Guajajara
| Guajajara | |
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| Madre e bambino di etnia Guajajara | |
| Nomi alternativi | Tenetehára, Guazazzara, Tenetehar |
| Luogo d'origine | Brasile |
| Popolazione | 19.471 (2006)[1] |
| Lingua | Guajajara |
| Religione | animismo |
| Gruppi correlati | Tembe |
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I Guajajara sono un gruppo etnico del Brasile con una popolazione stimata in 19.471 individui nel 2006 (Funasa).[1] Sono uno dei due gruppi facenti parte del macro-gruppo storico dei Tenetehara (insieme ai Tembe).[2]
Indice |
Lingua [modifica]
Parlano la lingua Guajajara che appartiene alla famiglia linguistica Tupi-Guarani. Chiamano la loro lingua ze'egete ("il buon discorso"). Guajajara significa "colui che possiede l'ornamento di piume in testa". Altro nome che utilizzano per auto-identificarsi è Tenetehára che significa "noi siamo i veri esseri umani".[3]
Insediamenti [modifica]
Vivono nello stato brasiliano del Maranhão nelle regioni dei fiumi Pindaré, Grajaú, Mearim e Zutiua, stanziati per la maggior parte nei tre territori indigeni Araribóia, Bacurizinho e Cana Brava. Altri piccoli gruppi vivono in altri territori indigeni insieme ad altri gruppi entici.[4]
Cenni storici [modifica]
Fino alla metà del XVIII secolo, i Tenetehára furono perseguitati dagli esploratori portoghesi che li catturavano nei pressi del fiume Pindaré per sfruttarli come schiavi. La situazione cambiò leggermente con le prime spedizioni dei Gesuiti tra il 1653 e il 1755. Nel 1901 i Tembe si resero protagonisti di una violenta rivolta contro un gruppo di missionari cappuccini.[5]
Organizzazione sociale [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b (PT) Scheda su socioambiental.org - Introduzione. URL consultato in data 7 luglio 2011.
- ^ James Stuart Olson. (EN) The Indians of Central and South America: an ethnohistorical dictionary. URL consultato in data 18 luglio 2011.
- ^ (PT) Scheda su socioambiental.org - Lingua. URL consultato in data 7 luglio 2011.
- ^ (PT) Scheda su socioambiental.org - Localizzazione. URL consultato in data 7 luglio 2011.
- ^ (PT) Scheda su socioambiental.org - Cenni storici. URL consultato in data 7 luglio 2011.