I Lusiadi

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Frontespizio della prima edizione de I Lusiadi

I Lusiadi (Os Lusíadas in portoghese) è un poema epico scritto da Luís Vaz de Camões. Spesso è considerato come la più importante opera della letteratura portoghese,[1] della quale è sicuramente uno dei volumi più rilevanti, e comparato all'Eneide, il grande poema epico virgiliano.

La prima edizione fu stampata nel 1572, tre anni dopo il ritorno dell'autore dall'Oriente. L'opera è composta da dieci canti e 1102 strofe, le ottave endecasillabiche, dette anche ottave ariostesche. Presenta lo schema dell' (ABABABCC), tipico dei lunghi poemi o delle narrazioni eroiche, sperimentato per la prima volta da Giovanni Boccaccio.

Scritto seguendo il classico stile omerico, il poema epico narra principalmente il periodo storico delle grandi scoperte geografiche avvenute tra il XV e XVI secolo, dando una rilettura leggendaria e fantastica della storia, come fece Virgilio in relazione alla storia di Roma.

L'azione centrale è la scoperta della via marittima per l'India realizzata da Vasco de Gama, ma il racconto descrive anche altri episodi della storia del Portogallo, esaltando il popolo portoghese.[1]

I protagonisti[modifica | modifica sorgente]

Gli eroi del poema sono, come dice il titolo, i lusiadi (Lusíadas), i figli di Lusos, cioè il popolo portoghese. Infatti, se guardiamo alle strofe iniziali del discorso di Giove nel Consiglio degli dei olimpici, che apre la parte narrativa, possiamo ben comprendere l'intenzione celebrativa del poeta.

In queste prime strofe Camões ci racconta che, a partire da Viriato e Sertorio, i Lusitani (discendenti di Lusus) sarebbero stati predestinati dal Fato a compiere grandi gesta. Giove sostiene che ciò sia dimostrato dalla loro storia, segnata da conflitti contro i mori e i castigliani che risultano però sempre sconfitti, la stessa storia che ci mostra come una nazione così piccola possa far scoprire al mondo intero dei nuovi territori e come possa imporre la sua legge alle altre nazioni.

Alla fine del poema, sull'Isola dell'Amore, al termine della cavalcata lungo la storia portoghese, Camões ci rivela che il timore di Bacco è stato confermato: gli eroi portoghesi, celebrati per le loro gesta, hanno sostituito il suo nome nell'immaginario delle popolazioni autoctone.

Le straordinarie scoperte geografiche e "i nuovi regni che tanto celebrano" ("novo reino que tanto sublimaram") a Est, certamente le recenti e straordinarie gesta di Castro Forte, il viceré delle Indie portoghesi D. João de Castro, che era morto pochi anni prima dell'arrivo del poeta in terre indiane, furono stimoli determinanti per Camões, che affrontò finalmente questa prova e, dopo averlo desiderato infinitamente, scrisse l'epica portoghese. Camões dedicò il suo capolavoro al re del Portogallo Sebastiano, all'epoca diciottenne, il quale ignorò il poema in quanto scritto da un popolano che, inoltre, morì in povertà.

La crociata contro i Mori[modifica | modifica sorgente]

Il poema può essere letto secondo una prospettiva che era già antica, ma la cui attualità era stata rinnovata da fatti recenti, la prospettiva della crociata contro i Mori. Le lotte in oriente sarebbero infatti il proseguimento di quelle combattute in Portogallo e in Nordafrica ai tempi della Reconquista, volte a limitare o abbattere il potere dell'Islam. Infatti, nel 1571, la smisurata arroganza del sultano turco che minacciava l'Europa, fu distrutta a Lepanto. Il comandante delle forze cristiane era stato don Giovanni d'Austria, figlio illegittimo di Carlo V, il nonno di Sebastiano di Portogallo. È possibile che in questo contesto di esaltazione, il poeta incitasse il giovane re portoghese ad andare alla conquista dell'Africa, con le disastrose conseguenze che seguiranno.

L'epopea e la sua struttura interna[modifica | modifica sorgente]

Il poema epico più genuino è il canto della costruzione di una nazione con l'aiuto di Dio o degli dei. Os Lusíadas, come l'Eneide è un poema moderno dove il meraviglioso non passa più da un ornamento necessario, ma è semplicemente letterario. Così, malgrado il contesto moderno della Controriforma, gli dèi della mitologia classica comandano, dalla vetta del monte Olimpo e dalle profondità degli abissi, l'azione dei marinai portoghesi, muniti di astrolabio e cannoni.

Tuttavia la presenza degli dèi assume molta importanza nel poema da quando, con i loro disegni e i loro intrighi, danno il maggior contributo all'unità delle azioni frammentarie dei marinai.

Per quanto riguarda la struttura interna, notiamo che il poema possiede un'introduzione (prologo- introduzione del tema e degli eroi, invocazione - una preghiera alla musa e una dedica - a D. Sebastião), la narrazione (l'epopea stessa) e un epilogo costituito dalle ultime strofe (dal verso 145 del X canto).

Con l'avanzare della narrazione assistiamo a un'infinità di episodi mitologici, storici, simbolici, poetici, naturalistici e scene di guerra.

Gli oratori e le loro narrazioni[modifica | modifica sorgente]

Os Lusíadas è un'opera narrativa, ma i suoi narratori sono quasi sempre oratori dai discorsi magniloquenti: il narratore principale, che appare in grande stile e interviene in diversi momenti del poema, Vasco da Gama, detto il "capitano eloquente" ("facundo capitão"); Paulo da Gama; Teti...; la Ninfa (canto X) che, all'udire il suono della musica, predice il futuro.

Quando il poeta chiede alle Tagidi (ninfe del fiume Tago) "un tono sì elevato/e uno stil così magniloquente" ("um som alto e sublimado, / Um estilo grandíloco e corrente"), contrastando con lo stile della poesia lirica, dal verso umile, pensa sicuramente ai toni altisonanti dell'oratoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b The Lusiads in World Digital Library, 1800-1882. URL consultato il 1º settembre 2013.

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