Salar de Uyuni

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Salar de Uyuni
Salar Uyuni au01.jpg
Formazioni esagonali di sale sulla superficie del Salar de Uyuni come risultanti dopo l'evaporazione dell'acqua
Stato Bolivia Bolivia
Coordinate 20°08′01.59″S 67°29′20.88″W / 20.133775°S 67.489133°W-20.133775; -67.489133Coordinate: 20°08′01.59″S 67°29′20.88″W / 20.133775°S 67.489133°W-20.133775; -67.489133
Altitudine 3 661 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 10 582 km²
Lunghezza 140 km
Larghezza 110 km
Idrografia
Origine endoreico
Mappa di localizzazione: Bolivia
Salar de Uyuni
Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni (anche noto in spagnolo come Salar de Tunupa[1] e in inglese come Uyuni salt flats)[2][3] è un enorme deserto di sale che, con i suoi 10.582 km²,[4] è tra i più grandi al mondo formatosi a seguito della progressiva evaporazione di un lago salato,[5] nonché in assoluto la più grande distesa salata del pianeta. È situato nei dipartimenti di Potosí e di Oruro, nei pressi della città di Uyuni, nell'altiplano andino meridionale della Bolivia, a 3.650 metri di quota.[6]

Il Salar si è formato a seguito del processo di trasformazione che ha coinvolto diversi laghi preistorici. È coperto da alcuni metri di crosta di sale i quali formano una distesa quasi perfettamente pianeggiante con variazioni medie di elevazione circoscritte in un metro su tutta l'area occupata dalla salina. La crosta funge da fonte di sale e copre una salamoia eccezionalmente ricca di litio. Stando ad un articolo del 2009 realizzato da Joshua Keating sul Foreign Policy, essa conterrebbe tra il 50% e il 70% delle riserve di litio conosciute al mondo.[7] L'ampiezza dell'area, i cieli limpidi e l'eccezionalità della superficie così pianeggiante rendono Salar ideale per calibrare gli altimetri dei satelliti di osservazione della Terra.[8][9][10][11][12] Quando si verificano precipitazioni, un sottile strato di acqua piovana trasforma la salina nello specchio d'acqua lacustre più ampio del mondo, poiché si estende per 129 km.[13]

Il Salar funge inoltre da principale via di trasporto per attraversare l'altiplano boliviano ed è particolarmente popolato da diverse specie di fenicotteri. Il sito è localizzato in una zona attiva a livello vulcanico (famoso il Tunupa,[14] anche se oggi dormiente) a causa della sua posizione così vicina alla cordigliera delle Ande.[15]

Formazione, geologia e clima[modifica | modifica wikitesto]

Il Salar de Uyuni fa parte dell'altiplano della Bolivia in Sud America. L'altiplano è un altopiano formatosi durante il sollevamento delle Ande. Esso comprende laghi di acqua dolce, di acqua salata e saline ed è circondato da montagne senza sorgenti fluviali.[16]

Montagne che circondano la salina di Uyuni durante l'alba nella Provincia di Daniel Campos, Dipartimento di Potosí, Bolivia sudoccidentale, non lontano dalla catena delle Ande

La storia geologica di Salar è associata a una trasformazione graduale dei diversi vasti laghi. Tra i 30.000 e i 42.000 anni fa, l'area faceva parte di un gigantesco lago preistorico, il lago Minchin. Il numero è frutto di una stima ottenuta ricorrendo al metodo del carbonio-14 su sedimenti acquisiti in loco e piattaforme carbonatiche e varia negli studi riportati. Il lago Minchin (dal nome di Juan B. Minchin di Oruro[17]) in seguito si trasformò nel cosiddetto lago Tauca, la cui profondità massima era di 140 metri: l'età è stimata tra 13.000-18.000 o 14.900-26.100 anni, a seconda della fonte. Il più recente lago preistorico era il Coipasa, datato sempre con il radiocarbonio tra gli 11.500 e i 13.400 anni fa. Quando si è prosciugato, si è lasciato alle spalle due laghi ancora esistenti, il Poopó e l'Uru Uru, e due grandi deserti di sale, il Salar de Coipasa e il più grande Salar de Uyuni. Salar de Uyuni si estende su 10.582 km²: è circa 100 volte più grande della Bonneville Salt Flats negli USA ed estesa, per fare un secondo paragone, quasi quanto l'intero Abruzzo. Il lago Poopó è vicino al lago Titicaca, uno specchio d'acqua molto più vasto. Durante la stagione delle piogge, il Titicaca straripa e si riversa nel Poopó il quale, a sua volta, spinge le acque verso Salar de Coipasa e Salar de Uyuni.[18]

Il fango lacustre unitosi al sale diventa una salamoia satura e compone la base della superficie di Salar de Uyuni. La salamoia è una soluzione satura di cloruro di sodio, cloruro di litio e cloruro di magnesio in acqua: vi sono anche basse percentuali di potassio. A ricoprirla, vi è una solida crosta di sale il cui spessore differisce da poche decine di centimetri a qualche metro. Al centro dell'immensa salina sono situate alcune isole, resti delle cime degli antichi vulcani sommersi durante l'era del lago Minchin. Su di essi si trovano formazioni e depositi non comuni e fragili simili a coralli che spesso corrispondono a fossili e alghe.[19]

La temperatura media della regione rimane relativamente stabile e i picchi si registrano tra novembre e gennaio (massima di 21° C) e giugno (minima di 13° C). Le notti sono fredde durante tutto l'anno: le temperature restano infatti comprese tra i -9° C e i 5° C. L'umidità relativa è piuttosto bassa e costante durante tutto l'anno e oscilla tra il 30 e il 45%. In genere piove poco, tanto che di rado si superano i 5 mm (tra 1 e 3 mm nei mesi da aprile a novembre): l'unica eccezione è costituita dal mese di gennaio, in cui si può arrivare agli 80 mm di precipitazioni.[12]

Salar de Uyuni Décembre 2007 - Panorama 1 edit.jpg
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L'isola di Incahuasi islandal centro di Salar

Aspetti economici[modifica | modifica wikitesto]

Il Salar contiene una grande quantità di sodio, potassio, litio e magnesio (tutti nelle forme cloridriche NaCl, KCl, LiCl e MgCl2, rispettivamente) e borace.[19] Con una stima di 9.000.000 di tonnellate, la Bolivia detiene circa il 7% delle risorse di litio conosciute al mondo; la maggior parte di questi si trova proprio nel Salar de Uyuni.[20]

Produzione di sale a Salar

Il litio è situato nella salamoia sotto la crosta di sale ad una concentrazione relativamente elevata di circa lo 0,3%. È anche presente negli strati superiori di halite situati proprio sotto la salamoia; ad ogni modo, la soluzione salina liquida risulta la più facile da estrarre, poiché annidata nella crosta ed ottenibile rimuovendo la salamoia.[21] La distribuzione della salamoia è monitorata dal satellite Landsat e confermata nelle prove di perforazione a terra. A seguito di questi risultati, una società internazionale con sede negli Stati Uniti ha investito 137 milioni di dollari nello sviluppo dell'estrazione del litio.[22] Tuttavia, l'estrazione del litio negli anni '80 e '90 da parte di compagnie straniere ha incontrato una forte opposizione da parte della comunità locale. La gente del posto credeva che i guadagni ottenuti grazie alle miniere non avrebbero aumentato il loro benessere.[23]

Nessun impianto minerario è attivo oggi sul sito e il governo boliviano non intende consentire lo sfruttamento da parte di società straniere. La Paz mira invece a raggiungere una produzione annuale di 35.000 t entro il 2023 in una joint venture con ACI Systems Alemania GmbH.[24][23][25]

Si stima che la Salar de Uyuni contenga 10 miliardi di tonnellate di sale, di cui ogni anno ne vengono estratte meno di 25.000. A sud-ovest di Colchani, un insediamento vicino alla salina, si trova il laboratorio cooperativa Rosario, detto anche Bloques de Sal, dove i blocchi estratti vengono trasformati in mobili e opere d'arte.[26]

Per via della sua posizione, della vastità dell'area e della pianura, la Salar è una delle principali vie di trasporto automobilistico attraverso l'Altipiano boliviano,[16] tranne quando stagionalmente viene coperta dall'acqua.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Salar significa salina in lingua spagnola. Uyuni deriva dalla lingua aymara e significa recinto; il termine Uyuni è stato adottato anche dall'insediamento che funge da porta di accesso per i turisti i quali visitano la Salar.

Una leggenda locale racconta che le montagne Tunupa, Kusku e Kusina, che circondano la Salar, erano essere umani giganteschi. Tunupa sposò Kusku, ma quest'ultimo fuggì da lei e si unì a Kusina. Addolorata, Tunupa iniziò a piangere mentre allattava suo figlio. Le sue lacrime si mescolarono al latte e formarono il Salar. Molti abitanti del posto considerano la Tunupa una divinità importante e affermano che il luogo dovrebbe essere chiamato Salar de Tunupa piuttosto che Salar de Uyuni.[27][19]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La Salar è praticamente priva di fauna selvatica o vegetazione. Sono presenti invece cactus di grandi dimensioni (Echinopsis atacamensis pasacana, Echinopsis tarijensis, ecc.), i quali crescono ad una velocità di circa 1 cm ogni anno e raggiungono un'altezza massima di circa 12 m. Altri arbusti includono la pitaya, usata dalla gente del posto per curare il catarro, e il rosmarino di campo (Baccharis dracunculifolia), bruciato come combustibile. Sono presenti anche piante di quinoa e cespugli di queñua.[19]

Ogni novembre, Salar de Uyuni diventa la meta di tre specie di fenicotteri sudamericani: quella cilena, quella andina e i rari fenicotteri di James, il cui colore presumibilmente deriva da alghe di colore rosa di cui si nutrono. Sono presenti circa 80 altre specie di uccelli, tra cui la fulica cornuta, l'oca delle Ande e il colibrì stella dei monti dalla gola blu (scoperto da poco e dichiarato a rischio di estinzione).[28] È presente anche il lare, anche detto culpeo, e le isole di Salar (in particolare l'isola di Incahuasi) costituiscono l'habitat preferito delle viscacce, roditori simili a conigli.[19]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Alberghi[modifica | modifica wikitesto]

Metodo tradizionale di produzione del sale a Salar. I blocchi vennero utilizzati per la costruzione di un hotel di sale

Salar de Uyuni attira turisti da tutto il mondo. Essendo lontana da grandi centri urbani, sono stati costruiti numerosi hotel nella zona. A causa della penuria di materiali da costruzione convenzionali, molti alberghi sono quasi interamente (pareti, tetto, mobili) costruiti con blocchi di sale estratti dalla salina. Il primo costruito in questa maniera, detto Palacio de Sal, fu eretto nel 1993-1995[29][30] al centro della salina,[31][32] e presto divenne una popolare destinazione turistica.[33] Tuttavia, la sua posizione lontana da qualsiasi altro collegamento ha ingenerato problemi di igiene, poiché la maggior parte dei rifiuti doveva essere raccolta manualmente. Fenomeni di malagestione hanno causato un grave inquinamento ambientale e l'hotel è andato incontro allo smantellamento nel 2002.[34][35]

Cimitero dei treni[modifica | modifica wikitesto]

Una delle principali attrazioni turistiche è un antico cimitero di treni. Si trova a 3 km da Uyuni ed è collegato ad esso tramite i vecchi binari del treno. In passato la città fungeva da centro di smistamento per i treni che trasportavano minerali in rotta verso i porti dell'Oceano Pacifico. Le linee ferroviarie furono costruite da ingegneri britannici che giunsero in loco verso la fine del XIX secolo e formarono una considerevole comunità a Uyuni. Gli ingegneri furono invitati dalle compagnie ferroviarie sponsorizzate dalla Compagnia britannica Antofagasta e Bolivia, ora Ferrocarril de Antofagasta a Bolivia. La costruzione della ferrovia iniziò nel 1888 e terminò nel 1892. Fu incoraggiata dal presidente boliviano Aniceto Arce, il quale credeva la Bolivia sarebbe fiorita grazie ad un efficiente sistema di trasporto. Tuttavia la struttura fu anche costantemente sabotata dagli indigeni Aymara che giudicavano la ferrovia un'intrusione nei propri territori natali. I treni erano principalmente utilizzati dalle compagnie minerarie. Negli anni '40, l'industria mineraria andò in dissesto, in parte a causa dell'esaurimento dei minerali. Molti vagoni furono abbandonati e diedero vita a un cimitero dei treni. Sono state presentate proposte per costruire un museo del cimitero.[19][36]

Uyuni Décembre 2007 - Cimetière de Trains 1.jpg
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Cimitero dei treni vicino alla città di Uyuni

Calibrazione dei satelliti[modifica | modifica wikitesto]

Le saline sono ideali per calibrare le apparecchiature di misurazione della distanza dei satelliti perché occupano superfici vaste e stabili con una forte riflessione, simile a quella delle calotte glaciali. Essendo la più grande del pianeta Terra, Salar de Uyuni è particolarmente adatta a questo scopo.[37] Nel periodo di scarse piogge che va da aprile a novembre, a causa dell'assenza di industrie nelle vicinanze e in virtù dell'elevata altitudine, i cieli sopra Salar de Uyuni sono molto chiari e l'aria è secca (l'umidità relativa è di circa il 30%; le precipitazioni a malapena superano 1 mm). La distesa bianca viene ogni anno levigata dalle inondazioni stagionali: l'acqua dissolve la superficie di sale e quindi la mantiene livellata.[38]

Di conseguenza, la variazione dell'altitudine superficiale sull'area di 10.582 chilometri quadrati di Salar de Uyuni è inferiore a 1 metro. La radiazione solare incidente (albedo) di luce ultravioletta è relativamente alta (0,69) e varia in maniera trascurabile nell'arco della giornata.[11] La combinazione di tutte queste caratteristiche rende Salar de Uyuni circa cinque volte migliore per la calibrazione satellitare rispetto alla superficie di un oceano.[9][10][39] Utilizzando Salar de Uyuni come obiettivo, ICESat ha già raggiunto l'accuratezza della misurazione dell'elevazione a breve termine di poco meno di 2 centimetri.[40]

Utilizzando i dati del MISR per eseguire la batimetria ottica passiva quando la salina è bagnata e calibrando il risultante modello di profondità dell'acqua con i dati topografici dall'altimetro laser di ICESat, è stato dimostrato che Salar de Uyuni non è perfettamente piatto. L'analisi del 2006 ha rivelato caratteristiche precedentemente ignote: irregolarità di 20/30 cm di altezza più o meno sinusoidali con una lunghezza d'onda di 5 km (chiaramente visibili nelle immagini LandSat del 1973 e del 1975, e ancora, negli stessi punti, decenni dopo), e una fossa verso la zona esterna larga 1-3 km e profonda dai 20 ai 50 cm. Tali imperfezioni sono dovute alla diversa densità dei sedimenti e dalla forza gravitazionale. Proprio come la superficie dell'oceano si alza su montagne sottomarine più elevate, anche la superficie piatta del sale risulta differente in vari punti a seconda della conformazione degli elementi nel sottosuolo.[39][41]

Isla del pescado[modifica | modifica wikitesto]

L'isla del pescado (isola del pesce) o incahuasi (casa dell'Inca) è un isolotto all'interno del salar la cui forma ricorda un pesce. La sua composizione è mista fra sedimenti calcarei marini e materiale vulcanico, e raggiunge i 102 m dalla superficie del deserto di sale.

Nell'isola sono stati trovati 7 giacimenti archeologici della cultura Tiahuanaco, 2 rovine Inca, 30 caverne, 12 gallerie naturali ed un bosco di cactus, delle specie quirucolumbar, pillaya, piscallu, thulo, huajraguaya ed añaguaya principalmente.[14]

È raggiungibile esclusivamente in moto o con speciali jeep protette dal sale. Difatti nella stagione delle piogge il deserto è coperto da una sottile pellicola d'acqua che, mista col sale, intacca il telaio delle vetture.

L'isola costituisce un'attrazione turistica e l'ingresso è soggetto al pagamento di un biglietto.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Janine Romero Venezuela, Natural Resource Governance, Grievances and Conflict, Springer, 2019, ISBN 978-36-58-27236-4, p. 173.
  2. ^ (EN) Karen Hartburn; Paula Newton, V!VA Travel Guides Bolivia, Viva Publishing Network, 2010, ISBN 978-09-79-12649-9, p. 262.
  3. ^ (EN) Nathaniel Harris; Steve Parker, Atlas of the World's Deserts, Taylor & Francis, 2003, ISBN 978-15-79-58310-1, p. 200.
  4. ^ (EN) Uyuni Salt Flat, Enciclopedia Britannica, link verificato il 28 maggio 2020.
  5. ^ Francesco Mapelli, Classifica dei Deserti più grandi del mondo, travel365.it, novembre 2019, link verificato il 28 maggio 2020.
  6. ^ Salar de Uyuni, nel bianco deserto, televideo.rai.it, link verificato il 28 maggio 2020.
  7. ^ (EN) Joshua Keating, "Bolivia's Lithium-Powered Future: What the global battery boom means for the future of South America's poorest country", Foreign Policy, 21 ottobre 2009, link verificato il 28 maggio 2020.
  8. ^ A.A. Borsa et al., "GPS Survey of the salar de Uyuni, Bolivia, for Satellite Altimeter Calibration", American Geophysical Union, Fall Meeting, 2002, Bibcode:2002AGUFMOS52A0193B.
  9. ^ a b (EN) Eric Hand, "The salt flat with curious curves", Nature, 30 novembre 2007, link verificato il 28 maggio 2020.
  10. ^ a b A.H. Fricker, "Assessment of ICESat performance at the salar de Uyuni, Bolivia" (PDF), Geophysical Research Letters, 32 (21), 2005: L21S06. Bibcode:2005GeoRL..3221S06F. doi:10.1029/2005GL023423, link verificato il 28 maggio 2020.
  11. ^ a b Joachim Reuder et al., "Investigations on the effect of high surface albedo on erythemally effective UV irradiance: Results of a campaign at the Salar de Uyuni, Bolivia" (PDF), Journal of Photochemistry and Photobiology B, 87 (1), 2007: 1-8. doi:10.1016/j.jphotobiol.2006.12.002, PMID 17227712, link verificato il 28 maggio 2020.
  12. ^ a b R.A.C. Lamparelli et al, "Characterization of the Salar de Uyuni for in-orbit satellite calibration", IEEE Trans, Geosci. Remote Sens, 41 (6), 2004: 1461–1468. Bibcode:2003ITGRS..41.1461C. doi:10.1109/TGRS.2003.810713.
  13. ^ (EN) Kingdoms of the Sky: Salt Flat Landscape Creates the World's Largest Mirror, PBS, link verificato il 28 maggio 2020: "Le piogge improvvise depositano uno strato di acqua profondo un solo centimetro, trasformando il sale in una meraviglia naturale: lo specchio più grande del mondo è largo 80 miglia [n.d.r. 129 km]. Di notte, il paesaggio si trasforma di nuovo, permettendo di ammirare uno splendido panorama stellare. Questo spettacolo mozzafiato è possibile solo perché il Salar de Uyuni è perfettamente piatto".
  14. ^ a b c Il Salar de Uyuni in Bolivia: alla scoperta del deserto di sale più grande del mondo, veraclasse.it, link verificato il 28 maggio 2020.
  15. ^ (EN) Joyce A. Quinn; Susan L. Woodward, Earth's Landscape: An Encyclopedia of the World's Geographic Features, ABC-CLIO, 2015, ISBN 978-16-10-69446-9, p. 631.
  16. ^ a b (EN) Salar de Uyuni, Bolivia, NASA Earth Observatory, link verificato il 28 maggio 2020.
  17. ^ (EN) Isaiah Bowman, "Results of an Expedition to the Central Andes", Bollettino della Società Geografica Americana, 46 (3), 1914: 161-183. doi:10.2307/201641. JSTOR 201641.
  18. ^ (EN) P.A. Baker et al, "Tropical climate changes at millennial and orbital timescales on the Bolivian Altiplano", Nature, 409 (6821), 2001: 698-701. doi:10.1038/35055524. PMID 11217855.
  19. ^ a b c d e f (EN) David Atkinson, Bolivia, Bradt Travel Guides, 2007, ISBN 978-18-41-62165-4, pp. 170, 174-176.
  20. ^ (EN) "Lithium Statistics and Information" (PDF), USGS, link verificato il 28 maggio 2020.
  21. ^ (EN) "In search of Lithium: The battle for the 3rd element", Daily Mail, 5 aprile 2009, link verificato il 28 maggio 2020.
  22. ^ (EN) Consiglio di Ricerca Nazionale Statunitense, Science and Technology for Development: Prospects Entering the Twenty-first Century, National Academies, 1988, p. 60.
  23. ^ a b (EN) Damian Kahya, [http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/7707847.stm%7C Bolivia holds key to electric car future], BBC, link verificato il 28 maggio 2020.
  24. ^ (EN) Laura Millan Lombrana, Bolivia’s Almost Impossible Lithium Dream, bloomberg.com, 3 dicembre 2018, link verificato il 28 maggio 2020.
  25. ^ (EN) "Lithium - ACI Systems Alemania GmbH", link verificato il 28 maggio 2020.
  26. ^ Kate Armstrong; Vesna Maric; Andy Symington, Bolivia, EDT srl, 2007, ISBN 978-88-60-40135-9, p. 211.
  27. ^ Flaminia Giurato, Bolivia, lo spettacolo della più grande distesa di sale della terra, La Stampa, 21 giugno 2019, link verificato il 28 maggio 2020.
  28. ^ , Il colibrì stella dei monti dalla gola blu appena scoperto e già in grave pericolo, greenreport.it, link verificato il 28 maggio 2020.
  29. ^ (EN) Welcome to the Hotel That’s Made Entirely from Salt, theculturetrip.com, link verificato il 28 maggio 2020.
  30. ^ (EN) Don't Lick the Walls of the Salt Hotel, tripcrazed.com, link verificato il 28 maggio 2020.
  31. ^ (EN) Bolivia, notti “salate” al Palacio de Sal, La Stampa, link verificato il 28 maggio 2020.
  32. ^ (EN) Ben Box; Robert Kunstaetter; Daisy Kunstaetter, Groesbeck Geoffrey, Peru, Bolivia & Ecuador, Footprint Travel Guides, 2007, ISBN 978-1-906098-06-3, p. 378.
  33. ^ (EN) "Photo in the News: New Salt Hotel Built in Bolivia", National Geographic, 25 luglio 2007, link verificato il 28 maggio 2020.
  34. ^ (EN) Harry Adès, The Rough Guide to South America, RG, 2004, ISBN 978-18-58-28907-6, p. 259.
  35. ^ (EN) , Palacio del Sal - a hotel built entirely out of salt, virtualglobetrotting.com, link verificato il 28 maggio 2020.
  36. ^ (EN) Vicky Brewis; Caius Simmons, Inca Hoots, Lulu.com, 2007, ISBN 978-09-55-68110-3, p. 273.
  37. ^ , "Lithium Harvesting at Salar de Uyuni", earthobservatory.nasa.gov, 26 aprile 2019, link verificato il 28 maggio 2020.
  38. ^ (EN) Adrian A. Borsa; Bruce G. Bills, Modeling the topography of the salar de Uyuni, Bolivia, as an equipotential surface of Earth's gravity field, onlinelibrary.wiley.com, link verificato il 28 maggio 2020.
  39. ^ a b (EN) "The Hills And Valleys Of Earth's Largest Salt Flat", GPS Daily, 29 novembre 2007, link verificato il 28 maggio 2020.
  40. ^ (EN) Gunnar Spreen, Satellite-based Estimates of Sea Ice Volume Flux: Applications to the Fram Strait Region, GRIN Verlag, 2008, ISBN 978-3-640-13064-1, p. 22.
  41. ^ (EN) Bruce G. Bills et al., "MISR-based passive optical bathymetry from orbit with few-cm level of accuracy on the Salar de Uyuni, Bolivia", Remote Sensing of Environment, 107 (1–2), 2007: 240–255. Bibcode:2007RSEnv.107..240B. doi:10.1016/j.rse.2006.11.006.

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