Sistema Kell

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Diagramma del complesso Kell XK - Le regioni intramembranose delle 2 proteine sono raffigurate da cilindri. I residui cisteinici sono indicati (C). La cisteina 72 di Kell forma un legame disolfuro con la cisteina 347 di XK. La porzione esterna di Kell (termine COOH) è rappresentata da una linea piu' larga. Le catene di N-glicosilazione sono rappresentate da Y.

Due proteine della membrana eritrocitaria esprimono il sistema Kell, un gruppo sanguigno rappresentato da più di 20 antigeni sulla superficie dei globuli rossi dell'uomo e di altri animali inferiori. Essi sono causa di patologie tranfusionali in caso di incopatibilità del sangue transfuso o di immunizzazioni feto-maternali in caso di incompatibilità col sangue paterno. Nel sistema Kell sono presenti le notazioni K, k, o Kp.[1][2]. Gli antigeni di Kell sono di natura conformazionale e sono dovuti ai numerosi ripiegamenti della molecola Kell, una metallo-endopeptidasi zinco-dipendente, di 93 kilodalton, responsabile dell'attivazione dell'endotelina 3.[3][4] L'assenza di Kell non è causa di patologie, mentre l'assenza di XK, o un difetto nel gene XK, conduce ad una sindrome dell'apparato neuro-muscolare denominata McLeod.

Proteina[modifica | modifica wikitesto]

Il gene KEL codifica per una glicoproteina che attraversa la membrana cellulare una singola volta e con la porzione extracellulare altamente ripiegata su se stessa a causa dei numerosi ponti disolfuro intraproteici[5]. Nella membrana eritrocitaria Kell è strettamente associata alla proteina XK. XK porta l'antigene Kx appartenente al sistema Kell. La glicoproteina Kell contiene omologie di sequenza e strutturali con i membri della famiglia delle metallo-endopeptidasi zinco-dipendenti neprilisine.[6]

Molti alleli di KEL contribuiscono al sistema Kell. Gli alleli K1 (Kell) e K2 (Cellano) sono i maggiormente coinvolti in medicina transfusionale. L'allele K6 invece è di maggior interesse biologico perché benché presente soltanto nell'1% dei caucasici americani è invece posseduto da circa il 20% degli afro americani[7]. Kell è strettamente legata ad XK, tramite un ponte disolfuro[8][9] L'assenza della proteina XK, dovuta alla delezione totale di XK o alla presenza di mutazioni puntiformi[10], porta alla marcata riduzione degli antigeni di Kell sulla superficie degli eritrociti oltre all'assenza dell'antigene Kx. La mancanza di Kell nella membrana (K0) provoca un aumento dell'antigene Kx sulla superficie dei globuli rossi[11]dovuto ad una maggiore esposizione degli stessi[12] e, paradossalmente, ad una diminuzione della componente proteica XK nella membrana eritrocitaria[13].

Malattie correlate[modifica | modifica wikitesto]

Gli antigeni di Kell sono importanti nella medicina trasfusionale, nell'anemia emolitica autoimmune e nella eritroblastosi fetale Anti-K.

Fenotipo McLeod[modifica | modifica wikitesto]

Il fenotipo McLeod (o sindrome di McLeod) è una anomalia legata all'X in cui gli antigeni di Kell sono scarsamente riconosciuti dai test di laboratorio. Il gene McLeod codifica per la proteina XK, che ha caratteristiche strutturali di una proteina di trasporto ma funzione ancora ignota. Sembra però essere necessaria per una corretta sintesi o presentazione degli antigeni di Kell sulla superficie degli eritrociti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kaita H, Lewis M, Chown B, Gard E, A further example of the Kell blood group phenotype K-,k-,Kp(a-b-), in Nature, vol. 183, nº 4675, June 1959, pp. 1586, DOI:10.1038/1831586b0, PMID 13666821.
  2. ^ Dean L, The Kell blood group -- Blood Groups and Red Cell Antigens, su NCBI Bookshelf, National Center for Biotechnology Information - United States National Institutes of Health. URL consultato il 4 maggio 2009.
  3. ^ Lee S, Wu X, Reid M, Zelinski T, Redman C, Molecular basis of the Kell (K1) phenotype, in Blood, vol. 85, nº 4, 1995, pp. 912–6, PMID 7849312.
  4. ^ Lee S, Lin M, Mele A, Cao Y, Farmar J, Russo D, Redman C, Proteolytic processing of big endothelin-3 by the kell blood group protein, in Blood, vol. 94, nº 4, 1999, pp. 1440–50, PMID 10438732.
  5. ^ D. C. Russo, S. Lee e M. Reid, Topology of Kell blood group protein and the expression of multiple antigens by transfected cells, in Blood, vol. 84, nº 10, 15 novembre 1994, pp. 3518–3523. URL consultato il 04 ottobre 2016.
  6. ^ Entrez Gene: KEL, ncbi.nlm.nih.gov.
  7. ^ Molecular basis of the K:6,-7 [Js(a+b-)] phenotype in the Kell blood group system., ncbi.nlm.nih.gov.
  8. ^ (EN) David Russo, Colvin Redman e Soohee Lee, Association of XK and Kell Blood Group Proteins, in Journal of Biological Chemistry, vol. 273, nº 22, 29 maggio 1998, pp. 13950–13956, DOI:10.1074/jbc.273.22.13950. URL consultato il 28 settembre 2016.
  9. ^ David Russo, Soohee Lee e Colvin Redman, Intracellular assembly of Kell and XK blood group proteins, in Biochimica et Biophysica Acta (BBA) - Biomembranes, vol. 1461, nº 1, 09 novembre 1999, pp. 10–18, DOI:10.1016/S0005-2736(99)00148-0. URL consultato il 04 ottobre 2016.
  10. ^ (EN) David C.W. Russo, Soohee Lee e Marion E. Reid, Point mutations causing the McLeod phenotype, in Transfusion, vol. 42, nº 3, 1° marzo 2002, pp. 287–293, DOI:10.1046/j.1537-2995.2002.00049.x. URL consultato il 28 settembre 2016.
  11. ^ Marsh WL, Redman CM., Recent developments in the Kell blood group system., in Transfus Med Rev. 1987, Apr;1(1):4–20..
  12. ^ Branch DR, Sy Siok Hian AL, Petz LD., Unmasking of Kx antigen by reduction of disulphide bonds on normal and McLeod red cells., in Br J Haematol. 1985 Mar., 59(3):505-12.
  13. ^ (EN) Soohee Lee, David C. W. Russo e Alexander P. Reiner, Molecular Defects Underlying the Kell Null Phenotype, in Journal of Biological Chemistry, vol. 276, nº 29, 20 luglio 2001, pp. 27281–27289, DOI:10.1074/jbc.M103433200. URL consultato il 28 settembre 2016.
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