Troodon formosus

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Troodon
Stato di conservazione: Fossile
Troodon Perot Museum.jpg

Stenonychosaurus-scale.png
Scheletro ricostruito e dimensioni di Trodon

Classificazione scientifica
Regno Animalia
Phylum Chordata
Divisione Maniraptora
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Famiglia † Troodontidae
Sottofamiglia Troodontinae
Gilmore, 1924
Genere Troodon
Leidy, 1856
Nomenclatura binomiale
† Troodon formosus
Joseph Leidy, 1856
Sinonimi
  • Polyodontosaurus Gilmore, 1932
  • Stenonychosaurus Sternberg, 1932
Specie
  • T. formosus
    Leidy, 1856
  • T. inequalis
    (Sternberg, 1932)
  • T. asiamericanus?
    Nessov, 1995

Il troodonte (Troodon formosus) o stenonicosauro (dall'obsoleto nome Stenonychosaurus) era un dinosauro carnivoro vissuto verso la fine dell'era dei dinosauri, nel Cretaceo superiore (Campaniano, circa 75 milioni di anni fa) in Nordamerica.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Troödon significa "dente che ferisce": il nome si riferisce ai caratteristici denti seghettati di questo dinosauro. Fu scoperto da Joseph Leidy nel 1856. I primi reperti completi sono stati scoperti in Nord America. Era prevalentemente carnivoro, sebbene fosse piccolo e bipede. Questo però gli consentiva di essere agile e veloce. Sfruttava la sua coda, rigida e sottile, al massimo, soprattutto per mantenere l'equilibrio.

Grandi occhi, grande cervello[modifica | modifica wikitesto]

Questo piccolo carnivoro è un classico rappresentante dei maniraptori, i dinosauri predatori più evoluti che diedero origine agli uccelli. Il troodonte era lungo circa due metri ed era dotato di arti molto allungati, in particolare i posteriori, dotati di un artiglio "a falce" molto simile a quello presente sugli arti dei dromeosauridi, ma più ridotto. Le zampe anteriori, anch'esse allungate, erano dotate di lunghe dita artigliate, e il primo dito era forse opponibile alle altre due; aveva la mano prensile e il polso rotante. La coda era rigida e sottile, mentre il collo allungato reggeva una piccola testa dotata di occhi insolitamente grandi e di una scatola cranica decisamente voluminosa che probabilmente ospitava un cervello notevole per lo standard dinosauriano. Anzi, l'intelligenza di Troödon era la più alta tra quelle di tutti i dinosauri e poteva rivaleggiare con quella dei mammiferi primitivi dell'epoca, come Alphadon. I denti, aguzzi e ricurvi, erano seghettati in modo caratteristico. Con tutta probabilità il troodonte era un carnivoro adattato a cacciare di notte, e che grazie alla vista acuta e alle zampe lunghe riusciva a scovare e catturare i piccoli animali come mammiferi e lucertole e, se cacciava in gruppo, anche giovani Dinosauri.

L'ipotesi del "dinosauroide"[modifica | modifica wikitesto]

Un modello del dinosauroide

Negli anni ottanta, sotto il nome di Stenonychosaurus, questo dinosauro fu oggetto di uno studio approfondito, per quanto fantasioso, del paleontologo canadese Dale Russell. Russell, notando la particolare capienza della scatola cranica dell'animale e pensando che le dita della mano fossero opponibili, arrivò a ipotizzare una possibile evoluzione di questo piccolo carnivoro se non si fosse estinto. Nacque così il "dinosauroide", una sorta di equivalente rettiliano degli esseri umani, con postura bipede, grandi occhi, dita opponibili, coda assente e soprattutto un encefalo sviluppatissimo. Negli ambienti scientifici, comunque, questo studio è stato percepito più come "spettacolare" che davvero utile.

Confusione tassonomica[modifica | modifica wikitesto]

Descritto per la prima volta dal grande paleontologo Leidy, il troodonte fu uno dei primi dinosauri americani a essere descritti. Tutto quello che si conosceva di questo animale, però, erano i caratteristici denti, e Leidy pensò che il troodonte fosse una lucertola. In seguito questo dinosauro venne ritenuto essere un sinonimo del pachicefalosauro Stegoceras, poi ancora un nomen dubium basato su denti. Nel frattempo, Sternberg aveva scoperto uno scheletro largamente incompleto di un piccolo teropode che descrisse come Stenonychosaurus inequalis, ma nessuno notò somiglianze con i denti di Troödon. Verso la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, il troodonte venne addirittura considerato una sorta di ipsilofodontide carnivoro, e solo verso la fine di quel decennio, grazie al ritrovamento di una mascella parziale con tanto di denti, si riconobbe la stretta parentela tra Troödon e Stenonychosaurus, che divenne ufficialmente un sinonimo di Troödon. Attualmente, però, alcuni paleontologi sono convinti che Stenonychosaurus possa rappresentare una forma a sé stante.

Embrioni dalle lunghe zampe[modifica | modifica wikitesto]

Diversi resti di uova fossili precedentemente attribuite all'ipsilofodontide Orodromeus sono state recentemente attribuite al carnivoro Troödon. Nuovi nidi fossilizzati, però, sembrerebbero indicare che le uova possano appartenere a un teropode ancora sconosciuto, anche se, per contro, altri resti di nidiacei ed embrioni sono stati assegnati a Troödon. Gli scheletri di questi piccoli, in ogni caso, sembrerebbero possedere zampe insolitamente allungate, anche rispetto alla media dei troodontidi. Troödon, conosciuto negli Stati del Montana e del Wyoming e nella provincia canadese dell'Alberta, è vissuto nel Campaniano ma potrebbe essere sopravvissuto per 15 milioni di anni, fino al Maastrichtiano. Una così ampia distribuzione temporale è insolita per una singola specie animale e, dal momento che spesso i resti di Troödon sono frammentari, può darsi che non vi fosse la sola specie T. formosus all'interno di questo genere, ma un avvicendarsi di forme via via più evolute. Lo stesso Stenonychosaurus inequalis delle formazioni canadesi potrebbe rappresentare una specie a sé stante, T. inequalis.

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di T. inequalis

Dal momento della sua scoperta, i paleontologi hanno sempre considerato il Troodon come un predatore. Tale ipotesi è stata avvalorata dalla presenza del famoso artiglio a falce presente in tutti i dromeosauri e dalla sua eccellente visione binoculare.

Tuttavia, come evidenziato dai fossili, i denti del Troodon, sono diversi da quelli di qualunque altro dinosauro teropode, suggerendo che l'animale avesse invece una dieta variegata e onnivora.[1] Infatti, le ganasce si incontrano in un ampio spazio, a forma di U, simile a quello di un'iguana, una specie di lucertola adattatasi ad un'alimentazione quasi esclusivamente erbivora. Inoltre, i denti dispongono di grandi dentellature chiamate denticoli, presente sul margine del dente. Questi denticoli, distanziati tra loro puntano tutti verso la punta del dente, e sono quindi perfetti per tagliare e strappare. Il paleontologo Holtz, notò che anche l'anatomia dell'animale poteva sostenere una dieta onnivora, come ad esempio le mani adatte ad afferrare, il grande cervello e la visione stereoscopica, sono caratteristiche presenti in molti animali onnivori odierni come i procioni.[1]

Studi sulla crescita dei Troodon, condotta su alcuni campioni e su vari embrioni, hanno documentato questi animali raggiungessero la piena maturità intorno ai 3-5 anni.[2]

I Troodon giganti dell'Alaska[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio basato su alcuni denti fossili di Troodon rinvenuti nei siti fossiliferi nel nord dell'Alaska, e risalenti al Tardo Cretaceo, hanno evidenziato una grande differenza tra i comuni Troodon e quelli che vivevano più a nord. I denti ritrovati dimostrano che i Troodon che vivevano in Alaska erano molto più grandi e robusti rispetto ai loro "cugini" del sud, con dimensioni paragonabili al doppio di un normale Troodon meridionale. I paleontologi sostengono che questo fenomeno di gigantismo, sia dovuto all'assenza di grandi predatori nelle regioni più settentrionali, dove il clima era più rigido; infatti in questi luoghi non è mai stato ritrovato un qualche fossile appartenente ad un grande predatore come i tirannosauridi, che si concentravano più a sud dove il clima era più mite. Le eccezionali dimensioni di questi esemplari, avrebbero consentito loro di predare prede molto più grandi di loro, come i giovani esemplari di Edmontosaurus. Tale ipotesi è anche confermata dalla grande presenza di segni di morsi di Troodon sulle ossa del 95% dei giovani esemplari di Edmontosaurus, come spiegato anche nel documentario della BBC Planet Dinosaur.[3] Un'ulteriore analisi ha rivelato una nuova prova a sostegno di una dieta prevalentemente carnivora per questi esemplari artici: la forma dei denti degli esemplari ritrovati in Alaska, si dimostra inadatta al consumo di cibi duri, come ossa, esoscheletri di invertebrati e piante. Infatti, i denti ritrovati sembrano perfetti per alimentazione di cibi morbidi come appunto la carne.[4]

Paleopatologie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paleopatologia.

Un osso parietale, catalogato come (TMP 79.8.1), attribuito alla specie cui T. formosus, mostrava un'"apertura patologica". Nel 1985, Phil Currie ipotizzò che questa apertura fu causata da una cisti, ma nel 1999 Tanke e Rothschild interpretarono questa apertura come una ferita da morso. In un altro esemplare, stavolta un esemplare appena nato, sembrerebbe aver sofferto di una malformazione della parte anteriore della mascella, che risultava quasi attorcigliato.[5] In un altro studio del 2001, condotto da Bruce Rothschild e altri paleontologi, furono esaminate ben 21 ossa di piedi di Troodon, alla ricerca di segni di fratture da stress, tuttavia tali segni non sono stati rinvenuti.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Holtz, Thomas R., Brinkman, Daniel L., Chandler, Chistine L. (1998) Denticle Morphometrics and a Possibly Omnivorous Feeding Habit for the Theropod Dinosaur Troodon. Gaia number 15. December 1998. pp. 159-166.
  2. ^ Varricchio, D. V. (1993). Bone microstructure of the Upper Cretaceous theropod dinosaur Troodon formosus. J. Vertebr. Paleontol. 13, 99-104. JSTOR 4523488
  3. ^ //https://www.youtube.com/watch?v=WPw_VMOVd18
  4. ^ Fiorillo, Anthony R. (2008) "On the Occurrence of Exceptionally Large Teeth of Troodon (Dinosauria: Saurischia) from the Late Cretaceous of Northern Alaska" Palaios volume 23 pp.322-328
  5. ^ Molnar, R. E., 2001, Theropod paleopathology: a literature survey: In: Mesozoic Vertebrate Life, edited by Tanke, D. H., and Carpenter, K., Indiana University Press, p. 337-363.
  6. ^ Rothschild, B., Tanke, D. H., and Ford, T. L., 2001, Theropod stress fractures and tendon avulsions as a clue to activity: In: Mesozoic Vertebrate Life, edited by Tanke, D. H., and Carpenter, K., Indiana University Press, p. 331-336.

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