Dionigi il Piccolo

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Dionigi il Piccolo (in latino: Dionysius Exiguus; V secoloVI secolo) fu un dotto monaco originario della Scizia, che visse a Roma tra la fine del V e l'inizio del VI secolo[1].

Un monaco in uno scriptorium

È famoso per avere calcolato la data di nascita di Gesù, collocandola nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, e per avere introdotto l'uso di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini). Così, essendo il fondatore dell'era cristiana, il sistema cronologico da lui elaborato risulta essere, al giorno d'oggi, congiuntamente al calendario gregoriano (dall'anno 1582) di gran lunga quello di più ampio utilizzo sulla terra. Dionigi è stato anche il fondatore della cronologia storica generale.

Oggi, tuttavia, la maggioranza degli studiosi ritiene che la data di Nascita di Gesù vada collocata, in base all'interpretazione dei vangeli, tra il 7 e il 4 a.C., quindi alcuni anni prima della data calcolata da Dionigi.

Il calcolo della Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calcolo della Pasqua.

Intorno al 525, Dionigi il Piccolo ricevette dal cancelliere papale l'incarico di elaborare un metodo matematico per prevedere la data della Pasqua in base alla regola adottata dal Concilio di Nicea (chiamata anche "regola alessandrina"). Dionigi trovò nel calendario giuliano, che vigeva all'epoca, le date della Pasqua si ripetono ciclicamente ogni 532 anni, e compilò una tabella che conteneva l'elenco delle date lungo tutta la durata di tale ciclo.

La tabella di Dionigi venne adottata ufficialmente e fu usata dalla Chiesa cattolica fino alla riforma gregoriana del calendario nel 1582, mentre quella ortodossa, che non ha aderito alla riforma, la usa tuttora.

Il calcolo della data di nascita di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Data di nascita di Gesù .

Nel compilare la sua tabella delle date di Pasqua, Dionigi scelse di numerare gli anni secondo un criterio del tutto nuovo: all'epoca si usava contare gli anni a partire dalla fondazione di Roma oppure dall'inizio del regno di Diocleziano, o ancora dal principio dei tempi, calcolato secondo le età convenzionali dei patriarchi biblici; Dionigi invece li contò ab Incarnatione Domini nostri Iesu Christi, cioè "dall'Incarnazione del nostro Signore Gesù Cristo"[2]. La data di nascita di Gesù era stata da lui stesso determinata con un calcolo basato sui Vangeli e sui documenti storici che aveva a disposizione.

Propriamente, secondo la dottrina cristiana, il momento dell'Incarnazione di Gesù è quello del suo concepimento e non della sua nascita; ma poiché Gesù, secondo la tradizione, nacque il 25 dicembre, concepimento e nascita avvennero nello stesso anno (il concepimento si celebra nella festa dell'Annunciazione il 25 marzo, esattamente nove mesi prima del Natale).

L'anno zero e la morte di Erode[modifica | modifica wikitesto]

Una peculiarità di questa numerazione è che non esiste l'anno zero: Dionigi infatti non conosceva lo zero (la parola latina nulla nella terza colonna della sua tabella di Pasqua non significa "zero"); nell'Europa medioevale, lo zero venne introdotto non prima del secondo millennio dell'era cristiana. Egli stabilì quindi che l'anno immediatamente precedente all'1 (cioè l'anno nel quale era nato Gesù secondo il suo calcolo) fosse l'1 a.C.

Attualmente, però, la maggior parte degli storici ritiene che Dionigi abbia sbagliato il suo calcolo di alcuni anni. La data comunemente accettata per la morte di Erode il Grande, sotto il cui regno nacque Gesù, è infatti il 4 a.C.: Gesù quindi non può essere nato dopo quella data. Non è avvalorata dagli storici l'ipotesi che Erode fosse morto nel 3 d.C., mentre nel 4 a.C. avrebbe soltanto associato a sé i propri figli nel regno: in questo caso il calcolo di Dionigi risulterebbe esatto.

Fortuna della cronologia di Dionigi[modifica | modifica wikitesto]

La numerazione di Dionigi si diffuse in tutto il mondo cristiano, inizialmente in Italia, nelle tavole di cicli pasquali e nelle cronache. Intorno al VII secolo passò ai documenti pubblici e privati[1], sostenuta da chierici come Beda il Venerabile. Già nell'VIII secolo lo si trova negli atti dei sovrani franchi e inglesi, mentre nel X secolo è conosciuto in tutta l'Europa occidentale, imponendosi a misura della diffusione della cultura. L'uso di contare in base all'anno Domini anche gli anni prima di Cristo fu adottato solo nel corso del XVIII secolo[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Geraci e Marcone, 2004.
  2. ^ Il sistema di Dionigi rinnovava la computazione degli anni solo per gli accadimenti successivi alla nascita di Gesù, mentre per quelli precedenti manteneva il computo a partire dalla creazione del mondo (Geraci e Marcone, 2004, nella sezione Fonti).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone, Storia romana, ed. Le Monnier Università, Firenze, 2004, ISBN 88-00-86082-6, pag. 1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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