Anatolio di Laodicea

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Anatolio di Laodicea

Vescovo

Morte 3 luglio 283
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa cristiana ortodossa
Ricorrenza 3 luglio

Anatolio di Laodicea (in greco Ἀνατόλιος; Alessandria d'Egitto, III secoloLaodicea, 3 luglio 283) è stato un vescovo e scrittore greco antico della città di Laodicea.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Alessandria d'Egitto, secondo Eusebio fu tra gli uomini più illustri del suo tempo nella letteratura, nella filosofia e nella scienza e gli alessandrini lo esortarono ad aprire una scuola di filosofia aristotelica (H. E. VII 32). Rese grandi servigi agli abitanti di Alessandria durante l'assedio del 262 da parte dei Romani. Da Alessandria si recò quindi in Siria. A Cesarea fu ordinato vescovo da Teotecno, del quale fu per qualche tempo vicario. In seguito, mentre era in viaggio per Antiochia per partecipare a un concilio, fu trattenuto dalla popolazione di Laodicea e divenne vescovo della città.

Della sua vita successiva nulla è noto, ma secondo alcune fonti subì il martirio.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica lo ricorda il 3 luglio:

« A Laodicea in Siria, commemorazione di sant’Anatolio, vescovo, che lasciò scritti degni di ammirazione non solo per gli uomini di fede, ma anche per i filosofi. »
(Martirologio Romano)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse un'opera sulla cronologia della Pasqua, di cui Eusebio conserva un lungo frammento. Dell'opera esiste una traduzione latina, che alcuni attribuiscono a Rufino, intitolata Volumen de Paschate o Canones Paschales.

Fu inoltre autore di un trattato di aritmetica in dieci libri (Hieron. de Vir. Illust. c. 73), di cui sopravvivono alcuni frammenti nei Θεολογούμενα τῆς Ἀριθμετικῆς.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]