Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 52°30′18″N 13°20′06″E / 52.505°N 13.335°E52.505; 13.335

La Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche

La Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche ("Chiesa commemorativa dell'Imperatore Guglielmo"), o semplicemente Gedächtniskirche, è una chiesa di Berlino, nel quartiere di Charlottenburg.

Al centro di Breitscheidplatz, segna l'inizio di importanti strade, come il Kurfürstendamm e la Tauentzienstrasse, di cui costituisce il fondale prospettico.

È un importante elemento architettonico dell'asse del Generalszug.

Gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, non è stata più ricostruita e le sue rovine offrono una viva testimonianza degli orrori della guerra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Guglielmo II ordinò la costruzione della chiesa in memoria del nonno Guglielmo I, costruzione che fu portata avanti tra il 1891 e il 1895 secondo il progetto di Franz Schwechten.

L'edificio venne costruito in stile neoromanico, ispirandosi alle numerose chiese romaniche presenti nella valle del Reno. L'edificio originale era di un'impressionante monumentalità e grandezza. I mosaici all'interno della chiesa descrivevano la vita e le opere dell'imperatore Guglielmo I.
Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, la chiesa fu gravemente danneggiata in un bombardamento alleato, che ridusse la chiesa a una solitaria rovina ribattezzata "der hohle Zahn" ("il dente cavo"). Per ironia della sorte, l'ultima predica pronunciata dal sacerdote poche ore prima del bombardamento, era incentrata sul tema Tutto scompare.[senza fonte]

Nel dopoguerra esistevano diversi progetti per una chiesa nuova. Vinse la seconda fase del concorso, nel 1957, il noto architetto Egon Eiermann con un progetto per una chiesa di foggia moderna, da costruire al posto del rudere, da abbattere. La protesta di gran parte della popolazione berlinese costrinse le autorità ecclesiastiche e municipali a rivedere il progetto; infine Eiermann progetta una nuova chiesa da costruire in più elementi architettonici attorno al rudere, da salvare, almeno in parte.

La nuova chiesa fu inaugurata il 17 dicembre del 1961.

Mentre nella Berlino odierna le distruzioni della seconda guerra mondiale sono visibili solo indirettamente dall'insieme di vecchia e nuova architettura, il rudere della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche rimane uno dei pochissimi edifici lasciati nello stato di distruzione e costituisce così un monumento estremamente efficace.

Per via della loro forma, la chiesa nuova e il campanile sono stati ribattezzati dai berlinesi La scatola da cipria e Il rossetto.

Gedenkhalle[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa agli inizi del Novecento

All'interno della parte vecchia della chiesa, precisamente nella base della torre rimasta come rovina, trova collocazione il Gedenkhalle (Memoriale), una sorta di museo della chiesa. Qui si trovano documenti storici della chiesa, alcuni dei mosaici contenuti nell'edificio, fra cui il Mosaico degli Hohenzollern, e una figura del Cristo di Hermann Schaper, che originariamente si trovava sull'altare maggiore, scampata ai bombardamenti. Soprattutto vi si trovano i simboli della riconciliazione dei tre paesi che una volta erano nemici, ovvero una croce costruita con i chiodi ritrovati nelle ceneri delle rovine dell'antica cattedrale di Coventry (distrutta dai bombardamenti tedeschi), un'icona russa a forma di croce, dono del vescovo ortodosso di Volokolamsk e Yuryev, nonché la Madonna di Stalingrado, il disegno creato durante l'omonima battaglia dal sacerdote e medico militare tedesco Kurt Reuber.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa appare all'inizio del film Il cielo sopra Berlino. L'angelo Damiel scruta i berlinesi dal rudere del campanile.
  • L'edificio appare anche nelle primissime immagini de "La terza generazione", di Rainer Werner Fassbinder, insieme ai titoli di testa, creando subito nello spettatore un senso di angoscia e di inquietudine.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lilli Hollein, "Gebaute Demokratie", H.O.M.E. 05/09, mai-juni/may-june 2009, "Architektur Deutschland" p. 146 (146-158)
  • Lorenzo Spagnoli, Berlino. XIX e XX secolo, Zanichelli, Bologna 1993, p. 192

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]