Sukhoi KR-860

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Sukhoi KR-860
Descrizione
TipoAereo di linea
Equipaggio2 piloti
CostruttoreRussia Sukhoi
Esemplarinessuno
Dimensioni e pesi
Lunghezza80 m
Apertura alare88 m
Superficie alare700
Peso max al decollo620 000-650 000 kg
Passeggeri860 (config. a tre classi)
fino a 950 (860-1000) in economy
Capacità300 000 kg
Propulsione
Motore4 turboventola GE CF6-80E
Potenza30 000-34 000 kgf ciascuno
Prestazioni
Velocità di crociera1 000 km/h (621 mph; 540 kn)
Autonomia12 000-15 000 km

dati estratti dal sito GlobalSecurity.org[1]

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Il Sukhoi KR-860 (in caratteri cirillici Сухой КР-860 o in russo: Крылья России?, traslitterato: Kryl'ja Rossii, Ali della Russia, precedentemente indicato come KD-717 (СКД-717), fu un grande aereo di linea quadrimotore turboventola sviluppato dall'azienda aeronautica russa Sukhoi e rimasto alla fase progettuale.

Originariamente progettato dall'OKB 51 e sviluppato negli anni novanta dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, venne ideato per entrare nel mercato dei grandi aerei passeggeri, che, con una soluzione a doppio ponte, avrebbe permesso di trasportare fino a 860 passeggeri, su tre classi, a una distanza di circa 12 000-15 000 km.

Presentato all'edizione 1999 del Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget, dove l'azienda mostrò un suo modello in scala 1/24, e caratterizzato da soluzioni tecniche innovative per il mercato civile, come l'adozione di un'ala ripiegabile per ridurre l'ingombro trasversale e facilitare il rimessaggio, il KR-860 non riuscì ad attrarre sufficiente attenzione nemmeno nella sua variante aerocisterna per gas naturale liquefatto e il suo sviluppo venne abbandonato.[2]

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni novanta lo staff tecnico dell'ufficio di progettazione (OKB) 51, noto anche come OKB Sukhoi dall'ingegnere aeronautico Pavel Osipovič Suchoj[N 1] che lo diresse dalla sua fondazione, decise di avviare lo sviluppo di un nuovo modello destinato ad entrare nel mercato del trasporto civile ad alto numero di passeggeri, dove a quel tempo l'unico concorrente in produzione era lo statunitense Boeing 747, in fase di sviluppo con varianti da capienza superiore come i modelli 747-400ER e 747X, ma di interesse anche della europea Airbus che un decennio più tardi avrebbe sviluppato l'A3XX (poi A380).[2]

Il gruppo di progettisti, diretto dall'ingegnere Altaf Khusnimarzanovich Karimov (in russo: Альтаф Хуснимарзанович Каримов?) e supervisionato da Michail Petrovič Simonov (in russo: Михаил Петрович Симонов?), iniziò a lavorare su un progetto ambizioso, un velivolo lungo 80 m per un'apertura alare di 88 m, dotato di doppio ponte, che sebbene avesse una configurazione classica per il periodo, ala bassa a freccia e impennaggio monoderiva, era stato sviluppato con l'assistenza degli specialisti in aerodinamica dello TsAGI.[2]

La dissoluzione dell'Unione Sovietica e il conseguente assestamento dell'economia interna della Russia post sovietica, causò un brusco rallentamento del programma di sviluppo del velivolo che avrebbe dovuto iniziare verso la fine del decennio, ma a causa della mancanza di fondi venne rinviato per alcuni anni.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La denominazione del "costruttore" risulta scritta in modo diverso da quella del "progettista" poiché nel secondo caso la traslitterazione del cognome è effettuata secondo il sistema della traslitterazione scientifica, impiegato come standard convenzionale nelle pagine di Wikipedia in lingua italiana.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) John Pike, Sukhoi KR-860 / SKD-717 - Specifications, su GlobalSecurity.org, http://www.globalsecurity.org, 12 dicembre 2019. URL consultato il 14 gennaio 2020..
  2. ^ a b c d testpilot.ru, КР-860 (СКД-717).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]