William Girometti

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William Girometti (Milano, 9 gennaio 1924Bologna, 3 ottobre 1998) è stato un pittore italiano di matrice surrealista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A Milano, sua città natale, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza, e si avvicinò all'Accademia di Brera[1][2] negli anni della seconda guerra mondiale. Terminata la guerra, viaggiò e soggiornò in altre città italiane; a Ferrara nel 1954 conobbe la donna che diversi anni più tardi sarebbe diventata sua moglie.

Sempre a Ferrara, in particolare a Pontelagoscuro, nei primi anni cinquanta entrò in contatto con un gruppo di giovani pittori, fra cui Tito Salomoni,[3] con i quali instaurò un rapporto di profonda amicizia e che lo incoraggiarono nel fare della pittura la propria professione.

Inizialmente, infatti, si era dedicato alla scultura, che non abbandonò del tutto fino alla fine degli anni sessanta, come dimostra una recensione del 1968 in cui il critico Fiorani apprezza la «sicura padronanza dei mezzi espressivi», l'«incisività dei volti», la «ritmica armoniosa» ed il «perfetto equilibrio tra forma, luce e spazio»[4].

Disamina della verità obiettiva

Sul finire degli anni cinquanta trascorse un periodo di studio e lavoro in Francia, Svizzera, Austria, Germania, Danimarca e Svezia[5], per poi tornare in Italia dividendosi tra Milano e Ferrara. In particolare, a Milano espose più volte nelle rassegne della Permanente[6].

Negli anni sessanta iniziò la produzione, destinata a diventare copiosa, di composizioni, di trompe-l'œil e di ritratti, che gli venne per lo più commissionata da privati e mercanti d'arte; stabilitosi infine a Bologna con la moglie, nel 1971[5] iniziò a gettare le basi per il proprio percorso surrealistico, pur continuando a produrre opere più tradizionali su richiesta. Per ritrarre il suocero, scomparso prematuramente e quindi mai conosciuto di persona, si avvalse della foto di un medaglione delle dimensioni di pochi centimetri.

Nel 1973, con la mostra inaugurata il 24 novembre presso la galleria d'arte "Il Collezionista" di Bologna, iniziò a presentare opere di genere surrealista-metafisico in una serie di esposizioni in Italia ed all'estero, sia personali che collettive, che gli fruttarono premi, riconoscimenti e recensioni su giornali, riviste, cataloghi specializzati, programmi radiofonici e televisivi italiani ed europei.

Le prime opere di genere surrealistico erano ispirate dalla realtà circostante, incentrate su temi filosofici ed ecologici, oppure dedicate a musicisti e letterati. Anche i ritratti acquisirono una chiave surreale.

La critica in generale fu concorde nel riconoscergli «eleganza compositiva»[7], «sensibilità cromatica»[8], «impeccabile tecnica» e «padronanza della forma»[9], unite alla valenza contenutistica espressa attraverso l'«interessante fusione fra l'ironia e la polemica»[10] che solo apparentemente sfocia nel pessimismo.

Alcune recensioni evidenziano sia l'efficace elaborazione degli insegnamenti di André Breton[11] sia il richiamo a René Magritte, con cui in particolare ha in comune «l'inconsuetudine delle immagini» e «gli inganni visivi» sicuramente raggiunti anche attraverso la pratica al trompe-l'oeil[12]

Se come scultore aveva prediletto la creta, come pittore compose per la maggior parte quadri ad olio su tela o su tavola, affiancati da qualche pastello e rare tempere. Verso la fine degli anni settanta inventò una propria particolare tecnica di grafica della cui esecuzione rimase unico conoscitore[13].

Compose anche alcuni versi, e nel dépliant della mostra presso "Il Collezionista" venne pubblicata una sua poesia.

Negli ultimi anni si dedicò allo studio del vetro e sperimentò nuove realizzazioni estetiche di temi costanti; alla sua scomparsa nel 1998 un Nettuno surreale ed altre due opere rimasero incompiute. Pochi mesi prima di morire venne gratificato da una retrospettiva a lui interamente dedicata, organizzata dall'Università e dal Comune di Bologna[14].

L'arte di Girometti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 il critico Otello Mario Martinelli introdusse un'intervista radiofonica sintetizzando il percorso artistico di William Girometti: «dai primi entusiasmi impressionistici, che risalgono al 1960, accondiscendendo alla sua naturale predisposizione per la figura umana, ha realizzato molti ritratti - anche utilizzando la scultura - mentre l'evoluzione interiore lo porta alla pittura della realtà con composizioni e trompe-l'oeil che interpreta con morbidezza di segno ed armonia di colori. Nel 1971 si entusiasma per il surrealismo»[5].

Sui rapporti di Girometti con il Surrealismo più di un critico sottolinea come l'adesione ad una corrente pittorica non abbia impedito all'artista di esprimersi in maniera originale, esternando il «contenuto del suo pensiero» e dando prova di una «personalità inconfondibile»: «un artista che ha identificato nel Surrealismo la più rispondente tra le forme espressive», dimostrandosi "«un validissimo prosecutore» di un movimento nato come «propugnatore di un sostanziale rinnovamento interiore, atto a migliorare la natura stessa di una società»[15].

Restauro come terapia

Il Surrealismo fu per lui la «lingua più congeniale ad esprimere osservazioni, pulsioni, riflessioni»: «una personalità e un discorso d'impegno che sostengono uno stile, anziché esserne sostenuti»[16]. In sostanza Girometti operò il «recupero del Surrealismo non ripreso passivamente, bensì sentito come forte stimolo grazie al quale la fantasia riesce a far valere i propri diritti»[17].

Una «vasta cultura umanista»[8] «rappresenta l'elemento indispensabile per meglio realizzare se stesso senza mai cadere in compiaciuti intellettualismi» e fornisce «spunti classici a nuove invenzioni semantiche del tratto»[17]; insieme ad «un'evidente regola di moralità» costituisce inoltre la base per un «incessante lavoro di osservazione e di ricerca»[8]: le «tele sono il risultato della presa di possesso della coscienza, come dice lo stesso pittore», un uomo che «ha scavato tenacemente dentro se stesso alla ricerca dei propri mezzi e delle sue specifiche tendenze naturali»[16].

Secondo Gian Mario Olivieri, per contro, «le allusioni letterarie nel campo figurativo, le relazioni intellettuali e le citazioni classiche, i colori vivi e sensibilizzati» accostano William Girometti al Realismo fantastico, insieme a quegli artisti che lavorano «ad un concetto ideale» e fanno «uso cosciente del proprio mezzo per realizzarlo»[18].

Diversi critici hanno ipotizzato l'interpretazione di alcune opere in particolare, sempre sottolineandone la «non facile lettura» e la «profondità di indagine»[9], e la categorizzazione dei temi trattati in generale: dai temi di «natura esistenziale e di lirica ispirazione»,[8] ai «temi di ordine sociale ed ecologico»[19].

Nella grafica «il tema ispiratore della infanzia soprattutto, e della donna intesa come soggetto umano, è intrecciato a metafore»[16]; si evidenziano da un lato la «raffinatezza di certi strumenti musicali dai cui squarci emergono con pudica discrezione enigmatiche figure infantili», dall'altro la «costante presenza del motivo del fanciullo assunto dall'artista a simboleggiare la speranza di un futuro migliore» attraverso la «continua rigenerazione biologica e sociale»[17].

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

1965-1973[modifica | modifica wikitesto]

  • Ritratto di Nabore Tosati, padre della moglie, proprietà della figlia
  • Ritratto di Papa Giovanni XXIII, collezione privata
  • La moderna dimensione della donna, collezione privata
  • Siamo preparati alla vita in comune?, medaglia d'oro[20] alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; collezione privata
  • Scelta anticonformista, collezione privata
  • Partita impegnativa, medaglia d'argento[21] al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; medaglia d'oro[22] alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; proprietà della figlia
  • Colonna sonora (omaggio a P.I. Tchaikovsky), medaglia d'oro[23] alla Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974"; proprietà della figlia
    Ritratto di signora ignota
  • Tempo di stress, collezione privata
  • Recondite aspirazioni, collezione privata
  • L'attualità di Shakespeare, primo premio[24] al concorso "L'arte a difesa della natura", 1974; collezione privata
  • Ritratto di signora ignota, medaglia d'argento al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; proprietà della figlia
  • Ritratto della sig.ra Tilde**, collezione privata
  • Proteso a nuove conquiste, medaglia d'argento[25] al Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", 1974; coppa artistica[26] al Primo Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Poesia dei Colli Euganei "Omaggio a Francesco Petrarca", 1974; collezione privata
  • Discorso su tema ecologico, primo premio[27] al concorso "L'arte a difesa della natura", 1974
  • Vagheggiamenti d'un drogato, medaglia di bronzo al Concorso Nazionale "Sotto i Portici", 1974; proprietà della figlia
  • Rinuncia forzata, collezione privata
  • Bononia goliardica, collezione privata
  • Calamità naturale, targa d'argento al Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica "Il Pennello d'Oro", 1974; proprietà della figlia
  • Momenti distensivi, collezione privata
  • In attesa di giudizio, medaglia d'oro al Secondo Premio di Pittura "Vecchia Varese", 1974; trofeo Meeting al Meeting Interregionale di Pittura "Premio Città di Trecate", 1974; proprietà della figlia
  • La stupidità, un male inguaribile, coppa artistica[21] al Primo Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Poesia dei Colli Euganei "Omaggio a Francesco Petrarca", 1974; proprietà della figlia
  • Alla ricerca di una platea, collezione privata
  • Riepilogando un discorso, collezione privata

1974-1981[modifica | modifica wikitesto]

1982-1991[modifica | modifica wikitesto]

Mostre personali[modifica | modifica wikitesto]

Problema non risolto
  • 1973: Bologna, William Girometti, Galleria d'Arte Il Collezionista[30], 24 novembre-6 dicembre
  • 1974: Firenze, William Girometti, Galleria d'Arte Spinetti, 23 novembre-5 dicembre
  • 1975: Modena, William Girometti, Galleria d'Arte Selezione d'arte e cultura, 15-28 febbraio
  • 1975: Lerici, William Girometti, Galleria d'Arte La Cattedrale, 1-8 marzo
  • 1975: Carrara, William Girometti, Galleria d'Arte Carrara, 26 aprile-9 maggio
  • 1976: Monaco di Baviera, Girometti William, Völkerkundemuseum, Berufsverband Bildender Künstler, 30 gennaio-29 febbraio
  • 1977: Ravenna, William Girometti, Galleria d'Arte Il Coccio, 30 dicembre 1976-14 gennaio 1977
  • 1977: Bologna, William Girometti, Galleria d'Arte La Buca dell'Artista, 20 marzo-3 aprile
  • 1977: Bologna, William Girometti, Galleria d'Arte Portici, 26 marzo-3 aprile
  • 1978: Milano, William Girometti, Galleria d'Arte Zecchillo D'Essai, 1-14 febbraio
  • 1979: Bologna, William Girometti, Galleria d'Arte Vetrina D'Essai, 2-21 dicembre
  • 1981: Modena, William Girometti, Galleria d'Arte Emilia, 31 gennaio-20 febbraio
  • 1998: Bologna, Le stagioni di un artista: un itinerario di vita artistica fra sculture, disegni, pittura. Retrospettiva dedicata a William Girometti, Sala Silentium, 21 aprile-3 maggio[31]

Esposizioni collettive[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1974: Premio Internazionale di Pittura "L'Arte a difesa della natura", organizzato da Il Notiziario Ecologico - organo ufficiale dell'Istituto Nazionale di Ecologia di Roma. Primo premio con soggiorno di 15 gg. per due persone a Bova RC
  • 1974: Secondo premio di pittura contemporanea "Città di Vergato", organizzato dal Comitato Ente Fiera - Valle del Reno. Medaglia d'argento
  • 1974: Seconda Rassegna Internazionale di Pittura "Premio Alba 1974", organizzata dalla Galleria d'Arte Moderna "Alba" di Ferrara. Medaglia d'oro
  • 1974: Primo Concorso Nazionale di Pittura, Grafica e Poesia dei Colli Euganei "Omaggio a Francesco Petrarca", organizzato dal C.I.F. di Cinto Euganeo e da Il Centro di Cultura. Coppa artistica
  • 1974: Quattordicesima Mostra di Pittura "Sotto i Portici", Concorso Nazionale organizzato dal Circolo Amici dell'Arte - Pieve di Cento (Bologna). Medaglia di bronzo
  • 1974: Secondo Premio di Pittura "Vecchia Varese", organizzato da "Il Gestore" con il Patrocinio dell'Associazione Amici del Quadrato. Medaglia d'oro con diritto ad una "personale" a Milano
  • 1974: Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica "Il Pennello d'Oro", organizzato dall'Associazione Pro Corno Giovine (Milano), dal Comune e dall'Ente Provinciale per il Turismo di Milano. Targa d'argento
  • 1974: Meeting Interregionale di Pittura "Premio Città di Trecate", organizzato dal Comune di Trecate (Novara) e con il patrocinio dei massimi Enti Culturali. Trofeo meeting
  • 1974: Prima Quadriennale Europea d'Arte Contemporanea - Roma, organizzata dalla Segreteria Provinciale Siaba, dall'Istituto Belle Arti e con il patrocinio C.E.I. Medaglia d'oro
  • 1975: Primo Premio di Pittura "Vecchia Modena", organizzato da Selezione d'Arte e Cultura. Trofeo "C. Magistretti"
  • 1975: Premio di Pittura "Natale del Pittore", organizzato dall'Associazione Culturale "Amici del Quadrato" - Varese. Coppa artistica
  • 1976: Premio Internazionale di Pittura "Dante Alighieri", organizzato dall'Ente Premi del Circolo della Stampa - Roma. Secondo premio al merito artistico.
  • 1977: Primo Premio Nazionale di Pittura "Portici", organizzato dalla Galleria d'Arte "Portici" di Bologna. Primo premio
  • 1979: Terzo Premio Annuale di Pittura "Portici", organizzato dalla Galleria d'Arte "Portici" di Bologna. Primo premio
  • 1979: Il quadro Disamina della verità obiettiva fu segnalato dall'UNICEF per l'anno internazionale del ragazzo e del fanciullo (1979) e pubblicato in copertina dalla rivista Simpatia e Amicizia nel gennaio 1979

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Falossi, 1974.
  2. ^ Falossi, 1975.
  3. ^ Bertelli.
  4. ^ Fiorani, citato da Baldi.
  5. ^ a b c Introduzione all'intervista di Otello Mario Martinelli trasmessa su Radio Bologna 101 il 26 agosto 1976. Citato da Baldi.
  6. ^ Bertacchini.
  7. ^ Roberto Vitali, citazione sul catalogo dell'esposizione presso la Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, 1974.
  8. ^ a b c d Dario Turchese, Presentazione in catalogo per l'esposizione alla Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, dépliant della mostra, 1974.
  9. ^ a b Magistretti.
  10. ^ Donini. Anche altri critici hanno espresso lo stesso concetto, ad esempio Vitali.
  11. ^ Citato fra gli altri da Dario Turchese nella Presentazione in catalogo per l'esposizione presso il Völkerkundemuseum di Monaco di Baviera, dépliant della mostra, 1976.
  12. ^ Cavallari, 1973.
  13. ^ A questo proposito si veda ad esempio Morini.
  14. ^ Baldi.
  15. ^ Dario Turchese, presentazioni a catalogo delle mostre personali presso la Galleria d'Arte Spinetti di Firenze, 1974, e presso lo Staatliches Museum für Völkerkunde di Monaco di Baviera, 1976.
  16. ^ a b c Morini.
  17. ^ a b c Roberto Vitali, Annotazione per William Girometti, catalogo per l'esposizione alla Galleria d'Arte Vetrina D'Essai, 1979.
  18. ^ Olivieri.
  19. ^ Grimaldi.
  20. ^ insieme a Colonna sonora e Partita impegnativa.
  21. ^ a b insieme a Proteso a nuove conquiste.
  22. ^ insieme a Colonna sonora e Siamo preparati alla vita in comune?.
  23. ^ insieme a Partita impegnativa e Siamo preparati alla vita in comune?.
  24. ^ insieme a Discorso su tema ecologico.
  25. ^ insieme a Partita impegnativa.
  26. ^ insieme a La stupidità, un male inguaribile.
  27. ^ insieme a L'attualità di Shakespeare.
  28. ^ Esiste una foto in bianco e nero con una versione di poco differente rispetto a quella attuale, modificata in seguito dall'artista.
  29. ^ Il titolo Spontaneità preclusa compare sulla maggior parte dei cataloghi.
  30. ^ Il dépliant contiene il catalogo degli oli esposti e la poesia di William Girometti.
  31. ^ In occasione della mostra, organizzata dall'Università e dal Comune di Bologna, l'Ateneo aveva dedicato al pittore uno spazio su web.
  32. ^ organizzata dall'Università e dal Comune di Bologna e da altri Enti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Fiorani, La Permanente (Milano), s.n., aprile 1968.
  • Frederick Cané, La Permanente (Milano), s.n., maggio 1970.
  • Lino Cavallari, Panorama delle mostre, in Carlino sera (Bologna), s.n., 22-23 novembre 1973.
  • Roberto Vitali, Artisti e gallerie, in L'Unità, 29 novembre 1973.
  • Valerio Grimaldi, Il mestiere del critico, in Alla Ribalta, 5 dicembre 1973.
  • Mauro Donini, Gallerie e mostre, in Avvenire, 27 dicembre 1973.
  • Giorgio Falossi (a cura di), Pittori e pittura contemporanea, Milano, Il quadrato, 1974, pp. 605-606, ISBN non esistente, OCLC 799526424, SBN IT\ICCU\SBL\0570495.
  • Luciano Bertacchini, Coagulate immagini..., in Arte rama, nº 1, gennaio 1974, p. 30.
  • L'arco, maggio 1974, 17
  • Aurelio Ragionieri, Cronache d'arte, La Nazione, novembre 1974
  • Gallerie Fiorentine, Il fauno, dicembre 1974
  • Carla Magistretti, William Girometti, in Il giornale (di Varese), 20 novembre 1974.
  • L'arte contemporanea in Emilia Romagna, Bologna, Due torri, 1974
  • Giorgio Falossi (a cura di), Pittori e pittura contemporanea, Milano, Il quadrato, 1975, pp. 710, 716, 719, ISBN non esistente, LCCN 2009441052, OCLC 313299866, SBN IT\ICCU\SBL\0586489.
  • Flavio Bertelli, La gramigna ferrarese. William Girometti, in Civiltà. Mensile indipendente di cultura, turismo, politica ed informazione, vol. 2, nº 11, Ferrara, A-Z, maggio 1975, p. 26.
  • L'arte contemporanea in Emilia Romagna. Catalogo regionale d'arte moderna, Bologna, Due torri, 1975
  • Bolaffi Arte, Torino, Bolaffi, 1975
  • Il surrealismo di Girometti, Gazzetta di Modena, 19 febbraio 1975
  • Ferruccio Veronesi, Andar per quadri, Il Resto del Carlino, 26 febbraio 1975
  • Nel mondo dell'arte, La Nazione, 26 aprile 1975
  • Nel mondo dell'arte, La Nazione, 3 maggio 1975
  • Comunità Europea Artisti (a cura di), Cronaca dell'arte, L'amico libro, 7-8-9 novembre 1975
  • Jürgen Morschel, Gruppen & Verbände, Münchner Merkur, 24-25 gennaio 1976, 27
  • Illusionen?, Münchner Merkur, 1-2 febbraio 1976, 37
  • I nostri artisti conquistano Monaco, Informazione arte, 29 febbraio 1976
  • G. Mario Olivieri, William Girometti. Immaginazione come realtà, in Praxis artistica, vol. 3, 6-7-8, Rimini, Omega arte, agosto-settembre-ottobre 1978, p. 27.
  • Pittura, Il Giornale di Bologna, 3 luglio 1979
  • Il Premio "Portici", Alla Ribalta, 1979, 10, 12-13
  • La nostra copertina, Simpatia e amicizia, 1979, 1
  • Lino Cavallari, William Girometti, Il Resto del Carlino, edizione di Bologna, 12 dicembre 1979
  • Elena Morini, William Girometti: personalità di una pittura, in Adige panorama, dicembre 1980.
  • William Girometti, Il Resto del Carlino, edizione di Modena, 4 febbraio 1981
  • Tommaso Nappo (a cura di), Archivio biografico italiano, München etc., K.G. Saur, 1987-1996. (microfiches)
  • Gaetano Baldi, Le stagioni di un artista: William Girometti, in Il Cubo. Contenitore mensile di informazioni universitarie, vol. 10, nº 4, Bologna, CLUEB, aprile 1998, pp. 15-16.
  • Girometti, William, in Internationaler biographischer Index = world biographical index, I246-819-3, München, K.G. Saur Eletronic Publishing, OCLC 223394972.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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William Girometti - Autoritratto
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