Liceo ginnasio statale Scipione Maffei

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Coordinate: 45°26′44″N 10°59′56.56″E / 45.445556°N 10.999044°E45.445556; 10.999044

Entrata del liceo (sede centrale)

Il liceo ginnasio statale Scipione Maffei iniziò la sua attività nel 1808 ed è il più antico liceo d'Italia ancora attivo. Si tratta di un liceo classico situato nel centro storico di Verona, recante dal 1866 il nome di Scipione Maffei, erudito settecentesco nativo della città scaligera. Il liceo è dotato di un museo di Scienze Biologiche e Laboratori di Fisica e Chimica molto accessoriati, nonché di un'importante biblioteca. A commemorarne il bicentenario dalla fondazione (1807-2007), l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha emesso per il 2007 un francobollo celebrativo.

Assieme al liceo scientifico statale Angelo Messedaglia costituisce la coppia dei licei scaligeri per antonomasia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Scipione Maffei

Il periodo napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Fondato per decreto napoleonico il 14 marzo 1807, il liceo iniziò la sua attività nel 1808, ma in realtà era operante già dal 1805 col nome di regio liceo, prima a San Sebastiano, nei locali che erano stati dei gesuiti, e in seguito nell'ex-convento domenicano della chiesa di Santa Anastasia.

Con il decreto napoleonico del 1807 il liceo cambia la propria denominazione in "liceo con convitto", in modo tale da poter garantire ospitalità ad un discreto numero di studenti.

All'epoca della fondazione il ciclo di studi liceali era suddiviso in quattro anni di ginnasio e due anni di liceo. Nei primi quattro anni gli studenti apprendevano il latino, l'italiano, il francese, la retorica, la storia e la geografia oltre all'aritmetica, la calligrafia e il disegno; nel ciclo del liceo invece venivano insegnate la filosofia, la matematica (e in generale le materie scientifiche), le belle arti, il disegno o lo studio delle istituzioni civili.

Nel 1805 l'abate Zamboni, l'inventore della pila a secco, ottenendo il riconoscimento degli studi fatti nel campo della elettrologia, assunse l'incarico di professore di Fisica sperimentale e matematica applicata.

Il periodo asburgico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1814, col passaggio della città in mani austriache, il piano di studi del liceo viene modificato e portato a otto anni: l'abolizione del francese e delle pratiche militari, imposte in epoca napoleonica, è compensata dall'insegnamento del tedesco, e dal rafforzamento della religione.

Nel periodo asburgico il liceo-convitto è visto come un luogo in cui istruire i sudditi dell'imperatore, sudditi che devono essere prima di ogni cosa fedeli e obbedienti alle leggi. Durante questo cambiamento di rotta viene allontanato dal corpo docente un noto professore di botanica, ritenuto compromesso col precedente regime napoleonico, il professor Ciro Pollini.

Nonostante la generale moderazione portata dalla dominazione asburgica, resta elevata la convinzione che l'obbedienza e la fedeltà verso l'imperatore siano i doveri principali degli studenti. Tali doveri si evincono da tre eventi: il primo, nel 1822, quando il liceo commissiona un quadro, in onore di Francesco I d'Austria, in cui l'imperatore venga raffigurato nell'atto di premiare gli studenti che si sono distinti negli studi, il secondo, nel 1838, quando il successore, Ferdinando I d'Austria, visita la scuola salutato da un'accoglienza calorosa, il terzo, nel 1857, quando l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo esprime ufficialmente la sua soddisfazione per come è stato accolto.

Il periodo Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Targa celebrativa della fondazione dell'Hellas Verona davanti al Liceo Scipione Maffei

«Laus deo, Viva l'Italia» - così il registro del protocollo del liceo l'ottobre 1866, periodo in cui le truppe del Regno d'Italia entrano a Verona. I cambiamenti rispetto al precedente dominatore sono quasi esclusivamente formali, tanto che viene mantenuto lo stesso direttore, Giusto Grion, accusato però di essere un voltagabbana.

Nel liceo scompaiono le effigi degli imperatori austriaci e compaiono quelle di Vittorio Emanuele II d'Italia, inoltre viene cambiato il nome in "regio liceo Scipione Maffei". Uno dei cambiamenti sostanziali viene apportato alle pratiche religiose, tanto curate in epoca asburgica, che vengono improvvisamente ridotte fino alla scomparsa totale. L'abolizione delle pratiche religiose fa parte però di un processo più ampio di laicizzazione del liceo: il corpo docenti, composto quasi totalmente da ecclesiastici in epoca asburgica, verrà negli anni rimpiazzato con docenti laici. Contemporaneamente vengono ripristinati gli esercizi e le pratiche militari, così come in epoca napoleonica, che culminano con la "Legione Accademica", una piccola guarnigione formata da studenti del liceo. Sul piano culturale il liceo non cambia molto rispetto al periodo asburgico e resta una scuola severa oltre che molto selettiva, tuttavia il prestigio proprio della scuola viene intaccato dalla scarsità di mezzi a disposizione. Tale problema persistette a lungo, tanto che nel 1918 un'ispezione ministeriale accerta la necessità di un nuovo edificio.

Una grande innovazione arriva nel 1883 quando si diploma la prima studentessa del liceo: Fiorina Salvoni. Sul finire del XIX secolo il numero di studentesse è esiguo rispetto agli studenti maschi, ma già dalla prima metà del Novecento questo dato verrà gradualmente ribaltato insieme ad altri usi degli studenti: è infatti datato 1903 il primo sciopero, mentre risale al 1906 "Satanasso", un giornale studentesco.

Gli studenti del Maffei che fondarono l'Hellas

Nell'ottobre 1903 un gruppo di studenti fondò un club calcistico e lo battezzò Associazione Calcio Hellas, oggi Hellas Verona Football Club, (per ricordare l'antica Ellade, ovvero l'odierna Grecia) su proposta del professor Decio Corubolo, per l'appunto insegnante di greco[1]; primo presidente venne eletto il conte Fratta Pasini, con un fondo pari a 32 lire e colori sociali giallo e blu in richiamo al gonfalone della città[2].

Le celebrazioni per il primo centenario (1807-1907) vengono posticipate e l'evento verrà celebrato solo nel 1909: per tale ricorrenza l'allora direttore Tullio Ronconi pubblica Studi Maffeiani, un lavoro personale sulle origini del liceo.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo antecedente l'entrata in guerra sia i docenti che gli studenti del liceo sono orientati sulla linea interventista, e molti partiranno volontari, proseguendo l'inclinazione patriottica che aveva caratterizzato il liceo a cavallo dei due secoli. Ma con l'inizio della guerra il liceo vive un momento di crisi: i docenti vanno incontro a difficoltà economiche a causa dei tagli degli stipendi, gli studenti diminuiscono drasticamente a causa della chiamata alle armi.

Circa ottanta non tornano del fronte e un professore, Enrico Sicher, muore il 14 novembre 1915 colpito da una scheggia durante i bombardamenti austriaci. A causa del conflitto la terza liceo dell'anno scolastico 1917/1918 è ridotta a soli 7 studenti. Tale sacrificio all'epoca fu ricordato realizzando un parco della memoria nell'area tra la scuola e l'Adige (oggi adibita a parcheggio) in cui ad ogni caduto fu dedicato un alberello ed è tutt'oggi ricordato nel chiostro del liceo da una targa commemorativa che elenca i nomi di tutti gli studenti caduti in guerra e da un ricordo marmoreo alla memoria del professore Enrico Sicher.

Il periodo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Fra le prime riforme apportate dal regime fascista spicca quella di Giovanni Gentile che ci consegna un'organizzazione degli studi come la conosciamo oggi.

Nei primi anni venti la presenza femminile va aumentando, così come il numero generale di iscritti al liceo che si attesta a circa 500 unità. Nonostante la crescita degli iscritti la scuola resta ancora selettiva e severa: gli studenti indisciplinati vengono sottoposti ad interrogatori in cui sono trattati come veri e propri imputati.

Negli anni trenta la popolazione del liceo raddoppia e si arriva a più di 1000 studenti, di cui 400 sono ragazze. In tale periodo la riforma Gentile entra a pieno regime, e con essa anche il processo di fascistizzazione.

Le leggi razziali e il caso Bonaventura[modifica | modifica wikitesto]

Le leggi razziali si ripercuotono anche sulla vita del liceo, e, oltre al generale divieto di utilizzare libri di autori di razza ebraica, vi è anche l'allontanamento forzato di Corrado Bonaventura. Corrado Bonaventura è stato docente di Scienze presso il Maffei dal 1922 fino al 1938, anno in cui venne espulso dalla scuola a seguito delle famigerate leggi in quanto ebreo. Nel chiostro del liceo è posta una targa che lo ricorda, dedicatagli dalla sezione A degli anni 1936/1939.

La seconda guerra mondiale e il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale la vita scolastica del liceo vede un periodo di crisi simile a quello della Prima guerra mondiale: la situazione è incontrollabile e, anche a causa della guerra, è impossibile ricondurre la scuola ad una vita normale. Gli stessi alberi del Parco della memoria, piantati a ricordo dei Maffeiani caduti della prima guerra mondiale, vennero abbattuti per farne legna per il riscaldamento.

Terminata la guerra, il collegio docenti riprende l'attività scolastica escludendo dalle assemblee i docenti in attesa di giudizio per ragioni politiche. Lo stesso preside, Lamberto Chiarelli, viene sospeso per poi essere rinominato preside presso un istituto di Ferrara. Alla direzione della scuola viene posto il professor Aldo Pasoli che eserciterà il suo ruolo di preside fino alla morte, nel dicembre del 1961. Va ricordato che alla memoria professor Aldo Pasoli è stata costruita una scuola di Verona nel quartiere di Borgo Venezia.

Fra la fine della guerra e gli anni cinquanta il liceo cerca di tornare alla normalità, ma a causa di diversi problemi (fra tutti lo stato dell'edificio) che verrà ristrutturato soltanto negli anni sessanta. Questa ristrutturazione cambierà definitivamente il volto del liceo trasformandolo da scuola-convento al definitivo liceo conosciuto oggi.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca del liceo Maffei risale all'epoca napoleonica, quando fu costituita con i volumi sequestrati con gli editti imperiali ai conventi. Tali opere sono ancora oggi conservate all'interno della biblioteca e ad esse si sono aggiunte nel passare del tempo altre 25.000 opere di ogni genere ed epoca. Sono presenti incunaboli, cinquecentine, seicentine, settecentine, il Fondo risalente alla fondazione, il Fondo risalente all'Unità d'Italia, il Fondo del Novecento e le ultime acquisizioni. Il tutto è suddiviso in tre compartimenti: Biblioteca storica (per i libri antecedenti il 1830), Biblioteca di conservazione (per i libri editi fra il 1830 e il 1950) e Biblioteca moderna (per i libri successivi il 1950), l'unica con disponibilità di prestito.

Nella biblioteca è inoltre presente l'archivio storico, contenente i documenti e registri scolastici, del periodo compreso fra il 1807 e il 1950, e l'archivio più recente, con documenti e registri risalenti al periodo compreso fra il 1950 ed oggi.

Le sedi[modifica | modifica wikitesto]

Il liceo Maffei è strutturato in due diverse sedi: la centrale in via Massalongo 4 (per gli studenti degli ultimi tre anni) e quella di via Venier 6 (per gli studenti dei primi due anni).

Sede centrale[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio della sede centrale, situato in pieno centro, ospita il liceo fin dalla sua fondazione nel 1807. Prima di questa data era un convento dei domenicani, la cui chiesa di pertinenza era proprio la prospiciente Sant'Anastasia. L'edificio negli anni sessanta del XX secolo, oramai obsoleto per le attività didattiche, fu quasi del tutto ricostruito da zero, assumendo la forma che ha tutt'oggi. È nella sede centrale che si svolgono gran parte delle attività del liceo, tra cui convegni, concerti d'istituto, scuola di teatro, assemblee autogestite e giornate particolari, come il Giorno della Memoria. Inoltre la sede centrale è centro di particolare riferimento culturale e scientifico non solo per gli interni al liceo, ma anche per le persone non frequentanti o che non lavorano nella scuola. Questa sede è frequentata dagli studenti degli ultimi tre anni di liceo classico della Comunicazione (progetto Logos), di liceo classico delle Lingue straniere, del piano di Inglese Quinquennale, del liceo classico P.S.A. (Potenziamento Storia dell'Arte) e del ex liceo classico P.N.I. ora P.A.S. (Potenzimento Area Scientifica). La sede è anche dotata di palestra, campo da calcio, chiostro, laboratori multimediale e scientifico, aule di musica e di informatica e archivi storici.

Attualmente ospita tutte le classi degli ultimi tre anni del liceo classico e di quello linguistico.

Succursale di via Venier[modifica | modifica wikitesto]

Nella succursale di via Venier vi sono cortile con campo da adibire a pallacanestro, pallavolo o calcio, laboratori multimediale e scientifico, aule di musica e di informatica, aule speciali e una palestra. Dal gennaio 2013 in via Venier studiano gli alunni delle classi del ginnasio del liceo classico della Comunicazione, del liceo classico P.A.S. (ex P.N.I.), del liceo classico P.S.A., del piano di Inglese Quinquennale e del liceo classico delle Lingue straniere, e quelli dei primi due anni del liceo linguistico.

Ex succursali[modifica | modifica wikitesto]

Nella succursale di via Selinunte, chiusa nell'anno scolastico 2011/2012, studiavano gli alunni del liceo linguistico, con massimo quattro lingue straniere: inglese, francese, tedesco e spagnolo, trasferitisi poi nella sede centrale dell'istituto.

Fu aperta una nuova succursale in via Ca' di Cozzi 39, che conteneva cinque classi del ginnasio; essendo temporanea, essa fu però chiusa alla fine dell'anno 2012 e le classi ivi ospitate furono trasferite, dal gennaio del 2013, nella sede di via Venier, il cui seminterrato era stato ampliato per ospitarle.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— Palazzo del Quirinale, Roma 14 dicembre 2004[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Bertoldi, Adalberto Scemma, 80 anni di storia del Verona - Editoriale Bortolazzi-Stei s.r.l., Verona, 1983.
  2. ^ Hellas Verona-annuario 2012/2013- la Società, il Team, i Giocatori - Volume I - Editore Casa e..., Verona, 2012.
  3. ^ "Scipione Maffei" liceo ginnasio statale -Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte, quirinale.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]