Battaglia di Aspern-Essling

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Battaglia di Aspern-Essling
Fernand Cormon 005.jpg

Data 21 - 22 maggio 1809
Luogo Lobau in prossimità di Vienna
Esito Sostanziale impasse
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
55.000 uomini 90.000 uomini
Perdite
7.000 morti
16.000 feriti
6.200 morti
16.300 feriti
800 prigionieri
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La Battaglia di Aspern-Essling (22 maggio 1809) vide lo scontro fra l'esercito francese e quello austriaco nel contesto delle Guerre napoleoniche nell'ambito della Quinta coalizione. Al tempo della battaglia, Aspern era un comune non distante da Vienna. Dal 1904 è stato incorporato nella capitale austriaca all'interno di un distretto metropolitano. Lo scontro rappresentò una sconfitta tattica per Napoleone nel suo intento di attraversare il Danubio ed impegnare il rimanente esercito austriaco.

Preparativi della battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Vincendo questa battaglia, Napoleone avrebbe avuto il controllo su Vienna. I ponti sul Danubio erano stati distrutti e l'esercito dell'Arciduca Carlo si trovava nei paraggi di Bisamberg, un monte vicino a Korneuburg, sulla sponda sinistra del fiume. La prima preoccupazione dei francesi fu quella di attraversare il Danubio. L'isola di Lobau, una delle molte che dividono il fiume in piccoli canali, fu scelta come punto di incrocio, effettuando le truppe francesi diligenti preparativi che culminarono con l'occupazione effettiva dell'isola nella notte tra il 19 maggio ed il 20. La notte del giorno 20 vi si era riunita una gran quantità di uomini che attraversarono l'ultimo braccio del Danubio tra Lobau e la riva orientale. Le truppe di Masséna attraversarono il fiume giusto in tempo per evitare le avanguardie austriache. Senza lasciarsi intimorire dalle notizie di duri attacchi sulla sua retroguardia provenienti dal Tirolo e dalla Boemia, Napoleone guidò tutte le truppe disponibili verso i ponti ed all'alba del giorno 21 aveva concentrato 40.000 uomini sulla pianura di Marchfeld, la stessa zona che sarebbe stata lo scenario della battaglia di Wagram il seguente mese di luglio.

L'Arciduca Carlo non resistette ai francesi nell'incrocio del fiume. La sua intenzione era quella di attaccare quando avesse attraversato una forza sufficiente, ma prima che il resto dell'esercito francese potesse raggiungerlo. Napoleone aveva accettato il rischio di un attacco di questo tipo, ma cercava contemporaneamente di minimizzare le conseguenze dello stesso riunendo ogni battaglione disponibile sulla scena della battaglia. Le sue forze sul Marchfeld si situarono di fronte ai ponti orientati al nord, con l'ala sinistra nella cittadina di Aspern, Gross-Aspern, e la sua ala destra in Essling. Entrambi i posti si trovavano vicini al Danubio e non potevano essere circondati. Aspern, certamente, si trovava su uno dei canali del fiume ed i francesi dovevano coprire il vuoto tra entrambe le cittadine ed avanzare per lasciare posto alle truppe che continuavano ad affluire.

Il combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Hiller, Bellegarde e Hohenzollern conversero su Aspern, mentre il principe Orsini-Rosenberg attaccò Essling. La cavalleria austriaca avanzava al centro, pronta ad affrontare qualunque unità di cavalleria francese che pretendesse di attaccare le teste delle colonne. Durante il giorno 21 i ponti si andarono facendo sempre più insicuri, a causa degli elementi atmosferici, ma i francesi attraversarono senza interruzioni durante tutto il giorno e la notte seguente. La battaglia cominciò finalmente ad Aspern; Hiller condusse i primi attacchi sul villaggio, ma Masséna si volse a recuperare e mantenne le posizioni con la stessa tenacia che aveva mostrato alla battaglia di Marengo nel 1800. La fanteria francese lottò quel giorno con maggior coraggio rispetto alle altre battaglie precedenti.

Schema della Battaglia di Aspern-Essling

Le tre colonne austriache che lottavano con tutta la loro forza non furono capaci di occupare più della metà del villaggio e le posizioni al calar della notte venivano ancora mantenute da Masséna. Nel frattempo, la fanteria situata fra i due villaggi e di fronte ai ponti proseguiva verso la battaglia su questo fianco. Napoleone, tuttavia, si dirigeva verso il centro come movimento diversivo. Il centro, sostenuto soltanto dalla cavalleria francese, caricava contro le posizioni di artiglieria austriache, che situate in una lunga linea, battevano Aspern. La prima carica francese fallì, ed un secondo tentativo più serio, effettuato da una grande carica di corazzieri, ottenne finalmente il risultato positivo desiderato da Napoleone. La cavalleria francese, guidata in maniera perfetta, eliminò i cannoni austriaci, cavalcando poi intorno alla fanteria di Hohenzollen e resistendo all'inseguimento della cavalleria di Lichtenstein, anche se non poterono fare nient'altro, si ritirarono alle loro antiche posizioni.

Nel frattempo Essling si era trasformato in uno scenario di combattimenti quasi tanto disperati come quelli di Aspern. I corazzieri francesi effettuarono forti cariche contro il fianco delle forze di Rosenberg, ritardando per molto tempo l'assalto di queste, e nei villaggi Lannes prendeva l'eroica decisione di resistere, fino a che finalmente la notte mise fine alla battaglia.

I due eserciti rimasero sulle loro posizioni, mentre ad Aspern francesi ed austriaci si trovavano a tiro di pistola. Questi ultimi avevano lottato tanto duramente, al pari dei loro rivali. Napoleone intuì che non stava più affrontando i soldati delle precedenti campagne. In essi poteva vedere lo spirito di una nazione: quei soldati lottavano fino alla morte per la loro patria, e non soltanto per l'onore dei loro nobili condottieri. L'imperatore non si scoraggiò ma, al contrario, rinnovò i suoi sforzi per schierare quanti più uomini fosse possibile. Durante la notte un numero sempre maggiore di soldati francesi si dispiegò sul terreno.

All'alba del giorno 22 ricominciò la battaglia. André Masséna ripulì rapidamente Aspern dai nemici, ma contemporaneamente, Rosenberg attaccava Essling. Lannes, tuttavia, resisteva disperatamente e, rinforzato dalla divisione di Saint Hilaire, respinse Rosenberg. Ad Aspern Masséna ebbe meno fortuna ed il contrattacco di Hiller e Bellegarde ebbe così tanto successo come quello di Lannes e di Saint Hilaire.

Mentre ciò accadeva, Napoleone lanciava un grande attacco sul centro dello schieramento austriaco. La massa del centro francese, con Lannes alla sinistra e la cavalleria in riserva avanzarono a loro volta. Sfondarono la linea austriaca tra il fianco destro di Rosenberg ed Hohenzollen, e la vittoria era in pugno, quando l'Arciduca Carlo lanciò nella battaglia la sua ultima riserva di truppe guidandola personalmente. Lannes respinse l'attacco con tutto il suo impeto lungo tutta la linea. Aspern era stato perso e le notizie arrivarono fino a Napoleone in un momento critico. I ponti sul Danubio furono tagliati da chiatte pesanti lasciate alla deriva nella corrente dagli austriaci.

Napoleone sospese immediatamente l'attacco. Essling cadeva sotto un nuovo assalto di Rosenberg e mentre i francesi venivano cacciati, il generale austriaco diresse i suoi sforzi verso il fianco del centro francese che si ritirava lentamente lungo la riva. La ritirata fu terribilmente costosa e se non fosse stato per i preparativi di Lannes, i francesi sarebbero stati cacciati al di là del Danubio per lo sforzo furioso dell'Arciduca di rompere la sua resistenza. La stanchezza di entrambi gli eserciti fece fermare i combattimenti. I francesi persero 21.000 uomini, tra i quali il generale di Saint Hilaire, dei 90.000 che disponevano. La Battaglia di Aspern Essling può essere considerata di esito sostanzialmente pari, poiché gli austriaci riuscirono a tamponare l'attacco dell'esercito francese, ma la Grande Armée mantenne il controllo delle posizioni strategiche, l'isola di Lobau e la capitale austriaca, Vienna.

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