Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione

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Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione
Rechtsridder en Ridder van Genade in de Militaire Orde van Sint-Joris van de Wedervereniging Napels 1808.jpg
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg
Regno delle Due Sicilie
TipologiaOrdine dinastico-statale
MottoVIRTUTI
Statusconcesso solo privatamente
Capoin disputa tra Pietro di Borbone Due Sicilie e Carlo di Borbone-Due Sicilie
IstituzioneNapoli, 1º gennaio 1819
Primo capoFerdinando I delle Due Sicilie
CessazioneNapoli
Ultimo capoFrancesco II delle Due Sicilie
GradiCavaliere di Gran Croce
Grand'Ufficiale
Commendatore
Cavaliere di Diritto
Cavaliere di Grazia
Precedenza
Ordine più altoReale ordine di Francesco I
Ordine più basso-
Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione.png
Nastro dell'ordine

Il Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione fu un ordine cavalleresco (dinastico-statale) del Regno delle Due Sicilie, stato preunitario dell'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quest'ordine venne fondato il 1º gennaio 1819 da Ferdinando I, re delle Due Sicilie, per celebrare la riunione sotto il suo scettro dei domini di Napoli e Sicilia (l'unione era infatti già stata costituita in epoca napoleonica e questa istituzione, ovviamente, voleva celebrarne il passaggio alla casata di Borbone-Napoli).

La sua istituzione, però, comportò la soppressione del precedente Ordine reale delle Due Sicilie, creato nel 1808 da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone I ed all'epoca re delle Due Sicilie.

L'Ordine ebbe poi modifiche da Francesco I il 28 settembre 1829, con il quale i due reali Ordini di Francesco I e di San Giorgio della riunione furono uguagliati in dignità e prerogative, e da Ferdinando II con R.D. del 10 maggio 1850.

La dottrina prevalente in materia sia cavalleresca che giuridica, considera tale Ordine di tipologia dinastico-statuale o di corona delle Due Sicilie, di conseguenza estinto con la fine di quel regno[1]. Su tale specifica posizione si sono allineati i pretendenti spagnoli e francesi della famiglia Borbone Due Sicilie, che ne ostentano tuttora, in disputa, il Gran Magistero. Inoltre, dalla fondazione come dignità di diritto legata al Ducato di Calabria[2], e di conseguenza, dalla fine del Regno delle Due Sicilie, come dignità spettante al Ducato di Noto[3], il ramo ispano-napoletano della Casa Borbone Due Sicilie è oggi l'unico che può ostentare la carica di Gran Connestabile (o Gran Contestabile).

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

Divisa.Ord.Mil.SanGiorgiodellaRiunione.png
Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione.png
Cavaliere
Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione.png
Commendatore
Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione.png
Cavaliere di Gran Croce

Le cariche principali erano affidate ai membri della famiglia reale, con il seguente ordine:

  • gran maestro: il sovrano
  • gran contestabile: il duca di Calabria

Gli aderenti all'ordine erano suddivisi in quattro gruppi di cavalieri, ovvero:

  • gran collane (detti gran bandierati) (poi aboliti da Francesco I il 28 settembre 1829)
  • gran croce (detti bandierati)
  • commendatore
  • cavaliere di diritto/cavaliere di grazia

In epoche successive vennero aggiunti anche altri due gradi di valore inferiore al cavaliere di grazia:

  • medaglia d'oro
  • medaglia d'argento.

Odiernamente, per quanto alla sezione precedente, le uniche dignità esistenti sono:

Le insegne[modifica | modifica wikitesto]

Le insegne consistevano in una croce smaltata di color rosso rubino, attraversata da due spade d'oro decussate sul retro, con al centro l'effigie di san Giorgio a cavallo che trafigge il drago, circondato da un cerchio turchino e da una ghirlanda d'alloro. In questo cerchio compariva inoltre il motto: IN HOC SIGNO VINCES.

I cavalieri di gran croce, oltre la placca d'argento sul lato sinistro del petto, portavano sospesa da una banda, l'immagine di san Giorgio cesellata in oro.

Le medaglie presentavano su entrambi i lati l'effigie di san Giorgio che trafigge il drago e nella medaglia d'oro si trovava inciso il motto VIRTUTI, mentre in quella d'argento la parola MERITO.

Il nastro era azzurro orlato di giallo-arancio. [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Roberto Saccarello, Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Sotto la Regola di San Basilio, 'Ed. Araldiche', Viterbo 2012, pp. 93-94.
  2. ^ Cfr. Roberto Saccarello, Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Sotto la Regola di San Basilio, 'Ed. Araldiche', Viterbo 2012, p. 93.
  3. ^ Cfr. Roberto Saccarello, Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Sotto la Regola di San Basilio, 'Ed. Araldiche', Viterbo 2012, p. 47.
  4. ^ insegne dell'ordine

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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