Churchill Barriers

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Churchill Barrier 1

Le Churchill Barriers sono degli sbarramenti costruiti durante la seconda guerra mondiale sull'arcipelago scozzese delle Orcadi allo scopo di impedire le incursioni dei sottomarini nemici nella baia di Scapa Flow all'interno della quale si trovava una base della Royal Navy.

Gli sbarramenti, che hanno una lunghezza complessiva di 2,3 km, congiungono l'isola di Mainland con quella di South Ronaldsay, passando sulle isolette minori di Lamb Holm, Glims Holm, e Burray.

Motivazioni belliche[modifica | modifica sorgente]

La necessità strategica delle opere militari fu messa in evidenza da un tragico evento bellico subito dalla Marina militare britannica il 14 ottobre 1939. In quell'occasione, il sottomarino tedesco U 47, approfittando dell'alta marea, era riuscito a penetrare nella baia e ad affondare la nave da battaglia britannica HMS Royal Oak, causando la morte di 833 membri dell'equipaggio. Poco tempo dopo, il Primo Lord dell'Ammiragliato Winston Churchill visitò l'arcipelago e ordinò la costruzione di sbarramenti a protezione dell'accesso orientale della baia.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

All'inizio si procedette all'affondamento di navi per creare ostacoli all'accesso in baia degli U-Boot tedeschi. Nel maggio del 1940 iniziarono i lavori di costruzione dei 4 tratti di sbarramento. Gran parte della forza lavoro utilizzata per costruire le barriere era composta dai circa 1300 prigionieri di guerra italiani detenuti su Mainland a partire dal 1942.

Le barriere sono costituite da una base di circa 250.000 tonnellate di roccia ricavata da una cava locale e sono poggiate sul fondo del mare e si elevano fino a una profondità di 18 m; su di esse sono stati posti circa 66.000 blocchi cubici da cinque o dieci tonnellate l'uno. Per ironia della sorte, i lavori si conclusero il 12 maggio 1945 a guerra praticamente conclusa.

Cessata la loro funzione bellica, le opere militari non sono state smantellate: rimaste in sede, sono utilizzate come collegamento stradale fra le isole.

Italian Chapel[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Italian Chapel.

I prigionieri italiani ospitati sull'isola di Lamb Holm in uno dei tre campi allestiti appositamente per i lavori, costruirono, utilizzando due baracche Nissen e altri mezzi di fortuna, una piccola ma graziosa cappella, la Italian Chapel chiamata anche the miracle of Camp 60. Ristrutturata nel 1960 con la collaborazione del suo progettista originario, attualmente è una delle attrattive turistiche dell'area.

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