Wayde van Niekerk

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Wayde van Niekerk
Wayde van Niekerk Beijing 2015 (cropped).jpg
Wayde van Niekerk ai Mondiali di Pechino 2015
Nazionalità Sudafrica Sudafrica
Altezza 183 cm
Peso 72 kg
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Velocità
Record
100 m 9"94 (2017)
200 m 19"84 Record nazionale (2017)
300 m 30"81 Record mondiale (2017)
400 m 43"03 Record mondiale (2016)
Carriera
Nazionale
2013- Sudafrica Sudafrica
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 0
Mondiali 2 1 0
Giochi del Commonwealth 0 1 0
Campionati africani 2 1 0
Universiadi 0 0 1
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 10 agosto 2017

Wayde van Niekerk (Città del Capo, 15 luglio 1992) è un velocista sudafricano, campione olimpico e mondiale in carica dei 400 metri piani e primatista mondiale della specialità con il tempo di 43"03.

Detiene anche la miglior prestazione mondiale dei 300 metri piani con 30"81 e il record nazionale dei 200 metri piani con 19"84.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di due atleti specializzati nel salto in alto,[1] ha lontane origini italiane per parte della madre.[2][3] Parte del suo allenamento lo esegue in Italia, a Gemona del Friuli (in provincia di Udine), assieme ai suoi connazionali Akani Simbine (100 m piani) e Ruswahl Samaai (salto in lungo).

Vincendo il titolo mondiale a Pechino 2015 è diventato il primo atleta africano capace di conquistare il titolo iridato sui 400 m piani, ottenendo all'epoca la quarta migliore prestazione di sempre della specialità.[1]

Il 12 marzo 2016 Wayde van Niekerk entra nella storia dello sprint: stabilendo il proprio record personale sui 100 m con 9"98, diventa il primo, e finora l'unico, velocista nella storia a "scendere" sotto i 10" nei 100 m, sotto i 20" nei 200 m e sotto i 44" nei 400 m.[4] Il 14 agosto dello stesso anno, ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016, vince la medaglia d'oro nei 400 m, stabilendo il nuovo record mondiale con il tempo di 43"03.[5]

Nel 2017 migliora per due volte il record sudafricano dei 200 m piani: il 22 aprile, in occasione dei campionati nazionali, corre in 19"90, mentre il 5 giugno a Boston ferma il cronometro sul tempo di 19"84. Il 21 giugno dello stesso anno migliora anche il record personale dei 100 m piani, facendo registrare il tempo di 9"94.

Ai mondiali di Londra nello stesso anno, giunge secondo nei 200 m piani, mentre vince con facilità la medaglia d'oro nei 400 m piani, pur non avvicinando il proprio record mondiale a causa delle avverse condizioni metereologiche e, dirà in seguito, di un dolore alla schiena che lo ha frenato per tutta la stagione e che lo obbligherà poi ad una conclusione anticipata della stessa.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
2010 Mondiali juniores Canada Moncton 200 m piani 21"02 Record personale
2013 Universiadi Russia Kazan' 400 m piani Semifinale 46"39
4×400 m Bronzo Bronzo 3'06"19
Mondiali Russia Mosca 400 m piani Batteria 46"37
2014 Giochi del
Commonwealth
Regno Unito Glasgow 200 m piani Semifinale 20"69
400 m piani Argento Argento 44"68
Campionati africani Marocco Marrakech 400 m piani Argento Argento 45"00
2015 Mondiali Cina Pechino 400 m piani Oro Oro 43"48 Record africano
2016 Campionati africani Sudafrica Durban 200 m piani Oro Oro 20"02
4×100 m Oro Oro 38"84
Giochi olimpici Brasile Rio de Janeiro 400 m piani Oro Oro 43"03 Record mondiale
2017 Mondiali Regno Unito Londra 200 m piani Argento Argento 20"11
400 m piani Oro Oro 43"98

Coppe e meeting internazionali[modifica | modifica wikitesto]

2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Van Niekerk re dei 400, battuti Merritt e James, su italpress.com, Italpress, 26 agosto 2015. URL consultato il 28 agosto 2015.
  2. ^ Atletica, Corriere della sera, 28 agosto 2015, p. 57.
  3. ^ Fenomeno Van Niekerk dal Capo al vecchio Friuli (PDF), in Atletica, settembre 2015, p. 20.
  4. ^ (EN) Van Niekerk makes sprinting history in Bloemfontein, su iaaf.org, IAAF, 12 marzo 2016. URL consultato il 13 marzo 2016.
  5. ^ Atletica, Van Niekerk cancella Michael Johnson: record del mondo sui 400, su repubblica.it, la Repubblica, 15 agosto 2016. URL consultato il 15 agosto 2016.

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