Marie Anne de La Trémoille

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Marie Anne, in seguito princesse des Ursins

Marie Anne de La Trémoille, princesse des Ursins (16425 dicembre 1722), dama della corte spagnola, era la figlia del duca di Noirmoutier e di sua moglie Renée Julie Aubri. Morendo all'età di 80 anni, giocò un ruolo centrale alla Corte Reale Spagnola durante i primi anni di regno di Filippo V prima della sua cacciata dal paese dopo una lotta di potere con Elisabetta di Parma.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu sposata in giovane età a Adrien Blaise de Talleyrand, principe di Chalais. Suo marito, essendo stato coinvolto nel duello di quattro contro quattro, in cui il duca di Beauvilliers rimase ucciso nel 1663, fu costretto a lasciare il paese. Morì poco dopo in Spagna e la sua vedova si stabilì a Roma. Nel 1675 sposò Flavio Orsini, Duca di Bracciano. Il matrimonio fu lontano dall'essere armonioso, ma suo marito le lasciò la sua fortuna (la fantasia popolare pensò che fosse enorme, in realtà, il duca era quasi in bancarotta) e la leadership del partito francese a Roma. Ciò le portò una serie di cause legali e guai con Livio Odescalchi, nipote di papa Innocenzo XI, il quale sosteneva che era stato adottato dal duca. Alla fine la vedova vendette il titolo e la proprietà agli Odescalchi.

In seguito assunse il titolo di Princesse des Ursins, una corruzione di Orsini, che le fu tacitamente permesso di usare, anche se non ebbe esistenza legale. La Princesse des Ursins aveva indugiato in una gran quantità di una diplomazia non ufficiale a Roma, in particolare con napoletani e spagnoli di rango, che era auspicabile per garantire come partigiani francesi in vista della prossima morte di Carlo II di Spagna, ed i piani di Luigi XIV di piazzare la sua famiglia sul trono di Spagna.

I suoi servigi in favore della Francia furono ricompensati nel 1699 con una pensione che la sua problematica situazione finanziara le resero necessari. Quando Filippo di Francia, duc d'Anjou, nipote del re francese, fu nominato erede dal testamento di Carlo II, la principessa tenne un ruolo attivo nell'arrangiarne il matrimonio con la Principessa Maria Luisa di Savoia, una figlia del duca di Savoia. La sua ambizione era assicurare il posto di Camarera Mayor o di capo della casa della giovane regina, una bambina di appena tredici anni. Con silenziosa diplomazia, e l'aiuto di Madame de Maintenon, ci riuscì, e nel 1701 accompagnò la giovane regina in Spagna.

Fino al 1714, anno del decesso della regina, ella fu la persona più potente nel paese. Le sue funzioni sul re e la regina erano quali quelle di una balia. Le sue lettere mostrano che doveva metterli a letto la sera e farli alzare al mattino. Dà una descrizione più divertente dei suoi imbarazzi quando doveva entrare nella camera da letto reale, carica di capi d'abbigliamento e mobili. Ma se la Camarera Mayor faceva il lavoro di un servitore domestico, era per uno scopo politico serio. Si aspettava di badare agli interessi francesi nel palazzo, e di gestire i nobili spagnoli, molti dei quali erano del partito austriaco, e che erano in genere contrari ai metodi stranieri, o di interferenze con l'etichetta assurdamente elaborata della corte spagnola.

In quello stesso anno, dopo la morte della regina, si adoperò presso il re, in combutta con il cardinale Alberoni, per combinare il nuovo matrimonio di Filippo V con Elisabetta Farnese, nipote di Francesco, duca di Parma.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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