Venturi (azienda)

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Venturi
Logo
StatoMonaco Monaco
Fondazione1984 a Couëron
Fondata daClaude Poiraud e Gérard Godfroy
Sede principaleMonaco
FilialiVoxan
Persone chiaveGildo Pallanca (presidente)
SettoreAutomobilistico
ProdottiAutovetture
Sito web

La Venturi è una casa automobilistica, oggi monegasca, fondata dagli ingegneri francesi Claude Poiraud e Gérard Godfroy nel 1984 a Couëron, in Francia.

Dal 2001, in seguito all'acquisizione da parte del monegasco Gildo Pallanca Pastor, la sede legale è nel Principato di Monaco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una Venturi 300 Atlantique Biturbo

La Venturi nacque inizialmente con il nome di MVS (Manufacture de Voitures de Sport). Relativamente poco nota, la produzione della Venturi è sempre stata orientata sulla produzione di berlinette a motore centrale, solitamente motori PRV, mentre per quanto riguardava la trasmissione, si orientavano spesso su componenti Renault. A volte, dalle berlinette chiuse venivano derivate delle versioni aperte.

La Venturi voleva essere la risposta francese alle Ferrari ma ebbe scarso successo; in effetti i modelli proposti dalla Venturi mostravano diverse affinità stilistiche con le vetture di Maranello. In realtà, alla fine dei conti, la Venturi non riuscì ad impensierire granché la rivale di riferimento, non solo da un punto di vista tecnico e tecnologico ma anche commerciale: i suoi modelli furono venduti in poche decine di esemplari ognuno.

Una Venturi Fetish

Negli anni 1991 e 1992 si è affacciata anche al mondo della Formula 1 acquisendo la comproprietà del team Larrousse, rivendendone però le quote dopo due anni di partecipazioni senza risultati particolarmente brillanti.

Già dopo pochi anni di vita, la Casa cominciò a soffrire gli scarsi dati di vendita e nel 1996 fu acquisita da una società thailandese. Ma la situazione non cambiò granché, e nel 2000 la Venturi fu posta in liquidazione. Fu riacquisita nel 2001 da un magnate monegasco di origini italiane, appassionato di automobili classiche e sportive. La casa automobilistica quindi venne trasferita a Monaco e risulta a tutti gli effetti monegasca; Venturi quindi da azienda diventa un marchio della Gildo Pallanca Pastor.[1] Negli anni successivi, visti gli insuccessi nella produzione di auto sportive il marchio viene utilizzato per commercializzare automobili sperimentali dotate di motori alternativi, in particolar modo quelli elettrici, ma sempre caratterizzati da linee sportive. Modelli recentemente realizzati sono la Fetish, la Ecletic e la Astrolab. Non si hanno informazioni sull'effettiva produzione di questi modelli che al momento della loro presentazione erano puramente allo stadio di concept car; anche per l'assenza di un reale stabilimento produttivo. A tale pro nel 2010 è stata comunicata l'acquisizione della casa motociclistica, la Voxan che era stata messa in liquidazione dal tribunale[2]. la sua ultima concept car prodotta prende completamente le distanze da quanto era rimasto di sportivo nel marchio, si tratta infatti di una piccola buggy, ma non è ancora chiaro il suo futuro produttivo. Dal 2014 partecipa al campionato di Formula E, per la prima stagione con il motore fornito dalla federazione e successivamente con un motore costruito in proprio.

Le vetture prodotte[modifica | modifica wikitesto]

Venturi Fétish, vista frontale
Una Venturi 260

I primi due modelli prodotti dalla Venturi, la 200 Coupé e la 200 Spider, erano l'uno la versione spider dell'altra. Montavano inizialmente un 6 cilindri da 2458 cm³ in grado di erogare 200 CV di potenza massima. Più tardi, nel 1989, la vettura ricevette un nuovo motore un PRV da 2849 cm³ da 260 CV. In tale configurazione, la vettura, denominata 260, era offerta sia con catalizzatore sia senza. Tali modelli furono tolti di produzione nel 1996.

Nonostante il non felice esito commerciale dei modelli della Venturi, vale la pena però di ricordarne altri: la 400GT, per esempio, può essere considerata una delle migliori sportive francesi del dopoguerra: derivata da un modello concepito espressamente per le competizioni sportive, la 400 Trophy, la 400 GT ne riprendeva la meccanica, ossia un PRV V6 da 2975 cm³ sovralimentato mediante un doppio turbocompressore ed in grado di sviluppare 408 CV di potenza massima. Raggiungeva la velocità massima di 300 km/h. La scocca è realizzata con in un composito ultraleggero di Kevlar e materiale epossidico. Il telaio è dotato di quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice all'avantreno e al retrotreno e schema multi-link avanzato. È dotata di servosterzo (unico ausilio alla guida). La gommatura anteriore è di 235/40, mentre la posteriore è 295/35. I cerchi sono in magnesio da 18 pollici. I dischi dei freni sono in carbonio. Fu prodotta in soli 15 esemplari (più 73 esemplari di 400 Trophy) dal 1994 al 1996.

Sullo stesso pianale della 400 GT nacque la 300 Atlantique, erede della 260 e presentata quindi nello stesso anno in cui quest'ultima uscì di produzione. Montava lo stesso motore della 400 GT, ma in versione aspirata, ed in grado di erogare 281 CV. La velocità massima era di 280 km/h. Fu prodotta fino al 1998 in soli 57 esemplari.

Nel 1999 vide la luce la 300 Atlantique Biturbo, equipaggiata con un nuovo V6, non più PRV, ma un ES9 sviluppato congiuntamente da Peugeot e Renault, della cilindrata di 2946 cm³ e sovralimentato da due turbocompressori a bassa pressione, in modo da ridurre i ritardi di risposta dovuti al turbo-lag. La potenza, così, non era molto elevata rispetto al tipo di motore, solo 310 CV, ma sicuramente garantiva una maggior prontezza. La scocca è in vetroresina. Il telaio è dotato di quadrilateri deformabili, barra stabilizzatrice all'avantreno e al retrotreno e schema multi-link avanzato. È dotata di servosterzo (unico ausilio alla guida). Ha pneumatici anteriori 205/50 e posteriori 255/40, con cerchi in lega da 17 pollici. I dischi dei freni sono in acciaio e sono autoventilati. Questo modello fu prodotto fino al 2000 in 13 esemplari.

Elenco di vetture[modifica | modifica wikitesto]

Le vetture prodotte sono sostanzialmente suddivisibili in 4 categorie: i modelli stradali (e le loro versioni decappottabili), i modelli da competizione e i modelli con sistema di propulsione alternativo/sperimentale. L'ultima categoria comprende tutti i modelli prodotti nel nuovo millennio, fatta eccezione per la GT3, l'unico modello appartenente alle altre categorie realizzato nel "nuovo corso" impartito dalla proprietà attuale. I modelli da competizione hanno preso parte a gare di tipo Gran Turismo, tranne la Larousse da Formula 1 e il prototipo Parigi-Dakar, mai utilizzato realmente.

Modelli stradali[modifica | modifica wikitesto]

Una Venturi 400 GT
Una Venturi Transcup 210

Modelli decappottabili[modifica | modifica wikitesto]

  • 160 BVM Transcup
  • 160 BVA Transcup
  • 180 Transcup
  • 200 Transcup
  • 210 Transcup
  • 260 Transcup

Modelli da competizione[modifica | modifica wikitesto]

Una Venturi 600 LM ai box
  • Parigi-Dakar (prototipo)
  • Larousse F1
  • Trophy
  • 500 LM
  • 600 LM
  • 600 SLM
  • 300 GTR
  • Grand Prix (prototipo)
  • GT3

Modelli con sistema di propulsione alternativo[modifica | modifica wikitesto]

Una Venturi Eclectic prima versione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ fonte[collegamento interrotto]
  2. ^ (FR) Comunicazione sul sito ufficiale[collegamento interrotto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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