, tra questi il loro re titolare al'Lan Mandragoran.

Ki'sain[modifica | modifica wikitesto]

Il Ki'sain era una piccola macchia di colore disegnata in mezzo alla fronte da tutte le donne dello scomparso regno di Malkier ed indicava il loro stato familiare: le fanciulle nubili ne portavano una di colore blu, le donne sposate una rossa, mentre le vedove una bianca. Questa usanza è stata mantenute da alcune donne Malkieri che si sono rifugiate nelle altre Terre di Confine dopo la caduta della loro nazione. Il Ki'sain simboleggiava anche il giuramento delle donne del Malkier a dedicare i propri figli al combattimento contro l’Ombra. Dopo il suo matrimonio con al'Lan Mandragoran, Nynaeve al'Meara porta il Ki'sain rosso.

Mah'allenir[modifica | modifica wikitesto]

Mah'allenir è il nuovo grande martello forgiato da Perrin Aybara nel corso del Libro XIII della saga. L'acciaio particolare che lo compone è stato ottenuto, oltre che dal duro lavoro di Perrin, anche grazie all'intervento dell'Asha'man Fager Neald, che ha usato assieme Saidin e Saidar, legandosi in circolo con tutte e sei le Sapienti Aiel presenti nel campo. Quando lo sfiora con la mano, Perrin sente che il martello sembra essere sempre caldo, quasi vivo, inoltre quando colpisce con esso la Progenie dell'Ombra, dalla carne colpita si sprigiona del fumo, come se il suo tocco la ustionasse. Perrin in memoria di Hopper ha scelto questo nome per il martello, che nella lingua Antica significa "colui che vola" o "colui che si libra".

Pugnale di Shadar Logoth[modifica | modifica wikitesto]

È un pugnale dalla lama lunga e ricurva, con una guaina d'oro lavorata con strani simboli. L'elsa è intrecciata da fili d'oro e sul pomello, alla sua estremità, si trova incastonato un rubino, grosso quanto un pollice; la guardia dell'elsa ha la forma di due serpenti dalle scaglie d'oro e dalle fauci aperte.

Nel primo libro i tre ragazzi protagonisti, si trovano nella città fantasma e maledetta di Shadar Logoth, dove vengono attirati in un sotterraneo da Mordeth, uno degli spiriti malefici della città. Alla fine Matrim Cauthon fugge assieme agli altri, ma porta con sé, di nascosto, proprio il pugnale. Nell'oggetto è racchiuso il male della città, che così inizia a manifestarsi sulla personalità di Mat, il quale viene guarito da questa influenza malefica da Moiraine, ma solo parzialmente e temporaneamente.

All'inizio del libro successivo il pugnale viene rubato, assieme al Corno di Valere, da Padan Fain, che comincia a fondersi con Mordeth, lo spirito malefico legato all'arma. Recuperato dai protagonisti alla fine dello stesso libro, il pugnale verrà portato a Tar Valon, dove Mat verrà finalmente liberato dalla sua influenza nefasta. Nei libri successivi Padan Fain tornerà a riprenderselo definitivamente, intrufolandosi nella Torre Bianca, dove era tenuto in custodia nei sotterranei. Il pugnale ha poteri malefici ancora imprecisati, comunque basta un graffio della sua lama per uccidere rapidamente una persona.

Radice biforcuta[modifica | modifica wikitesto]

La radice di questa pianta, dal fittone che si divide in due (molto simile in questo ad una mandragora) ha delle proprietà particolari: usata da bere in infuso, narcotizza ed impedisce di toccare l'Unico Potere agli incanalatori, sia maschi che femmine. L'incanalatore a cui viene data da bere, rapidamente sente il proprio corpo intorpidirsi, perdendo la presa sull'Unico Potere; in certi casi addirittura sviene, soprattutto se la dose è piuttosto forte. Dopo che l'effetto è svanito (la durata, anche in questo caso, dipende dalla dose), il soggetto riprende progressivamente controllo del proprio corpo e prova terribili crampi allo stomaco. È stato mostrato che bastano comunque pochissime quantità per avere un effetto piuttosto pesante. Questa radice invece ha mostrato di non avere alcun effetto notevole sulle persone normali.

L'effetto della radice biforcuta viene rivelato per la prima volta nel Libro V, quando Ronde Macura, un'agente dell'Ajah Gialla, l'adopera per cercare di catturare con l'inganno Nynaeve ed Elayne, che però riescono a fuggire. Dopo il trattamento che Elaida le ha riservato per il suo fallimento, Ronde Macura rivela le proprietà della pianta ai Seanchan, che iniziano ad utilizzarla su grande scala, raccogliendo le piante e facendole seccare in appositi magazzini e addirittura progettando delle piantagioni. Nel Libro XI Perrin si procura con l'inganno, presso un magazzino Seanchan, grandi quantità di radice biforcuta, per mettere fuori combattimento le Sapienti Shaido nel corso della Battaglia di Malden. Sempre nel Libro XI viene rivelato che un blando infuso di questa radice, attentamente dosato e dato ripetutamente ad Egwene nel corso della giornata, le permette di incanalare appena un refolo di potere.

Streith[modifica | modifica wikitesto]

Lo streith è un tessuto molto particolare, proveniente direttamente dall'Epoca Leggendaria. Esso è quasi trasparente ed ha la caratteristica di cambiare continuamente colore, a seconda dell'umore di chi lo indossa. Graendal ha trovato un vestito fatto con questo materiale in una Scatola della Stasi, ed è l'unico personaggio che lo indossa. Lo streith teoricamente rivela molto sulla persona che lo sta indossando, ma poiché la persona in questione è Graendal, maestra della psicologia umana, si può supporre che lei lo usi a suo piacimento, per trarre in inganno i suoi colleghi Reietti, dei quali non si fida affatto.

Scatola della Stasi[modifica | modifica wikitesto]

Come dice la parola le Scatole della Stasi sono contenitori, provenienti dall'Epoca Leggendaria e capaci di preservare completamente gli oggetti in una situazione statica, nel senso che il passare del tempo non li tocca assolutamente. I Reietti ne hanno ritrovate alcune, ma negano di averlo fatto, per non rivelare gli eventuali vantaggi che potrebbero averne ricavato. Possono contenere una gran quantità di oggetti.

Spada con il Marchio dell'Airone[modifica | modifica wikitesto]

Le Spade con il Marchio dell’Airone sono delle armi forgiate nell'Epoca Leggendaria con degli acciai speciali e che perciò non arrugginiscono mai né perdono il filo della lama. Hanno questo nome perché vi sono marchiate sopra delle figure di aironi. Esse sono detenute solo dai maestri spadaccini.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spada con il Marchio dell'Airone.

Trappola mentale[modifica | modifica wikitesto]

La trappola mentale o cour'souvra è un piccolo, delicato cristallo trasparente, ingabbiato come un pendente da un filo di metallo. Quando esso viene in contatto con il sangue e la saliva di un incanalatore e viene attivato dal Tenebroso nel Pozzo del Destino a Shayol Ghul, esso diventa rosso e permette a chi lo detiene, di costringere all'obbedienza assoluta la sfortunata persona alla quale appartengono il sangue e la saliva. Infatti se la delicata cour'souvra si rompesse, la persona diventerebbe come una marionetta nelle mani del portatore, un corpo dentro il quale la coscienza della persona resta intrappolata, ma sul quale ormai non ha più alcuna volontà. Le due Reiette Moghedien e Cyndane sono state entrambe sottoposte ad una cour'souvra, detenute tutte e due da Moridin, che di conseguenza ha le due donne in suo completo controllo.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Jordan, R. L'occhio del mondo. ISBN 0-312-85009-3
Jordan, R. La grande caccia. ISBN 0-312-85140-5
Jordan, R. Il Drago Rinato. ISBN 0-312-85248-7
Jordan, R. L'ascesa dell'Ombra. ISBN 0-312-85431-5
Jordan, R. I fuochi del cielo. ISBN 0-312-85427-7
Jordan, R. Il signore del caos. ISBN 0-312-85428-5
Jordan, R. La corona di spade. ISBN 0-312-85767-5
Jordan, R. Il sentiero dei pugnali. ISBN 0-312-85769-1
Jordan, R. Il cuore dell'inverno. ISBN 0-312-86425-6
Jordan, R. Crocevia del crepuscolo. ISBN 0-312-86459-0
Jordan, R. Nuova Primavera. ISBN 0-7653-0629-8
Jordan, R. La lama dei sogni. ISBN 0-312-87307-7
Jordan, R. Sanderson, B. Presagi di tempesta. ISBN 978-1-84149-165-3
Jordan, R. Sanderson, B. Le Torri di Mezzanotte. ISBN 978-88-347-1834-6
Jordan, R. Sanderson, B. Memoria di luce. ISBN 978-88-347-2244-2