Leo Kottke

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Leo Kottke
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Folk
Periodo di attività 1968 – in attività
Album pubblicati 38
Studio 26
Live 3
Raccolte 9
« Pizzicare le corde di una chitarra è per me ciò che per voi è mangiarvi le unghie: un'abitudine irriflessa »
(Leo Kottke)

Leo Kottke (Athens, 11 settembre 1945) è un compositore, musicista e chitarrista statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro del padre, un amministratore ospedaliero, porta la famiglia Kottke a continui e numerosi spostamenti in varie parti degli USA. Il primo approccio alla musica del giovane Leo avviene attraverso lezioni private di violino e trombone, finché, intorno agli 11 anni, riceve la "folgorazione" della chitarra e delle sue possibilità polifoniche.

Scopre la musica tradizionale, il bluegrass e l'hillbilly nel periodo in cui la famiglia risiede in Virginia, e il blues, verso la metà degli anni sessanta, attraverso l'opera di musicisti leggendari come Mississippi John Hurt e Skip James.

Dopo il servizio militare, che lo ha lasciato gravemente menomato nell'udito a causa delle esercitazioni di tiro, Leo si iscrive all'università nello stato del Minnesota e inizia contemporaneamente a esibirsi in piccoli locali.

Incide il suo primo album, Circle 'round The Sun, nel 1968, per la semisconosciuta etichetta Oblivion. L'album, citato talvolta anche come 12-string Blues, viene ri-registrato pochi mesi dopo per l'altrettanto piccola Symposium.

Il successo vero e proprio arriva quando, sollecitato da un amico, decide di inviare un demo-tape al "profeta" della cosiddetta american primitive guitar, John Fahey, che lo prende con sé alla Takoma Records. 6 & 12 String Guitar esce nel 1969.[1] Da questo momento il nome di Leo Kottke si impone nell'olimpo dei virtuosi dello strumento. Pubblica album con regolarità, passando nel 1971 alla etichetta Capitol, e nel 1976 è il primo artista americano a firmare un contratto con l'inglese Chrysalis.

Nel 1983 la sua carriera subisce una battuta d'arresto: la tecnica chitarristica esasperata e poco ortodossa gli procura una grave tendinite, che lo costringerà e ripensare l'approccio allo strumento, prendendo lezioni di chitarra classica e giungendo a uno stile meno faticoso. Contemporaneamente, opta per un ulteriore cambio d'etichetta discografica, approdando alla piccola Private Music.

Dal 1986 riprende le incisioni e i concerti, realizzando ancora eccellenti lavori quali Great big boy (1991). Nella produzione più recente si segnala l'ottimo Clone (2002), che ha segnato l'inizio di una interessante collaborazione con il bassista dei Phish, Mike Gordon, un abbinamento che a molti ha ricordato la storica coppia composta da Jorma Kaukonen e Jack Casady.

Lo stile[modifica | modifica sorgente]

I debiti stilistici verso John Fahey sono evidenti, ma Kottke riesce ad essere assai personale. Si distingue dal maestro per una maggiore incisività e potenza di suono, con un attacco vigoroso e dal sapore quasi percussivo (usando spesso, contemporaneamente, fingerpicks, microfono e pick-up).

Si destreggia con uguale successo con le 6 e le 12 corde e attinge a tutto il repertorio classico del chitarrismo primitivo americano: il bottleneck, le accordature aperte, le suggestioni timbriche degli armonici e degli effetti rumoristici. Tutti espedienti che informeranno lo stile delle generazioni successive di fingerpickers del calibro di Michael Hedges o del messinese Peppino D'Agostino. In effetti, si può considerare la produzione discografica (e il chitarrismo) di Leo Kottke come il ponte fra la tradizione musicale rurale statunitense, studiata e sviscerata da John Fahey, e certe nuove istanze orientate in direzione della musica New Age.

Una delle caratteristiche che maggiormente balza agli occhi è la capacità del genio di Athens di trattare con uguale disinvoltura riletture bachiane (Bourée, dalla Suite per liuto n° 1 BWV 996; Jesu, Joy of Man's Desiring, corale dalla cantata BWV 147) e interpretazioni di classici della tradizione fingerstyle (ad esempio Cripple Creek e Bill Cheatham), del folk-rock statunitense (Byrds, Pete Seeger), del pop d'oltre oceano (Procol Harum).

Nei dischi degli ultimi anni, anche a causa dei problemi di tendinite, lo stile si è fatto più lirico e meno funambolico, mantenendo comunque la riconoscibilissima impronta che è il suo marchio di fabbrica.

Quando si cimenta nel canto, Kottke esibisce una voce baritonale simpatica e giocherellona, un po' grezza ma comunque inconfondibile. Lui la definisce, col suo tipico humour sopra le righe, come geese farts on a muggy day (letteralmente "peti di un'oca in una giornata afosa").

Collaborazioni e cover[modifica | modifica sorgente]

Kottke ha suonato, fra gli altri, con John Fahey, Chet Atkins, Lyle Lovett, Margo Timmins dei Cowboy Junkies, Mike Gordon dei Phish, Rickie Lee Jones, Emmylou Harris, Albert Lee.

Ha inciso brani di Tom T. Hall, Johnny Cash, Carla Bley, Fleetwood Mac, Byrds, Jorma Kaukonen, Kris Kristofferson, Randall Hylton, Pete Seeger, Procol Harum e altri.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

In studio[modifica | modifica sorgente]

  • 1968 12-String Blues
  • 1969 6- and 12-String Guitar
  • 1970 Circle Round The Sun
  • 1971 Mudlark
  • 1972 Greenhouse
  • 1974 Dreams And All That Stuff
  • 1974 Ice Water
  • 1974 Leo Kottke, John Fahey & Peter Lang
  • 1975 Chewing Pine
  • 1976 Leo Kottke
  • 1978 Burnt Lips
  • 1979 Balance
  • 1981 Guitar Music
  • 1983 Time Step
  • 1983 Voluntary Target
  • 1986 A Shout Towards Noon
  • 1988 Regards From Chuck Pink
  • 1989 My Father's Face
  • 1990 That's What
  • 1991 Great Big Boy
  • 1991 Peculiaroso
  • 1997 Standing In My Shoes
  • 1999 One Guitar No Vocals
  • 2002 Clone (con Mike Gordon, bassista dei Phish)
  • 2004 Try And Stop Me
  • 2005 Sixty Six Steps (con Mike Gordon)

Live[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel catalogo della Takoma risulta al numero 1024 - edito in Europa da Sonet.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56725619 LCCN: n82020002