Polimeri termoindurenti

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I polimeri termoindurenti sono particolari polimeri che una volta prodotti non possono essere fusi senza andare incontro a degradazione chimica ("carbonizzazione").[1]

Sono polimeri reticolati, ma presentano un grado di reticolazione molto più elevato degli elastomeri, per cui le reticolazioni ostacolano la mobilità delle macromolecole, dando luogo ad un comportamento fragile.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

I polimeri termoindurenti vengono prodotti in due fasi: in una prima fase vengono prodotte le catene polimeriche, mentre nella fase successiva (che è rappresentata da un riscaldamento o da una reazione chimica catalizzata) le catene polimeriche vengono fatte reticolare.[2] Lo stampaggio avviene durante la seconda fase di lavorazione.

Lavorazione[modifica | modifica sorgente]

Le tecniche che possono essere utilizzate per lo stampaggio di questi polimeri sono:[2]

  • Stampaggio a compressione: effettuato sottoponendo il polimero ancora non reticolato a compressione e riscaldamento
  • Stampaggio con trasporto a pistone
  • Stampaggio ad iniezione: a differenza del processo di stampaggio ad iniezione dei polimeri termoplastici, lo stampaggio ad iniezione per i materiali termoindurenti avviene tramite riscaldamento.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono elencati alcuni polimeri termoindurenti:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gedde, op. cit., p. 15
  2. ^ a b http://www.mauriziogalluzzo.it/cladis_0607/plastiche/pdf/lavorazioni.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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