In Extremo

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In Extremo
Das letzte Einhorn (Cantante)
Das letzte Einhorn (Cantante)
Paese d'origine Germania Germania
Genere Folk metal[1][2]
Medieval rock
Periodo di attività 1995 – in attività
Album pubblicati 13
Studio 9
Live 3
Raccolte 1

Gli In Extremo sono un gruppo folk metal tedesco, fondato nel 1995 e composto da sette membri. La loro musica è fortemente influenzata dalla musica medievale.[1][2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli In Extremo erano inizialmente due progetti distinti: una band anonima che suonava musica medievale pura e una rock band. In quel periodo erano conosciuti per la frequente presenza a manifestazioni e fiere medievali nelle quali suonavano i loro pezzi acustici. Durante le prove per la stagione 1995 Michael Rhein, alias Das Letzte Einhorn (L'Ultimo Unicorno) fondò gli In Extremo che in Latino significa "alla fine" o "all'estremo".

I membri fondatori della band medievale erano: L'Ultimo Unicorno, Flex il flessibile, Conny Fuchs (il cui posto, però, fu preso da Dr. Pymonte prima ancora della data ufficiale di fondazione a causa della sua gravidanza) e Sen Pusterbalg (sostituito poco dopo da Yellow Pfeiffer). La rock band includeva anche Thomas der Münzer, Der Morgenstern e Die Lutter.

I crescenti consensi, le pressioni dell'etichetta discografica di allora e il proprio interesse, portarono gli In Extremo già nel 1995 a tentare di unire le cornamuse e le chitarre elettriche, integrando strumenti moderni come batteria, basso e chitarra nei brani acustici.

Ad agosto del 1996 iniziarono i lavori per il primo album, che conteneva anche due tracce rock. Poiché l'album non aveva un nome ufficiale, fu chiamato In Extremo Gold per il colore dorato della copertina. Nel febbraio del 1997 fu pubblicato insieme al singolo Der Galgen, autodistribuito nelle fiere medievali.

Gli In Extremo suonarono separatamente come band medievale e rock band fino al 27 marzo 1997, data del primo concerto live, che essi stessi considerano come data di fondazione ufficiale del gruppo. Nel gennaio 1998 i due progetti furono fusi ufficialmente e ad aprile dello stesso anno ci fu il primo concerto come In Extremo.

Nel 2001 gli In Extremo tennero un piccolo concerto virtuale nella versione tedesca del videogioco Gothic (Piranha Bytes), un GdR ispirato alla mitologia medievale del nord-europa. Nel concerto, eseguito dagli alter-ego virtuali dei componenti del gruppo (con tanto di presentazione di un mangiatore di fuoco), viene suonato un unico pezzo: Herr Mannelig, cantata in svedese e tratta dal loro album Verehrt und Angespien.

Questo "concerto" è disponibile solo nella versione esclusiva per la Germania, tuttavia è possibile riprodurlo nella versione italiana con qualche "trucco", disponibile in rete.

Nel corso degli anni si accentuarono gli aspetti rock del gruppo, e parallelamente, crebbe il loro successo commerciale. Però gli strumenti e le sonorità iniziali giocano ancora un ruolo importante. La band è conosciuta anche per l'utilizzo di effetti pirotecnici durante i concerti.

Il 26 febbraio 2010 Der Morgenstern (Reiner Morgenroth) lasciò il complesso per via delle idee musicali ormai diverse da quelle del gruppo, lasciando le pelli per la seconda parte del Tranquilo Tour ad Adrian Otto, mentre l'11 giugno 2010 venne annunciato ufficialmente Specki T.D. (Florian Speckardt) come suo sostituto.

A due anni da "Sängerkrieg", gli In Extremo annunciano il nuovo album: “Sterneneisen” uscirà il 25 febbraio 2011 e sarà supportato da un tour che dal 7 al 30 aprile porterà la band attraverso tutta la Germania.

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Oltre a chitarra, basso e batteria, gli In Extremo si caratterizzano per l'uso di strumenti non convenzionali per una rock band, principalmente di origine medievale: ghironda, cornamusa, ciaramella, Nyckelharpa, arpa, cetra, e tromba marina. Molti strumenti sono costruiti da loro stessi.

Testi[modifica | modifica sorgente]

Molti testi non sono scritti dal gruppo, ma vengono - come gli strumenti – dall'Europa del medioevo e la prima era moderna (VII-XIV secolo). I testi sono scritti in varie lingue: lingue nordiche antiche, francese antico, alto tedesco medio, latino, bretone, gaelico.

Altri testi sono del poeta francese François Villon (per esempio Rotes Haar o Erdbeermund nella libera versione tedesca di Paul Zech). Ma anche poemi di Johann Wolfgang von Goethe (Rattenfänger) e Ludwig Uhland (Des Sängers Fluch, la maledizione del cantante, che gli In Extremo hanno modificato in Spielmannsfluch, la maledizione del menestrello).

Altri ancora sono presi da manoscritti ecclesiastici (Merseburger Zaubersprüche, Wessobrunner Gebet), manoscritti benedettini (Raue See) o da testi di autori sconosciuti (Tannhuser, Poc Vecem). Un'altra importante fonte per i loro testi sono i Carmina Burana.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

  • 1997 - In Extremo Gold (Acustico)
  • 1998 - Hameln (Acustico)
  • 1998 - Weckt die Toten!
  • 1998 - Die Verrückten sind in der Stadt (Live, Acustico)
  • 1999 - Verehrt und Angespien
  • 2001 - Sünder ohne Zügel
  • 2002 - Live 2002 (Live)
  • 2003 - Sieben
  • 2005 - Mein rasend Herz
  • 2006 - Raue Spree 2005 (Live)
  • 2006 - Die Goldene 2006 (Acustico, Riedizione + 2 Inediti)
  • 2006 - Hameln 2006 (Acustico, Riedizione + 2 Inediti)
  • 2006 - Kein Blick zurück (Raccolta)
  • 2008 - Sængerkrieg
  • 2011 - "Sterneneisen"

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1996 - Ai vis lo lop (Cassetta)
  • 1997 - In Extremo (Der Galgen)
  • 1998 - Ai Vis Lo Lop Vocal-Remix
  • 1999 - This Corrosion
  • 1999 - Merseburger Zaubersprüche
  • 2000 - Vollmond
  • 2001 - Unter dem Meer
  • 2001 - Wind
  • 2003 - Küss mich
  • 2003 - Erdbeermund
  • 2005 - Nur ihr allein
  • 2005 - Horizont
  • 2006 - Liam (Versione Tedesca)
  • 2008 - Frei zu sein

DVD[modifica | modifica sorgente]

  • 2002 - Live 2002
  • 2006 - Raue Spree 2005
  • 2009 - Am Goldenen Rhein 2009

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Jason Birchmeier, In Extremo - AllMusic, Allmusic.com. URL consultato il 21 dicembre 2010.
  2. ^ a b Gianni Della Cioppa, 2010, op. cit., p. 57.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]