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Sergardi (famiglia)

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Sergardi
Partito di rosso e d'azzurro, a due martelli d'oro, decussati e attraversanti; il tutto abbassato sotto il capo d'AngiòPartito di rosso e d'azzurro, a due martelli d'oro, decussati e attraversanti; il tutto abbassato sotto il capo d'Angiò, il tutto abbassato sotto il capo dell'Impero[1]
Stato Repubblica di Siena
Granducato di Toscana
Stato pontificio
Regno delle Due Sicilie
Regno d'Italia
Titoli
FondatoreMartello
Data di fondazioneXIII secolo Montalcino
XIV secolo Siena
EtniaItaliana

I Sergardi sono un’antica famiglia senese.

Originari di Montalcino, ove furono capitani e gonfalonieri, traggono il loro nome da ser Gardo, notaio, cognomizzato successivamente in Sergardi. Furono ascritti al Monte del Popolo[2].

Busto del sen. Tiberio Sergardi, Palazzo Fineschi Sergardi
Stemmi Sergardi

Ser Gardo di Ciampolo di Ser Naldo di Gardo di Ser Martello da Montalcino[3][4], giudice ordinario e notaio, lo troviamo almeno dal 1382, a godere della cittadinanza senese[5]. Fu condannato a morte dalla Repubblica di Siena, nel 1404, per aver partecipato ad una congiura, per far passare Montalcino sotto il controllo dei Fiorentini. I congiurati ilcinesi furono graziati e la pena capitale, venne commutata in una sanzione pecuniaria[6].

Niccolò di Giovanni Sergardi Camerlengo della Biccherna 1484 Archivio di Stato di Siena

Il primo a sedere nel Concistoro, Supremo Magistrato della Repubblica di Siena, fu Niccolò di Giovanni di ser Gardo, banchiere, nel 1463[7]. Fu ulteriormente tratto Priore di Concistoro nel 1478, '80, '95, '97; nel 1483, quale consigliere del Capitano del Popolo [8], fu depositario di Biccherna nel 1494, console di Mercanzia nel 1496, e dei Regolatori nel 1497. Era figlio di Giovanni e di Lucia di Niccolò Bindotti, banchiere e nobile senese.

Mons. Filippo di Giovanni Sergardi, fu abate di Strigonia in Ungheria (1494), arcivescovo di Corinto. Chierico di Camera Apostolica, fu inviato da papa Alessandro VI come ambasciatore a Massimiliano I Imperatore[9].

Dai fratelli Giov. Francesco, Lodovico, Filippo, Francesco, Andrea, Achille, Leonardo e Girolamo, figli di Niccolò di Giovanni di ser Gardo, si creò una prima grande divisione dei rami della famiglia.

Achille di Niccolò di Giovanni, fu tratto Priore di Concistoro, nel 1497[10], 1509, 1518 e consigliere del Capitano del Popolo della Repubblica di Siena, nel 1523[11].

Roberto di Giov. Francesco di Niccolò, fu Capitano del Popolo[12] e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena, nel 1561[13]. Suo figlio Claudio, sarà Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1583[13].

Mons. Filippo di Niccolò di Giovanni Sergardi, fu Protonotario apostolico, Prefetto del Fisco Pontificio con Leone X, Segretario de Brevi, Decano di Camera Apostolica. Commissionò a Raffaello La bella giardiniera, realizzata nel 1507, venduta poi a Francesco I di Francia, oggi al Louvre[14]. Si fece costruire un casino di caccia alla Garbatella, ampliato nei primi anni '20 del XX secolo, dall'architetto Innocenzo Sabbatini, per ospitare un asilo di infanzia, oggi noto come la Scoletta[15].

Fr. Leonardo di Niccolò di Giovanni, fu Cavaliere di Rodi.

Girolamo di Niccolò di Giovanni, dottore delle Leggi, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia della Repubblica di Siena, nel 1507 e 1510[13]; fu tratto Priore di Concistoro nel 1499, 1500, 1506[11]; fu inviato come ambasciatore a papa Alessandro VI[16] e nel 1499, fu insieme a Girolamo Tolomei e Giovan Battista Santi, ambasciatore della Repubblica al re di Francia, Luigi XII, che si trovava a Milano[16][17] e ancora ambasciatore, a papa Giulio II, nel 1506.

Monumento sepolcrale del Cav. Niccolò Sergardi nella basilica di San Francesco, Siena, 1558

Nel XVI secolo, Carlo V, Sacro Romano Imperatore conferì a Niccolò di Achille di Niccolò di Giovanni, il titolo di Conte palatino e Cavaliere Aurato[18], con insieme la concessione araldica del capo dell'Impero. Niccolò fu ambasciatore della Repubblica a Carlo V, a papa Clemente VII, a papa Paolo III e al duca Cosimo I[18]. Sempre Niccolò, fu Priore di Concistoro nel 1525[11] e fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia della Repubblica di Siena, nel 1538[13]. Fu tra i rappresentanti che la Repubblica scelse, per andare a Firenze a trattare la resa nel 1555[19]. Suo figlio mons. Achille, sarà governatore di Ancona[20], Fano e Fermo e vescovo di Massa Marittima. Alessandro, altro figlio del conte Niccolò e fratello di mons. Achille, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena[21], nel 1574 e 1588[13]. Achille, figlio di Giulio[22][23] di Alessandro del conte Niccolò, sarà Ammiraglio comandante la flotta dell'Ordine di Santo Stefano, Balì dello stesso Ordine e fratello di Alessandro (1596 - 1649), vescovo di Montalcino[24].

Niccolò di Tiberio[25] di Filippo, del conte Niccolò Sergardi, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena, nel 1670[13], sedendo nel Concistoro, nel 1667[23]. Suo figlio Giovanni fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1709[13], sedendo nel Concistoro, nel 1692 e nel 1700[23]. Il nipote Lorenzo, figlio di Giovanni, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1734[13] e fu Priore di Concistoro, nel 1714, '16, '19, '23, '26, '28, '31, e '33[23].

Nel 1697 Lodovico di Curzio era avvocato Concistoriale.

Mons. Lattanzio Sergardi fu Cameriere d'Onore in abito paonazzo (1745), di Papa Benedetto XIV[26]. Fu abate commendatario dell'Abbazia Ardenga nel 1748[27].

Orazio, noto giureconsulto, insegnò negli Studi di Siena e Macerata ed ebbe la cattedra Vespertina di Salerno. Tornato in patria, fu rettore della chiesa di Santa Maria di Provenzano[28].

Claudio di Fabio di Filippo Sergardi morì a Firenze il 12 gennaio 1836 e fu sepolto nella basilica di San Lorenzo[29]. Fu Senatore e Sopraintendente generale al dipartimento delle RR. Possessioni e Direttore delle Regie Bandite e Foreste del Granducato. Fu Ciamberlano dell'I. e R. Corte Toscana, Cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano P. & M. e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giuseppe.

Da Filippo del Conte Niccolò Sergardi, si giungerà a Lorenzo[30][31], che fu gonfaloniere di Elci (1835-1840)[32] e al di lui figlio Tiberio (1816–1886), patriota italiano, senatore del Regno d’Italia. Sua figlia Maria Lavinia, ultima del proprio ramo, andrà in sposa al nobile Adolfo Fineschi[33], tenente generale del R.E. (da cui i discendenti Fineschi Sergardi).

Discendente da un altro ramo, di Filippo del Conte Niccolò, Achille di Luigi Sergardi[34], nato nel 1882, Capitano nel Corpo dei Bersaglieri del Regio Esercito, addetto al battaglione squadriglia aviatori, si guadagnò una medaglia d'argento al V.M. durante la prima guerra mondiale, nel 1917[35]. Nel 1932, fu promosso Colonnello[36]. Anche suo fratello Bernardino, nato nel 1892, giovane laureando in Giurisprundenza, presso l'Università degli Studi di Siena, Tenente di complemento dei Bersaglieri, comandante di un reparto di Arditi, per una valorosa azione del 18 settembre 1917, venne decorato della medaglia d'argento al Valor Militare[37]. Il 25 ottobre 1917, cadde sul campo dell'onore[38].

Ramo Sergardi Bindi

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Stemma Sergardi Bindi

Da Federigo del conte Niccolò Sergardi, che fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena nel 1598[13], si giungerà ad Ottavio che verrà adottato da Gerolamo Bindi, ultimo della sua nobile stirpe. Questi, sposato alla metà del secolo XVI con Calidonia Sergardi, non avendo eredi, decise di adottare il fratello di lei, creando la linea dei Sergardi Bindi. Giovan Francesco Sergardi Bindi, cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano[39][40], figlio di Federigo del Conte Niccolò, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1620[13].

Giovanni Bindi Sergardi, nato a Siena il 13 marzo 1772, fu vescovo di Montalcino, il 20 dicembre 1824[41].

Ramo Sergardi Biringucci

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Stemma Sergardi Biringucci

Questo ramo discende da Giovan Francesco di Niccolò di Giovanni di ser Gardo, che fu tratto Priore di Concistoro, nel 1503 e 1511[11][2].

Mons. Lodovico Sergardi (1660 - 1726), figlio di Curzio ed Olimpia Biringucci[42][43][44], noto con lo pseudonimo di Quinto Settano, fu poeta famoso per le proprie satire. Il padre Curzio, figlio di Filippo Sergardi, fu tra i fondatori del Casin de' Nobili di Siena, il 13 Novembre 1657[45], il Circolo per Gentiluomini più antico del mondo e ne fu governatore nel 1664-65[46].

Nel 1727 con la morte di Marcello Biringucci, venendosi ad estinguere la sua famiglia, ne raccolse l'eredità tramite fidecommesso, Curzio di Filippo di Curzio Sergardi (l'ultimo Curzio, sposato con Olimpia Biringucci), con obbligo di mutare stemma e nome, ma essendo entrati entrambi i figli di Curzio, nell'Ordine dei Gesuiti, il fideccommesso passò al fratello di Curzio, Fabio. Fabio sarà l'ultimo a portare il nome singolo di Biringucci, perché i sovrani lorenesi, consentirono che tale disposizione si estinguesse con lui, per cui i discendenti, a partire da Marcello, figlio di Fabio, crearono la linea Sergardi Biringucci[47].

Il sopra menzionato, Curzio, cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano[39][40], figlio di Filippo di Curzio Sergardi, fu tratto Priore di Concistoro, nel 1719, '21, '24 e '26[23]; il fratello di Curzio, Fabio, che riprese il nome Biringucci, sedette nel Concistoro, nel 1727, '30, '32, 35 e '37[23].

A questa linea genealogica, appartiene il Sen. Claudio di Fabio Sergardi ed il di lui fratello Lattanzio, Tenente Generale al servizio del Re Ferdinando I delle Due Sicilie, a Napoli, fratelli del citato Marcello Sergardi Biringucci, i quali però usarono il singolo cognome Sergardi. Re Umberto I, riconoscendo la signoria della famiglia sul Castello di Montepò in Maremma, sin dal XV secolo, insignì questo ramo del titolo di Barone.[48] Il Barone Fabio figlio di Alessandro di Fabio di Alessandro del sopra citato Marcello Sergardi Biringucci[49], fu Capitano vittorioso per la Contrada Sovrana dell'Istrice, nel 1935[50] e 1961[51].

Ramo di Napoli

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Nel secolo XVIII, Lattanzio di Fabio Sergardi (1758 - 1844[52]), andò a Napoli per servire militarmente la real casa di Borbone e, ufficiale di Cavalleria, raggiunse il grado di Tenente generale, decorato della gran croce dell’Ordine di San Giorgio della Riunione[53]. Da Maresciallo di Campo, fu comandante della piazza di Napoli[54] (1817) e Governatore di Siracusa. Il figlio Fabio (n. 1806 a Napoli), ufficiale di Cavalleria, generale di brigata, comandò due reggimenti di Lancieri sul Volturno. Venne decorato personalmente da Re Francesco II con la croce dell'Ordine di San Ferdinando (subì successivamente un processo, per appoggio al Brigantaggio ed attività sovversive, contro il neo Regno d'Italia[55]). Il nipote Giorgio (n. 1839 a Napoli), Alfiere, fu decorato della croce dell’Ordine di San Giorgio, perché, spiegò la più lodevole operosità e perizia, disprezzando ogni pericolo, presente all'assedio di Gaeta del 1860.[56]

Con l’avvento della dinastia lorenese, succeduta a quella medicea e la legge del 31 luglio 1750[57][58], i Sergardi furono riconosciuti (1753) nel titolo di Patrizi di Siena[59]. Tale legge veniva a codificare la Nobiltà, che i nuovi amministratori lorenesi, trovarono in Toscana in uno stato non ordinato e sicuramente troppo liberale, rispetto ai canoni delle monarchie del nord Europa. D'altra parte, la maggior parte delle famiglie nobili toscane, era di nobiltà civica, non feudale, ovvero era tale per aver avuto accesso nei secoli, attraverso il sistema delle borse e delle Tratte, alle magistrature civiche. Il conte di Richecourt da Firenze, al Granduca Francesco Stefano di Lorena, scriveva: «il y ait rien precisement qui aujourd'huy distingue le noble du citadin, ce qui est excellent dans une republique et ruisible dans une monarchie»[60]. Con la nuova legge, il sistema fu irrigidito, la Nobiltà venne resa distante dal resto della società e reso maggiormente difficile l'ingresso, in quanto dipendente da motu proprio del sovrano.

La famiglia è stata ricevuta nei secoli, con più esponenti, nell'Ordine di Santo Stefano[40] e nell'Ordine di Malta.

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Ser Gardo
da Montalcino Giudice e Notaio Cittadino senese 1382
Giovanni
* ?
sp. Lucia Bindotti
Niccolò
* ?
Priore di Concistoro 1463
sp. Petra de' Vecchi
Giovan Francesco
* 1467
Priore di Concistoro 1503
Fidecommesso Bringucci 1727
Girolamo
* 1462
Dott. in Legge
Ambasciatore
Capitano del Popolo 1507
sp. Camilla Saracini
Leonardo
* ?
Cavaliere di Rodi
Achille
* 1469
Priore di Concistoro 1497
sp. Costantina Castelli

Niccolò
* 1499
Capitano del Popolo 1538
Conte Palatino Cav. Aurato
sp. Margherita Petrucci
Achille
* 1528 †1601
Governatore di Ancona 1586
Vescovo di Massa Marittima 1587
Alessandro
* 1530
Capitano del Popolo 1574
sp. Giulia Palmieri
Il nipote Achille, Balì Ammiraglio dell'Ord. di S.Stefano
Federigo
* 1533
Capitano del Popolo 1598
sp. Fausta Palmieri
Il figlio Giovan Francesco, erede di Casa Bindi
Filippo
* 1543
Priore di Concistoro 1574
sp. Lidia Falconetti
Tiberio
* 1551
Priore di Concistoro 1603
sp. Fillide Scaramucci
Niccolò
* 1624
Capitano del Popolo 1670
sp. Girolama d'Elci
Giovanni
* 1667
Capitano del Popolo 1709
sp. Virginia Agazzarri
Lorenzo
* 1689
Capitano del Popolo 1734
sp. Elisabetta Nannini
Tiberio
* 1726
Priore di Concistoro 1751
sp. Eustochia Conti
Lorenzo
* 1785
Gonfaloniere di Elci 1835
sp. Diomira Ricciarelli
Tiberio
* 1816 †1887
Senatore del Regno 1879
sp. Ottavia Setti
Tito
sp. Niccolina Guicciardini
Maria Lavinia
* 1852
sp. Adolfo Fineschi
Achille
†1866
Teresa
sp. Luigi Valenti Serini
  1. Stemmi Sergardi, su archiviodistatofirenze.cultura.gov.it. URL consultato il 17 Aprile 2024.
  2. 1 2 Famiglia Sergardi, su SIAS Archivio di Stato di Siena. URL consultato il 27 settembre 2025.
  3. Carla Zarrilli e Mario Ascheri, Le Pergamene delle Confraternite nell'Archivio di Stato di Siena (1241-1785): Regesti, Siena, Accademia senese degli Intronati, 2007.
  4. Massimo Achilli, Biografie dal contado: Processi di affermazione politica e sociale in una comunità della Repubblica di Siena nel XIV secolo (PDF), Genealogia Ser Gardo di Ciampolo di Ser Naldo di Gardo di Martello da Montalcino - Sassari, 2009-2010. URL consultato il 2 ottobre 2025.
  5. Maria Assunta Ceppari Ridolfi, Patrizia Turrini e Mario Ascheri, Le pergamene del Comune di Montalcino (1193-1594), Siena, Edizioni Extempora - Tipografia il Torchio, 2019.
  6. Orlando Malavolti, Historia Del Sig. Orlando Malavolti, De' fatti, e Guerre de' Sanesi così esterne come Civili, seguite dall'origine della lor Città, fino all'Anno M.D.LV. fra le quali si narra in che modo e 'n quai tempi si crearon quelle cinque Fattioni, che domandan' Ordini ò Monti, Venezia, per Salvestro Marchetti Libraro in Siena all'insegna della Lupa, 1599.
  7. Stile antico
  8. Paolo Toti e Patrizia Turrini (a cura di), Concistoro della Repubblica di Siena - Onomasticon, Volume Primo, Siena, 2022.
  9. Isidoro Ugurgieri Azzolini, Le Pompe Sanesi, o' vero Relazione delli Huomini, e Donne Illustri di Siena, e suo Stato, scritta dal Padre Maestro Fr. Isidoro Vgurgieri Azzolini dell'ordine de' Predicatori, Pistoia, Nella Stamperia Piero Antonio Fortunati, 1649, p. 113. URL consultato il 28 settembre 2025.
  10. Stile antico, ab incarnatione domini.
  11. 1 2 3 4 Riccardo Terziani, Mario Ascheri e Cecilia Papi (a cura di), Concistoro della Repubblica di Siena - Presenze nei Libri dei Leoni, Volume secondo, Siena, 2023.
  12. Il Capitano del Popolo è colui che presiedeva il Concistoro, massimo organo di governo della Repubblica, ovvero il Capo del Governo della Repubblica di Siena.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Ministero dell'Interno - Archivio di Stato di Siena, Archivio del Concistoro del Comune di Siena - Inventario, Tipografia ex Cooperativa - Siena, 1952. URL consultato il 27 settembre 2025.
  14. Giuseppe Sgarzini, Raffaello, ATS Italia Editrice, 2006.
  15. Filippo Sergardi - La Scoletta, su caragarbatella.it.
  16. 1 2 Memorie Storico-Critiche della Città di Siena che servono alla Vita Civile di Pandolfo Petrucci dal MCCCCLXXX al MDXII raccolte dal Signor Cavaliere Gio. Antonio Pecci Patrizio Sanese, Parte prima, Siena, Vincenzio Pazzini Carli, 1755.
  17. R. Accademia dei Rozzi, Bullettino senese di storia patria, vol. 3, Siena, Tip. e Lit. dei Sordo-Muti di L. Lazzeri, 1896.
  18. 1 2 Isidoro Ugurgieri Azzolini, Le Pompe Sanesi, o' vero Relazione delli Huomini, e Donne Illustri di Siena, e suo Stato, scritta dal Padre Maestro Fr. Isidoro Vgurgieri Azzolini dell'ordine de' Predicatori, Pistoia, Nella Stamperia Piero Antonio Fortunati, 1649, p. 138. URL consultato il 27 settembre 2025.
  19. G.B. di Crollallanza, Dizionario Storico-Blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane Estinte e Fiorenti, vol. 2, Pisa, Presso la Direzione del Giornale Araldico, 1888.
  20. Mons. Lodovico Sergardi, Governatore di Ancona (PDF).
  21. Persa la guerra con Firenze, nel 1555, aiutati i Fiorentini dalle colubrine e archibugieri spagnoli, Siena venne trasformata in Ducato, con Cosimo I quale sovrano, mantenendo i propri organi istituzionali, compreso quello di vertice, il Concistoro, pur venendo lentamente diminuiti poteri e funzioni degli stessi.
  22. Giulio fu Priore di Concistoro, nel 1593.
  23. 1 2 3 4 5 6 Mario Ascheri (a cura di), Il Libro dei Leoni – la nobiltà di Siena in età medicea 1557-1737, Siena, Monte dei Paschi di Siena – Editore Amilcare Pizzi, 1996.
  24. Stemma Vescovo Alessandro Sergardi 1642, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 17 aprile 2024.
  25. Tiberio sedette nel Concistoro nel 1603 e nel 1622 - Il Libro dei Leoni.
  26. Notizie per l'Anno 1745 dedicate all'Em̃o, e Rm̃o Principe il Cardinale Girolamo Colonna, Roma, Stamperia del Chracas, 1745.
  27. Bullettino Senese di Storia Patria - vol.57, Siena, Accademia Senese degli Intronati, 1951.
  28. Isidoro Ugurgieri Azzolini, Le Pompe Sanesi, o' vero Relazione delli Huomini, e Donne Illustri di Siena, e suo Stato, scritta dal Padre Maestro Fr. Isidoro Vgurgieri Azzolini dell'ordine de' Predicatori, Pistoia, Nella Stamperia Piero Antonio Fortunati, 1649, p. 477 e 478. URL consultato il 28 settembre 2025.
  29. Tomba Sen. Claudio Sergardi (JPG), su commons.wikimedia.org.
  30. Nato nel 1785, figlio di Tiberio e nipote di Lorenzo che fu Capitano del Popolo nel 1734, Lorenzo viene ricordato dal prof. Giuseppe Giulj, docente di storia naturale dell’Università degli Studi di Siena, in un’opera dedicata all'acque minerali in Toscana, per avergli descritto nel 1828 la conformazione geologica sottostante il castello di Fosini (che fu della famiglia Sergardi), e le acque sulfuree che scaturivano nel torrente Riponti, per sboccare poi nel Pavone. Raccontava che, «mentre questa sorgente era in attività si sentivano nell’interno del monte delle detonazioni», «accompagnate da leggere scosse di terremoto», «le detonazioni suddette si facevano sentire più forti nel corso della notte», «questo fenomeno rumoroso si intendeva costante avanti le variazioni atmosferiche che precedono le varie stagioni, e con maggior forza poi all’avvicinarsi dell’Inverno…»
  31. Giuseppe Giulj, Storia Naturale di Tutte l'Acque Minerali di Toscana ed Uso Medico delle Medesime, Firenze, Stamperia Piatti, 1833.
  32. Almanacco Toscano, Firenze, Stamperia Granducale, dal 1835 al 1840.
  33. Figlio del Col. Cav. Lorenzo Fineschi, ultimo Capo di Stato Maggiore Generale, del Granduca Leopoldo II di Toscana.
  34. Sposato con Caterina de' Gori Pannilini.
  35. Cap. Achille Sergardi, su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org.
  36. Ministero della Guerra, Bollettino Ufficiale delle Nomine, Promozioni e Destinazioni degli Ufficiali e Sottufficiali del R. Esercito Italiano e nel Personale dell'Amministrazione Militare, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1932.
  37. Ten. Bernardino Sergardi, su decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org.
  38. Bollettino Ufficiale del Ministero dell'Istruzione Pubblica, Roma, Tipografia Operaia Romana Cooperativa - N.1, 3 Gennaio 1918.
  39. 1 2 Lodovico Araldi, L'Italia Nobile nelle sue Città, e ne Cavalieri figli delle Medeme, i quali d'Anno in Anno sono stati insigniti della Croce di San Giovanni e di Santo Stefano, Venezia, presso Andrea Poleti, 1722.
  40. 1 2 3 Bruno Casini, I Cavalieri dello Stato Senese membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Firenze, Edizioni ETS - Officine Grafiche Stianti San Casciano, 1993.
  41. Stemma Vescovo Giovanni Bindi Sergardi, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 17 aprile 2024.
  42. Pronipote di Giov. Francesco di Niccolò di Giovanni di Ser Gardo.
  43. Tomba di Mons. Lodovico Sergardi, su myspoleto.it.
  44. Mons. Lodovico Sergardi, su treccani.it.
  45. Albo dei Signori Uniti nella Nobile Conversatione del Casino di Siena, Siena, Tipografia Senese, MCMXCVII.
  46. I Governatori ed i Presidenti del Circolo degli Uniti dalla fondazione nel 350º anniversario MMVII
  47. Paolo Neri, Il cav. Marcello Biringucci: un imprenditore senese di successo del XVII secolo (PDF), Siena, Accademia dei Rozzi- Periodico N. 51, 2029, pp. 68-69. URL consultato il 28 settembre 2025.
  48. Gennaio - Aprile 1964, Istituto Poligrafico dello Stato, Rassegna degli archivi di Stato, Volumi 24-25, pp. 59, 60.
  49. Annuario della Nobiltà Italiana, Teglio (SO), S.A.G.I. Casa Editrice, 2006.
  50. Fabio Sergardi Biringucci, Capitano Vittorioso Istrice 1935, su ilpalio.org.
  51. Fabio Sergardi Biringucci, Capitano Vittorioso Istrice 1961, su ilpalio.org.
  52. Il Cattolico Giornale Religioso-Letterario, Lugano, Volume Ventesimosecondo Primo Semestre, presso Francesco Veladini e Comp., 1844.
  53. Almanacco Reale del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Stamperia Reale, 1840.
  54. Mons. Luigi Del Pozzo, Cronaca Civile e Militare delle due Sicilie sotto la Dinastia Borbonica, Napoli, Stamperia Reale, 1857.
  55. Commissione d'Inchiesta sul Brigantaggio Relazione letta alla Camera nel Comitato Segreto dei 3 e 4 maggio 1863 dal deputato Massari, 1863.
  56. Massimo Cardillo, Onore al soldato napoletano, 2015.
  57. Promulgata a Vienna il 31 luglio 1750, pubblicata a Firenze il 1º ottobre 1750.
  58. Legge per Regolamento della Nobiltà e Cittadinanza Pubblicata in Firenze il dì Primo di Ottobre 1750, Firenze, Stamperia Imperiale, 1750.
  59. Sergardi Patrizi di Siena, su archiviodistatofirenze.cultura.gov.it.
  60. Dispaccio del conte di Richecourt al granduca, del 22 febbraio 1749 - Marcella Aglietti, LE TRE NOBILTÀ La Legislazione Nobiliare del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature Civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, Edizioni ETS, 2000.
  • Francesco Galvani, Sommario Storico delle Famiglie Celebri Toscane compilato dal Conte Francesco Galvani e riveduto in parte dal Cav. Luigi Passerini, Firenze, Editore Ulisse Diligenti, 1864.
  • Mario Ascheri, I LIBRI DEI LEONI. La nobiltà di Siena in età medicea (1557–1737), Milano, Monte dei Paschi di Siena, 1996.
  • Storia delle famiglie illustri Italiane, Firenze, Ulisse Diligenti Editore, Volume 1.
  • Christoph Weber, Legati e Governatori dello Stato pontificio: 1550-1809, Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Ufficio Centrale per i Beni Archivistici - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1994.
  • Massimo Achilli, Biografie dal contado: Processi di affermazione politica e sociale in una comunità della Repubblica di Siena nel XIV secolo (PDF), Genealogia Ser Gardo di Ciampolo di Ser Naldo di Gardo di Martello da Montalcino - Sassari -, 2009-2010. URL consultato il 2 ottobre 2025.

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