Michele Ferrero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Michele Ferrero (Dogliani, 26 aprile 1925) è un imprenditore italiano, proprietario del gruppo di famiglia, la dolciaria Ferrero e, secondo Forbes, l'uomo più ricco d'Italia (26,7 mld di dollari) e il 22° al mondo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da Pietro Ferrero e Piera Cillario, entrambi figli di contadini. Pietro, che di fare il contadino non ha voglia, con il fratello Giovanni va a Dogliani, fanno i garzoni di panettiere e i pasticcieri. Pietro e Piera aprono negozio a Torino, poi lui tenta un’avventura in Somalia per vendere panettoni, torna a Torino poi a causa della guerra si trasferisce ad Alba. Michele entra fin da giovane nella gestione operativa. Alla morte del padre il 2 marzo 1949, la direzione passa invece allo zio Giovanni, e alla vedova Piera. Quando lo zio Giovanni muore, Michele e la vedova del defunto zio Ottavia Amerio assumono la responsabilità della ditta, dopo pochi anni anche la signora Amerio lascerà l'azienda.

La gestione dell'azienda di famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Michele Ferrero creò marchi come Nutella a partire dal 1964 e l'ovetto Kinder Sorpresa dal 1968, aprendo stabilimenti produttivi e di rappresentanza in molte nazioni europee e, successivamente, esportando i prodotti ed il marchio Ferrero oltreoceano. In Italia nei primi Settanta l'azienda investì molto in pubblicità televisiva nel primo spazio appositamente creato il Carosello. A fine anni Settanta,la stagione dei sequestri di persona per estorsione, manda i due figli Pietro e Giovanni a studiare lontano, a Bruxelles. Presto pronti a entrare nell’attività del Gruppo, che apre stabilimenti in Italia e nel mondo. Quando Michele Ferrero lascia la carica di amministratore delegato, va a vivere a Montecarlo. Lì nasce una nuova società, la Soremartec, un centro ricerche che si appaia a quello della sede centrale, studia i nuovi prodotti. Sono sue tutte le invenzioni grazie alle quali il gruppo è passato dai mille dipendenti degli anni Cinquanta ai 4 mila del 1960, per poi salire a diecimila nel 1990, fino agli attuali 19 mila (in tutto il mondo): Mon chéri (1956), Tic Tac (1969), Estathè (1972) e Ferrero Rocher (1982) i Kinder Sorpresa e Pocket Coffee.

La terza generazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 6 giugno 1997 alla guida dell'azienda subentrano ufficialmente i figli Pietro e Giovanni Ferrero che diventano Chief executive officer[2]. Il figlio Pietro muore in seguito ad un arresto cardiaco, durante un viaggio in Sudafrica nell'aprile 2011.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Ferrero, Forbes.
  2. ^ Comunicato interno di Ferrero Spa.
  3. ^ il Messaggero - 18 aprile 2011

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]