Arnold Rüütel

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Arnold Rüütel
Arnold Rüütel 2006.jpg

Presidente dell'Estonia
Durata mandato 8 ottobre 2001 –
9 ottobre 2006
Primo ministro Mart Laar
Siim Kallas
Juhan Parts
Andrus Ansip
Predecessore Lennart Meri
Successore Toomas Hendrik Ilves

Dati generali
Partito politico Unione del Popolo Estone
Firma Firma di Arnold Rüütel

Arnold Rüütel (Laimjala, 10 maggio 1928) è un politico estone, presidente dell'Estonia dall'8 ottobre 2001 al 9 ottobre 2006. È stato il secondo presidente dell'Estonia da quando il Paese riconquistò l'indipendenza, nel 1991.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'attività accademica[modifica | modifica sorgente]

Nato a Laimjala, sull'isola di Saaremaa, si laureò al Collegio agricolo Jäneda nel 1949. Ricoprì l'incarico di agronomo presso il dipartimento di Agricoltura di Saaremaa (1949-1950), per poi insegnare Agronomia alla Scuola per la meccanizzazione dell'agricoltura di Tartu (1955-1957).

Nel 1957 fu nominato direttore del sperimentale Istituto estone di veterinaria e riproduzione del bestiame e nel 1963 direttore del sovchoz di Tartu, ruolo che ricoprì fino al 1969. Nel 1964 si specializzò all'Accademia estone di Agricoltura, istituto del quale fu rettore dal 1969 al 1977; nel 1991 conseguì il dottorato in Agricoltura.

Sposato con l'etnologa Ingrid (nata il 3 novembre 1935), ha due figlie.

L'attività politica[modifica | modifica sorgente]

Periodo di Occupazione sovietica[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo di occupazione sovietica ebbe una posizione di alto rango nelle istituzioni comuniste della Repubblica socialista sovietica di Estonia. Nel 1983 fu nominato presidente del Presidio del Consiglio supremo (capo di Stato) della Repubblica: fu quindi uno dei quindici presidenti del Soviet supremo dell'Urss. Nel 1971 fu insignito dell'Ordine di Lenin.

La riconquista dell'indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Insieme ad altri comunisti riformisti come Vaino Väljas, ebbe un ruolo di primo piano nella preparazione e nella stesura della Dichiarazione della sovranità dell'Estonia, approvata dal Soviet supremo il 16 novembre 1988.

Nel marzo 1990 fu eletto alla presidenza del Presidio del Soviet supremo della Repubblica di Estonia. Sotto la sua guida, le forze nazionaliste e moderate favorevoli all'indipendenza raggiunsero un compromesso e il Consiglio supremo "confermò" l'indipendenza dell'Estonia il 20 agosto 1991. Rüütel rimase in carica fino all'ottobre 1992.

L'Estonia indipendente[modifica | modifica sorgente]

Dal 1991 al 1992 fu membro dell'Assemblea costituente, che redasse la nuova Costituzione dell'Estonia. Si presentò come candidato alla prima elezione presidenziale nel 1992 (appoggiato da alcuni partiti agrari e dal Partito di Coalizione Estone), ricevendo il 43% dei suffragi, prima di perdere contro Lennart Meri (i membri dell'assemblea elettorale scelsero tra i due candidati).

Presidente dell'Unione del Popolo Estone dal 1994 al 2000, fu eletto deputato del Riigikogu (il Parlamento estone), di cui fu vicepresidente fino al 1997. Corse alle elezioni presidenziali del 1996, perdendo ancora una volta contro Meri.

Il mandato presidenziale[modifica | modifica sorgente]

Fu eletto presidente dell'Estonia dall'assemblea elettorale (composta dal Riigikogu e dai rappresentanti locali) il 21 settembre 2001, sconfiggendo per 186 voti a 155 il candidato governativo Toomas Savi. Vincendo, Rüütel, che era sostenuto dal Partito del Centro Estone e dall'Unione del Popolo Estone e che insediò l'8 ottobre, mise in grave imbarazzo il governo di Mart Laar, tanto che poche settimane dopo l'esecutivo cadde.

Nel suo manifesto elettorale Rüütel aveva sostenuto la necessità di ridurre gli effetti negativi portati all'Estonia dal rapido passaggio all'economia di mercato, puntando a una maggior solidarietà all'interno della società estone. Definì questo progetto Ühiskondlik kokkulepe ("Patto sociale").

Durante il mandato, Rüütel godette di un vasto e crescente sostegno popolare, paragonabile a quello del suo predecessore Meri. Ma nel gennaio 2006 fu coinvolto in uno scandalo: la Eesti Televisioon (la televisione di Stato estone) riferì che la nipote minorenne di Rüütel aveva organizzato una festa a base di alcol all'interno del palazzo presidenziale[1]. Si aprirono speculazioni politiche su una sua eventuale ricandidatura, che il presidente stesso interruppe il 7 giugno annunciando che si sarebbe ripresentato alla scadenza del mandato, in ottobre. Numerose gaffe segnarono gli ultimi mesi della sua presidenza.

In agosto il Parlamento non riuscì nuovamente a procedere in modo autonomo all'elezione del presidente: l'investitura di Toomas Hendrik Ilves fu bloccata proprio dai sostenitori di Rüütel, sostenuto sempre dall'Unione del Popolo e dal Partito di Centro. L'atteggiamento tenuto durante la campagna elettorale dal presidente, che si rifiutò di prendere parte ai dibattiti parlamentari, e i suoi trascorsi politici in età sovietica danneggiarono ulteriormente la sua immagine. I sondaggi registravano tra gli estoni un sostegno a Rüütel del 31%, contro il 51% di Ilves; la sua popolarità, inoltre, si concentrava tra gli anziani e la minoranza russofona[2].

Il 23 settembre 2006 l'assemblea elettorale decise, per 174 voti contro 162, la vittoria di Ilves, che prese possesso delle carica il successivo 9 ottobre.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica sorgente]

Ordine del Distintivo d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Distintivo d'Onore
— 1964
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 1971
Ordine dell'Amicizia tra i Popoli - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia tra i Popoli
— 1981

Onorificenze estoni[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Collare dell'Ordine dello Stemma Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine dello Stemma Nazionale
— 2008
Gran Maestro e Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana
— 2002
Gran Maestro dell'Ordine della Stella Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Stella Bianca
Gran Maestro dell'Ordine della Croce dell'Aquila - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Croce dell'Aquila
Gran Maestro dell'Ordine della Croce Rossa Estone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Croce Rossa Estone

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 1º ottobre 2003
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 2002
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 12 marzo 2002
Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2003
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau (Lussemburgo)
— 2003
Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 30 luglio 2003
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 8 aprile 2004[3]
Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania)
— 30 settembre 2004
Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— 2005
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nikolaij Adaškevič, RIA Novosti, 20 gennaio 2006.
  2. ^ : Ilves suurendas oma edumaad Rüütli ees - Eesti Päevaleht
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 79534520 LCCN: n83222507