Chiesa e convento di San Niccolò del Carmine

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Coordinate: 43°18′51.12″N 11°19′38.61″E / 43.314199°N 11.327392°E43.314199; 11.327392

Chiesa e convento di San Niccolò del Carmine
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Siena
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino
Inizio costruzione Metà del XIII secolo

La chiesa e convento di San Niccolò del Carmine sono un complesso religioso di Siena, in Pian dei Mantellini. La chiesa è oggi l'oratorio della Contrada della Pantera.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il monumentale complesso, che ha subito profonde alterazioni nei secoli e cambi d'uso, è stato edificato dai Carmelitani a partire dalla metà del XIII secolo, inglobando la precedente chiesa di San Niccolò risalente all'VIII secolo. L'edificio attuale risale in larga parte al XIV secolo, con rimneggiamenti del 1517 attribuiti a Baldassarre Peruzzi, autore anche dell'antistante palazzo Celsi Pollini.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

L'attuale costruzione, dal paramento in mattoni ed assai spoglio all'esterno, ha un elegante campanile a pianta quadrangolare del XVII secolo e la facciata a capanna, nella quale si aprono un grande oculo e il portale d'ingresso sormontato da un timpano risalente alla metà del XVII secolo. La facciata è parzialmente occultata sulla destra dall'ingresso del convento che oggi ospita gli istituti chimici dell'Università di Siena, ingresso reso così sporgente dalla presenza del chiostro maggiore che i canoni costruttivi stabiliti dall’Ordine dei Carmelitani imponeva e a cui ci si doveva attenere anche in mancanza di spazio disponibile.

Interno[modifica | modifica sorgente]

San Michele del Beccafumi

L'interno è a navata unica con copertura a capriate lignee dipinte e presenta una profonda cappella absidale a fondo piatto, tipico delle chiese del periodo degli ordini mendicanti. Al termine della navata laterale destra si apre la Cappella del Santissimo Sacramento, cui i carmelitani erano molto devoti.

Sono molte le opere d'arte di valore conservate all'interno della chiesa. In controfacciata sono presenti, a sinistra e destra rispettivamente, una tela attribuita a Dionisio Montorselli e raffigurante Santa Maria de' Pazzi che riceve la corona di spine da Cristo e una tela di Rutilio Manetti raffigurante le Tre Marie e Giovanni Evangelista sotto la croce, entrambi del XVII secolo.

Sulla parete destra della navata si trovano l'Adorazione dei pastori del Riccio terminata da Arcangelo Salimbeni (1570-1571), un affresco frammentario del primo decennio del XV secolo di Benedetto di Bindo con l'Assunzione di Maria e forse la più importante opera della chiesa, la grande tavola con San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli, capolavoro di Domenico Beccafumi, databile al 1526-1535 circa. Più avanti si vede anche un'Annunciata frammentaria attribuita ad un artista di scuola senese della seconda metà del XIV secolo e una Madonna col Bambino dell'inizio del Quattrocento. Ancora più avanti, oltre la cappella del Santissimo Sacramento, si trova la Madonna dei Mantellini, tavola di scuola senese del 1240 circa in stile bizantino oggetto, nei secoli, di viva devozione popolare e cosiddetta per i gonnellini, o mantellini, che i bambini le donavano per una grazia ricevuta o richiesta. Il dipinto si trova al centro di una tavola con Santi di Francesco Vanni (fine XVI secolo-inizio XVII secolo).

Sulla parete sinistra della navata sono invece esposte una tela di Girolamo del Pacchia raffigurante l'Ascensione (primo terzo del XVI secolo) e il Martirio di san Bartolomeo di Alessandro Casolani (1604).

In fondo alla navata destra, si apre la Cappella del Santissimo Sacramento, con un pregevole altare marmoreo rinascimentale del Marrina, decorato dalla Natività di Maria del Sodoma (inizio [XVI secolo]). Gli altri dipinti sono moderni.

L'altare maggiore in marmi policromi, della seconda metà del Seicento, fu costruito ad imitare quello del Duomo di Siena, risalente invece alla prima metà del Cinquecento. Al centro aveva un foro, oggi riempito dalla più recente Vergine del Carmelo, attraverso cui i religiosi mostravano al popolo l'ostia consacrata durante la messa. In cima all'altare troviamo un ciborio marmoreo del Cinquecento. Vicino si accede alla sagrestia che fu realizzata verso il 1512 da Vannoccio Biringucci su disegno di Francesco di Giorgio Martini; contiene sull'altare una statua monocroma in terracotta di San Sigismondo di Giacomo Cozzarelli.

Le opere d'arte moderna che celebrano santi dell'ordine[modifica | modifica sorgente]

La chiesa celebra anche alcuni dei santi più importanti che appartennero all'ordine, perlopiù tramite tavole realizzate in epoca moderna. Nella Cappella del Santissimo Sacramento è presente, sul lato destro, la tavola con la Santa Teresina di Lisieux, e ai lati dell'altare due piccole tavole con il Beato Franco Lippi da Grotti e Santa Teresa Margherita del Cuore del Gesù. Del primo sono presenti anche le reliquie, che si trovano sotto la grande tavola di Domenico Beccafumi nel corpo principale della chiesa. In chiesa sono inoltre conservati una tavola con la Transverberazione di Santa Teresa d'Avila con San Giovanni della Croce e la Sacra Famiglia, oltre alla già citata seicentesca tavola di Dionisio Montorselli presente in controfacciata e celebrante Santa Maria Maddalena dei Pazzi.

Chiostro[modifica | modifica sorgente]

Il chiostro è decorato da affreschi di Giuseppe Nicola Nasini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003, p. 536.

Opere già in San Niccolò del Carmine[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]