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Troodon formosus

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Troodon

Denti provenienti dal South Dakota assegnati a T. formosus, a confronto con una US Dime, al Museo dei bambini di Indianapolis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SuperordineDinosauria
OrdineSaurischia
SottordineTheropoda
Famiglia† Troodontidae
Sottofamiglia† Troodontinae
GenereTroodon
Leidy, 1856
Nomenclatura binomiale
† Troodon formosus
Joseph Leidy, 1856
Sinonimi
  • Polyodontosaurus Gilmore, 1932

Troodon (il cui nome significa "dente che ferisce") è un dubbio genere estinto di dinosauro teropode troodontide vissuto nel Cretaceo superiore, circa 77,5-74,5 milioni di anni fa (Campaniano), in Nord America. Il genere include almeno una specie, ossia T. formosus, conosciuta dall'Alberta e dal Montana. Scoperto nel 1855, T. formosus è stato tra i primi dinosauri ritrovati in Nord America, sebbene sia stata ritenuta una specie di lucertola fino al 1877.

Il nome del genere deriva dal greco antico e vuol dire "dente che ferisce", riferendosi ai denti, che erano diversi da quelli di molti altri teropodi noti all'epoca della sua scoperta. I denti presentano sporgenze prominenti, orientate apicalmente. Tuttavia questi denticoli serrati, sono morfometricamente più simili a quelli dei rettili erbivori e suggeriscono una dieta forse onnivora.[1] Uno scheletro parziale di Troodon è stato ritrovato con dei segni di morsi su di esso.[2] Inoltre ci sono delle ipotesi che riguardano la sua intelligenza, infatti per il rapporto tra le dimensioni del corpo e la grandezza del cervello, si pensa che fosse uno dei (se non il) dinosauri più intelligenti.

Storia della scoperta

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Illustrazione del dente olotipo di T. formosus

Il nome dell'animale era stato originariamente scritto Troödon (con una dieresi), da Joseph Leidy nel 1856, ma fu ufficialmente modificato nella sua grafia attuale da Sauvage, nel 1876. L'esemplare tipo di Troodon ha causato non pochi problemi di classificazione, in quanto l'intero genere si basava solo su un singolo dente, proveniente dalla Formazione Judith River. La classificazione del Troodon fu lunga e altamente instabile, e fu oggetto di numerose sinonimie con teropodi simili.[3]

Il dente di Troodon fu originariamente classificato come appartenente ad una lucertola da Joseph Leidy, ma successivamente fu ascritto ad un teropode megalosauride da Nopcsa nel 1901 (in quanto all'epoca la famiglia Megalosauridae fungeva da cosiddetto wastebasket taxon (taxon cestino dei rifiuti) in cui inserire qualunque dinosauro carnivoro di affinità incerte). Nel 1924 Gilmore suggerì che il dente appartenesse al pachycephalosauro Stegoceras validum, e che Stegoceras validum fosse in realtà un sinonimo junior di Troodon (la somiglianza tra i denti dei troodontidi e quelli dei dinosauri erbivori rafforza ancora oggi l'idea che questi animali fossero onnivori). La classificazione di Troodon come pachycephalosauro fu considerata esatta per molti anni, durante i quali i membri della famiglia dei Pachycephalosauridae furono ritenuti appartenere ai Troodontidae. Nel 1945 Charles Mortram Sternberg respinse la possibilità che Troodon fosse un pachycephalosauro a causa della forte somiglianza del suo dente con quelli di altri dinosauri carnivori. Con Troodon ora classificato come un teropode, la famiglia Troodontidae non poteva più essere utilizzata per classificare i dinosauri dalla testa a cupola, per questo Sternberg istituì la nuova famiglia dei Pachycephalosauridae.[4]

I primi esemplari attualmente assegnati a Troodon, furono ritrovati da Sternberg nel 1930, nella Formazione Dinosaur Park, in Alberta. Il primo esemplare fu descritto come Stenonychosaurus inequalis nel 1932, sulla base di un piede, frammenti della mano e alcune vertebre della coda. Una caratteristica notevole di questi resti era il grande artiglio del secondo dito del piede, che è ora riconosciuto come caratteristica dei primi paraviani. Sternberg, inizialmente, classificò Stenonychosaurus come un membro della famiglia dei Coeluridae. Il secondo esemplare, composto da una mandibola parziale, fu descritto da Gilmore (1932) come una nuova specie di lucertola che nominò Polyodontosaurus grandis. In seguito, nel 1951, Sternberg riconobbe P. grandis come un possibile sinonimo di Troodon, e ipotizzò che Stenonychosaurus aveva dei "piedi molto particolari" e Troodon aveva dei "denti altrettanto insoliti", e che quindi i due generi potevano essere strettamente correlati. Purtroppo, all'epoca non esistevano reperti di esemplari analoghi delle due specie per testare l'ipotesi.

Uno scheletro più completo di Stenonychosaurus venne descritto da Dale Russell nel 1969, dalla Formazione Dinosaur Park, che costituì la base scientifica per una famosa scultura a grandezza naturale di Stenonychosaurus accompagnato dal suo immaginario discendente umanoide, il "dinosauroide".[5] Lo Stenonychosaurus divenne un teropode ben noto nel 1980, quando ne vennero descritti i piedi e la scatola cranica nel dettaglio e, insieme a Saurornithoides, fu inserito nella famiglia dei Saurornithoididae. Sulla base delle differenze strutturali del dente e della natura estremamente frammentaria dei resti originali, Troodon formosus fu considerato come un dubbio ma possibile parente della famiglia. Nel 1987 Phil Currie, riesaminando i relativi esemplari, dimostrò che le presunte differenze tra i denti e la struttura della mandibola tra troodontidi e saurornitoidi erano basate sull'età e sulla posizione del dente nella mascella, piuttosto che sull'appartenenza a specie diverse. Egli riclassificò Stenonychosaurus inequalis, così come Polyodontosaurus grandis e Pectinodon bakkeri, come sinonimi junior di Troodon formosus. Inoltre, Currie dichiarò che Saurornithoididae fosse un sinonimo junior di Troodontidae.[6] Nel 1988 Gregory S. Paul si spinse oltre, includendo Saurornithoides nel genere Troodon, con il nome di T. mongoliensis,[7] ma tale riclassificazione, insieme a molte altre sinonimizzazioni unilaterali di generi ben noti, non fu presa in considerazione dagli altri ricercatori. La classificazione di Currie di tutto il materiale dei troodontidi nordamericani nella singola specie Troodon formosus fu ampiamente adottata da altri paleontologi, e, nel corso del XXI secolo, tutti i campioni un tempo ascritti a Stenonychosaurus furono riassegnati a Troodon nella letteratura scientifica.

Tuttavia, il concetto che tutti i troodontidi nordamericani del Cretaceo superiore appartenessero ad una singola specie ha cominciato ad essere messa in discussione subito dopo il 1987, quando gli studi di Currie furono pubblicati, perfino dallo stesso Currie. Currie e colleghi (1990) hanno osservato che mentre i fossili dei troodontidi ritrovati a Judith River erano tutti T. formosus, i troodontidi fossili provenienti da altre formazioni, come ad esempio dalla Formazione Hell Creek o dalla Formazione Lance, potevano benissimo appartenere a specie diverse. Nel 1991 George Olshevsky assegnò i fossili della Formazione Lance, originariamente nominati Pectinodon bakkeri ma in seguito sinonimizzati con Troodon, alla specie T. bakkeri. Mentre diversi altri ricercatori (tra cui Currie) decisero di mantenere i fossili della Formazione Dinosaur Park, in una specie separata di Troodon, ossia T. inequalis (ex Stenonychosaurus inequalis).[8]

Nel 2011 Zanno e colleghi hanno riesaminato la storia contorta della classificazione dei troodontidi del tardo Cretaceo del Nord America. Longrich (2008) ha ritenuto Pectinodon bakkeri un genere valido e ha notato che i numerosi esemplari del Cretaceo superiore attualmente assegnati a Troodon formosus quasi certamente rappresentano numerose nuove specie, ma che è necessaria una revisione più approfondita dei campioni. Poiché l'olotipo di T. formosus è costituito da un singolo dente, Troodon potrebbe essere ritenuto un nomen dubium.[3]

Nel 2017, Aaron J. van der Reest e Currie hanno rilevato che la presunta specie T. inequalis differiva abbastanza da T. formosus, da essere classificata come genere a sé stante, riesumando quindi Stenonychosaurus come un genere valido.[9]

Classificazione

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Il Troodon è considerato uno dei membri più evoluti della famiglia dei troodontidi. Insieme a Zanabazar, Saurornithoides e Talos forma un clade di troodontidi specializzati.[3]

Di seguito è riportato un cladogramma della tassonomia dei troodontidi, basato sugli studi di Brusatte, Lloyd, Wang e Norell (2014):[10]

Paraves

Dromaeosauridae

Avialae

Troodontidae

Aurornis

Eosinopteryx

Xiaotingia

Anchiornis

Jinfengopteryginae

IGM 100/1323

IGM 100/1126

Jinfengopteryx

Sinovenator

Mei

Troodontide EK

Byronosaurus

Xixiasaurus

Sinornithoides

Troodon

Saurornithoides

Zanabazar

Uno studio del maggio 2025 condotto da David J. Varricchio, Jason D. Hogan e Jacob D. Gardner ha proposto alcuni nuovi resti di Troodontidae della formazione Two Medicine del Montana come neotipo di Troodon formosus[11]

Paleobiologia

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Uno studio basato su alcuni denti fossili di Troodon rinvenuti nei siti fossiliferi del nord dell'Alaska, e risalenti al Tardo Cretaceo, ha evidenziato una grande differenza tra i comuni Troodon e quelli che vivevano più a nord. I denti ritrovati dimostrano che i Troodon che vivevano in Alaska erano molto più grandi e robusti rispetto ai loro "cugini" del sud, con dimensioni paragonabili al doppio di un normale Troodon meridionale. I paleontologi sostengono che questo fenomeno di gigantismo sia dovuto all'assenza di grandi predatori nelle regioni più settentrionali, dove il clima era più rigido; infatti in questi luoghi non sono stati rinvenuti fossili appartenenti a grandi predatori, come i tirannosauridi, che si concentravano più a sud dove il clima era più mite. Le eccezionali dimensioni di questi esemplari, avrebbero consentito loro di predare animali molto più grandi di loro, come i giovani esemplari di Edmontosaurus. Tale ipotesi è anche confermata dalla grande presenza di segni di morsi di Troodon sulle ossa del 95% dei giovani esemplari di Edmontosaurus, come spiegato anche nel documentario della BBC Planet Dinosaur. Un'ulteriore analisi ha rivelato una nuova prova a sostegno di una dieta prevalentemente carnivora per questi esemplari artici: la forma dei denti degli esemplari ritrovati in Alaska, si dimostra inadatta al consumo di cibi duri, come ossa, esoscheletri di invertebrati e piante, sembra perfetta per un'alimentazione a base di cibi morbidi come appunto la carne.[12]

Paleoecologia

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Ricostruzione dello scheletro di un esemplare di troodontide dell'Alaska, al Perot Museum

L'esemplare tipo di T. formosus è stato ritrovato nella Formazione Judith River, nel Montana. Le rocce della Formazione Judith River sono coeve della Formazione Oldman, in Alberta[13], ed entrambe sono datate a circa 77,5-76,5 milioni di anni fa.[14]

In passato, tutti i resti di troodontidi nordamericani del Cretaceo superiore erano attribuiti alla stessa specie, ossia Troodon formosus, come i fossili di Judith River, pur provenendo da una vasta gamma di altre formazioni geologiche. È ormai riconosciuto che tale ipotesi sia alquanto improbabile. Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi e altri fossili per determinare il numero di specie di Troodon. È dubbio che, dopo ulteriori studi, eventuali altre specie possano essere indicate come Troodon, nel qual caso il genere sarebbe considerato un nomen dubium.[3]

Ulteriori esemplari attualmente considerati come appartenenti a Troodon provengono dalla parte superiore della Formazione Two Medicine del Montana, dalla Formazione Dinosaur Park e Horseshoe Canyon in Alberta, dalla Formazione Prince Creek in Alaska, dalla Formazione Hell Creek, dalla Formazione Lance e dalla Formazione Scollard. Questa distribuzione indicherebbe che il Troodon prediligeva i climi più freschi, in quanto la sua specie sembra essere particolarmente abbondante nel nord e persino nelle zone artiche e durante gli intervalli più freddi, come testimoniato dai fossili del Maastrichtiano.[15] Altri possibili denti di Troodon sono stati trovati nella parte inferiore della Formazione Javelina del Texas e nella Formazione Kirtland nel Nuovo Messico.[16][17]

Nella cultura di massa

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Lo stesso argomento in dettaglio: Dinosauri nella cultura di massa § Troodon.

Nel cartone animato Il treno dei dinosauri, il personaggio del Capotreno è un Troodon.

Nel franchise di Jurassic Park, il Troodon appare molte volte in materiale promozionale, nonostante non sia mai apparso fisicamente in un film o serie TV, fatta eccezione per il videogioco Jurassic Park: The Game in cui appare un numeroso branco di Troodon: qui il dinosauro viene rappresentato con una folta pelliccia grigia e due occhi luminosi, come se si trattasse di un notturno.

Nella prima stagione del documentario Il pianeta preistorico, un Troodon approfitta di un incendio boschivo per cacciare piccoli mammiferi, utilizzando un ramo in fiamme per stanarli. Nella seconda stagione invece, tre Trodoon divorano la carcassa di un Alamosaurus deceduto da poco, per poi fuggire all’arrivo di un Tyrannosaurus rex. Compare anche nell’ultima puntata del documentario Prehistoric Park.

Nel film 65 - Fuga dalla Terra (2023), alcuni Troodon uccidono sotto gli occhi impotenti di Mills e Koa un piccolo Jakapil kaniukura, che era stato poco prima liberato dai due protagonisti da una pozza di bitume. Tuttavia il loro design, il loro aspetto, la loro andatura e la loro agilità sono più simili a quelli del Compsognathus.

  1. Holtz, Thomas R., Brinkman, Daniel L., Chandler, Chistine L. (1998) Denticle Morphometrics and a Possibly Omnivorous Feeding Habit for the Theropod Dinosaur Troodon. Gaia number 15. December 1998. pp. 159-166.
  2. Jacobsen, A.R. 2001. Tooth-marked small theropod bone: An extremely rare trace. p. 58-63. In: Mesozoic Vertebrate Life. Ed.s Tanke, D. H., Carpenter, K., Skrepnick, M. W. Indiana University Press.
  3. 1 2 3 4 Lindsay E. Zanno, David J. Varricchio, Patrick M. O'Connor, Alan L. Titus and Michael J. Knell, A new troodontid theropod, Talos sampsoni gen. et sp. nov., from the Upper Cretaceous Western Interior Basin of North America, in Carles Lalueza-Fox (a cura di), PLoS ONE, vol. 9, n. 6, 2011, pp. e24487, DOI:10.1371/journal.pone.0024487, PMC 3176273, PMID 21949721.
  4. C. Sternberg, Pachycephalosauridae proposed for domeheaded dinosaurs, Stegoceras lambei n. sp., described, in Journal of Paleontology, vol. 19, 1945, pp. 534-538.
  5. D. A. Russell e R. Séguin, Reconstruction of the small Cretaceous theropod Stenonychosaurus inequalis and a hypothetical dinosauroid, in Syllogeus, vol. 37, 1982, pp. 1-43.
  6. P. Currie, Theropods of the Judith River Formation, in Occasional Paper of the Tyrrell Museum of Palaeontology, vol. 3, 1987, pp. 52-60.
  7. G.S. Paul, Predatory Dinosaurs of the World, New York, Simon and Schuster, 1988, pp. 398–399, ISBN 0-671-61946-2.
  8. Currie, P. (2005). "Theropods, including birds." in Currie and Koppelhus (eds). Dinosaur Provincial Park, a spectacular ecosystem revealed, Part Two, Flora and Fauna from the park. Indiana University Press, Bloomington. Pp 367–397.
  9. A. J. van der Reest e P. J. Currie, Troodontids (Theropoda) from the Dinosaur Park Formation, Alberta, with a description of a unique new taxon: implications for deinonychosaur diversity in North America, in Canadian Journal of Earth Sciences, 2017, pp. 919-935, DOI:10.1139/cjes-2017-0031.
  10. S. L. Brusatte, G. T. Lloyd, S. C. Wang e M. A. Norell, Gradual Assembly of Avian Body Plan Culminated in Rapid Rates of Evolution across the Dinosaur-Bird Transition, in Current Biology, vol. 24, n. 20, 2014, p. 2386, DOI:10.1016/j.cub.2014.08.034.
  11. (EN) David J. Varricchio, Jason D. Hogan e Jacob D. Gardner, Troodontid specimens from the Cretaceous Two Medicine Formation of Montana (USA) and the validity of Troodon formosus, in Journal of Paleontology, 13 maggio 2025, pp. 1–22, DOI:10.1017/jpa.2024.67. URL consultato il 13 maggio 2025.
  12. Fiorillo, Anthony R. (2008) "On the Occurrence of Exceptionally Large Teeth of Troodon (Dinosauria: Saurischia) from the Late Cretaceous of Northern Alaska" Palaios volume 23 pp.322-328
  13. David A. Eberth, Judith River Wedge, in Currie, Philip J. e Padian, Kevin (a cura di), Encyclopedia of Dinosaurs, San Diego, Academic Press, 1997, pp. 199–204, ISBN 0-12-226810-5.
  14. V. M. Arbour, Burns, M. E. e Sissons, R. L., A redescription of the ankylosaurid dinosaur Dyoplosaurus acutosquameus Parks, 1924 (Ornithischia: Ankylosauria) and a revision of the genus, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 29, n. 4, 2009, pp. 1117-1135, DOI:10.1671/039.029.0405.
  15. Anthony R. Fiorillo e Roland A. Gangloff, Theropod teeth from the Prince Creek Formation (Cretaceous) of Northern Alaska, with speculations on Arctic dinosaur paleoecology, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 20, n. 4, 2000, pp. 675-682, DOI:10.1671/0272-4634(2000)020[0675:TTFTPC]2.0.CO;2.
  16. Langston, Standhardt and Stevens, (1989). "Fossil vertebrate collecting in the Big Bend - History and retrospective." in Vertebrate Paleontology, Biostratigraphy and Depositional Environments, Latest Cretaceous and Tertiary, Big Bend Area, Texas. Guidebook Field Trip Numbers 1 a, B, and 49th Annual Meeting of the Society of Vertebrate Paleontology, Austin, Texas, 29 October - 1 November 1989. 11-21.
  17. Weil and Williamson, (2000). "Diverse Maastrichtian terrestrial vertebrate fauna of the Naashoibito Member, Kirtland Formation (San Juan Basin, New Mexico) confirms "Lancian" faunal heterogeneity in western North America." Geological Society of America Abstracts with Programs, 32: A-498.

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