Guardia nobile
| « Così anche voi, custodi del corpo e Guardie di onore del Vicario di Cristo, conserverete, accrescerete sempre in voi quella purità di cuore e quella elevazione di anima, che sono il più bello dei vostri titoli, affine di trasmettere ancor più ricco ai vostri discendenti questo glorioso patrimonio. » |
| (Papa Pio XII[1]) |
La Guardia nobile era una delle unità militari della Santa Sede.
Indice |
Storia[modifica]
La guardia nobile venne costituita l'11 maggio 1801 da papa Pio VII come reggimento di cavalleria pesante riorganizzato dal corpo delle "Lance Spezzate" disciolto il 20 febbraio 1798 a seguito dell'occupazione francese di Roma e dell'arresto di Pio VI.
Inizialmente questo reggimento doveva servire come scorta personale per il pontefice e per le maggiori cariche ecclesiastiche dello Stato Pontificio inviate in missioni particolari nello Stato della Chiesa per conto del pontefice.
Uno dei compiti della guardia era quello di dare l'annunzio di nomina ai nuovi cardinali che abitavano fuori Roma, consegnando lo zucchetto cardinalizio. Gaetano Moroni nel suo Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica scrive che il primo militare ad espletare tale funzione fu il marchese Costaguti, che nel settembre del 1801 annunciò a Antonio Felice Zondadari la nomina ad Arcivescovo di Siena.[2]
Il corpo, che veniva anche chiamato "Cavalleggeri" era composto da reclute provenienti dai cadetti delle famiglie nobili ed era inizialmente diviso in due compagnie. Uno dei grandi ruoli storici ricoperti da questo corpo fu l'aver scortato Pio VII a Parigi per l'incoronazione di Napoleone Bonaparte nel 1805. Il corpo fu sciolto dopo la seconda invasione francese, salvo poi essere ricostituito dallo stesso Pio VII nel 1816. Nel 1824 Leone XII unificò le due compagnie affidandole ad un unico comandante, con mandato a vita.
Con l'unificazione dell'Italia e la confisca degli stati papali nel 1870 con la presa di Roma, la guardia nobile rimase in servizio ma mutò la propria natura divenendo un corpo elitario di guardie a piedi.
Affiancatasi sempre più per servizio alla Guardia Palatina d'Onore e alla Guardia svizzera pontificia, la guardia nobile venne sostituita da quest'ultimo corpo nelle proprie funzioni per volere di papa Paolo VI il 14 settembre 1970 come parte delle riforme per svecchiare la chiesa volute dal Concilio Vaticano II.
Composizione[modifica]
Il corpo della guardia nobile era costituito unicamente da volontari, dal momento che i membri non venivano pagati per il loro servizio e per di più dovevano provvedere personalmente al proprio armamento ed all'acquisto e manutenzione della apposita uniforme. Date queste condizioni il numero degli aderenti era estremamente ristretto e gli aderenti erano perlopiù appartenenti all'aristocrazia "di baldacchino", ovvero appartenevano alle maggiori famiglie romane legate alla Santa Sede, da cui anche il nome di guardia nobile.
Il comandante del corpo, col rango di Capitano, aveva tra i propri sottoposti anche un alfiere col compito di portare, in ogni occasione in cui la guardia nobile fosse direttamente coinvolta, lo stendardo con le insegne pontificie.
La guardia nobile faceva le proprie apparizioni in pubblico solo nelle occasioni in cui il papa svolgesse delle attività in pubblico e durante il periodo di sede vacante il corpo si poneva al servizio del Collegio dei cardinali. Tra le funzioni di sicurezza personale, ad esempio, quando il papa quotidianamente faceva la propria passeggiata nei Giardini Vaticani, due guardie nobili lo seguivano a distanza per vigilare sulla sua incolumità. Oggi tale funzione è ricoperta dalla Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano.
Uniformi ed armamento[modifica]
La guardia nobile disponeva di due uniformi distinte a seconda delle diverse occasioni in cui il membro del corpo si trovava a dover operare.
La prima era l'uniforme d'onore utilizzata per le occasioni più importanti e per le celebrazioni liturgiche in cui la guardia era presente. Essa era composta da un elmo da corazziere piumato di bianco e crinato di nero, una giubba rossa con bandoliera e spalline dorate una cintura bianca in vita, pantaloni bianchi e stivali neri da cavallerizzo. In tutti questi particolari l'uniforme ricordava chiaramente quella dei corazzieri e tale rimase sino alla soppressione del corpo, in ricordo dell'originaria funzione svolta da questa guardia.
L'uniforme di servizio era invece l'uniforme utilizzata quotidianamente, composta da un elmo da corazziere con impresso sul davanti lo stemma papale, una giacca color blu di Prussia bottonata a due file d'oro e bordata di rosso con una cintura nera a fibbia dorata con le armi pontificie e un paio di pantaloni azzurro cupo rigati di rosso.
L'unico armamento della guardia nobile era costituito da una sciabola da cavalleria e anche questo corpo, come quello della Guardia Svizzera pontificia, era tra i pochi ad essere autorizzato a portare le armi anche in chiesa ed alla presenza del pontefice.
Filmografia[modifica]
La guardia nobile fa la propria apparizione nel film Il marchese del Grillo in quanto Onofrio del Grillo ne diviene comandante.
Note[modifica]
- ^ Discorso di Sua Santità Pio XII alla Guardia Nobile Pontificia
- ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai giorni nostri, vol. V, Tipografia Emiliana, Venezia, 1840
Bibliografia[modifica]
- Giovanni Di Benedetto, Claudio Rendina, Storia di Roma moderna e contemporanea, Newton Compton Editori, Roma, 2004. ISBN 88-541-0201-6
- Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro ai nostri giorni, vol XXXIII, Tipografia Emiliana, Venezia, 1845