John Dutton Frost

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John Dutton Frost
John Dutton Frost con l'uniforme del suo reggimento, The cameronians
John Dutton Frost con l'uniforme del suo reggimento, The cameronians
31 dicembre 1912 - 21 maggio 1993
Soprannome Johnny
Nato a Pune, India
Morto a West Sussex, Regno Unito
Dati militari
Paese servito Regno Unito Regno Unito
Forza armata Regno Unito British Army
Specialità Reggimento paracadutisti
Unità The Cameronians (Scottish Rifles)
Anni di servizio 1932 - 1968
Grado Maggior generale
Guerre Seconda guerra mondiale
Campagne Italia, Tunisia
Battaglie Operazione Torch, Operazione Husky, Battaglia di Arnhem, Operazione Biting
Decorazioni Companion of the Order of the Bath
Distinguished Service Order & Bar
Military Cross

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Il Maggior generale John Dutton (Johnny) Frost, Ordine del Bagno, Distinguished Service Order, Military Cross e Deputy Lieutenant (31 dicembre 191221 maggio 1993), è stato un ufficiale britannico delle truppe aviotrasportate, noto per essere stato il comandante del piccolo gruppo di paracadutisti che catturò e mantenne il ponte di Arnhem durante l'operazione Market Garden.

Fu uno dei primi ad arruolarsi nell'appena formato Reggimento Paracadutisti (Parachute Regiment) nel quale servì con onore in molte operazioni di guerra che includevano l'azione dei paracadutisti finché non fu ferito e catturato ad Arnhem. Dopo la guerra, la sua carriera nel British Army proseguì fino al congedo nel 1968.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Vita iniziale[modifica | modifica sorgente]

John Frost si arruolò nel British Army il 1º settembre 1932 quando uscì dalla Royal Military Academy Sandhurst con il grado di sottotenente, assegnato al reggimento di fanteria leggera scozzese "Cameronians".[1] Dal 1938 al 1941 Frost lavorò nei coscritti iracheni con il grado di capitano. Si unì al Reggimento Paracadutisti nel 1941.

Servizio durante la Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Operazione Biting[modifica | modifica sorgente]

Frost si distinse nel corso dell'Operazione Biting, un raid mirato a sabotare il Würzburg, un primitivo radar tedesco. L'obiettivo era di smantellare il disco e portarlo via, assieme agli altri componenti. Quest'azione era solo la seconda a cui avrebbe preso il Reggimento Paracadutisti, all'epoca ancora alle prime armi.

Il radar impiegato dai tedeschi per prevedere l'arrivo dei bombardieri alleati.

La missione fu affidata alla Compagnia C, comandata dall'allora maggiore Frost. Il 27 febbraio 1942 centoventi uomini furono paracadutati a Saint-Jouin-Bruneval; i paracadutisti incontrarono un'ardua resistenza da parte dei tedeschi, ma riuscirono lo stesso a rubare i componenti del radar e a rapire un esperto nazista. I britannici persero in tutta l'operazione tre uomini, oltre ad altri sette gravemente feriti. Il primo ministro Winston Churchill lodò l'operazione e assicurò che i paracadutisti avrebbero intrapreso altre missioni.[2] Per l'Operazione Biting John Frost fu decorato con la Military Cross.[3]

Operazione Torch[modifica | modifica sorgente]

Durante gli sbarchi Alleati in Nord Africa (Operazione Torch), le truppe aviotrasportate britanniche furono dispiegate in Tunisia. Frost, che era stato nel frattempo promosso a tenente colonnello comandante del 2º Battaglione, fu inviato ad attaccare gli aeroporti nemici vicino a Depienne, circa 48 km a sud di Tunisi. Gli aeroporti erano in realtà completamente abbandonati e la colonna corazzata che i paracadutisti avrebbero dovuto incontrare ad Oudna non arrivò mai. Il battaglione di Frost si ritrovò 80 km dietro le linee nemiche: in netta minoranza numerica e continuamente attaccati mentre si ritiravano verso le linee alleate, i paracadutisti persero 16 ufficiali e 250 soldati. In seguito il battaglione continuò a combattere assieme alla I Armata fino a Tunisi.

Ponte di Primosole[modifica | modifica sorgente]

Nel 1943 il battaglione di Frost assieme al resto della 1ª Brigata Paracadutisti fu paracadutato in Sicilia nel corso della più generale Operazione Husky. I lanci furono estremamente dispersi e gli unici 295 soldati ed ufficiali che raggiunsero il ponte di Primosole si ritrovarono ad affrontare l'intero 4º Reggimento Paracadutisti tedesco ed i camionettisti del 10º Reggimento arditi; il ponte rimase in mano nemica fino all'arrivo delle altre truppe dell'Ottava armata britannica.

L'ultima azione di Frost nel teatro italiano fu lo sbarco a Taranto.

Arnhem[modifica | modifica sorgente]

Paracadutisti della 1ª Divisione Aviotrasportata si imbarcano sugli aerei subito prima dell'Operazione Market Garden.

Frost è conosciuto soprattutto per il suo coinvolgimento nella Battaglia di Arnhem durante l'Operazione Market Garden. Durante questa battaglia Frost avrebbe fatto parte dell'avanguardia dell'attacco al ponte di Arnhem da parte della 1ª Divisione Aviotrasportata. Dopo la presa del ponte, l'avanguardia avrebbe dovuto mantenerlo fino all'arrivo del resto dei paracadutisti. Se tutto fosse andato secondo i piani, a difendere per circa due giorni il ponte (il tempo necessario al XXX Corpo d'Armata britannico per raggiungerlo) ci sarebbero dovuti essere circa 9.000 uomini.[4].

Il 17 settembre 1944, come comandante del 2º Battaglione Paracadutisti, Frost guidò un gruppo di circa 750 soldati armati in modo leggero dall'atterraggio vicino Oosterbeek per poi dirigersi ad Arnhem.[5]. Il battaglione raggiunse l'estremità settentrionale del ponte e la conquistò. Frost si accorse solo allora di essere circondato dal II.SS-Panzerkorps tedesco che lo aveva completamente tagliato fuori dal resto della 1ª Divisione Aviotrasportata. Frost per quattro giorni diede battaglia ai tedeschi che continuavano a bombardare con l'artiglieria i britannici, attaccando con carri armati e fanteria in continui contrattacchi. Frost, ferito ad un piede, rifiutò ogni proposta di resa. Durante la battaglia, estremamente cruenta, non ci fu nessuna pietà da ambo i lati tranne per una breve tregua il terzo giorno che permise di portare via circa 250 feriti. I pochi paracadutisti rimasti (un centinaio) si arresero solo quando esaurirono le munizioni.

Il ponte di Arnhem subito dopo la resa dei paracadutisti inglesi.

Dopo la sua cattura, Frost fu internato come prigioniero di guerra a Spangenberg e in seguito in un ospedale a Obermassfeldt. Fu liberato dalle truppe americane nel marzo 1945 e il 20 settembre 1945 fu decorato con una medaglia all'Distinguished Service Order per la sua capacità di comando ad Arnhem.[6].

Dopo la Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Frost rimase nel British Army dopo la guerra. Fu promosso temporaneamente a maggior generale l'11 ottobre 1961 e promosso comandante della 52ª Divisione di Fanteria.

Al momento del suo congedo dall'esercito nel 1968, Frost era stato promosso permanentemente a maggior generale e oltre alle decorazioni ricevute in guerra, fu decorato con l'Ordine del Bagno[7] ed era stato fatto Grande Ufficiale del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Nel 1982 Frost fu designato luogotenente vicario della contea del West Sussex.

John Dutton Frost morì il 21 maggio 1993 all'età di ottant'anni e fu sepolto al Milland Cemetery, West Sussex.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Opere proprie[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo congedo, Frost scrisse tre libri:

  • 1980: A Drop Too Many - autobiografia(parte 1)
  • 1983: 2 PARA Falklands: The Battalion At War
  • 1991: Nearly There - autobiografia (parte 2)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) War Office, 2nd September, 1932 in London Gazette n° 33860, 02 settembre 1932, p. 5622–5623. URL consultato il 18 novembre 2010.
  2. ^ (EN) Battaglia di Arnhem. URL consultato il 05-04-2010.
  3. ^ (EN) London Gazzette (supplemento), n°35558, pp. 2111–2112. URL consultato il 05-04-2010.
  4. ^ (EN) Battaglia di Arnhem. URL consultato il 05-04-2010.
  5. ^ (EN) Biografia di John Dutton Frost. URL consultato il 05-04-2010.
  6. ^ (EN) London Gazzette (supplemento), n°37274,p. 4683. URL consultato il 05-04-2010.
  7. ^ (EN) London Gazette (supplemento), n°43200, p. 3. URL consultato il 05-04-2010.

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