Capitazione

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La capitazione è un'imposta pro capite esistita nella Roma antica ed in Francia durante l'Ancien Régime. Il termine deriva dalla lingua latina capitatio da caput, "testa".

Roma antica[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo imperiale romano, la capitazione era un'imposta (tributum pro capite) pagata in denaro da individui di sesso maschile non aventi la cittadinanza romana.

Nel III secolo, in seguito alla riforma fiscale dioclezianea, furono unificate le tasse fondiarie (pagate dai proprietari di terre) e le tasse sulla persona (pagate dai contadini): l'unità fiscale della superficie di terreno (jugum) corrispondeva ad un lavoratore (caput).

In base ai propri possedimenti ed ai lavoratori che vi erano occupati i proprietari terrieri erano tenuti a fornire allo stato beni in natura per il mantenimento dell'esercito, soldati per l'esercito e manodopera per le opere pubbliche. Vennero così distinte la capitatio plebeia sugli individui e la capitatio terrana, capitatio humana e capitatio animalium delle imposte fondiarie[1].

Ancien Régime[modifica | modifica sorgente]

La capitazione fu adottata come tassa straordinaria in Francia il 18 gennaio 1695 in seguito alla crisi economica avutasi dal 1692 al 1694 ed alle difficoltà finanziarie dovute alla guerra della Lega d'Asburgo.

Era imposta a tutti i cittadini francesi compresi i nobili seppur con alcune attenuazioni. Questo provvedimento fu soppresso nel 1698 per poi essere ripristinato nel 1701.

Massoneria[modifica | modifica sorgente]

In Massoneria, la Capitazione è l'importo che ogni Fratello versa alla Loggia e annualmente al Governo dell'Ordine.[2]


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Capitation, Lexique d'Histoire et de civilisation romaines, Jean-Luc Lamboley ISBN 2-7298-5547-5
  2. ^ Domenico V. Ripa Montesano, Vademecum di Loggia, Edizione Gran Loggia Phoenix – Roma Italia 2009 ISBN 978-88-905059-0-4.