Alvaro di Braganza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ducato di Braganza
Braganza
Duchy of Braganza (1640-1910).png

Alfonso I
Ferdinando I
Ferdinando II
Giacomo I
Teodosio I
Giovanni I
Teodosio II
Modifica

Alvaro di Braganza (1439Toledo, 1504) fu un nobile e politico portoghese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlio del duca Ferdinando I di Braganza e di Giovanna di Castro.

Durante il regno di Alfonso V del Portogallo fu al centro della scena politica in quanto Cancelliere del Regno. Prese parte alla spedizione contro la Castiglia nell'ambito della guerra di successione castigliana e al viaggio di re Alfonso in Francia.

Al suo ritorno in Portogallo sposò nel 1479 Filippa di Melo, ricca ereditiera figlia del conte di Olivenca Rodrigo Alfonso di Melo. La coppia ebbe sei figli[1]:

Quando Giovanni II del Portogallo divenne re e iniziò una politica di repressione nei confronti dell'alta nobiltà portoghese, la prima famiglia ad essere perseguitata fu quella dei Braganza. Alvaro, che fino a quel momento era Cancelliere del regno, cercò di arrivare a qualche accordo con il nuovo sovrano ma senza ottenere successo: suo fratello maggiore Ferdinando II di Braganza venne infatti condannato a morte e i beni della famiglia confiscati. Sia Alvaro che i fratelli dovettero fuggire in esilio in Castiglia.

Qui la regina Isabella di Castiglia assicurò ad Alvaro una consistente proprietà terriera a Gelves, inoltre venne nominato signore di Siviglia e Andujar. Fedele alla sovrana, prese parte alla conquista di Granada, operazione bellica fortemente voluta dai re cattolici che mirava alla espulsione dei mori dal regno.

Alvaro riuscì a tornare in Portogallo alla morte di Giovanni II. Il nuovo re Manuele I del Portogallo lo nominò ambasciatore portoghese in Castiglia per trattare le nozze con l'infanta Isabella di Trastamara, vedova di Alfonso d'Aviz e figlia dei re Cattolici. Dopo la morte di Isabella, tornò a chiedere la mano dell'altra infanta, Maria di Trastamara.

Morì a Toledo nel 1504 e venne sepolto nel convento di San Evangelista a Evora.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Capet 63

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Nobreza de Portugal e Brasil" - Vol. II, pages 29 and 30. Published by Zairol Lda., Lisbon 1989;
  • "O Marquês de Montemor e a sua vida pública" de Anastásia Mestrinho Salgado, Edições Cosmos, Lisbon 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]