Casa d'arte futurista Depero

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Coordinate: 45°53′12.9″N 11°02′42.53″E / 45.886916°N 11.045147°E45.886916; 11.045147[1]

Casa d'arte futurista Depero
Museodepero.jpg
Tipo Arte futurista
Data fondazione 1957
Fondatori Fortunato Depero
Indirizzo Via Portici 38, 38068 Rovereto (TN)
Direttore Cristiana Collu
Sito http://www.mart.trento.it/casadepero

La Casa d'arte futurista Depero, detta anche Casa Depero, è un museo di arte futurista che ha sede a Rovereto (TN) in via Portici, 38. È stato ideato nel 1957 dall'artista Fortunato Depero (1892-1960), ed è l'unico museo in Italia fondato da un futurista. Nel 1989 Casa Depero entra a far parte del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Il direttore del museo è Cristiana Collu, la responsabile di Casa Depero è Nicoletta Boschiero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'artista trentino Fortunato Depero concepisce l'idea di una casa museo nel 1957.[2] Il progetto va in porto grazie all'aiuto fondamentale del comune di Rovereto: il primo agosto 1959 apre la Galleria Museo Fortunato Depero in un edificio del centro storico di Rovereto, che era stato sede del banco dei pegni in epoca medievale.[2] Il progetto museografico è elaborato personalmente da Depero tra il 1957 e il 1959.[2] L'artista muore il 29 novembre 1960 senza riuscire a completare del tutto il museo, lascia però numerosi schizzi che rappresentano la struttura, l'arredamento, le decorazioni e i rivestimenti del museo.[2]

Nel 1989 Casa Depero entra a far parte del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.[2] Dopo un lungo restauro curato dall'architetto Renato Rizzi, il 17 gennaio 2009 il museo riapre al pubblico.[2] La riapertura coincide con il centenario del futurismo.[2] Casa Depero inizia a ospitare esposizioni temporanee incentrate su temi cari a Fortunato Depero: il design, le arti applicate e la grafica pubblicitaria.[2] La prima mostra è dedicata al cane a sei zampe, il logo dell'Eni.[3] Nel 2010 Casa Depero ospita una mostra di mobili e arazzi dell'artista e designer roveretano Alessandro Mendini e un'esposizione dedicata al futurista Tullio Crali, con opere e documenti d'archivio.[4][5] Nel 2011 il museo espone una retrospettiva sul pittore futurista Roberto Iras Baldessari e una mostra sui Nuovi Futuristi (Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Innocente, Marco Lodola, Luciano Palmieri, Plumcake).[6][7]

Nel 2012 Casa Depero espone un album di fotografie della Val di Fiemme decorato con disegni da Depero nel 1912 e ritrovato nel 2009.[8] La mostra affronta anche il tema dell'irredentismo, in quanto l'album è dedicato al Touring Club Italiano "propugnatore del rimboschimento delle valli del Trentino".[8] Nello stesso anno espone quattro opere della serie Eternal Rest di Paco Cao, artista in residenza presso il Mart, accanto ai dipinti originali che l'artista ha rielaborato.[9] Nel 2013 il museo realizza una retrospettiva sul pittore futurista Paolo Ventura e l'anno seguente una mostra che accosta le opere dell'artista sardo Eugenio Tavolara a quelle di Depero.[10][11] L'11 ottobre 2014 sarà inaugurata Calpestare la guerra, una mostra di tappeti afgani a tema bellico realizzati dopo l'invasione sovietica.[12] L'esposizione si collega con la grande mostra del Mart La guerra che verrà non è la prima e con quella della Galleria civica di Trento Afterimage. Rappresentazioni del conflitto, realizzate in occasione del centenario della prima guerra mondiale.[13][14]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Casa Depero si trova in un edificio restaurato dall'architetto Renato Rizzi, nel cui progetto sono confluite alcune aree progettate da Depero ed altre inserite nei progetti originali del 1959 ma mai completate. Il nuovo progetto museografico dà notevole risalto alle grandi tarsie in panno di Depero, come Il corteo della gran bambola (1920), che sono tra le sue opere più importanti e originali.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Casa Depero espone a rotazione dipinti, disegni, arazzi, tarsie in buxus, collage, manifesti, locandine, mobili, giocattoli e prodotti d'arte applicata realizzati da Fortunato Depero dai primi anni del Novecento fino agli anni cinquanta.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

A Casa Depero il Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto svolge laboratori didattici e visite guidate.

Mostre temporanee[modifica | modifica wikitesto]

  • Il cane a sei zampe, dal 19 settembre 2009 al 10 gennaio 2010
  • Mendini > Depero, dall'8 maggio 2010 al 17 ottobre 2010
  • Tullio Crali. La donazione, dal 29 ottobre 2010 al 1º maggio 2011
  • Roberto Iras Baldessari. Depositi e acquisizioni al Mart, dal 14 maggio 2011 al 30 ottobre 2011
  • I Nuovi Futuristi, dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012
  • Depero 1912. Il Touring Club Italiano tra futurismo e irredentismo, dal 30 marzo 2012 al 2 settembre 2012
  • Paco Cao. Riposo eterno. Edizione Depero, dal 13 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013
  • Paolo Ventura. Mago futurista, dal 22 giugno 2013 al 31 maggio 2014
  • Tavolara e Depero. La manifattura delle case d’arte, dal 17 maggio 2014 al 5 ottobre 2014
  • Calpestare la guerra, dall'11 ottobre 2014 al 20 settembre 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ a b c d e f g h Casa d'arte futurista Depero, Mart. URL consultato il 25 agosto 2014.
  3. ^ Il cane a sei zampe, Mart, 2009. URL consultato il 25 agosto 2014.
  4. ^ Mendini > Depero, Mart, 2010. URL consultato il 25 agosto 2014.
  5. ^ Tullio Crali. La donazione, Mart, 2010. URL consultato il 25 agosto 2014.
  6. ^ Roberto Iras Baldessari. Depositi e acquisizioni al Mart, Mart, 2011. URL consultato il 25 agosto 2014.
  7. ^ I Nuovi Futuristi, Mart, 2011. URL consultato il 25 agosto 2014.
  8. ^ a b Depero 1912. Il Touring Club Italiano tra futurismo e irredentismo, Mart, 2012. URL consultato il 25 agosto 2014.
  9. ^ Paco Cao. Riposo eterno. Edizione Depero, Mart, 2012. URL consultato il 25 agosto 2014.
  10. ^ Paolo Ventura. Mago futurista, Mart, 2013. URL consultato il 25 agosto 2014.
  11. ^ Tavolara e Depero. La manifattura delle case d’arte, 2014.
  12. ^ Calpestare la guerra, Mart, 2014. URL consultato il 25 agosto 2014.
  13. ^ La guerra che verrà non è la prima, Mart, 2014. URL consultato il 25 agosto 2014.
  14. ^ Calpestare la guerra, Mart, 2014. URL consultato il 25 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]