Acido polilattico
| Poli(acido lattico) | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Aspetto | ? |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | ? |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi R | ? |
| Frasi S | ? |
Il poli(acido lattico) o polilattato è un polimero. Il nome "acido polilattico" è ambiguo e induce all'errore, essendo quindi sconsigliato il suo uso.
Esiste in due forme enantiomeriche (L-D), ma soltanto dall'isomero otticamente attivo (L) è possibile ottenere il polimero cristallino che fonde a 180 °C. L'unico modo per ottenere la forma otticamente attiva è ricorrere alla fermentazione che produce l'isoforma L, poiché per via chimica si ottiene solo la forma racema che porta ad un acido polilattico amorfo.
Indice |
[modifica] Preparazione
Le fasi di preparazione possono così riassumersi:
- Separazione dell'amido da fibre e glutine
- Liquefazione e saccarificazione dell'amido
- Fermentazione con riutilizzo nel brodo di coltura della parte proteica separata dall'amido
- Purificazione e concentrazione delle soluzioni di sale dell'acido lattico
- Polimerizzazione
- Preparazione del manufatto
Due stadi distinti: sintesi per via fermentativa e isolamento dell'acido L-lattico, polimerizzazione dell'acido ottenuto. La fermentazione industriale avviene grazie a un batterio del genere lactobacillus, che abbia una purezza elevata per non influenzare la purezza ottica dell'acido prodotto. Come materie prime si usano zucchero, melasse e siero di latte. In alternativa viene utilizzato Bacillus coagulans.
La polimerizzazione porta ad un prodotto con peso molecolare molto basso (<10.000) poiché la polimerizzazione è bilanciata dalla depolimerizzazione; man mano che la catena si allunga, la velocità di polimerizzazione si riduce fino ad eguagliare quella di depolimerizzazione. Bisogna operare con estensori di catena o con eliminazione azeotropica dell'acqua liberata nel processo di poliesterificazione (durante la purificazione).
[modifica] Proprietà
Le principali proprietà sono reologiche, meccaniche e di biodegradabilità.
- Reologiche: elasticità del fuso inferiore a quella delle olefine.
- Meccaniche: variano da quelle di un polimero amorfo a quelle di un polimero semicristallino; proprietà intermedie a quelle del PET e del polistirene. La temperatura di transizione vetrosa è maggiore della temperatura ambiente; si ottengono materiali trasparenti.
- Biodegradabilità: così come prodotto non risulta biodegradabile; lo diventa in seguito a idrolisi a temperatura maggiore di 60 °C e umidità maggiore del 20%.
[modifica] Voci correlate
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