Charles Addams

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Charles "Chas" Samuel Addams[1] (Westfield, 7 gennaio 1912New York, 29 settembre 1988) è stato un disegnatore statunitense.

Charles Addams era un celebre disegnatore di vignette per la testata The New Yorker. Le sue opere erano caratterizzate dallo humor nero dei suoi personaggi particolarmente macabri. Alcuni dei personaggi più ricorrenti da lui creati divennero noti poi come La famiglia Addams (The Addams Family), divenuti in seguito protagonisti in tre serie televisive, due serie di cartoni animati, quattro film e un musical di Broadway.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Charles Samuel Addams nasce a Westfield, nel New Jersey, figlio di Grace e Charles Huy Addams. La famiglia Addams è imparentata alla lontana con il presidente degli Stati Uniti John Adams e con John Quincy Adams, per quanto ci sia una leggera differenza nella grafia del cognome. Charles era primo cugino alla riformatrice Jane Addams[2][3] .

Nell'infanzia era conosciuto come «something of a rascal around the neighborhood»(«una specie di monello nel vicinato»)[2], un amico d'infanzia ricorda che «his sense of humor was a little different from everybody else's» («il suo senso dell'umorismo era diverso da quello di chiunque altro»)[2]. Nella biografia di Linda Davis, Addams viene descritto come «a well-dressed, courtly man with silvery back-combed hair and a gentle manner, he bore no resemblance to a fiend»(«un uomo cortese e ben vestito, con i capelli argentei pettinati all'indietro e dai modi gentili, senza alcuna somiglianza ad un demonio»)[2].

Addams inizia a pubblicare dei fumetti per la rivista scolastica della Westfield High School: Weathervane[4][5]. Si diploma nel 1929, per poi iscriversi alla Colgate University, e, dopo un anno, alla University of Pennsylvania. Dal 1931 al 1932 studia invece alla Grand Central School of Art a New York City[4][5]. In questo periodo Addams invia dei disegni al The New Yorker, dimenticando però di includere l'indirizzo di ritorno. Solo dopo qualche mese, ritornando negli uffici della rivista per riprendere i suoi disegni, scopre che questi gli erano stati accettati. La morte di suo padre nel 1933, però, lo spinge a lasciare gli studi ed inizia a lavorare per la rivista True Detective, dove tra le altre cose aveva il compito di ritoccare le foto dei cadaveri che apparivano nella rivista, togliendone il sangue[6].

Il successo di Addams inizia con la seconda striscia inviata al New Yorker: tre giocatori di hockey in completa uniforme, uno dei quali senza pattini; nella didascalia diceva «I forgot my skates» («Ho dimenticato i pattini»)[6]. Charles ricorderà quel periodo come molto istruttivo: «It was a sort of education in the technical side of drawing picture. I learned all about rubber cement and different kinds of papers»[7]. La famiglia Addams verrà introdotta sul New Yorker nel 1938[8], vedendo aggiungersi di anno in anno tutti i membri della famiglia: .

Durante la Seconda guerra mondiale, Addams verrà arruolato nel Signal Corps Photographic Center, a New York, dove produrrà dei filmati d'animazione per la U.S. Army. Alla fine del 1942 incontra la sua prima moglie, Barbara Jean Day, che aveva una straordinaria somiglianza con il personaggio[2]. Il matrimonio finì dopo otto anni. Si risposerà nel 1954 con Barbara Barb, per poi divorziare una seconda volta nel 1956[3].

La notorietà della famiglia Addams raggiungerà il grande pubblico con la serie televisiva, andando in onda sul canale ABC dal 1964 al 1966. Si dice che l'idea della serie venne al produttore David Levy quando, passeggiando nella quinta strada di New York insieme ad un amico, vide la copertina del fumetto. Fermandosi Levy avrebbe esclamato «There's a hit series!»[9]. Nel 1965 Addams avrà la sua prima mostra a New York, al Museum of the City of New York[10].

Più tardi, Addams si sposa con la sua terza ed ultima moglie: Marilyn Matthews Miller, conosciuta come "Tee" (1926-2002). Nel 1985 i due si trasferiscono a Sagaponack, nello stato di New York, in una proprietà che nominano "The Swamp"[11].

Muore il 29 settembre 1988, a 76 anni, dopo un attacco di cuore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libri che raccolgono illustrazioni di Charles Addams.[10]

Raccolte di vignette e illustrazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Drawn and Quartered, Random House, 1942
  • Addams and Evil, Simon and Schuster, 1947
  • Monster Rally, Simon & Schuster, 1950
  • Homebodies, Simon & Schuster, 1954
  • Nightcrawlers, Simon & Schuster, 1957
  • Black Maria, Simon & Schuster, 1960
  • The Groaning Board, Simon & Schuster, 1964
  • The Chas Addams Mother Goose, Windmill Books, 1967
  • My Crowd, Simon & Schuster, 1970
  • Favorite Haunts, Simon & Schuster, 1976
  • Creature Comforts, Simon & Schuster, 1981
  • The World of Charles Addams, Knopf, 1981. ISBN 0-394-58822-3
  • Half - Baked Cookbook, Simon & Schuster, 2005. ISBN 0-7432-6775-3
  • Happily Ever After: A Collection of Cartoons to Chill the Heart of Your Loved One, Simon & Schuster, 2006. ISBN 978-0-7432-6777-9
  • (a cura di H. Kevin Miserocchi) The Addams Family: An Evilution, 2010. ISBN 978-0-7649-5388-0

Raccolte di fotografie[modifica | modifica wikitesto]

  • Dear Dead Days: A Family Album, G.P. Putnam & Sons, 1959

Illustrazioni per altri autori[modifica | modifica wikitesto]

  • John Kobler Afternoon in the Attic (1950)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Sist Strapazzare i cliché! Il gotico americano di Charles Addams, in Abastor #24, giugno 1999.
  • (EN) Linda H. Davis Charles Addams: A Cartoonist's Life, Random House, 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addams firmava le sue opere "Chas Addams"
  2. ^ a b c d e Janet Maslin, In Search of the Dark Muse of a Master of the Macabre, The New York Times, 26/10/2006. URL consultato il 04/11/2014.
  3. ^ a b LInda H. Davis, Chas Addams: a cartoonist's life, Random House, 2006.
  4. ^ a b Ron MacCloskey, Charles Addams. URL consultato il 05/11/2014.
  5. ^ a b Eric Pace, Charles Addams Dead at 76; Found Humor in the Macabre, The New York Times, 30/09/1988. URL consultato il 05/11/2014.
  6. ^ a b Biography of Charles Addams, Stage Notes. URL consultato il 05/11/2014.
  7. ^ Iain Topliss, The comic worlds of Peter Arno, William Steig, Charles Addams and Saul Steinberg, Baltimore, The John Hopkins University Press, 2005, p. 148.
  8. ^ The New Yorker cartoon - Charles Addams: life and characters, The Telegraph. URL consultato il 05/11/2014.
  9. ^ David Levy; Producer Created 'Addams Family', Loas Angeles Times, 31/01/2000. URL consultato l'8/11/2014.
  10. ^ a b (EN) Tee and Charles Addams Foundation
  11. ^ Tee and Charles Addams Foundation. URL consultato l'8/11/2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 111507481 LCCN: n50046344