Cheronea

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Cheronea
frazione
Ακραιφνία
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Grecia Centrale
Unità periferica Beozia
Comune Livadeia
Territorio
Coordinate 38°31′N 22°51′E / 38.516667°N 22.85°E38.516667; 22.85 (Cheronea)Coordinate: 38°31′N 22°51′E / 38.516667°N 22.85°E38.516667; 22.85 (Cheronea)
Abitanti 2 218 (2001)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Targa BI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Cheronea

Cheronea o Coronea (in greco Χαιρώνεια, Chairóneia) è un ex comune della Grecia nella periferia della Grecia Centrale (unità periferica della Beozia) con 2.218 abitanti secondo i dati del censimento 2001.[1]

È stato soppresso a seguito della riforma amministrativa, detta piano Kallikratis, in vigore dal gennaio 2011[2] ed è ora compreso nel comune di Livadeia.

Sorge nei pressi di un'antica città di cui oggi resta ben poco.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La città, identificata da Pausania[3] con la "Arne" omerica (Iliade, II, 507)[4], era situata lungo una ripida collina tra il fiume Cefiso e il monte Thurion, sul confine con la Focide. In cima alla collina era situata l'antica rocca chiamata Πέτραχος, Petrachos[3]. Il villaggio moderno corrispondente all'antica Cheronea, chiamato in lingua greca moderna Κάπραινα (in lingua italiana: Caprena), è bagnato dal fiume Cefiso e si trova a breve distanza dalla città di Livadeia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Leone di Cheronea
Rilievo funebre per l'ateniese Pancahres, probabilmente caduto nella battaglia di Cheronea.

Cheronea non è stata mai una grande città dell'antica Grecia; la sua fama è dovuta soprattutto al fatto che qui si combatterono quattro famose battaglie: la prima nel 447 a.C., la seconda nel 394 a.C., la terza nel 338 a.C., la quarta nell'86 a.C.:

In epoca storica aveva una popolazione mista di Beoti e Focesi sottoposti politicamente alla città di Orcomeno[5].

Cheronea prosperò anche durante l'occupazione romana. Nel I secolo d.C. vi nacque Plutarco, il quale trascorse nella città natale gli ultimi anni della sua vita. Ancora nel II secolo d.C. a Cheronea si conservava un mirabile scettro che si credeva fosse stato cesellato per Zeus da Efesto; da Zeus sarebbe poi passato, nell'ordine, ad Hermes, a Pelope, ad Atreo, a Tieste e infine ad Agamennone[3].

Cheronea fu completamente distrutta da un terremoto nel 551 d.C. Sul luogo sopravvivono scarne testimonianze archeologiche: alcune fortificazioni intorno all'acropoli e i resti di un teatro. Sulla tomba dei caduti del 338 a.C. si può ammirare un gigantesco leone in marmo che ornava la tomba posta a ricordo dei soldati della Beozia morti combattendo contro Filippo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 maggio 2011.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 maggio 2011.
  3. ^ a b c Pausania il Periegeta, Descrizione della Grecia, Libro IX, 41
  4. ^ «Arne.2». In: William Smith (ed), Dictionary of Greek and Roman Geography, London: Walton and Maberly, 1854, Vol. I, p. 219 (Google books
  5. ^ Tucidide, La guerra del Peloponneso, IV, 67

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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