Julius Jacob von Haynau

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il generale Haynau.

Julius Jacob von Haynau (Kassel, 14 ottobre 1786Vienna, 14 marzo 1853) è stato un generale austriaco.

La carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Figlio naturale di Guglielmo I d'Assia e di Rosa Dorothea Ritter[1], dopo gli studi a Marburgo entrò nell'esercito austriaco nel 1801 come ufficiale di fanteria. Nel 1808 si sposò con Thérèse von Weber, figlia del generale Weber morto nella battaglia di Aspern-Essling. Partecipò alle guerre napoleoniche, venendo ferito nella battaglia di Wagram e distinguendosi durante le operazioni in Italia del 1813 e 1814. Dal 1815 proseguì la carriera militare, divenendo nel 1833 maggiore generale e comandante di una brigata in Italia, e infine nel 1844 tenente feldmaresciallo al comando di una divisione a Graz. Nel 1847 fu trasferito a Timișoara.

Le campagne del 1848-1849[modifica | modifica wikitesto]

Di temperamento violento e profondamente reazionario, Haynau si distinse durante il 1848 per la ferocia con cui attuò la repressione dei moti rivoluzionari.

Combatté con successo in Italia, reprimendo nel sangue la rivolta della città di Brescia, tanto da meritarsi il soprannome di iena di Brescia, in spregio all'appellativo di Tigre Asburgica che gli era stato conferito dai suoi connazionali.

Nel giugno del 1849 venne richiamato a Vienna per comandare la prima armata di riserva. Poco più tardi, venne inviato a combattere la rivolta degli Ungheresi, ottenendo rapidi successi militari ma distinguendosi nuovamente per la brutalità delle azioni (pur se va ricordato che agì in accordo con il gabinetto militare dell'imperatore Francesco Giuseppe): fece frustare le donne che avevano mostrato simpatie verso i rivoluzionari, istituì corti marziali per giudicare ufficiali e funzionari ribelli, condannando alla impiccagione (da ladri comuni) ad Arad tredici generali ungheresi che sarebbero diventati i "13 martiri di Arad" per la storia nazionale dell'Ungheria. (E fra numerosi patrioti ungheresi il primo ministro Lajos Batthyány).

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della guerra venne nominato comandante in capo delle forze armate in Ungheria, ma il suo temperamento lo mise contro il ministro della Guerra e gli costò l'incarico nel 1850[2].

Cippo in Park Street a Southwark (Londra), che commemora l'"incidente internazionale"

La sua fama di feroce oppositore dei partiti rivoluzionari fece sì che, nei suoi successivi viaggi, venisse preso di mira dal popolo. A Bruxelles si salvò a stento da una folla inferocita. A Londra, un gruppo di facchini della birreria Barclay & Perkins che stava visitando, simpatizzanti della causa ungherese, lo presero a bastonate, provocando quasi un incidente internazionale. Il famoso autore inglese Chesterton descrisse gli avvenimenti ne I crimini dell'Inghilterra[3]:

(EN)

« When an Austrian general who had flogged women in the conquered provinces appeared in the London streets, some common draymen off a cart behaved with the direct quixotry of Sir Lancelot or Sir Galahad. He had beaten women and they beat him. They regarded themselves simply as avengers of ladies in distress, breaking the bloody whip of a German bully. »

(IT)

« Quando il generale austriaco che aveva fatto frustare delle donne nelle provincie conquistate apparve per le strade di Londra, alcuni inservienti di birreria vollero comportarsi come emuli di Ser Lancillotto o Ser Galaad. Lui le aveva picchiate e loro picchiarono lui. Si considerarono semplicemente come difensori di donne oltraggiate, rompendo le loro dannate fruste sullo spaccone tedesco. »

(Chesterton, The Crimes of England)

Quando Giuseppe Garibaldi si recò in Inghilterra nel 1864, volle a tutti i costi visitare la birreria per ringraziare «gli uomini che avevano battuto Haynau».

In pensione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo declino invece ha ricevuto un sommo feudo dal giovane imperatore austriaco in Ungheria a Hajós, dove viveva da proprietario terriero innocente per qualche anno, fino alla sua morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Österreichisches Biographisches Lexikon 1815-1950 Online-Edition
  2. ^ Gunther Erich Rothenberg, "The Army of Francis Joseph", 1999.
  3. ^ (EN) G. K. Chesterton, The Crimes of England, Project Gutenberg.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 767039 LCCN: nb2009006383