Legge bahai

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La legge bahai è costituita dall'insieme di norme e prescrizioni osservate come tali dagli aderenti alla religione bahai[1].

Tali norme derivano essenzialmente dai testi di Bahá'u'lláh, il fondatore della religione bahai e comprendono anche le interpretazioni che ne sono state date da `Abdu'l-Bahá e da Shoghi Effendi e le disposizioni via via emanate dalla Casa Universale di Giustizia[2].

Nonostante la loro obbligatorietà è enfatizzato il principio che i Bahai seguano le norme bahai per intimo e libero convincimento oltre che per amore verso Bahá'u'lláh[2].

Fonte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kitáb-i-Aqdas.
Casa Universale di Giustizia Bahai, Haifa

La fonte principale della legge bahai è costituita dal Kitáb-i-Aqdas. A esso si aggiungono gli altri testi di Bahá'u'lláh in cui sono indicate delle prescrizioni, le interpretazione fatte da `Abdu'l-Bahá e da Shoghi Effendi, successori di Bahá'u'lláh e le disposizioni della Casa Universale di Giustizia, attuale organo supremo di governo della religione bahai.[3]

Gli scritti di Bahá'u'lláh, `Abdu'l-Bahá e di Shoghi Effendi sono considerati fondamentali e immutabili anche se la Casa Universale di Giustizia può dare particolari direttive sull'applicazione di alcuni aspetti di essi.

Le disposiziomni della Casa Universale di Giustizia hanno carattere sussidiario e sono soggette ad aggiornamenti da parte della stessa Casa in ordine al mutare delle condizioni cui si riferiscono[4].

Bahá'u'lláh ha precisato che i principi e le norme che provengono dai suoi scritti costituiscono il sistema migliore per il mantenimento della sicurezza e dell'ordine mondiale e che i Bahai li avrebbero dovuto seguire con gioia e felicità[1].

Gradualità normativa[modifica | modifica wikitesto]

Bahá'u'lláh ha stabilito che l'osservanza delle norme che ha emanato debba essere effettuata con tatto e saggezza e non deve essere causa di perturbazione e dissidio[3][5].

Ha precisato altresì che l'attuazione delle norme bahai ha carattere evolutivo e graduale in funzione delle circostanze e delle situazioni geosociali in cui si applicano. Così, per esempio, il divieto di assunzione di bevande alcoliche deve essere applicato gradualmente in quei paesi in cui andrebbe contro le consuetudini sociali o per quei nuovi convertiti alla fede bahai soliti al consumo moderato di alcol[3].

Shoghi Effendi ha stabilito che se una norma bahai è in contrasto con la legge di un paese può non essere applicata in quel determinato paese[3]. Alcune norme sono state dettate non per il tempo presente, lasciando la decisione per la loro applicazione alla Casa Universale di giustizia[3].

Coscienza individuale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura bahai.

Nella letteratura bahai le norme bahai non sono viste come un codice o un rito costrittivo, ma come una scelta volontaria e gioiosa fatta in piena libertà dai Bahai.

Le norme sono presentate come un complesso di principi e di linee guida a cui ogni Bahai deve conformare liberamente la propria vita[2]. Esse, contrariamente a quanto accade nell'ordinamento islamico, non disciplinano dettagliatamente i comportamenti dovuti[3]: è lasciata, per esempio, alla libertà individuale la scelta dell'abbigliamento[2][3].

L'attuazione della legge bahai risiede fermamente nella coscienza, nella comprensione e nella ragione di ogni Bahai[2]. Le norme bahai non sono considerate prescrittive finché non si diventi bahai e la condizione di essere Bahai con è rapportata al grado di adesione alla norma bahai stessa. Il neofita applicherà le norme bahai gradualmente e su basi personali[3].

I Bahai devono seguire le norme bahai non per timore di una punizione ma per amore di Bahá'u'lláh e di Dio, verso cui sono responsabili[2]. Comportamenti individuali che possono gettare discredito sulla comunità bahai possono comportare la perdita di alcuni diritti amministrativi bahai[3].

Leggi e disposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel Kitáb-i-Aqdas si trovano norme relative alla preghiera obbligatoria, al digiuno, alla eredità, all'abolizione del clero, alla proibizione della schiavitù, dell'ascetismo, del gioco d'azzardo, alla condanna dell'ozio, della maldicenza, alla punizione dell'assassinio, dell'incendio doloso, ai requisiti necessari per praticare una professione, all'enfasi sulla necessità di educare i figli e sull'obbligo di obbedire alle leggi del proprio paese[6]

Bahá'u'lláh, nei suoi scritti, sollecita i suoi seguaci a lavorare in amicizia e rispetto con persone di tutte le religione, guardandosi dal fanatismo e dall'orgoglio[6]

Preghiera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Preghiera bahai.
Mausoleo di Bahá'u'lláh

La recita della preghiera quotidiana è per i Bahai uno dei più importanti comandamenti[7]. Nella religione bahai sono previste due tipi di preghiere, quelle obbligatorie e quelle devozionali[8].

Lo scopo della preghiera bahai è quello di avvicinare l'orante a Dio e a Bahá'u'lláh[9]

I Bahai devono recitare quotidianamente e in maniera individuale le preghiere abbligatorie, usando i termini e le forme prescritte da Bahá'u'lláh. La recita delle preghiere obbligatorie deve essere preceduta da abluzioni ed essere effettuata rivolgendosi verso il Qiblih[10].

Sono previste esenzioni dalla preghiera obbligatoria nei casi di malattia o di pericolo[9]

Le preghiere devozionali non hanno una forma particolare e possono essere recitate in qualsiasi momento e occasione[10].

Digiuno[modifica | modifica wikitesto]

Assieme alle preghiere obbligatorie, vi è l'obbligo, per ogni Bahai in buona salute e di età compresa tra i 15 e i 70 anni, del digiuno di diciannove giorni. Questo digiuno, il cui scopo è rafforzare l'anima e avvicinare le persone a Dio, deve essere effettuato nel periodo che va dal 2 marzo al 20 marzo di ogni anno. In questo periodo i Bahai devono astenersi dal cibo e dalle bevande dall'alba al tramonto.[11].

Sono esentate dal digiuno le persone che sono in viaggio, gli ammalati, chi svolge lavori gravosi, le donne incinte o che allattano, le donne durante il ciclo mestruale[12]

Il digiuno è un obbligo spirituale individuale che, tuttavia, non deve essere imposto[12].

Matrimonio e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio, visto sotto l'aspetto del rapporto fisico e spirituale che si viene a instaurare nella coppia, pur non prescritto come obbligatorio, è raccomandato per la mutua affezione e assistenza che ne deriva agli sposi oltre che per il benessere della società[13].

I requisiti per il matrimonio bahai sono il raggiungimento dell'età di 15 anni e il consenso dei genitori, necessario per rafforzare il legame tra le due famiglie di origine dei nubendi[13].

La sessualità costituisce una parte della vita matrimoniale intesa a rafforzarne il rapporto di coppia. La sessualità può essere esercitata esclusivamente tra persone di sesso opposto sposate e ciò esclude l'omosessualità, la poligamia e qualsiasi rapporto sessuale al di fuori del matrimonio. Il matrimonio tra persone di religione diverse è ammesso, mentre quello interazziale è incoraggiato. Il divorzio è permesso ma scoraggiato; il divorzio è ammesso se dopo un anno di separazione la coppia non si riconcilia[13].

La famiglia bahai deve allevare i figli nella moralità e nella religione ma non nel fanatismo[14].I genitori devono fornire l'educazione, intesa nel senso più ampio, ai propri figli e questi devono rispetto e obbedire ai propri genitori come se ubbidissero a Dio.

Shoghi Effendi ha precisdato che preservare l'unità familiare è della massima importanza; ai Bahai è suggerito di bilanciare il desiderio di servire la religione con le proprie responsabilità di genitori, coniugi e figli[14].

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Nel Kitáb-i-Aqdas, Bahá'u'lláh prescrive che i Bahai devono redigere il testamento, e in questo hanno la completa libertà di disposizione dei propri beni. Bahá'u'lláh creò una particolare forma ereditaria nel casi di successione in assenza di testamento[15].

Il sistema ereditario ab intestato, che si rifà alle indicazione date dal Báb, prevede la distribuzione dell'asse ereditario tra sette categorie di eredi[15]: figli, coniuge, padre, madre, fratelli, sorelle e insegnanti, con quote via via decrescenti[16]. In caso di assenza di qualcuna delle categorie previste la quota relativa sarà suddivisa tra i figli e l'Assemblea spirituale locale[16].

Maldicenza e pettegolezzo[modifica | modifica wikitesto]

La maldicenza e il pettegolezzo sono proibiti e sono considerati particolarmente dannosi per le persone e per le relazioni sociali[17]. La maldicenza, il parlare degli errori degli altri in loro assenza, è ritenuto il più grande peccato e la più odiosa caratteristica dell'uomo. Questa pratica è considerata oltremodo negativa per la comunità come per gli individui che vi sono coinvolti[17].

« Su nessun argomento gli insegnamenti bahai pongono maggiore enfasi che sulla necessità di astenersi dalla maldicenza e dalla ricerca degli errori altrui, trascurando i propri »
([18])

Alcool, droghe e tabacco[modifica | modifica wikitesto]

Ai Bahai è proibita l'assunzione di sostanze alcoliche e di droghe, a meno che non vi sia una prescrizione medica. Dio ha dato agli esseri umani la ragione e questa non deve essere alterata o limitata da sostanze non medicali[19]

L'uso, non medico, dell'oppio e di altre droghe è particolarmente condannato[19], come è anche vietato ai Bahai lavorare nelle attività connesse con l'alcool, non a scopi medici, o con il traffico di droga[19].

Fumare il tabacco non è proibito ma scoraggiato[19].

Huqúqu'lláh[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Huqúqu'lláh.

Huqúqu'lláh (in arabo: ﺣﻘﻮﻕ ﺍﻟﻠﻪ, Diritto di Dio), spesso chiamato Legge di Huqúq è il complesso di norme socioeconomiche e spirituali dettate da Bahá'u'lláh nel Kitáb-i-Aqdas per regolare, fra l'altro, la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle contribuzioni volontarie dei fedeli.

Il Huqúqu'lláh prevede che i Bahai contribuiscano su base volontaria con il 19% della propria ricchezza, eccedente il necessario per una vita confortevole e dopo avere assolto le proprie obbligazioni, al fine di finanziare progetti di sviluppo socioeconomico e filantropici.[20]

Il pagamento del huqúqu'lláh è un obbligo spirituale individuale che non può essere assolutamente sollecitato, la sua prestazione deve rimanere un affare strettamente personale[21].

Il denaro raccolto è usato dalla Casa Universale di Giustizia per scopi benefici, per la manutenzione delle proprietà e per promuovere la religione[21]-

Oltre al huqúqu'lláh i Bahai possono offrire anche donazioni e contributi, sempre in maniera libera e discrezionale e mai sollecitata. Non sono accettate donazione da fonti non bahai[22].

Disposizioni varie[modifica | modifica wikitesto]

Il Kitáb-i-Aqdas prevede norme che disciplinano, fra l'altro, anche:

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Nel Kitáb-i-Aqdas sono indicati alcuni divieti, fra gi altri sono vietati:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Smith 2008, pp. 158
  2. ^ a b c d e f Smith 2008, pp. 159
  3. ^ a b c d e f g h i Peter Smith, {{{title}}} in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. 223–225.
  4. ^ a b Smith 2008, pp. 160
  5. ^ Bahá'u'lláh 1873, p. 6
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o A Bausani, Aqdas in Encyclopædia Iranica, 1989.
  7. ^ Hatcher & Martin 1998, p. 156-157
  8. ^ John Walbridge, Prayer and worship. URL consultato il 15 novembre 2009.
  9. ^ a b c Peter Smith, Preghiera in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. 274–275.
  10. ^ a b Smith 2008, pp. 161-162
  11. ^ Peter Smith, Digiuno in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 157.
  12. ^ a b Smith 2008, pp. 162
  13. ^ a b c Smith 2008, pp. 165
  14. ^ a b Smith 2008, pp. 166
  15. ^ a b Smith 2008, pp. 169
  16. ^ a b Peter Smith, inheritance in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. 197–98.
  17. ^ a b Peter Smith, backbiting in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 64.
  18. ^ Shoghi Effendi quoted in Hornby 1983, p. 88
  19. ^ a b c d Smith 2008, pp. 168
  20. ^ Research Department of the Universal House of Justice 2007
  21. ^ a b Smith 2008, pp. 163-164
  22. ^ Smith 2008, pp. 186
  23. ^ Peter Smith, Pilgrimage in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 269.
  24. ^ Hornby 1983, p. 196
  25. ^ Hornby 1983, p. 195
  26. ^ Smith 2008, pp. 145
  27. ^ a b Peter Smith, animals in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 39.
  28. ^ a b c d e Universal House of Justice 2001
  29. ^ Hornby 1983, p. 179
  30. ^ Hornby 1983, p. 357
  31. ^ Universal House of Justice 1992, p. 240
  32. ^ a b c Smith 2008, pp. 172

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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