Emma Hamilton

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Lady Hamilton ritratta come una Baccante, dipinto di Marie Louise Élisabeth Vigée-Lebrun

Emma Hamilton (26 aprile 1765Calais, 16 gennaio 1815) è ricordata principalmente per essere stata l'amante dell'ammiraglio Nelson.

La sua vita, simile a un romanzo, fu densa di eventi degni di nota, che portarono questa donna di umili origini a vivere a fianco di aristocratici e sovrani, grazie alla sua bellezza e spregiudicatezza. A un'ascesa così rapida e vertiginosa seguì, com'era prevedibile, una parabola discendente che la portò alla prigione per debiti, all'alcolismo e a una morte oscura, nella miseria. Di lei restano decine di ritratti e numerose testimonianze di chi la conobbe.

Indice

[modifica] Biografia

Nata nel 1765 con il nome di Amy Lyon, nel Cheshire, in Inghilterra, era figlia del fabbro Henry Lyon, che morì quando lei aveva due mesi. Fu cresciuta dalla madre, Emma Kidd, a Hawarden, dove non ricevette alcuna regolare istruzione. Successivamente cambiò il suo nome in Emma Hart.

Nel 1782 la diciassettenne Emma era già ben nota a Londra, essendo stata tolta dal bordello di Madame Kelly per diventare la mantenuta di molti uomini dell'alta società, e per aver posato come "Dea della Salute" nello studio di James Graham, un medico ciarlatano.

Nel 1780, all'età di 15 anni, si dice abbia avuto una figlia da un suo "benefattore", sir Harry Featherstonhaugh; la bimba ebbe nome Emma Carew e venne allevata da sua nonna nel Galles. Da giovane, Emma Carew vedeva sua madre abbastanza spesso, ma in seguito, quando la madre fu sommersa dai debiti, Emma Carew fu costretta a lasciare il paese per lavorare all'estero come dama di compagnia o istitutrice, e probabilmente morì non molto tempo dopo sua madre.

Emma visse per qualche tempo con un giovane aristocratico, Charles Francis Greville, (1749-1809), (figlio di Francis Greville, primo conte di Warwick). Egli era profondamente innamorato di lei, e la mandò più volte a posare per un suo amico, il pittore George Romney. Nel 1786 Greville, avendo deciso di sposare una donna ricca, la mandò a Napoli perché diventasse l'amante di suo zio, sir William Hamilton, ambasciatore inglese a Napoli; egli sperava così di riuscire ad un tempo a liberarsi di lei e ad evitare che suo zio, di cui voleva diventare erede, si risposasse.

Sir William si invaghì di Emma, e con grande sorpresa di Greville la sposò il 6 settembre del 1791 nella chiesa di Saint George, a Hanover Square, Londra. Mentre era amante di sir William, e poi durante il loro matrimonio, Emma creò quelle che lei chiamava attitudes, cioè delle esibizioni che erano un misto di posa, danza e recitazione, e che ebbero enorme successo in Europa. Usando alcuni scialli, ella posava evocando personaggi femminili dell'antichità come Medea o Cleopatra. Tali esibizioni affascinarono aristocratici, artisti, scrittori, tra cui il grande Johann Wolfgang von Goethe, ed anche re e regine, lanciando nuove tendenze nella danza in tutta Europa, nonché la moda di un abbigliamento drappeggiato in stile greco.

Lady Hamilton divenne intima amica di Maria Carolina d'Austria, moglie di Ferdinando I di Borbone. In qualità di moglie dell'ambasciatore britannico, diede il benvenuto a Nelson nel 1793, quando egli venne a Napoli a chiedere rinforzi contro i francesi. Emma usò la sua influenza sulla regina per ottenere che il re concedesse i rinforzi a Nelson. Questi tornò a Napoli cinque anni dopo, quando era ormai una leggenda vivente, dopo la sua vittoria nella battaglia del Nilo. Le vicissitudini della guerra lo avevano prematuramente invecchiato: aveva perso un occhio, un braccio e la maggior parte dei denti, ed era affetto da attacchi di tosse. Si dice che Emma svenne, quando lo vide. Tuttavia lo curò nella casa di suo marito, e organizzò un party con 1.800 invitati per festeggiare il suo quarantesimo compleanno. Presto tra loro nacque l'amore, e sembra che la loro relazione sia stata tollerata, e persino incoraggiata, dall'anziano sir William, il quale non manifestava altro che ammirazione e rispetto per Nelson, e viceversa.

Nei giorni che seguirono la fine della Repubblica Napoletana si dice che Lady Hamilton usò la propria influenza su Nelson per convincerlo a non accettare la capitolazione negoziata dal Cardinale Ruffo con i repubblicani, e ad annullare i loro salvacondotti. A seguito di questa decisione 124 nobili ed intellettuali napoletani che avevano ricoperto incarichi di governo nella effimera repubblica vennero giustiziati, talvolta in maniera spietata.

Il 31 gennaio 1801, nella casa che sir William aveva affittato nella Clarges Street, a Piccadilly, Londra, Emma diede alla luce una bambina, figlia di Nelson, cui venne dato nome Horatia. Nell'autunno dello stesso anno, Nelson acquistò Merton Place, una piccola casa malandata nella periferia dell'odierna Wimbledon. Lì egli visse apertamente con Emma, e con sir Wlliam, in un menage a trois che affascinò il pubblico. Insieme a loro viveva anche la madre di Emma. I giornali riportavano tutto ciò che essi facevano, e si riferivano alle scelte di Emma nel lanciare nuove mode in fatto di vestiario, arredamento e perfino di menu per i pranzi.

Sir William morì nel 1803 e Nelson ritornò quasi subito in mare, lasciando Emma incinta del suo secondo figlio. Sentendosi disperatamente sola, si affannò nel tentativo di rendere Merton Place l'abitazione grandiosa cui Nelson aspirava, e desiderava ardentemente il suo ritorno. Il bambino, una femmina, morì poche settimane dopo la nascita, agli inizi del 1803. Per distrarsi dai suoi dispiaceri Emma cominciò a giocare d'azzardo, e a spendere eccessivamente.

Dopo la morte di Nelson, nel 1805, Emma, che aveva velocemente dilapidato la piccola pensione che sir William le aveva lasciato, si indebitò pesantemente. Infatti Nelson aveva lasciato il suo patrimonio al fratello, lasciando ad Emma Merton Place. Lei però diede fondo alle proprie finanze nel tentativo di mantenere la casa come un monumento alla memoria di Nelson. E sebbene questi fosse considerato un eroe nazionale, la richiesta che egli più volte prima di morire rivolse per iscritto al governo inglese, perché assicurasse una pensione ad Emma ed Horatia, fu ignorata; non giovò neanche che egli ricordasse come, in più di un'occasione, Emma lo avesse aiutato ad ottenere rinforzi e rifornimenti da parte del re di Napoli, contribuendo in modo significativo alla prosecuzione delle sue campagne militari, conclusesi poi vittoriosamente.

Gli onori dovuti alla memoria di Nelson furono riversati su suo fratello.

Sebbene nel 1808 alcuni amici avessero cercato di sistemare la sua posizione finanziaria, nel 1813 Emma andò in prigione per debiti, e vi rimase per un anno. Un certo Alderman Smith l'aiutò ad uscirne, e lei andò in Francia per sfuggire ai suoi creditori. Datasi al bere, morì in miseria, di insufficienza epatica, a Calais, nel gennaio del 1815.

[modifica] Emma Hamilton nella letteratura

Alexandre Dumas (il padre) (1802-1870) scrive nel 1865 un romanzo intitolato: "Le confessioni di una favorita". Emma è anche fra i protagonisti di un altro romanzo dello stesso autore: "La San-Felice" (del 1863)

Il commediografo inglese Terence Rattigan ha scritto la commedia A bequest to the nation (Lascito alla nazione), ispirata alla vita amorosa di Horatio Nelson. È stata rappresentata postuma, nel 1978. A questa commedia si ispira il film di James Callan Jones The Nelson Affair (1973).

La scrittrice americana Susan Sontag ha pubblicato nel 1992 il romanzo storico L'amante del Vulcano, ispirato al triangolo amoroso formato da Emma, sir William Hamilton (diplomatico) e Horatio Nelson.


Nel 1942 Giovanni Semerano (Ostuni, 1911 – Firenze, 2005), filologo italiano, scrisse Lady Hamilton (casa Editrice Monsalvato, Firenze) un dramma in tre parti e 46 quadri (di stile molto dannunziano) che si ispira alla vita di Emma tra Londra, Napoli e Palermo.

Esiste un romanzo di F.W. Kenyon dal titolo "Emma,Lady Hamilton" (di cui ho l'edizione italiana del 1957 di Dall'Oglio) dove viene narrata la vita di Emma Hamilton con particolare rilievo alla sua storia d'amore con Nelson.

[modifica] Emma Hamilton nel cinema e in televisione

Nel 1929, Frank Lloyd diresse il film muto Trafalgar (The Divine Lady), ispirato alla relazione amorosa tra Emma e Horatio Nelson. Il ruolo di Emma Hamilton fu interpretato da Corinne Griffith, che in questa occasione fu candidata all'Oscar come miglior attrice protagonista. Il film vinse il Premio Oscar per la miglior regia.

Nel 1941, Alexander Korda diresse il film sonoro Il grande ammiraglio (That Hamilton Woman), conosciuto anche come Lady Hamilton, anch'esso ispirato alla storia d'amore tra Emma e Horatio Nelson. Il ruolo di Emma Hamilton fu interpretato da Vivien Leigh, quello di Horatio Nelson fu interpretato da Laurence Olivier.

Nel 1973, James Cellan Jones diresse il film La vera storia di Lady Hamilton (The Nelson Affair), ispirato alla commedia di Terence Rattigan A bequest to the nation. Il ruolo di Emma Hamilton è stato interpretato da Glenda Jackson. Il ruolo di Horatio Nelson è stato interpretato da Peter Finch.

Nel 1982, Simon Langton ha diretto la miniserie Tv intitolata I remember Nelson. Il ruolo di Emma Hamilton è stato interpretato da Geraldine James, il ruolo di Horatio Nelson è stato interpretato da Kenneth Colley.

[modifica] Bibliografia

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