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Università della Svizzera italiana

Coordinate: 46°00′37.91″N 8°57′32.22″E
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Università della Svizzera italiana
Sede dell'ateneo a Lugano
Ubicazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
CittàLugano
Altre sediMendrisio
Bellinzona
Dati generali
SoprannomeUSI
MottoLibertà di creare, responsabilità nell'agire
Fondazione1996
Tipopubblica
DipartimentiArchitettura
Scienze economiche
Scienze biomediche
Comunicazione, cultura e società
Scienze informatiche
Teologia (affiliata)
RettoreGabriele Balbi (ad interim)
Studenti4 749 (2025[1])
Colori          nero, bianco
AffiliazioniSwiss Finance Institute
European University Association
swissuniversities
SportSport USI-SUPSI[2]
Mappa di localizzazione
Map
Sito web

L'Università della Svizzera italiana (USI) è un'università pubblica svizzera istituita nel 1996, con sedi a Lugano e Mendrisio nel Canton Ticino. È l'unico ateneo della Svizzera in cui l'italiano è la lingua ufficiale dell'insegnamento, pur affiancato da numerosi programmi offerti in lingua inglese.[3]

L'USI conta oltre 4 500 studenti, provenienti da più di 100 Paesi, con una quota di internazionalità di circa il 60%.[4] L'ateneo comprende le facoltà di comunicazione, cultura e società, Scienze economiche, scienze informatiche e scienze biomediche con sede a Lugano, e l'Accademia di Architettura di Mendrisio.

Dal 1º luglio 2023 il rettorato è stato affidato a Luisa Lambertini, economista, già professoressa al Politecnico federale di Losanna, nominata dal Consiglio dell'USI nell'ottobre 2022. Il 5 dicembre 2025 l'ateneo ha comunicato le dimissioni di Luisa Lambertini dalla carica di rettrice, con conclusione del mandato al 31 dicembre 2025; il Consiglio dell'Università ha quindi designato quale rettore ad interim il prorettore Gabriele Balbi, con entrata in carica a partire dal 1º gennaio 2026.[5][6]

Nelle classifiche internazionali, l'USI, nel 2024, è risultata nona al mondo nella graduatoria THE World's Best Small Universities, redatta da Times Higher Education, che valuta ricerca, qualità dell'insegnamento, dimensione internazionale e rapporto studenti/docenti.[7] In ambito economico, secondo il QS World University Rankings, l'USI risulta tra le migliori università svizzere, con indicatori eccezionalmente elevati in termini di citazioni scientifiche e reputazione accademica.[8]

Origini e iniziative ottocentesche di istruzione superiore

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Nel 1588 un documento conservato presso l'Archivio di Stato della città di Lucerna attesta l'esistenza di un progetto per l'istituzione di un centro di studi superiori a Lugano. L'iniziativa, promossa inizialmente dai Padri Somaschi e successivamente ripresa dalla Compagnia di Gesù, si inseriva nel più ampio contesto della diffusione dell'istruzione superiore di matrice cattolica nell'area alpina e prealpina tra il XVI e il XVII secolo, in risposta sia alle esigenze formative del clero sia ai processi di riorganizzazione culturale seguiti al Concilio di Trento. Il progetto prevedeva la creazione di un collegio con funzioni di insegnamento filosofico e teologico, ma non giunse alla fase di realizzazione a causa di ostacoli politici, finanziari e logistici, nonché della complessa articolazione istituzionale dei cantoni confederati e dei baliaggi italiani.[9]

Nel corso dell'età moderna e fino alla fine del Settecento non si registrarono ulteriori tentativi strutturati di fondazione universitaria nel territorio ticinese, anche a causa della dipendenza amministrativa dai cantoni sovrani e della presenza, nelle regioni limitrofe, di sedi accademiche consolidate come Milano e Pavia. Solo con la nascita dello Stato federale svizzero e con il progressivo rafforzamento delle istituzioni cantonali si riaprì il dibattito sulla necessità di dotare la Svizzera italiana di un proprio polo di alta formazione.

Nel 1844 il Gran Consiglio del Ticino approvò un articolato progetto per la creazione di un'accademia superiore cantonale, elaborato da Stefano Franscini, figura centrale del liberalismo ticinese e promotore di una riforma complessiva dell'istruzione pubblica. Il progetto mirava a istituire un centro di formazione avanzata capace di rispondere alle esigenze culturali, amministrative e professionali del Cantone, in un'ottica di integrazione con il sistema educativo federale. Tuttavia, la sua attuazione fu ostacolata da persistenti difficoltà finanziarie, nonché dalle rivalità politiche e territoriali tra Locarno, Bellinzona e Lugano, ciascuna delle quali aspirava a ospitare la futura istituzione accademica.[10]

Nel corso del Novecento il tema della creazione di un'università o di un istituto universitario nella Svizzera italiana rimase ricorrente nel dibattito politico e culturale cantonale. In diversi momenti furono elaborati almeno tre ulteriori progetti: una Scuola Superiore di cultura italiana, concepita come centro di studi umanistici e linguistici; una Scuola Superiore della Svizzera italiana, con un orientamento più tecnico e professionale; e un Istituto di Cultura della Svizzera italiana, destinato a promuovere la ricerca e la valorizzazione della specificità culturale e storica del territorio. Nessuna di queste iniziative, pur sostenuta da ambienti intellettuali e politici, superò la fase progettuale, principalmente per la mancanza di un consenso istituzionale stabile e di risorse finanziarie adeguate.[11]

Questi ripetuti tentativi contribuirono tuttavia a consolidare, nel lungo periodo, una coscienza collettiva sull'importanza strategica di un'istituzione universitaria autonoma per la Svizzera italiana, ponendo le basi culturali e politiche che avrebbero condotto, nella seconda metà del XX secolo, alla realizzazione di un vero e proprio ateneo.

Il dibattito pubblico tra anni Settanta e anni Ottanta

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Manifesto a sostegno del referendum cantonale sul CUSI (aprile 1986) con una citazione di Stefano Franscini.

Negli anni Settanta maturò nel Cantone Ticino un nuovo e articolato progetto volto alla creazione di un'istituzione accademica di livello superiore, denominata Centro Universitario della Svizzera Italiana (CUSI). L'iniziativa si collocava nel contesto di un più ampio dibattito politico e culturale sulla necessità di dotare la Svizzera italiana di un proprio polo di alta formazione, capace di rispondere alle specificità linguistiche, culturali ed economiche del territorio. Il CUSI era concepito principalmente come centro di formazione post-universitaria e di ricerca avanzata, con particolare attenzione alle scienze regionali, alle discipline umanistiche, agli studi interdisciplinari e alla formazione continua di quadri amministrativi e professionali.[12]

Il progetto fu sostenuto in modo determinante dal consigliere di Stato Carlo Speziali, allora responsabile del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport, che ne fece uno dei punti qualificanti della propria azione politica. Dopo un lungo iter preparatorio e un acceso confronto pubblico, il disegno istituzionale del CUSI fu approvato dal Gran Consiglio del Ticino nella seduta dell'11 dicembre 1985. L'approvazione parlamentare rappresentò un passaggio di rilievo, poiché sanciva per la prima volta un impegno formale del Cantone a favore della creazione di una struttura universitaria autonoma, seppur con funzioni inizialmente limitate e complementari rispetto alle università federali e cantonali esistenti.[13]

L'iniziativa incontrò tuttavia una significativa opposizione politica e civile. Un comitato referendario, guidato dall'avvocato Augusto Bolla e dal deputato UDC Giovanni Maria Staffieri, contestò l'opportunità del progetto, sollevando perplessità in merito ai costi finanziari, alla sostenibilità istituzionale e alla reale necessità di una nuova struttura universitaria nel contesto ticinese. Il comitato riuscì a raccogliere le firme necessarie per sottoporre la decisione del Gran Consiglio a referendum popolare.

La consultazione ebbe luogo il 20 aprile 1986. Con un'affluenza alle urne pari al 41,5%, il corpo elettorale respinse il progetto del CUSI con 47 011 voti contrari e 21 512 voti favorevoli. L'esito del referendum segnò una battuta d'arresto significativa nel percorso verso la fondazione di un'università nella Svizzera italiana, ma non interruppe il dibattito pubblico sul tema, che continuò negli anni successivi sotto forme diverse.[14]

Il fallimento del progetto del Centro Universitario della Svizzera Italiana ebbe comunque un'importante funzione storica e politica. Esso contribuì a chiarire le criticità strutturali e le resistenze presenti nel tessuto istituzionale e sociale del Cantone, fornendo al contempo elementi di riflessione che sarebbero risultati determinanti nei successivi tentativi di fondazione universitaria.

Le iniziative federali e cantonali degli anni Novanta

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All'inizio degli anni Novanta il tema della creazione di un'istituzione universitaria nella Svizzera italiana tornò con forza al centro del dibattito politico, culturale e accademico cantonale. Il contesto era segnato da una rinnovata attenzione alle politiche della formazione superiore e dal crescente riconoscimento del valore strategico del pluralismo linguistico e culturale all'interno della Confederazione Svizzera. Nel maggio 1990 un gruppo di studiosi, professionisti e intellettuali attivi nel Cantone pubblicò sul quotidiano Libera Stampa un manifesto a favore della fondazione di una nuova università nella Svizzera italiana, sottolineando l'urgenza di colmare un ritardo storico e di rafforzare la presenza accademica della lingua italiana nel panorama universitario nazionale.[15]

Un sostegno rilevante all'iniziativa giunse anche a livello federale. Il consigliere federale Flavio Cotti, originario del Canton Ticino, intervenne pubblicamente a favore del progetto in un discorso tenuto a Poschiavo il 27 ottobre 1990. In tale occasione, Cotti richiamò esplicitamente il valore del multilinguismo come elemento costitutivo dell'identità confederale e come risorsa culturale e politica da promuovere anche attraverso la presenza equilibrata delle diverse lingue nazionali nel sistema universitario svizzero.[16]

Nel solco di questo rinnovato impulso, il Consiglio di Stato del Canton Ticino affidò all'architetto e urbanista Pier Giorgio Gerosa l'incarico di elaborare una serie di studi e rapporti strategici sulla politica universitaria cantonale. I documenti, presentati tra il 1991 e il 1993, delineavano un modello di università articolato in più facoltà, concepito per integrarsi pienamente nel sistema accademico svizzero e per sviluppare ambiti di eccellenza in dialogo con le esigenze del territorio e con le istituzioni federali. Le proposte di Gerosa rappresentarono un primo tentativo organico di definire una struttura universitaria autonoma per la Svizzera italiana, sia sotto il profilo istituzionale sia sotto quello urbanistico e infrastrutturale.[17]

Parallelamente, il Consiglio dei Politecnici Federali incaricò l'architetto Mario Botta di elaborare un progetto per la creazione di un'accademia nazionale di architettura. Sebbene la proposta non fosse accolta a livello federale, essa trovò un forte sostegno nel Canton Ticino, dove venne promossa come iniziativa di alto profilo culturale e simbolico, capace di valorizzare una tradizione architettonica riconosciuta a livello internazionale. Il progetto fu sostenuto in particolare dal consigliere di Stato Giuseppe Buffi, che ne favorì l'inserimento nel più ampio dibattito sulla fondazione di un polo universitario ticinese.[18]

Nel 1993 un ulteriore e decisivo impulso giunse dalla città di Lugano. La municipalità, guidata dal sindaco Giorgio Giudici, incaricò gli economisti Mauro Baranzini, Sergio Cigada e Lanfranco Senn di elaborare un progetto dettagliato per la creazione di due facoltà universitarie, con un'impostazione orientata alle scienze economiche, sociali e umanistiche. Il lavoro del gruppo mirava a definire un modello sostenibile dal punto di vista finanziario e coerente con il sistema universitario svizzero, ponendo particolare attenzione ai rapporti con il tessuto economico e istituzionale locale. Nel 1995 al gruppo di studio si unirono anche Luigi Dadda e Remigio Ratti, contribuendo ad ampliare e consolidare l'impianto scientifico e progettuale dell'iniziativa.

L'istituzione dell'USI e l'apertura del 1996

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Nel marzo 1995 il consiglio comunale di Lugano approvò formalmente il progetto per l'istituzione delle facoltà di Scienze economiche e di Scienze della comunicazione, dando così un concreto avvio al processo di fondazione di un'università nella Svizzera italiana. La decisione della città di Lugano rappresentò un passaggio istituzionale di rilievo, poiché sanciva l'impegno diretto dell'ente locale a sostenere una struttura accademica di livello universitario, destinata a inserirsi stabilmente nel sistema di alta formazione svizzero. Il progetto prevedeva una forte integrazione tra attività didattica e ricerca, con un'attenzione particolare ai rapporti con il contesto economico, sociale e culturale del territorio elvetico.[19]

Nell'ottobre dello stesso anno il Gran Consiglio approvò la legge istitutiva dell'Università della Svizzera italiana, definendone l'assetto iniziale e le basi giuridiche. L'ateneo fu concepito come istituzione universitaria cantonale articolata su tre pilastri fondamentali: le due facoltà con sede a Lugano e l'Accademia di architettura di Mendrisio, quest'ultima derivata dal progetto promosso negli anni precedenti e destinata a svolgere un ruolo di eccellenza nel campo dell'architettura e delle discipline progettuali. La legge istitutiva rappresentò il compimento di un lungo percorso politico e legislativo, riconoscendo formalmente l'esigenza di una presenza universitaria autonoma nella Svizzera italiana.[20]

Nel corso dell'autunno 1996 il Consiglio svizzero della scienza espresse un parere favorevole sull'impostazione accademica e scientifica dell'ateneo, consentendo l'avvio ufficiale delle attività didattiche. I corsi universitari iniziarono il 21 ottobre 1996, segnando l'effettiva entrata in funzione dell'Università della Svizzera italiana. In questa fase iniziale Marco Baggiolini fu nominato primo presidente dell'università, mentre Mauro Dell'Ambrogio assunse l'incarico di segretario generale, contribuendo alla definizione dell'assetto organizzativo e amministrativo dell'istituzione.[21]

Nel 2000 l'ateneo conferì le prime lauree, attestando la piena operatività dei propri percorsi di studio e il consolidamento della propria offerta formativa. Nello stesso periodo il Consiglio federale riconobbe ufficialmente l'Università della Svizzera italiana, attribuendo al Cantone Ticino lo status di cantone universitario, al pari delle altre realtà accademiche cantonali della Confederazione. Tale riconoscimento sancì l'integrazione definitiva dell'USI nel sistema universitario svizzero e ne rafforzò la legittimazione istituzionale a livello nazionale.[22]

Nel 2001 l'Università della Svizzera italiana fu la prima università svizzera ad adeguare i propri ordinamenti didattici ai principi della Dichiarazione di Bologna, anticipando l'introduzione del sistema dei cicli di studio e confermando una vocazione all'innovazione istituzionale e all'integrazione europea che avrebbe caratterizzato in modo duraturo il suo sviluppo.

Crescita istituzionale (2004-2014)

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Nel 2004 l'Università della Svizzera italiana ampliò in modo significativo la propria offerta accademica con l'istituzione della Facoltà di scienze informatiche. La nuova facoltà fu concepita per rispondere alla crescente domanda di formazione e ricerca nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché per rafforzare la competitività scientifica del Cantone Ticino in un ambito strategico a livello nazionale e internazionale. Fin dalla sua fondazione, la facoltà si caratterizzò per un'impostazione fortemente orientata alla ricerca applicata, all'interdisciplinarità e alla collaborazione con il mondo industriale e con i centri di ricerca svizzeri ed esteri.[23]

Nel 2010 un ulteriore passo rilevante nel processo di sviluppo dell'ateneo fu rappresentato dall'affiliazione all'USI dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona, centro di eccellenza attivo a livello internazionale nel campo delle scienze biomediche e dell'immunologia. L'affiliazione consentì di rafforzare in modo strutturale le attività di ricerca nel settore biomedico e di creare sinergie tra ricerca di base, ricerca clinica e formazione universitaria, in collaborazione con le istituzioni sanitarie cantonali e federali.

Su queste basi, nel 2014 fu istituita la Facoltà di scienze biomediche, con l'obiettivo di integrare in un'unica struttura accademica le attività di insegnamento e ricerca nel campo della medicina e delle scienze della vita. La facoltà si inserì nel quadro delle politiche federali di rafforzamento della formazione medica in Svizzera e contribuì ad ampliare in modo significativo il profilo scientifico dell'USI, consolidandone il ruolo nel sistema universitario nazionale.[24]

Parallelamente, la Facoltà di scienze economiche, una delle tre facoltà originarie dell'ateneo, conobbe un progressivo consolidamento e una crescente proiezione internazionale. Un momento particolarmente significativo fu la creazione, nel 1999, dell'Institute of Finance, centro di ricerca e formazione avanzata nel campo della finanza, strettamente collegato al sistema finanziario svizzero. L'istituto entrò a far parte dello Swiss Finance Institute, rete nazionale che riunisce le principali università e scuole universitarie svizzere attive nella ricerca finanziaria, contribuendo in modo determinante alla visibilità scientifica dell'USI e al rafforzamento dei suoi legami con il mondo accademico e professionale internazionale.[25]

Riforma di governance e rettorati (2015-oggi)

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Nel 2015 il Consiglio dell'Università della Svizzera italiana approvò una rilevante riforma della governance dell'ateneo, finalizzata a rafforzarne l'assetto istituzionale e ad allinearlo ai modelli organizzativi delle principali università svizzere ed europee. La riforma comportò la trasformazione della presidenza in rettorato, con una più chiara distinzione tra funzioni accademiche e funzioni strategico-amministrative, e l'istituzione del Senato accademico quale organo rappresentativo della comunità scientifica. Il Senato fu concepito come sede di discussione e di proposta in materia di didattica, ricerca e sviluppo accademico, contribuendo a rendere più partecipativi e trasparenti i processi decisionali interni.[26]

Nel 2016 il matematico Boas Erez fu nominato rettore dell'USI, assumendo la responsabilità della direzione accademica dell'ateneo in una fase di consolidamento e di crescita istituzionale. Sotto il suo mandato furono rafforzate le politiche di internazionalizzazione, la qualità della ricerca e l'integrazione tra le diverse facoltà. Nel dicembre dello stesso anno entrò ufficialmente in funzione il Senato accademico, completando l'attuazione della riforma della governance e inaugurando una nuova fase nella vita istituzionale dell'università.[27][28]

Un ulteriore momento significativo nello sviluppo infrastrutturale e istituzionale dell'USI si ebbe il 22 marzo 2021, con l'inaugurazione del Campus Est a Lugano. Il nuovo complesso universitario, condiviso con la SUPSI, rappresentò un importante investimento strategico nel rafforzamento del polo accademico luganese e nella cooperazione tra università e scuole universitarie professionali. L'inaugurazione avvenne alla presenza del presidente della Confederazione Guy Parmelin, sottolineando il rilievo nazionale dell'iniziativa e il ruolo crescente dell'USI nel panorama della formazione superiore svizzera.[29]

Nel 2022 il Consiglio dell'Università della Svizzera italiana nominò rettrice l'economista Luisa Lambertini, già docente di finanza internazionale. La nomina, approvata all'unanimità, affidò per la prima volta la guida dell'ateneo a una donna. Luisa Lambertini entrò ufficialmente in carica il 1º luglio 2023.[30]

Il 5 dicembre 2025 l'Università della Svizzera italiana ha comunicato le dimissioni di Luisa Lambertini dalla carica di rettrice, nonché dal proprio incarico accademico presso l'ateneo. La rettrice ha dichiarato l'intenzione di tornare a dedicarsi all'attività di ricerca scientifica e di concludere il proprio mandato il 31 dicembre 2025. Contestualmente, il Consiglio dell'Università ha designato quale rettore ad interim il prorettore Gabriele Balbi, con entrata in carica a partire dal 1º gennaio 2026.[31]

Sviluppi recenti e ruolo internazionale

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Negli ultimi anni l'Università della Svizzera italiana ha progressivamente rafforzato la propria presenza nel panorama accademico nazionale e internazionale, consolidando un profilo scientifico riconosciuto in particolare nei settori delle scienze economico-finanziarie, della comunicazione, dell'informatica e delle scienze biomediche. L'espansione dell'offerta formativa, unita allo sviluppo infrastrutturale culminato con l'apertura del Campus Est di Lugano, ha contribuito ad accrescere l'attrattività dell'ateneo, che si distingue per una marcata dimensione internazionale. La popolazione studentesca è infatti composta per oltre il 60% da studenti provenienti dall'estero, una delle percentuali più elevate tra le università svizzere, riflesso di una strategia di reclutamento fortemente orientata all'internazionalizzazione.[32]

Un riconoscimento significativo della crescita dell'ateneo è giunto con l'inclusione, nel 2020, nel QS World University Rankings, una delle principali classifiche universitarie a livello globale. L'ingresso in tale graduatoria ha collocato l'USI tra i più giovani atenei europei a essere valutati nel ranking mondiale, attestandone il rapido consolidamento scientifico e istituzionale.[33]

Nel 2022 l'Università della Svizzera italiana ha raggiunto il 240º posto a livello mondiale secondo il QS World University Rankings, collocandosi tra le università meglio posizionate a livello internazionale tra quelle di dimensioni medio-piccole e confermando la solidità dei propri indicatori di ricerca, reputazione accademica e impatto scientifico.[34]

Un ulteriore riconoscimento di rilievo è giunto nel 2024, quando Times Higher Education ha collocato l'USI al 9º posto mondiale nella classifica dedicata agli atenei con meno di 5.000 studenti. Tale risultato ha evidenziato la capacità dell'università di competere a livello internazionale in termini di qualità della ricerca, didattica e trasferimento delle conoscenze, nonostante le dimensioni contenute.[35]

Per quanto riguarda le valutazioni disciplinari, nel QS World University Rankings by Subject 2024 l'USI risulta presente nell'ambito Economics & Econometrics, figurando tra le università svizzere valutate nel settore e distinguendosi per indicatori relativi alle citazioni scientifiche e alla reputazione accademica. Tale posizionamento riflette una tradizione consolidata negli studi economici e finanziari, sviluppata attraverso una ricerca orientata al contesto internazionale e fortemente integrata nelle reti scientifiche globali.[36]

Parallelamente, l'Università della Svizzera italiana partecipa stabilmente a programmi di ricerca europei e internazionali, tra cui Horizon 2020 e Horizon Europe, collaborando con università e centri di ricerca in Europa, America e Asia. Tali collaborazioni contribuiscono al rafforzamento del profilo scientifico dell'ateneo e alla sua integrazione nel sistema della ricerca internazionale.[37]

Nel complesso, la combinazione tra una solida tradizione negli studi economici e finanziari, lo sviluppo delle scienze della comunicazione e dell'informatica e il più recente consolidamento delle scienze biomediche ha contribuito a definire il ruolo dell'USI come università di dimensioni contenute ma ad alto profilo scientifico, pienamente inserita nel sistema accademico svizzero e riconosciuta nel contesto internazionale.[38]

Mappa del campus di Lugano dell'Università della Svizzera italiana

L'Università della Svizzera italiana si articola nelle seguenti cinque facoltà:

Nel campus universitario di Lugano ha sede anche la Facoltà di teologia, istituzione affiliata all'USI.

Sono inoltre presenti istituti e centri di ricerca affiliati di rilievo internazionale, come l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e l'Istituto oncologico di ricerca (IOR) a Bellinzona, l'Institute of Finance a Lugano, parte dello Swiss Finance Institute, e l'IDSIA (Istituto Dalle Molle di studi sull'intelligenza artificiale), gestito con la SUPSI.[39]

Veduta esterna dell'edificio che ospita la Facoltà di teologia

L'Università della Svizzera italiana adotta una struttura insediativa policentrica, articolata su più sedi nel territorio cantonale, secondo un modello coerente con la progressiva crescita dell'ateneo e con la distribuzione funzionale delle sue attività didattiche, di ricerca e istituzionali.

Il principale polo universitario è situato a Lugano, dove si trovano il Campus Ovest e il Campus Est. Il Campus Ovest, in Via Giuseppe Buffi 13, costituisce la sede storica dell'USI. Il complesso fu realizzato a partire dagli anni '90, in concomitanza con la fondazione dell'università, attraverso la riconversione dell'area dell'ex Ospedale Civico di Lugano. Gli edifici esistenti furono progressivamente adattati a uso accademico, consentendo l'insediamento delle prime strutture universitarie. Il campus ospita il rettorato, gli uffici centrali, aule per la didattica, spazi amministrativi e servizi agli studenti. Vi hanno sede la Facoltà di scienze economiche e la Facoltà di comunicazione, cultura e società, oltre a parte delle attività della Facoltà di scienze informatiche. La presenza della biblioteca universitaria, della mensa e di aree di studio e socializzazione conferisce al Campus Ovest il ruolo di fulcro amministrativo e istituzionale dell'ateneo.[40]

Il Campus Est, inaugurato nel 2021, sorge nel quartiere di Viganello, in un'area precedentemente occupata da insediamenti industriali e successivamente oggetto di un intervento di riqualificazione urbana su larga scala. Il progetto architettonico ha dato forma a un campus urbano integrato nel tessuto cittadino, organizzato attorno a un ampio cortile centrale e a sistemi di porticati che collegano i diversi edifici. Gli spazi sono concepiti per favorire l'interazione tra le diverse componenti della comunità accademica. Il Campus Est ospita la Facoltà di scienze informatiche, parte della Facoltà di scienze biomediche, il centro di ricerca IDSIA (Istituto Dalle Molle di studi sull'intelligenza artificiale) e alcuni dipartimenti della SUPSI. La concentrazione di infrastrutture avanzate per l'informatica e le scienze della vita ha contribuito a rafforzare le attività di ricerca interdisciplinare e la cooperazione interistituzionale.[41][42]

Una sede dell'università è inoltre attiva a Bellinzona, con funzioni prevalentemente congressuali, accademiche e istituzionali. Il polo ospita seminari, conferenze scientifiche e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale e svolge una funzione di raccordo con le istituzioni cantonali presenti nella capitale. La prossimità con importanti centri di ricerca nel settore delle scienze della vita, quali l'Istituto di ricerca in biomedicina e l'Istituto oncologico di ricerca, rafforza il ruolo di Bellinzona come nodo strategico per le attività scientifiche e di ricerca collegate all'USI.[43]

La Biblioteca universitaria dell'USI a Lugano

La Biblioteca universitaria di Lugano è la principale struttura bibliotecaria dell'Università della Svizzera italiana e costituisce un'infrastruttura essenziale a supporto delle attività di didattica, ricerca e studio dell'ateneo. La biblioteca serve in particolare le facoltà con sede a Lugano e si inserisce nel sistema delle biblioteche universitarie e scientifiche svizzere, garantendo l'accesso a risorse informative di livello nazionale e internazionale.

Le collezioni della Biblioteca universitaria di Lugano sono orientate prevalentemente alle scienze economiche e sociali, alle scienze della comunicazione, all'informatica e alle discipline affini, in coerenza con l'offerta formativa e di ricerca sviluppata presso il campus luganese. Il patrimonio comprende risorse bibliografiche cartacee e digitali, periodici scientifici, banche dati specialistiche e collezioni elettroniche, costantemente aggiornate per rispondere alle esigenze della comunità accademica.

La biblioteca offre spazi dedicati allo studio individuale e di gruppo, servizi di consultazione e di prestito, nonché strumenti di supporto alla ricerca e all'apprendimento, quali l'accesso a risorse elettroniche e servizi informativi avanzati. Attraverso l'integrazione nelle reti bibliotecarie svizzere, la Biblioteca universitaria di Lugano contribuisce alla diffusione e alla circolazione del sapere scientifico e rappresenta un punto di riferimento per studenti, docenti e ricercatori dell'USI.[44]

L'Università della Svizzera italiana mette a disposizione della propria comunità studentesca un sistema di residenze universitarie situate a Lugano e a Mendrisio, concepito per agevolare l'accesso all'alloggio, in particolare per gli studenti provenienti dall'estero. Il complesso delle strutture residenziali offre complessivamente circa 300 posti letto ed è parte integrante dei servizi di supporto alla vita universitaria forniti dall'ateneo.

Una quota dei posti è riservata agli studenti iscritti all'Accademia di Architettura di Mendrisio, in considerazione della specificità della sede e della presenza di un'utenza internazionale particolarmente elevata. I restanti alloggi sono destinati agli studenti delle facoltà con sede a Lugano. Le residenze sono organizzate secondo criteri funzionali e di prossimità ai campus, con l'obiettivo di favorire l'integrazione nella vita accademica e nel contesto urbano.

Oltre alla gestione diretta delle proprie strutture abitative, l'USI fornisce assistenza nella ricerca di soluzioni abitative esterne attraverso servizi informativi e convenzioni con enti e operatori del territorio. Tali servizi mirano a facilitare l'inserimento degli studenti nel mercato immobiliare locale e a rispondere alle diverse esigenze di permanenza, contribuendo a rendere sostenibile la frequenza dell'ateneo in un contesto caratterizzato da una forte mobilità internazionale.[45]

Sede di Mendrisio

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Palazzo Canavée, uno degli edifici dell'Accademia di Architettura di Mendrisio

La sede di Mendrisio ospita l'Accademia di Architettura di Mendrisio, una delle cinque facoltà dell'Università della Svizzera italiana. L'Accademia fu istituita nel 1996 come componente fondativa dell'ateneo e costituisce il polo dedicato alla formazione e alla ricerca nel campo dell'architettura e delle discipline del progetto. La scelta di Mendrisio quale sede rispose sia a considerazioni di carattere territoriale sia alla volontà di valorizzare il patrimonio storico del centro cittadino.

L'Accademia è collocata in un insieme di edifici storici situati nel nucleo urbano di Mendrisio, tra i quali figura l'ex convento dei Serviti, restaurato e adattato a uso universitario. Tale inserimento ha dato origine a un campus diffuso, integrato nel tessuto urbano, nel quale funzioni accademiche e spazi cittadini convivono in modo continuo.

Il complesso comprende atelier di progettazione, aule per la didattica teorica, sale conferenze, laboratori di modellistica e spazi destinati alla ricerca e alla sperimentazione progettuale, oltre ad aree espositive utilizzate per mostre e iniziative culturali. A servizio della comunità studentesca è attiva anche una residenza universitaria, la Casa dell'Accademia, con una capacità di circa settanta studenti.

All'interno del campus ha sede la Biblioteca dell'Accademia di Architettura, specializzata nei settori dell'architettura, dell'urbanistica, della storia dell'arte, della teoria del progetto e del restauro. La biblioteca opera in coordinamento con la Biblioteca universitaria di Lugano, condividendo servizi e risorse informative a supporto delle attività di didattica e ricerca dell'USI.[46][47]

L'Università della Svizzera italiana adotta l'ordinamento degli studi previsto dalla riforma di Bologna, articolando la propria offerta formativa secondo il sistema dei cicli universitari. I percorsi di studio comprendono corsi di laurea di primo livello, corsi di laurea magistrale, programmi di dottorato di ricerca e master di formazione continua ed executive.[48]

I corsi di laurea di primo livello hanno una durata triennale e sono attivi nei seguenti ambiti disciplinari: architettura, scienze della comunicazione, scienze economiche, informatica e lingua, letteratura e civiltà italiana. Tali percorsi costituiscono il primo ciclo della formazione universitaria e forniscono una preparazione di base nelle rispettive discipline.[49]

All'offerta di primo livello seguono corsi di laurea magistrale di durata biennale. L'USI propone complessivamente diciannove programmi di master, distribuiti tra le diverse facoltà, nei settori della comunicazione, della filosofia, dell'informatica, dell'architettura e dell'economia. I corsi magistrali sono caratterizzati da un'impostazione interdisciplinare e da una stretta integrazione tra didattica e attività di ricerca.[50]

L'università offre inoltre programmi di dottorato di ricerca, finalizzati alla formazione scientifica avanzata e allo sviluppo di competenze di ricerca. I dottorati attivi coprono ambiti quali la comunicazione, la filosofia, l'informatica, l'architettura e l'economia, nonché le scienze biomediche. In particolare, i programmi di dottorato in immunologia, biologia cellulare e biochimica sono svolti in collaborazione con l'Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona.[51][52]

Accanto ai percorsi accademici tradizionali, l'USI propone master executive e programmi di formazione continua, rivolti a professionisti e dirigenti, con l'obiettivo di favorire l'aggiornamento delle competenze e il trasferimento delle conoscenze tra università e mondo del lavoro.[53]

L'Università della Svizzera italiana svolge attività di ricerca in ambito nazionale e internazionale attraverso le proprie facoltà e una rete di istituti affiliati o associati. Le attività scientifiche coprono un ampio spettro disciplinare che comprende le scienze economiche e sociali, l'informatica, l'intelligenza artificiale, le scienze computazionali, le scienze biomediche, l'oncologia e la fisica solare.

All'interno dell'USI e negli istituti di ricerca ad essa affiliati o associati sono attivi complessivamente 817 tra docenti, ricercatori e assistenti. La ricerca è finanziata attraverso fondi competitivi nazionali e internazionali, in particolare dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, da programmi europei e da collaborazioni con enti pubblici e privati.[54]

Secondo l'indice bibliometrico elaborato da John P. A. Ioannidis e pubblicato sulla rivista PLOS Biology, diversi ricercatori affiliati all'Università della Svizzera italiana risultano inclusi tra il 2% degli studiosi più citati a livello mondiale nelle rispettive discipline.[55] Dati diffusi dall'ateneo indicano la presenza di numerosi ricercatori dell'USI e degli istituti affiliati in tale classificazione.[56]

Dal 2013 l'università ospita una cattedra UNESCO (UNESCO Chair) in tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) applicate allo sviluppo del turismo sostenibile nei siti del patrimonio mondiale.[57]

Istituti affiliati o associati

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IRB - Istituto di Ricerca in Biomedicina

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L'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), con sede a Bellinzona, è stato fondato nel 2000 con l'obiettivo di promuovere la ricerca di base nel campo dell'immunologia umana. Le attività dell'IRB sono incentrate sullo studio dei meccanismi della difesa immunitaria, con particolare attenzione ai processi cellulari e molecolari coinvolti nelle risposte immunitarie. L'istituto opera in stretta collaborazione con università e centri di ricerca nazionali e internazionali ed è affiliato all'Università della Svizzera italiana.

IOR - Istituto Oncologico di Ricerca

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L'Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) costituisce l'unita di ricerca di base e traslazionale dell'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI). L'attività di ricerca dell'IOR ha avuto inizio nell'aprile 2003 presso l'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona. L'istituto si occupa dello studio dei meccanismi biologici alla base delle patologie oncologiche e dello sviluppo di approcci innovativi per la diagnosi e la terapia del cancro. Attualmente impiega circa cinquanta ricercatori ed è inserito in reti scientifiche nazionali e internazionali.

IRSOL - Istituto Ricerche Solari Locarno

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L'Istituto Ricerche Solari Locarno (IRSOL) svolge attività di ricerca nel campo della fisica solare. Le ricerche dell'istituto sono dedicate allo studio delle condizioni fisiche dell'atmosfera solare, con particolare riferimento al magnetismo solare e ai processi fisici che regolano l'attività del Sole. L'IRSOL opera come centro di riferimento per l'osservazione solare ad alta precisione ed e associato all'USI per quanto riguarda le attività scientifiche e formative.

IDSIA - Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale

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L'Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale (IDSIA) è stato fondato nel 1988 da Angelo Dalle Molle con l'obiettivo di promuovere la ricerca nell'ambito dell'intelligenza artificiale e dell'apprendimento automatico. L'istituto e attivo nei settori delle reti neurali, del machine learning, della robotica e dei sistemi intelligenti. L'IDSIA e affiliato all'Università della Svizzera italiana e alla SUPSI e partecipa a numerosi progetti di ricerca competitivi a livello internazionale.

ICS - Istituto di Scienze Computazionali

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L'Istituto di Scienze Computazionali (ICS) e dedicato alla ricerca e all'insegnamento nel campo della scienza dei dati, della modellizzazione matematica e del calcolo scientifico. Le attività dell'istituto si concentrano sull'analisi di sistemi complessi e sull'applicazione di metodi computazionali a problemi provenienti dalle scienze naturali, sociali e ingegneristiche. L'ICS opera in stretta integrazione con le facoltà dell'USI e contribuisce alla formazione avanzata in ambito computazionale.

Innovazione e imprenditorialità

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L'Università della Svizzera italiana comprende l'USI Startup Centre, incubatore e acceleratore dedicato a progetti imprenditoriali in fase iniziale. Il centro organizza programmi di incubazione, attività di mentoring, workshop e iniziative di networking rivolte a studenti, ricercatori e imprenditori esterni.[58]

Nel 2026 l'USI Startup Centre è stato incluso nel ranking "Europe's Leading Start-Up Hubs" pubblicato dal Financial Times in collaborazione con Statista e Sifted. Alla prima partecipazione, il centro è risultato tra 180 hub europei provenienti da 25 Paesi ed è stato uno dei due incubatori universitari svizzeri presenti in classifica.[59]

Eventi e attività culturali

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Premiazione della Wiki Science Competition 2021 nell'auditorium del Campus Ovest dell'USI

L'Università della Svizzera italiana promuove un ampio ventaglio di eventi e iniziative culturali, scientifiche e sportive, rivolte alla comunità accademica e al pubblico, che contribuiscono all'integrazione dell'ateneo nel contesto istituzionale, culturale e sociale del Cantone Ticino.

Dies academicus

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Ogni anno, nel mese di maggio, l'università organizza il Dies academicus, cerimonia ufficiale che rappresenta un momento di incontro tra la comunità accademica, le istituzioni politiche, il mondo economico e la società civile. Nel corso dell'evento vengono presentati i principali dati relativi alle attività di ricerca e di formazione dell'ateneo, conferite onorificenze accademiche e assegnati premi a studiosi e personalità che hanno contribuito allo sviluppo scientifico e culturale. In occasione del XXV Dies academicus, svoltosi nel 2021, fu annunciata l'affiliazione della Facoltà di Teologia di Lugano all'USI.[60][61]

Settimana della sostenibilità

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Dal 2019 l'USI promuove annualmente la Settimana della sostenibilità, un'iniziativa articolata in conferenze, tavole rotonde e workshop dedicati alle tematiche ambientali, economiche e sociali. L'iniziativa coinvolge studenti, ricercatori e cittadini ed è organizzata in collaborazione con la SUPSI, inserendosi nel quadro delle politiche universitarie legate allo sviluppo sostenibile e alla responsabilità sociale.[62]

Cultura e arti visive

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L'università sostiene e promuove iniziative culturali e artistiche all'interno dei propri campus. A partire dal 2000 organizza cicli di conferenze aperti al pubblico, rassegne cinematografiche e mostre temporanee, spesso in collaborazione con istituzioni culturali del territorio, tra cui il MASI Lugano. Nel 2022 è stata inaugurata la mostra permanente USI Art Collection, una collezione di opere di artisti contemporanei attivi in Svizzera e in Europa, collocate negli spazi universitari con finalità culturali e di valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo.[63]

Conferenze e festival

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L'USI partecipa alla vita culturale ticinese attraverso l'organizzazione e il sostegno di conferenze, festival e rassegne tematiche. Tra gli eventi di rilievo figura il Lugano Film Festival, realizzato in collaborazione con la Città di Lugano e con il MASI, al quale studenti e docenti dell'ateneo contribuiscono in qualità di relatori, curatori di dibattiti e animatori di incontri culturali.[64]

L'ateneo ospita inoltre convegni scientifici e forum internazionali a carattere interdisciplinare, tra cui il Forum per la comunicazione e la cultura digitale, promosso dalla Facoltà di comunicazione, cultura e società, e il Finance Forum Ticino, organizzato dalla Facoltà di scienze economiche in collaborazione con istituzioni bancarie e finanziarie svizzere.[65]

Le attività sportive dell'USI sono coordinate dal Servizio Sport USI-SUPSI, che propone corsi, attività ricreative e competizioni interne in numerose discipline. Gli studenti possono praticare, tra le altre, attività quali calcio, pallacanestro, pallavolo, nuoto, yoga e arrampicata. L'ateneo partecipa inoltre a tornei interuniversitari in Svizzera e all'estero. Dal 2018 l'USI prende parte alla manifestazione internazionale European University Games, dedicata allo sport universitario a livello continentale.[66][67]

Attività studentesche

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All'interno dell'università operano numerose associazioni e gruppi studenteschi che promuovono iniziative culturali, sociali e scientifiche. Tra queste figura l'associazione Student Corporation, che coordina attività associative e media universitari, e il gruppo USI Students for Climate, attivo su tematiche ambientali e di sostenibilità. Nel 2019 è stato istituito lo Student Media Center, che riunisce i media dell'ateneo, tra cui la web-radio Radio Campus, la web-tv USI TV e la rivista digitale L'Universo, gestiti dagli studenti con il supporto di docenti e personale tecnico.[68][69]

Pubblicazioni

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L'USI cura una collana editoriale denominata Collana USI, pubblicata in collaborazione con l'editore Armando Dadò Editore di Locarno. La collana comprende saggi di ricerca, atti di convegni e testi accademici prodotti da docenti e ricercatori dell'ateneo, con l'obiettivo di diffondere i risultati scientifici e contribuire al dibattito culturale in ambito svizzero e internazionale.[70]

Identità visiva

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L'Università della Svizzera italiana ha adottato sin dalla sua istituzione nel 1996 un'identità visiva coerente con la propria natura di ateneo contemporaneo e con una vocazione internazionale. A differenza delle università storiche dotate di sigilli o stemmi di origine araldica, l'USI ha scelto un linguaggio grafico moderno, privo di riferimenti araldici tradizionali, fondato su un marchio tipografico e simbolico concepito per garantire riconoscibilità e flessibilità nelle applicazioni istituzionali.[71]

Il logo dell'università è stato progettato dal grafico svizzero Bruno Monguzzi, figura di rilievo nel panorama internazionale del design grafico, ed era già presente in alcune pubblicazioni risalenti all'anno di fondazione dell'ateneo. Il marchio è costituito da una grande lettera U, accompagnata dalle lettere SI, acronimo di Svizzera italiana, disposte in posizione rialzata. Nel tempo il logo è stato consolidato come elemento centrale dell'immagine istituzionale dell'USI ed è utilizzato in modo uniforme nei documenti ufficiali, nella comunicazione visiva e nella segnaletica dei campus.[72]

Una successiva sistematizzazione dell'immagine coordinata ha portato alla definizione di un sistema grafico unitario basato sull'uso combinato del logo e di una struttura modulare fondata su barre e filetti, elementi presenti nell'identità visiva dell'USI sin dalla sua origine. Il sistema, aggiornato nel tempo, si ispira ai principi della scuola grafica svizzera, nota anche come stile tipografico internazionale, e consente di organizzare in modo coerente e gerarchico tutti i livelli della comunicazione istituzionale. L'identità visiva dell'USI si fonda su una palette cromatica essenziale, basata sull'uso del bianco e del nero, in linea con i criteri di sobrietà, chiarezza e rigore formale propri della tradizione grafica svizzera.[73]

Sede di Lugano:

  • Stazione di Lugano, servita da collegamenti nazionali e internazionali delle FFS.[78][79]
  • FLP, collegamento suburbano Lugano–Ponte Tresa (linea S60 della rete celere).[80]
  • Linee urbane TPL: tra le più rilevanti, la linea 4 (Lugano Centro – Stazione FFS – Cornaredo – Canobbio/Comano), la linea 5 (Stazione FFS – Viganello – Cornaredo, utile per il Campus Est) e la linea 6 (Lugano Centro – Cornaredo).[81][82][83]
  • Linee AutoPostale che collegano Lugano con i comuni limitrofi e con il Mendrisiotto.[84]

Sede di Mendrisio:

  1. USI in cifre: studenti, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 17 marzo 2026.
  2. Servizio sport, su Sport all'USI. URL consultato il 17 marzo 2026.
  3. (EN) Università della Svizzera italiana (USI), su swissuniversities. URL consultato il 23 settembre 2025.
  4. (EN) About USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  5. (EN) Luisa Lambertini unanimously appointed Rector of USI, su Università della Svizzera italiana, 27 ottobre 2022. URL consultato il 23 settembre 2025.
  6. Dimissioni della Rettrice dell'USI, su Università della Svizzera italiana, 5 dicembre 2025. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  7. (EN) USI in figures, su USI. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  8. (EN) QS World University Rankings by Subject 2024 – Economics & Econometrics, su TopUniversities. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  9. Storia dell'Università della Svizzera italiana, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  10. Elio Ghirlanda, Relazione sul Centro Universitario della Svizzera Italiana, in Scuola Ticinese, vol. XV, n. 128, marzo 1986, pp. 3-10.
  11. Storia dell'Università della Svizzera italiana, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  12. Elio Ghirlanda, Relazione sul Centro Universitario della Svizzera Italiana, in Scuola Ticinese, vol. XV, n. 128, marzo 1986, pp. 3-10.
  13. Gran Consiglio del Cantone Ticino, Messaggio concernente l'istituzione del Centro Universitario della Svizzera Italiana, Atti parlamentari, Bellinzona, 1985.
  14. Fabio Pontiggia, I 20 anni dell'Università, in Corriere del Ticino, 21 ottobre 2016, pp. 2-5.
  15. Fabio Pontiggia, I 20 anni dell'Università, in Corriere del Ticino, 21 ottobre 2016, p. 2.
  16. Fabio Pontiggia, I 20 anni dell'Università, cit., p. 2.
  17. Pier Giorgio Gerosa, Analisi e Proposte per lo Sviluppo della Politica Universitaria Cantonale, Dipartimento della Pubblica Educazione, Bellinzona, 1991.
  18. USI Square - Storia e identità dell'USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  19. Fabio Pontiggia, I 20 anni dell'Università, in Corriere del Ticino, 21 ottobre 2016, p. 5.
  20. Fabio Pontiggia, I 20 anni dell'Università, cit., p. 5.
  21. Università della Svizzera italiana, Storia dell'USI, documentazione istituzionale.
  22. Storia dell'Università della Svizzera italiana, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  23. Storia della Facoltà di scienze informatiche, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  24. Storia della Facoltà di scienze biomediche, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  25. (EN) Institute of Finance – Profile, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  26. Importanti cambiamenti approvati dal Consiglio dell'Università, su Università della Svizzera italiana, 15 dicembre 2015. URL consultato il 23 settembre 2025.
  27. Il Prof. Boas Erez nominato Rettore dell'USI, su Università della Svizzera italiana, 1º luglio 2016. URL consultato il 23 settembre 2025.
  28. Senato accademico, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  29. Inaugurato il Campus Est a Lugano, su Università della Svizzera italiana, 22 marzo 2021. URL consultato il 23 settembre 2025.
  30. Luisa Lambertini nominata all'unanimità Rettrice dell'USI, su Università della Svizzera italiana, 27 ottobre 2022. URL consultato il 23 settembre 2025.
  31. Dimissioni della Rettrice dell'USI, su Università della Svizzera italiana, 5 dicembre 2025. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  32. (EN) About USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  33. Incontro con Boas Erez, Rettore dell'Università della Svizzera italiana, su RSI, 28 maggio 2022. URL consultato il 23 settembre 2025.
  34. (EN) QS World University Rankings 2022: USI ranked 240th, su Università della Svizzera italiana, 9 giugno 2021. URL consultato il 23 settembre 2025.
  35. (EN) USI in figures, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  36. (EN) QS World University Rankings by Subject 2024 – Economics & Econometrics, su TopUniversities. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  37. (EN) International research projects at USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  38. Facoltà di scienze economiche – in uno sguardo, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 23 settembre 2025.
  39. Istituti e centri di ricerca USI, su USI. URL consultato il 24 settembre 2025.
  40. Campus Lugano Ovest, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  41. Inaugurato il Campus Est a Lugano, su Università della Svizzera italiana, 22 marzo 2021. URL consultato il 24 settembre 2025.
  42. Campus Lugano Est, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  43. Dove siamo – I campus USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  44. Biblioteca USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  45. Alloggi per studenti, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  46. Accademia di Architettura di Mendrisio, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  47. Biblioteca USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  48. Storia dell'Università della Svizzera italiana, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  49. Corsi di laurea (Bachelor), su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  50. Corsi di laurea magistrale (Master), su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  51. Dottorati di ricerca, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  52. Formazione dottorale all'IRB, su Istituto di ricerca in biomedicina. URL consultato il 24 settembre 2025.
  53. Formazione continua ed executive, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  54. La ricerca USI: dati e cifre, su usi.ch. URL consultato l'11 agosto 2017 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2017).
  55. John P. A. Ioannidis, Updated science-wide author databases of standardized citation indicators, in PLOS Biology, 2020, DOI:10.1371/journal.pbio.3000918.
  56. Ricercatori USI nel top 2% mondiale, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 2026.
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  60. XXV Dies academicus USI: affiliata la Facoltà di Teologia di Lugano, su Università della Svizzera italiana, 8 maggio 2021. URL consultato il 24 settembre 2025.
  61. XXVIII Dies academicus: l'USI supera i 30 milioni di finanziamenti competitivi, su Università della Svizzera italiana, 4 maggio 2024. URL consultato il 24 settembre 2025.
  62. Settimana della sostenibilità USI-SUPSI, su Università della Svizzera italiana, 15 marzo 2021. URL consultato il 24 settembre 2025.
  63. USI Art Collection: l'arte contemporanea entra in università, su Università della Svizzera italiana, 20 ottobre 2022. URL consultato il 24 settembre 2025.
  64. USI e MASI: un progetto comune con il Lugano Film Festival, su Università della Svizzera italiana, 5 novembre 2022. URL consultato il 24 settembre 2025.
  65. Finance Forum Ticino – conferenza internazionale di economia e finanza, su Facoltà di scienze economiche USI, 12 settembre 2019. URL consultato il 24 settembre 2025.
  66. Sport USI-SUPSI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  67. Gli studenti USI agli European University Games, su Università della Svizzera italiana, 20 luglio 2018. URL consultato il 24 settembre 2025.
  68. Attività studentesche, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  69. Student Media Center, su USI Desk. URL consultato il 24 settembre 2025.
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  71. Identità visiva USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  72. Bruno Monguzzi, Identità visive, Corraini, 2011.
  73. Comunicazione e media USI, su Università della Svizzera italiana. URL consultato il 24 settembre 2025.
  74. Il Prof. Piero Martinoli conclude il suo mandato di Rettore, su USI, 30 giugno 2016. URL consultato il 24 settembre 2025.
  75. Il Rettore Boas Erez lascia la guida dell'USI, su USI, 4 novembre 2021. URL consultato il 24 settembre 2025.
  76. Luisa Lambertini nominata Rettrice dell'USI, su USI, 27 ottobre 2022. URL consultato il 24 settembre 2025.
  77. Dimissioni della Rettrice dell'USI, su Università della Svizzera italiana, 5 dicembre 2025. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  78. Stazione di Lugano, su SBB CFF FFS. URL consultato il 24 settembre 2025.
  79. Relazioni dirette traffico lunga percorrenza – Lugano, su SBB Network. URL consultato il 24 settembre 2025.
  80. Ferrovie Luganesi SA (FLP), su FLP. URL consultato il 24 settembre 2025.
  81. Linea 4, su TPL Lugano. URL consultato il 24 settembre 2025.
  82. Linea 5, su TPL Lugano. URL consultato il 24 settembre 2025.
  83. Linea 6, su TPL Lugano. URL consultato il 24 settembre 2025.
  84. Orario e rete, su AutoPostale. URL consultato il 24 settembre 2025.
  85. Stazione di Mendrisio, su SBB CFF FFS. URL consultato il 24 settembre 2025.
  86. Linea S10, su TILO. URL consultato il 24 settembre 2025.
  87. Linea S40, su TILO. URL consultato il 24 settembre 2025.
  88. Linea 2, su Autolinea Mendrisiense (AMSA). URL consultato il 24 settembre 2025.
  89. Linea 3, su Autolinea Mendrisiense (AMSA). URL consultato il 24 settembre 2025.
  90. Linea 4, su Autolinea Mendrisiense (AMSA). URL consultato il 24 settembre 2025.
  91. Linea 524 – Mendrisio–Meride–Arzo (PDF), su Repubblica e Cantone Ticino, 15 dicembre 2024. URL consultato il 24 settembre 2025.

Voci correlate

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